giovedì 15 novembre 2018

Il Sommelier de Le Calandre Matteo Bernardi - Ricerca enoica costante e profonda dedizione alla sala

Il mondo del vino è fatto di viaggi dentro, fuori e attorno ad un bicchiere e molti di questi viaggi hanno come meta degli incontri più o meno inaspettati.
E' proprio in uno di questi viaggi che ho avuto modo di incontrare la persona che ospito oggi in questo Wine Blog: Matteo Bernardi.
Matteo è il sommelier de Le Calandre, ristorante della famiglia Alajmo Sarmeola di Rubano (Pd) tre stelle Michelin da 15 anni e tra i "World's 50 Best Restaurants" (23° posto nel 2018).
A colpirmi sin da subito è stato quel giusto e raro "blend" di garbo e ironia che si traducono in un approccio al suo lavoro dinamico e vivo, mai noioso o pedante.
Quando mi trovo sulla stessa lunghezza d'onda con persone con le quali condivido questa grande passione che è il vino, non posso che lasciar spazio alle loro parole.
Eccovi la mia chiacchierata con Matteo Bernardi Sommelier de Le Calandre:
sommelier ristorante le calandre matteo bernardi
Cosa significa essere sommelier e cosa esserlo in un grande ristorante come Le Calandre? 
Essere Sommelier significa essere curiosi, avere la voglia di scoprire sempre gusti nuovi. Essere sommelier a Le Calandre, non è molto diverso bisogna solo avere molta curiosità e soprattutto bisogna avere l’umiltà di saper apprendere ogni giorno qualcosa in più, significa non sentirsi mai arrivati, ma sempre al punto di partenza.
sommelier le calandre
Sommelier si nasce o si diventa? 
Sommelier lo si diventa, e non di certo con il diploma. Ricordo il responsabile del corso Ais alla prima lezione: “Alla fine di questo corso avrete un diploma, ma non sarete sommelier… per esserlo dovrete bere tanto” noi ridemmo, ma aveva davvero ragione.
Essere sommelier ti "obbliga" a vedere il vino come un lavoro, ma riesci a far combaciare con l'aspetto professionale anche la passione per questo meraviglioso mondo? 
Nel momento in cui il tuo lavoro é la tua passione diventa tutto più semplice. Quando sono seduto al ristorante si abbassano le barriere, e semplicemente ordino quello che mi va di assaggiare oppure mi lascio trasportare… la differenza è la consapevolezza!

Quali sono gli aspetti del tuo lavoro che ami di più e quali quelli che ti mettono più alla prova?
Del mio lavoro amo profondamente le sfide; ogni tavolo è un ristorante a se, quindi bisogna captare ogni indizio che i commensali mandano per cercare di dar loro quello che cercano. E poi c’è la parte di ricerca che è affascinante, che ti permette di viaggiare, magari restando nella stessa stanza.
Allo stesso tempo queste sono anche le cose che più mi mettono alla prova, perché richiedono sforzi importanti oltre che ad un dispendio di tempo non indifferente.

Essere Sommelier, specie in un ristorante come Le Calandre, significa anche avere una buona dose di empatia e captare in pochi istanti gusti e personalità dei clienti. Ti senti un po' psicologo durante il servizio?
Come dicevo poco fa ogni tavolo è un ristorante a sé, e di conseguenza chiunque lavori in sala dev’essere un po’ psicologo, dal maître al commis di sala.
E’ la parte più divertente ma anche la più faticosa (sotto il punto di vista dello sforzo mentale) del nostro lavoro, cioè quella di anticipare le esigenze dell’ospite.

L'atmosfera in sala de Le Calandre è leggendaria. Come la definiresti dal punto di vista di chi è parte integrante di questa atmosfera?
A Le Calandre l’ingranaggio della sala gira in perfetta sincronia con quello della cucina; la filosofia della Famiglia Alajmo, messa magistralmente in atto da Andrea Coppetta Calzavara, è quella di trattare l’ospite come vorremmo essere trattati noi; una frase semplice che però racchiude un mondo di gesti, frasi, atteggiamenti che hanno un solo scopo, quello di far sentire il cliente a casa propria.
Cosa non dovrebbe mai mancare nella carta dei vini di un ristorante italiano?
La ricerca.
Sembra scontato ma non c’è nulla di peggio che trovare l’omologazione nelle carte dei vini.
Mentre in quella di uno stellato?
La ricerca e dev’essere la stessa ricerca che lo chef fa in cucina. Fondamentale se si vuole raggiungere l’eccellenza.

Come selezioni un vino da mettere in carta? Valuti il vino solo in base alle sue peculiarità organolettiche o reputi altrettanto importante la storia del produttore, le tradizioni e la cultura del territorio in cui nasce e/o il tuo legame con quello stesso vino?
Partendo dal presupposto che la scelta del vino è figlia di un lavoro di squadra, perché chiunque può proporre un vino; un vino entra in carta portando con se il bagaglio di cultura che contiene.
Se considerassimo il vino solamente come l’insieme di sensazioni date da componenti e reazioni chimiche, non staremmo qui a parlare (e molto probabilmente avremmo anche sbagliato mestiere); il Vino è carico di storie, legate alle persone, alla terra al tempo ed è tutto questo che noi vendiamo.
carta vini le calandre
Quanto reputi importante l'abbinamento vino-cibo e quanto si può osare ancora? Il tuo abbinamento più “azzardato”?
L’abbinamento è molto importante perché vini diversi possono far cambiare la percezione dei piatti che si stanno degustando; ogni tanto mi diverto ad abbinare due vini totalmente diversi allo stesso piatto, per far vedere come due abbinamenti si possano considerare perfetti sotto punti di vista diversi. È una cosa che scombina gli schemi mentali che molti si fanno.
Moeche in tempura con un Nebbiolo giovane può essere un abbinamento divertente.

Quali sono i vini e i viaggi enoici ai quali sei più legato?
Può sembrare scontato, ma il Piemonte è una terra a cui mi sento legato, non fosse altro perché è stata la prima che ho visitato, enoicamente parlando. Alla fine però in ogni regione si possono raccogliere testimonianze di una cultura infinita, com’è quella del vino.
servizio sala le calandre
In un'era in cui alcuni valori cardine dell'educazione sembrano venir meno, quanto pensi siano importanti le doti dell'eleganza, del savoir faire e l'educazione stessa? La sala può essere un veicolo per questi valori?
La sala può rappresentare un mezzo, sicuramente valido per raggiungere questo scopo, ma non può certo essere l’unico. In sala si arriva già grandi, e capita spesso di dover essere genitori prima che colleghi.
calandre sommelier
Come definiresti il tuo rapporto con i fratelli Alajmo?
Loro sono trio che si completa a vicenda, tre fratelli molto diversi tra loro ma che hanno saputo lavorare insieme (ognuno mettendo le proprie capacità) per raggiungere i loro obiettivi; sono una grande Famiglia. Lavorare per loro è prima di tutto sposare il loro progetto, e quindi un po’ entrare a far parte di questa grande Famiglia
le calandre ristorante rubano padova
Concludiamo con un consiglio a tutti i giovani Sommelier che sognano di poter lavorare in un ristorante come Le Calandre.
L’unico consiglio che mi permetto di dare è quello di essere curiosi, di studiare sui libri ma soprattutto di parlare di vino con chi il vino lo fa. Sono convinto che il vino sia lo specchio di chi lo fa, e solo conoscendo chi si sporca le mani ogni giorno in campagna si può capire realmente che cosa c’è dentro quel bicchiere.

Ringrazio Matteo Bernardi per il piacevolissimo scambio di battute e la grande umiltà con la quale porta avanti il suo lavoro in sala e fuori dalla sala de Le Calandre. Per me è sempre un piacere dare risalto a chi riesce a comunicare il vino attraverso il lavoro in sala in contesto che, per quanto possa sembrare privilegiato, è intriso di impegno, ricerca e sacrificio molto più di quanto si possa pensare.

F.S.R.
#WineIsSharing

mercoledì 14 novembre 2018

BaroloBrunello 2018 a Montalcino - Info, elenco cantine e vini in degustazione

Torna a Montalcino l'evento BaroloBrunello, manifestazione itinerante che dal 2014 porta in giro per l'Italia e per il mondo una selezione dei più rappresentativi produttori delle due denominazioni e dei due areali dal più alto tasso di qualità medio in Italia.
Questa edizione di BaroloBrunello si terrà a Montalcino (SI), presso il Teatro degli Astrusi, nei giorni di sabato 17 e domenica 18 novembre 2018.
Due giornate dedicate a degustazioni con banchi di assaggio che daranno modo agli addetti ai lavoro e ai winelovers di degustare vini delle annate attualmente in commercio e di annate "vecchie", ma ancor più di confrontarsi direttamente con gli oltre 60 vignaioli presenti tra Montalcino e Langhe.

evento barolobrunello

L'organizzazione dell'evento è a cura di WineZone.


Programma banchi d'assaggio

Sabato 17 novembre 2018
Ore 14.30 - 19.00
Salone di degustazione con banchi di assaggio gestiti dai produttori
Teatro degli Astrusi, Costa del Municipio, 10 - Palazzo dei Priori, Costa del Municipio 2 - Montalcino
Domenica 18 novembre 2018
Ore 10.30 - 17.00
Salone di degustazione con banchi di assaggio gestiti dai produttori
Teatro degli Astrusi, Costa del Municipio, 10 - Palazzo dei Priori, Costa del Municipio 2 - Montalcino



Ecco l'elenco dei produttori e dei vini in degustazione a BaroloBrunello 2018:
Agricola Gian Piero Marrone

Barolo Pichemej 2004
Barolo Bussia 2013
Barolo Pichemej 2014
Barolo 2014
Langhe Nebbiolo 2015

Alessandria F.lli

Barolo 2013
Barolo 2014

Alessandria Gianfranco

Barolo San Giovanni 2014
Barolo 2014
Langhe Nebbiolo 2017

Argiano

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Armilla

Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Az. Agr. Diego Morra

Barolo Monvigliero 2013
Barolo 2013
Langhe Nebbiolo 2015

Az. Agr. Enzo Boglietti

Barolo Brunate 2012
Barolo Brunate 2014
Barolo Fossati 2013
Barolo Fossati 2014

Azienda Vitivinicola Paolo Conterno

Barolo Ginestra 2014
Barolo Riva del Bric 2014
Langhe Nebbiolo A Mont 2016

Banfi

Brunello di Montalcino Riserva Poggio alle Mura 2012
Brunello di Montalcino Riserva Poggio all'Oro 2012
Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 2013
Rosso di Montalcino Poggio alle Mura 2016

Baricci

Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Benevelli Piero

Barolo Ravera di Monforte 2014
Langhe Nebbiolo 2017

Camigliano

Brunello di Montalcino Paesaggio Inatteso 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Canalicchio di Sopra

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino Riserva 2013
Brunello di Montalcino 2013
Brunello di Montalcino 2014
Rosso di Montalcino 2016

Capanna

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Caprili

Brunello di Montalcino Riserva 1996
Brunello di Montalcino Riserva 1997
Brunello di Montalcino Riserva 2001
Brunello di Montalcino 2014

Cascina Fontana

Barolo 2014

Castello di Verduno

Barolo Monvigliero Riserva 2011
Barolo Massara 2013

Castello Tricerchi

Brunello di Montalcino 2013
Brunello di Montalcino 2014
Brunello di Montalcino "1444" 2013
Rosso di Montalcino 2017

Castiglion del Bosco

Brunello di Montalcino Millecento Riserva 2012
Brunello di Montalcino Cru Campo del Drago 2013
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino Gauggiole 2015

Cava d'Onice

Brunello di Montalcino Cava d'Onice 2013
Rosso di Montalcino 2016

Cavallotto

Barolo Riserva Vignolo 2012
Barolo Riserva Bricco Boschis Vigna SanGiuseppe 2012
Barolo Bricco Boschis 2013
Langhe Nebbiolo (nebbiolo da barolo 100%) 2016

Col d'Orcia

Brunello di Montalcino Riserva Poggio al Vento 2006 Magnum
Brunello di Montalcino Nastagio 2012 Magnum
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2013 Magnum

Cortonesi La Mannella

Brunello di Montalcino La Mannella 2010
Brunello di Montalcino La Mannella 2012
Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino Poggiarelli 2013

Cupano

Brunello di Montalcino Riserva 2007
Brunello di Montalcino 2008
Brunello di Montalcino 2009
Brunello di Montalcino 2011
Brunello di Montalcino 2013
Brunello di Montalcino "anteprima" 2014

Damilano

Barolo Liste 2013
Barolo Cannubi 2014
Barolo Lecinquevigne 2014
Langhe Nebbiolo Marghe 2016

Diego Conterno

Barolo Ginestra 2011
Barolo Ginestra 2013
Barolo Ginestra 2014
Nebbiolo d'Alba Baluma 2016

Elia Palazzesi Collelceto

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Elio Grasso

Barolo 2014

Elvio Cogno

Barolo Bricco Pernice 2013
Barolo Ravera 2014
Langhe Nebbiolo Montegrilli 2017

Ettore Germano

Barolo Riserva Lazzarito 2012
Barolo Prapò 2014
Langhe Nebbiolo 2017

Fattoria dei Barbi

Brunello di Montalcino Vigna Fiore 2007
Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino Vigna Fiore 2013
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2017

Fratelli Borgogno Serio & Battista

Barolo Cannubi Riserva 2012
Barolo Cannubi 2013
Barolo Cannubi 2014
Nebbiolo d'Alba 2016

Fuligni

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Giuseppe Mascarello & Figlio

Barolo Monprivato 2013
Langhe Nebbiolo 2016

Grimaldi Bruna Az. Agricola

Barolo Riserva Badarina 2012
Barolo Badarina 2014
Barolo Bricco Ambrogio 2014
Barolo Camilla 2014
Nebbiolo d'Alba 2016

Il Bosco di Grazia

Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

La Fortuna

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

La Gerla

Brunello di Montalcino Riserva Gli Angeli 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Le Macioche - Famiglia Cotarella

Brunello di Montalcino Le Macioche Riserva 2012
Brunello di Montalcino Le Macioche 2013

Le Strette

Barolo Corini Pallaretta 2013
Barolo Bergera Pezzole 2013
Barolo Bergera Pezzole 2014
Barolo Bergeisa 2014
Barolo Le Strette 2014

Marengo Mario

Barolo Bricco delle Viole 2014
Barolo 2014
Barolo Brunate 2014

Mastrojanni

Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2013
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Mauro Veglio

Barolo Arborina 2014
Barolo Castelletto 2014
Barolo 2014
Langhe Nebbiolo Angelo 2017

Padelletti

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Palladino

Barolo Riserva San Bernardo 2012
Barolo Ornato 2014
Barolo Parafada 2015

Pelassa

Barolo Riserva 2009
Barolo San Lorenzo di Verduno 2013
Barolo 2013
Nebbiolo d'Alba Sot 2015

Pietroso

Brunello di Montalcino 2013
Villa Montosoli 2014
Rosso di Montalcino 2016

Poggio Antico

Brunello di Montalcino "Altero" 2004
Brunello di Montalcino "Altero" 2007
Brunello di Montalcino "Altero" 2010
Brunello di Montalcino "Altero" 2012

Poggio San Polo

Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Sanlorenzo

Brunello di Montalcino Bramante 2013
Rosso di Montalcino 2016

Simone Scaletta

Barolo Chirlet Bricco San Pietro 2013
Barolo Bussia 2014
Langhe Nebbiolo Autin d'Madama 2016

Sobrero

Barolo Ciabot Tanasio 2014
Barolo Parussi 2014
Langhe Nebbiolo 2016

Solaria

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Talenti

Brunello di Montalcino Riserva Pian di Conte 2012
Brunello di Montalcino Riserva Pian di Conte 2013
Brunello di Montalcino 2013
Brunello di Montalcino 2014
Rosso di Montalcino 2017

Tassi

Brunello di Montalcino Riserva Franci 2012
Brunello di Montalcino Franci 2013
Brunello di Montalcino Selezione 2013
Rosso di Montalcino 2015

Tenuta Buon Tempo

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino P56 2013
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Tenuta Fanti

Brunello di Montalcino Riserva Vigna Le Macchiarelle 2012
Brunello di Montalcino Vallocchio 2013
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Tenute Silvio Nardi

Brunello di Montalcino Riserva Vigneto Poggio Doria 2012
Brunello di Montalcino Vigneto Mariachiara 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Terre Nere Campigli Vallone

Brunello di Montalcino Terre Nere 2013
Rosso di Montalcino Terre Nere 2016

Uccelliera

Brunello di Montalcino Voliero 2012
Brunello di Montalcino Uccelliera 2013
Rosso di Montalcino Uccelliera 2016

Val di Suga

Brunello di Montalcino Vigna Spuntali 2013
Brunello di Montalcino Poggio al Granchio 2013
Brunello di Montalcino Vigna del Lago 2013
Brunello di Montalcino Val di Suga 2013
Rosso di Montalcino Val di Suga 2016

Ventolaio

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Vietti

Barolo Castiglione 2014
Barolo Lazzarito 2014
Barolo Ravera 2014
Langhe Nebbiolo Perbacco 2015


Ci vediamo a Montalcino!

F.S.R.
#WineIsSharing

mercoledì 7 novembre 2018

De Buris - L'Amarone che non c'era

Ormai lo sapete, se scelgo di scrivere di una realtà in questo Wine Blog è perché quella realtà vanta peculiarità rare indipendentemente da dimensioni e da dinamiche legate al brand o all'aspetto meramente commerciale.
E' per questo che, nonostante il mio focus sia sempre stato quello della ricerca e, possibilmente, della scoperta di cantine e vignaioli ancora poco noti, a volte, decido di dare spazio ad aziende che hanno fatto e stanno facendo la storia di una denominazione piuttosto che di un intero territorio, proprio come quella di cui vi parlerò oggi: Tommasi.
deburis tommasi
Conosco la famiglia Tommasi da anni e ho avuto modo di assaggiare i loro vini e di visitare la loro cantina più di una volta, eppure ho voluto attendere quello che sapevo sarebbe stato un accadimento unico nella storia di una realtà che da più di 100 anni porta in bottiglia la Valpolicella.
amarone de buris tommasi
L'avvenimento in questione è la presentazione al mondo di De Buris, un Amarone Classico Riserva 2008, nato dalla volontà di tornare a parlare di vigna e di tempo, di lavoro e di pazienza, di identità e di equilibrio. Termini, questi ultimi, quasi che suonano come degli ossimori se posti accanto all'Amarone e forse è proprio l'essere portatore sano di questi ossimori positivi ciò che mi ha colpito di più di De Buris. Sì, perché pensare di avere un Amarone nel calice e di addurre all'assaggio descrittori come “equilibrato”, “teso”, “agile nella beva”, “minerale/ferroso” e, soprattutto “mai noioso” era per me (e penso per molti colleghi e non) quasi impensabile o quanto meno molto difficile. Eppure, l'enologo di famiglia Giancarlo Tommasi è riuscito a vincere una scommessa con sé stesso e con il pregiudizio, dimostrando che anche un vino da appassimento come l'Amarone può manifestare connotazioni uniche di eleganza e bevibilità fortemente connaturate all'identità della terra in cui nasce.
Perché, se Giancarlo è stato impeccabile nel interpretare al meglio la tradizione e nell'attendere il tempo debito per mostrare al mondo questo capolavoro, l'unicità di De Buris parte più di vent'anni fa, quando la famiglia Tommasi decise di acquisire quello che da molti è considerato il territorio più vocato di produzione dell’Amarone e cru simbolo della Valpolicella Classica: La Groletta.
la groletta valpolicella tommasi cru
Cru di 10ha nel quale i Tommasi hanno, addirittura, selezionato il Clos di 1,9ha dedicato esclusivamente a De Buris, collocato nella zona più alta a circa 300mslm, con terreno argilloso e calcareo, di medio impasto con buona presenza di scheletro. Un terreno povero ma ricco di calcare attivo, potassio e calcio, e con basse concentrazioni di magnesio e ferro. E' proprio in questi terreni che affondano le propri fittonanti radici le viti di Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta che concorrono all'assemblaggio tradizionale dell'Amarone De Buris, con proporzioni che varieranno leggermente di annata in annata.
amarone appassimento de buris
Un vino che è stato definito di “lusso” - probabilmente per la piccolissima tiratura e il costo - ma che, a mio modo di vedere, nulla ha a che fare con ciò che oggi viene percepito come “lussuoso”. Termini che mi fanno pensare all'effimero, al superfluo e alla moda passeggera e fuorviante in cui il contenente è, spesso, più importante del contenuto in una sorta di metonimico sfruttamento delle tendenze di mercato.
De Buris non è un “oggetto di lusso”, non è un “vino fashion”, è un vino di contrasti, un vino che si pone in contraddizione con le interpretazioni più ruffiane e accomodanti dell'Amarone e, soprattutto, è frutto di scelte attente, oculate e rispettose di chi fa vino da generazioni e sa che è giunto il momento di dimostrare che l'Amarone non è solo un “prodotto per i nuovi palati” e tanto meno un vino da relegare alla mera “meditazione”. Questo Amarone è complesso, raffinato, profondo, senza eccedere in dolcezza e in struttura. De Buris può e deve segnare un punto di svolta per molte più o meno grandi realtà della Valpolicella che possono e devono tornare a parlare di territorio e ancor più di vigna attraverso il prodotto del proprio lavoro, della propria rinnovata consapevolezza di annata in annata. L'unico vero lusso che è espresso da questo vino è il tempo e questo è il lusso che ogni vino e ogni persona dovrebbero concedersi.
vigneti amarone cru
Questo è stato il mio commento a caldo, non appena assaggiato il De Buris in anteprima:

"Un vino che resetterà i parametri degustativi dell'Amarone...

Un vino che non vuole riscrivere la storia ma ne sta già scrivendo una nuova, attingendo al meglio del passato e declinandolo con consapevolezza contemporanea. Un Amarone fuori dal coro in cui finezza, slancio e beva sono fattori perfettamente incastonati in una  struttura complessa e profonda in continuo divenire. Un "Cru" straordinario perché sa destabilizzare togliendoti punti di riferimento per poi mostrarti una nuova e più sensata armonia. La famiglia Tommasi ha finalmente portato nel mio calice il vino che mancava!""

La famiglia Tommasi ha sempre avuto la mia stima per la qualità dei valori umani e enoici espressi negli anni e per l'umiltà e l'equilibrio con cui ha sempre saputo crescere ed evolvere abbinando consapevolezze odierne ad un indissolubile legame con la tradizione. La stima, però, non era ancora bastata a spingermi a scrivere in questo blog di un loro Amarone, quindi De Buris ha davvero toccato corde che non pensavo avrebbero mai suonato in maniera così armonica e nitida in me. La speranza è di essere stupito ancora e ancora!

F.S.R.
#WineIsSharing

La più piccola cantina di Montalcino - L'Aietta di Francesco Mulinari

Montalcino è sinonimo di grandi Vini, di aziende di prestigio e di pedigree importanti, ma è anche sede di realtà meno conosciute, per via di un'identità più "low profile" e dei numeri contenuti della  propria produzione.
Nel mio ultimo viaggio in una delle terre più conosciute al mondo per quanto concerne il Vino, ho scovato una Cantina che neanche alcuni ilcinesi conoscono: l'Aietta.
aietta montalcino
L'Aietta sembra essere la più piccola cantina di Montalcino, ma non sono solo dimensioni e bottiglie prodotte ad avermi attirato come una vera e propria calamita per winelovers verso di essa, bensì sono state l'unicità e la bellezza del vigneto di cui l'azienda dispone proprio sotto le mura della città. Un piccolo appezzamento in cui Francesco Mulinari - questo è il nome del giovane proprietario dell'Aietta che a sua volta prende il nome da una vera e propria aia dove venivano fatte rievocazioni e feste paesane ora interna al vigneto di Francesco - ha rimesso in piedi i muretti a secco originariamente presenti ed ha impiantato un vigneto ad alberello libero, in quanto con le forme di allevamento "moderne" la densità sarebbe stata davvero ridicola. A prescindere dal discorso meramente produttivo, anche con la pioggia battente, non potevo perdermi quello che è l'unico vigneto di questo genere a Montalcino ed è inutile dire che è proprio di queste piccole grandi scoperte che la mia passione enoica continua imperterrita ad alimentarsi.
Francesco Mulinari è a tutti gli effetti un "one man wine",  in quanto è lui ad occuparsi di ogni dinamica dell'Aietta, dal lavoro in vigna a quello in cantina e non manca di sperimentare e di utilizzare la sua creatività e voglia di stupire, senza mai risultare eccessivo e senza lasciar nulla al caso.
vino bio montalcino aietta
Questo è il caso del suo metodo classico base sangiovese, un Rosé dosaggio zero, davvero interessante, con struttura da vendere, ma altresì una netta freschezza e buona armonia.l generale. Una bollicina che assaggiata pre-sboccatura da ancor più l'idea di quanto stia lavorando bene Francesco sia in vigna che in vinificazione.
Questo giovane vignaiolo ha circa 15 vendemmie alle spalle e ciò che mi ha fatto più piacere constatare è che sia da uomo di vigna che da cantiniere ha saputo progredire ed evolvere verso una concezione di vino sempre più equilibrata, step by step, dal convenzionale ad un "bio-ragionato" arrivando persino alle lavorazioni dei terreni ippotrainate. Un approccio rispettoso al quale è arrivato non per inseguire una chimera ideologica, ma per una maggior sostenibilità aziendale e per poter esprimere ancor di più la propria nicchia ed il proprio terroir in maniera sincera e pulita. 
Il suo Rosso di Montalcino e il suo Brunello di Montalcino, sono nitidi esempi di quanto non occorrano chissà quali accorgimenti enologici e chissà quali attrezzature di cantina per fare un grande vino, anzi è proprio nel saper togliere più che nel dare che risiede il segreto dell'eccellenza.
Intenso, fresco e dal tannino già ben integrato il Rosso di Montalcino; armonico, vibrante, dal tannino fitto e dal finale ferroso l'elegante Brunello di Montalcino.
La sorpresa nella sorpresa, però, è stata la chicca prodotta da Francesco, un vino che può sembrare quello dal respiro più internazionale perché venduto quasi tutto all'estero ma che, in realtà, rappresenta la più classica delle identità toscane. Un vino così sensato e piacevole da catturare la mia attenzione e da sollecitare i miei sensi.
Parlo del Quintoelemento, fatto con un uvaggio di vigna classico del Chianti in cui si incontrano Sangiovese, Canaiolo e Colorino, ma anche un'uva a bacca bianca, ovvero il Trebbiano, presente da sempre nella tradizione chiantigiana. Vi chiederete quale sia il quinto elemento, beh... le vie per scoprirlo sono due o ancor meglio una che le congiunge ad entrambe, ovvero chiederlo a Francesco e/o assaggiare il vino in questione e cercare di scoprirlo da soli, cosa non facile, ma neanche così impossibile.
Veri e propri "vins de garage" quelli del giovane vignaiolo Francesco Mulinari, che continuano a stupire per gli equilibri e la pulizia che sono in grado di raggiungere nonostante le dimensioni e le dinamiche di "cantina".

Bell'esperienza quella fatta in un contesto che, ancor più a Montalcino, ti riavvicina ad un modo di intendere, di fare e di vivere il vino scevro da sovrastrutture di sorta, ma allo stesso tempo più impegnativo e di sacrificio a livello di gestione della vigna e di vinificazione.
Vini che definirei razionalmente rispettosi, data l'ottima convivenza, in Francesco e quindi in ogni suo vino, di preparazione tesa al perfezionismo da un lato e rispetto volto all'identità territoriale ed alla sostenibilità dall'altro.
Una tappa obbligata per tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori che cercano qualcosa di particolare, che anelano all'unicità e alla nicchia, ma che non accettano compromessi e non tollerano di essere presi per i fondelli da mere favolette o discutibili ideologie, a L'Aietta si fa del vino e neanche "poco bono!", come si direbbe in loco.

F.S.R.
#WineIsSharing

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