sabato 20 gennaio 2018

La Viticoltura del futuro - Breeding genetico, Cisgenesi e PIWI

Ho ritrovato con tanta casualità quanto piacere alcuni appunti relativi ad un convegno che vedeva come relatore principale il Prof. Attilio Scienza, avente come focus il futuro della viticoltura ed in particolare quella di quelle aree d'Italia in cui le malattie della vite ed i parassiti della vite abbiamo decimato ed in alcuni (per fortuna rari) casi sterminato letteralmente interi vigneti, costringendoli a continui reimpianti, ma ancor prima ad una lotta contro i mulini a vento, combattuta con prodotti fungicidi e quant'altro si possa utilizzare per debellare tali problematiche.
La mia semplice disamina prende spunto da un interessantissimo articolo pubblicato nel sito vigneevini.it e scritto dal Direttore generale dei Vivai Cooperativi di Rauscedo in Friuli dai quali provengono gran parte delle barbatelle di vite italiane e mondiali.
vitigni resistenti piwi
Prima di tutto consideriamo che la vite si può dividere principalmente in 3 grandi gruppi: le viti asiatiche (Vitis amurensis ecc.), le europee rappresentate da quelle comunemente coltivate in Europa e in altri Paesi (Merlot, Sangiovese ecc.) e le americane (Vitis rupestrisriparia ecc.), in secondo luogo prendiamo atto che la storia delle patologie oggi più comuni, ovvero oidio e peronospora, ha inizio in Italia attorno al 1845, data di arrivo dell’oidio in Europa e che quindi i viticoltori di allora non potevano conoscere né lo zolfo per la lotta all’oidio, né il rame per combattere la peronospora arrivata nel 1878. Totalmente inutile e quindi sconosciuto era il portinnesto americano, che rappresentò la salvezza per quanto concerne la fillossera, entrata nel nostro continente nel 1863, ma sviluppatasi in maniera critica fino agli inizi del '900. Se l'innesto di viti europee su radici americane (immuni alla fillossera) fu il modo meno invasivo e più efficace per debellare la fillossera, al contempo si iniziarono già a comprendere i benefici potenziali che si sarebbero potuti ottenere dall’ibridazione con la vite europea anche in merito alla resistenza a peronospora ed oidio. La lotta a queste fitopatie, che fino al dopoguerra poggiava su zolfo e rame, divenne successivamente più efficace in funzione dell’immissione in commercio di nuove molecole di sintesi ad azione di contatto (es. Mancozeb), citotropica (es. Cimoxanil) e sistemica (es. Fosetil Al). La viticoltura europea si è quindi salvata da temibili patogeni, pagando però un prezzo molto elevato riguardo:
– impatto ambientale;
– costi (crescenti) della lotta fitosanitaria;
– formazione di ceppi resistenti del patogeno.
In più, in alcune fasce di consumatori, si è fatta avanti la convinzione che il vino oggi prodotto, proprio a causa di trattamenti sempre più sofisticati, sia meno “naturale” rispetto al passato e di certo non hanno tutti i torti!
A parte i lavori di ibridazione che fino al 1980 avevano portato alla creazione di nuovi vitigni resistenti alle malattie, le varietà di vite europea, seppur oggetto di miglioramento genetico attraverso la selezione massale prima e clonale dopo, in buona sostanza sono rimaste le stesse, in questa situazione non hanno potuto evolvere, mentre i patogeni sono evoluti e, sotto la pressione di nuovi prodotti anticrittogamici, hanno risposto mutando, quindi evolvendo e superando, in efficacia, l’azione fungicida. Un po' ciò che accade ad alcuni virus e batteri nei confronti dei nostri antibiotici e della medicina in generale, che sembra stia sempre più indebolendo le nostre difese immunitarie, impedendoci una naturale evoluzione di difesa, inducendo, invece, gli agenti patogeni a sviluppare una sempre più preoccupante resistenza alle cure. La vite e l'uomo hanno molto in comune.
La vite invece non ha potuto autodifendersi e il viticoltore per salvarla ha dovuto cambiare continuamente strategia ed utilizzare prodotti sempre più sofisticati, tanto che la viticoltura è oggi, in Europa, l’attività agricola che utilizza la percentuale maggiore di prodotti fitosanitari (65% del mercato totale Ue) con conseguenti ricadute sull'ambiente e sul prodotto stesso.
Da non dimenticare il global warming e più in generale il cambiamento dell'andamento climatico stagionale aggiungere che si manifesta con eventi sempre più lesivi nei confronti della viticoltura ed in particolare di quella biologica (piovosità estreme, bombe d’acqua, siccità prolungata inverni miti ecc.).
Queste situazioni di emergenza sono state meglio affrontate dai patogeni rispetto alla vite proprio grazie alla loro capacità di evolversi e di riadattarsi alle nuove condizioni climatiche. Dal 1870 ad oggi molti Istituti di ricerca in Francia, Germania, Ex-URSS e Serbia hanno cercato, attraverso l’ibridazione, di creare la vite ideale, resistente alle malattie e alla fillossera, ma i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative in quanto i vecchi ibridi (Baco, Clinto, Isabella, Seyve Villard ecc.) presentavano elevato contenuto in:
– alcool metilico;
– furaneolo (aroma simil-fragola);
– metilantralinato (aroma foxy).
Oltre a ciò, questi incroci erano, in generale, dotati di un profilo sensoriale molto specifico e lontano dal livello espresso dalle più diffuse varietà internazionali e nazionali, ovvero i Vini prodotti contenevano dosi troppo elevate di sostanza potenzialmente dannose e le caratteristiche organolettiche di quegli stessi Vini erano di scarso pregio.
Solo dopo gli anni '80 si sono ottenuti i primi risultati di rilievo con i PIWI, oggi motivo di grande dibattito ed interesse anche in Italia.
Cosa sono i PIWI?
I PIWI o Pilzwiderstandfähig, sono vitigni/varietali resistenti alle crittogame creati incrociando ponderatamente le varietà di vite da vino e le varietà di vite americane resistenti alle malattie fungine. La maggioranza delle varietà, che ancora oggi vengono erroneamente chiamate ibrido, produttore diretto o varietà interspecifica, furono sviluppate dal 1880 al 1935 in Francia. L’obiettivo era quello di combinare la resistenza delle varietà americane alle crittogame ed alla fillossera della vite alla qualità dei vini ottenuti dalle varietà europee. La speranza che tali nuove varietà di vite potessero essere inoltre coltivate senza portainnesto, per cui a piede franco, purtroppo non si realizzò. Gli incroci più recenti (dal 1950) sono di gran lunga più complessi e in esso si posso trovare anche specie asiatiche. Quest’ultime sono il risultato di un un processo di selezione in atto da vari decenni nel quale sono stati effettuati anche vari e molteplici re-incroci con cultivar europee. I PIWI attualmente più coltivati sono Bronner, Cabernet Carbon, Cabernet Cortis, Gamaret, Helios, Muscaris, Johanniter, Prior, Regent e Solaris. Quasi tutti di origine tedesca perché è storicamente la Germania il Paese più attento alla selezione dei Pilzwiderstandfähig, seguita dall’Austria e dalla Svizzera.

In Italia le regioni più attente ai PIWI e che di più stanno investendo nella ricerca in tal senso sono il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia.

Accolgo con piacere il contributo del produttore Werner Morandell che attraverso i social ci tiene a precisare che In Alto Adige da 15 anni si lavora con questi vitigni, da due anni esiste anche nel Trentino un organizzazione Piwi (acronimo di pilzwiderstandfähig), ovvero i vitigni resistenti alle crittogame. Da 10 anni vengono organizzate degustazioni semestrali Piwi Südtirol. Da 60 a 100 persone cercano di trovare i migliori vini Piwi tra 20-30 candidati. C'è sempre anche un pirata (un intruso) di vitis vinifera, un vino noto di una cantina conosciuta della zona. In 20 degustazioni, naturalmente coperte, alla cieca, solo una volta un vino di vitis vinifera ha superato i vini Piwi. In tutti gli altri casi i pirati finivano dal 5 al 8 posto. Mi impegno a provare a partecipare ad una di queste degustazioni per verificare io stesso.
Tornando a noi, nel 1998 un gruppo di ricercatori dell’Università di Udine ha dato corso ad un nuovo programma di ibridazione con l’ausilio di marker molecolari al fine di rivelare, già con piantine a tre foglie, l’eventuale presenza di geni di resistenza. I genitori prescelti sono stati, per la vite europea: Sangiovese, Chardonnay, Merlot, Cabernet Sauvignon, Tocai Friulano e Sauvignon, e per le “donatrici” di resistenza: Bianca, “20-3”, e Regent (Tab.2).
Nel 2006 sono entrati in gioco anche i Vivai Cooperativi Rauscedo come ente finanziatore del neo-costituito Istituto di Genomica Applicata che di lì a poco diverrà uno dei più importanti centri di genomica al mondo e non solo della vite. A parte l’aspetto finanziario, la collaborazione con i Vivai Cooperativi Rauscedo si è esplicitata nella valutazione agronomica ed enologica di tutti i nuovi vitigni ottenuti ed aventi caratteri di resistenza alle malattie. Dopo 6 anni di screening, una ventina di nuovi vitigni sono stati ritenuti interessanti e una decina meritevoli, da subito, di essere portati all’iscrizione e alla loro conseguente diffusione.
Ad oggi risultano iscritti al Catalogo Nazionale Italiano per le varietà di vite: Fleurtai, Soreli, Sauvignon Kretos, Sauvignon Nepis, Sauvignon Rytos, Cabernet Eidos, Cabernet Volos, Merlot Khorus, Merlot Khantus e Julius. Queste nuove varietà presentano resistenza alla peronospora (Tab. 3 e 4), all’oidio e in taluni casi anche una interessante tenuta alle basse temperature, fino a -24 °C e dal punto di vista enologico sono di livello qualitativo comparabile se non addirittura superiore al parentale di Vinifera, quindi al Sauvignon, Merlot, Cabernet ecc.. Rispetto agli ottenimenti precedenti i nuovi vitigni presentano inoltre:
– buone/ottime attitudini agronomiche (rusticità, produttività vigoria ecc.);
– profilo aromatico e polifenolico (per i rossi) in linea con le attuali esigenze del mercato (tipicità, sentori floreali-fruttati, tannini morbidi, colore);
– ridotta necessità di interventi fitosanitari (1 o 2 trattamenti contro oidio e peronospora).
Ma, soprattutto, esprimono al meglio la coniugazione tra tradizione (parentale di V.vinifera) ed innovazione (parentale resistente) e ciò grazie ad una introgressione di geni di non “Vinifera” che non supera il 3-4%.

Riflessioni riguardo il futuro della vite 

Ora le riflessioni da fare sarebbero molteplici sul piano etico, su quello storico-tradizionalista, su quello culturale, ma credo che, data la situazione in cui ci troviamo e gli esiti degli ultimi 100 anni sul contesto ambientale che ospita noi e le viti, forse la precedenza andrebbe data al fattore della sostenibilità.
Io stesso sono da sempre restio all'abbinamento “scienza-vino”, ma la realtà non si può solo osservare, va capita ed approfondita e non è poi così difficile rendersi conto, razionalmente, di quanto sia grazie alla scienza che nel 90% dei casi (ed oltre) in Italia ed in molte altre aree europee si produca Vino oggi ed è grazie alla stessa scienza che siamo in grado di produrre Vino che possa, con il minimo intervento dell'uomo, mantenere pressoché intatto il suo corredo varietale odierno e non essere nocivo alla salute di chi lo beve.
Ho detto corredo varietale odierno non a caso, in quanto altro fattore da valutare è la reale attinenza dei vitigni così come li conosciamo oggi, con i loro progenitori prefillossera, in quanto molto è cambiato e molto cambierà, com'è normale e naturale che sia, nell'ambito dell'evoluzione di una specie, il problema è che per assurdo, nella vite noi abbiamo probabilmente limitato questa naturale evoluzione ed una probabile selezione naturale (vedi le viti a piede franco che si sono dimostrate resistenti ai patogeni più comuni, vuoi per il loro genoma vuoi per la minor esposizione a tali problematiche dell'areale che li ospitasse) ricorrendo a metodi sempre più invasivi e mai definitivi per la lotta a queste malattie, il tutto per fini meramente commerciali.

Sono più Bio Rame e Zolfo o i Vitigni Resistenti?

Oggi la sensibilità nei confronti di un approccio più sostenibile (biologico e biodinamico sono alcune delle linee che i produttori stanno seguendo in favore di un impatto ambientale meno importante) sta crescendo e stanno crescendo anche le potenziali soluzioni a lungo termine, che non possono essere rappresentate dal solo ritorno al rame ed allo zolfo, che per quanto meno tossici dei fitofarmaci di sintesi, rappresentano comunque agenti inquinanti per le falde acquifere (il rame nello specifico) e per l'uva stessa, bensì una continua ricerca nel campo della genetica che non porti a semplici OGM, che noi tutti abbiamo imparato ad odiare, ma che comunque vada mangiamo quotidianamente in quanto ormai presenti in qualsiasi prodotto della GDO. Si spera, infatti, che grazie a particolari e rispettosi incroci o all'intervento su un singolo gene e quindi ad una piccola modifica del DNA della vite autoctona, si riesca a rendere quel vitigno resistente e a poter limitare se non in alcuni casi eliminare totalmente per lunghi periodi (c'è chi non entra con alcun prodotto per oltre 5/6 anni in vigna) l'utilizzo di qualsiasi prodotto fungicida, oltre ovviamente a tutti gli altri prodotti. Inutile dire che per quanto riguardi il Glifosato e quindi il diserbo tutto questo non c'entri nulla e che diserbare, a prescindere dall'approccio più o meno sostenibile che si voglia avere in vigna è sempre più inutile e sconsigliato e che confido venga presto vietato per legge, seppur temo che i "poteri forti" impediranno questo genere di provvedimento.
Tornando al breeding genetico ed alla cisgenesi, io non mi sono ancora schierato e in cuor mio è come Il fatto è che, sentendo amici produttori in un'annata come quella corrente in cui in molte aree si sono sviluppate le condizioni ideali per lo sviluppo dell'oidio e della peronospora e la loro impotenza, in particolare nel caso del regime biologico, nei confronti di questi patogeni, mi chiedo se non si possa fare di più e di meglio e se dobbiamo davvero limitarci a prendere atto del fatto che fare Vino sia il lavoro più incerto del mondo, proprio a causa e grazie alla mutevole volontà di Madre Natura, tanto gentile e generosa a volte e tanto dura e spietata altre..?!
Questo non sarò io a dirlo, ma da amante del Vino mi spiace pensare, che anche nello stesso Vino Biologico, dovrò prendere atto che il corredo aromatico e quello gustativo del Vino che assaggerò, in molti casi sarà probabilmente stato intaccato dai trattamenti ed anche dal rame (sembra che gli effetti sulla buccia, sui batteri, sui lieviti e su altre componenti importanti nello sviluppo degli aromi fermentativi o secondari e quindi sui precursori aromatici siano percepibili), quindi non potrò gustarne a pieno il suo potenziale e non potrò neanche scorgere una sincera interpretazione dell'annata come spesso ci piace dire e credere... ma questo -forse - non è mai accaduto!
Ovviamente io non sono contrario all'utilizzo di rame e zolfo e per quanto lacunosa sia la certificazione biologica, mi piace pensare che sia pur sempre un (buon) inizio e garantisca quel minimo di accortezze che spesso nel convenzionale vengono meno. Spero, però, che vengano sviluppate alternative, in quanto non si può pensare che tutta evolva mentre la viticoltura per diventare sostenibile abbia dovuto fare un ritorno al passato che per quanto positivo, potrebbe avere delle alternative ancor più rispettose della materia prima.
Non so, sono dubbioso... e se da una parte mi piacerebbe veder propagate poche ma buone varietà naturalmente resistenti, mi rendo conto che l'avvento dei vitigni resistenti sia imminente ed in alcune aree anche molto atteso (vedi l'areale del Ruché con la sua grandissima moria di piante ogni anno)... in fondo, però, ho un presentimento, ovvero che ciò che conterà alla fine dei conti sarà la qualità dei Vini prodotti da ogni vitigno, resistente o meno esso sia e la possibilità di rappresentare un territorio che può parlare tranquillamente anche attraverso vitigni diversi da quelli autoctoni/storici (vedi cosa accade con i vitigni internazionali) e la possibilità del produttore di interpretare l'annata e l'uva secondo la propria personalità e la propria indole e se questa qualità potrà essere ottenuta con la maggior sostenibilità possibile ben venga. Il problema potrebbe essere il rischio di estinzione dei varietali autoctoni o quanto meno della loro originalità e si potrebbe andare incontro ad una maggior omologazione, ma forse si troverà un equilibrio.
Probabilmente la considerazione più equilibrata è quella che parte dal presupposto che non sia possibile fare Vino Naturale ovunque nel mondo e tanto meno in Italia, ma che làddove si possa fare, dico io, non vedo perché non si debba? Quindi, magari, anche nel caso delle filosofie produttive stesse si avrà una sorta di selezione naturale, che porterà a veder continuare la loro opera di vignaioli naturali quei produttori che abbiano la fortuna di poter coltivare le proprie viti nel loro contesto ideale, mentre nel caso di habitat più ostili, si potrebbe arrivare ad una maggior diffusione dei vitigni resistenti... staremo a vedere...
Io ora come ora vorrei avere la DeLorean per catapultarmi nel futuro e scoprire cosa berremo o meglio, berranno le future generazioni in Italia e nel mondo...
F.S.R.
#WineIsSharing
Fonte: Vigneevini.it

domenica 14 gennaio 2018

Cantina Giuseppe Vitali - Un riferimento per il Bianchello del Metauro

Torno a parlare di Marche dopo un po' di latitanza dalla mia terra natìa ma lo farò portandovi in un areale meno conosciuto che negli ultimi anni è stato fonte di piccole grandi scoperte per me, sia per la qualità media raggiunta da gran parte dei produttori locali sia per l'attenzione rivolta a vitigni che rischiavano di andare perduti. L'areale è quello della Doc del Bianchello del Metauro e la realtà di cui vi parlerò oggi è l'Azienda Agricola Giuseppe Vitali, una piccola azienda a conduzione familiare adagiata sulle colline tra Fano e Pesaro, a pochi chilometri dal mare.
cantina vitali bianchello
Nati agli inizi del '900 dai resti di un’antica vigna ormai decimata dalla fillossera e reimpiantata totalmente, i vigneti dell'azienda sorgono dove anticamente esistevano delle cave di gesso poi trasformatesi in 5 ettari di vigneto a conduzione familiare.
Le vigne sono in produzione dal 1935 senza soluzione di continuità, ma è solo dal 2000 che la famiglia Vitali ha deciso di dare una svolta all'azienda con il primo imbottigliamento. 
Le uve coltivate sono quelle tipiche di questo areale Biancame (uva di produzione del Bianchello del Metauro, con piccole percentuali 5% di Malvasia lunga/toscana ammessa) e Sangiovese, con una piccola parte di sperimentazione con nuovi impianti di varietali non tipici della zona come Montepulciano, Cabernet Sauvignon, Syrah, Sauvignon e Semillon. Uve che convergono nella produzione di sei etichette per un totale - nelle annate eccellenti - di 10 mila bottiglie ca., a testimonianza dell'attenzione dedicata a ogni singolo vino.

La volontà della famiglia Vitali è quella di puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità, perciò la resa per ettaro è molto bassa, attestandosi intorno ai 50 quintali. La raccolta viene effettuata a mano, segue una vinificazione attenta in cantina con tecniche "moderne", quindi pressatura soffice e raffreddamento per i bianchi e diraspatura con fermentazione in acciaio sulle bucce per i rossi.
Il rapporto con il territorio è – come piace a me – di estremo rispetto, così ora come in passato: assolutamente vietato l’uso di diserbanti e concimi chimici, i trattamenti sono ridotti al minimo indispensabile, con un uso molto limitato di solforosa.

Alla guida dell'azienda ora c'è Francesco, terza generazione della famiglia Vitali, viticoltore per propria scelta e non solo per scelta del destino. Francesco è cresciuto vendendo suo padre portare avanti l'azienda con grande passione, attenzione e dedizione nonostante non fosse – e non potesse essere – la sua attività principale. Avrebbe potuto fare l'ingegnere, dato il suo percorso di studi, ma il richiamo della terra... della terra dei suoi avi... è stato più forte di quello di qualsiasi altra prospettiva lavorativa.
“Ho sempre amato lavorare a contatto con la natura e, nonostante la grande fatica, il tempo trascorso in vigna è impagabile sia per quanto riguarda i risultati che dal punto di vista umano.
Mio nonno mi ha sempre detto che un vero contadino si riconosce dalle mani; soprattutto da settembre a dicembre quando anche le mie esibiscono i segni del gran lavoro per me, oltre a rappresentare una soddisfazione, rappresentano un segno di riconoscenza e gratitudine nei confronti di chi mi ha trasmesso l’amore per la terra. Diffido molto dei viticoltori che mi parlano di vinificazione e vino e hanno mani molto ‘curate’, mi affido più a chi, nonostante tutto, riesce ancora ad andare sul ‘campo’ per fare vigna ancor prima di fare vino.”

Il Bianchello è storicamente un vino che fa della sua beva una delle sue principali peculiarità, ma – come accade in molti casi – questa storia del “vino beverino” può fuorviare facendo pensare a un vino semplice, pronto, di poco conto.
Devono averlo pensato anche i soldati cartaginesi dell'esercito di Asdrubale, quando pronti a invadere Roma bevvero Bianchello e Verdicchio in quantità tale da non essere in condizione di guerreggiare al meglio.
Il Bianchello è un vino antico ma mai stato più attuale di quanto lo sia adesso, grazie alle sue doti peculiari: freschezza e sapidità minerale, enfatizzate da terreni come quello in cui affondano le proprie radici le viti dalle quali nascono i vini della Cantina Vitali ed in particolare del Gessara.
Gessara - Bianchello del Metauro Superiore Doc 2015 – Az. Agr. Giuseppe Vitali: il nome non condiziona, ma preannuncia una delicatezza minerale, gessosa, che strizza l'occhio alle basi champagne. Il sorso è slanciato e dinamico, ma non privo di struttura. L'allungo è fresco e deciso, favorito dall'acidità sferzante donata al Biancame da questi terreni ricchi di gesso. Una chiosa sapida e asciutta sembra voler ribadire l'identità e la vocazione del terroir. Nel complesso tutto fa pensare a una longevità non così scontata quando si parla di Bianchello del Metauro.
Un riferimento assoluto per la denominazione e, a mio parere, uno dei bianchi più rappresentativi del potenziale bianchista marchigiano nell'interpretazione più fine e territoriale.

L'azienda produce anche un Sangiovese degno di nota, il Villa Alta, che nell'annata 2015 manifesta una forte attinenza con il territorio, mantenendo forte la percezione di freschezza che ne agevola una beva che con qualche anno di vetro sarà ancor più lineare.

Una micro cantina condotta con saggezza e consapevolezza, capace di produrre vini di nicchia ma per nulla fighetti. L'esclusività risiede tutta nell'attenzione dedicata a ogni singola  vigna, a ogni singola massa, a ogni singolo futuro vino e l'esiguo numero di bottiglie prodotte vuole testimoniare solo e soltanto la volontà di utilizzare solo le uve migliori delle parcelle più vocate. A prescindere dal mio palese campanilismo, le Marche si dimostrano ancora una volta bacino di eccellenze sussurrate, quasi nascoste, da ascoltare in silenzio e da cercare con curiosità e rispetto e l'Az. Agr. Vitali incarna al meglio queste prerogative.

F.S.R.
#WineIsSharing

mercoledì 10 gennaio 2018

Calendario Anteprime vini in Toscana e non solo

Come anticipato nell'articolo di settembre dedicato al calendario eventi enoici della "stagione eno-scolatistica" 2017-2018, vi segnalo alcune delle principali Anteprime dei vini italiani con un focus particolare sulle Anteprime di Toscana.

Ricordo che non tutte le anteprime sono aperte al pubblico, quindi sarà opportuno per operatori e media richiedere l'accredito e per i "visitatori" verificare la possibilità di poter partecipare all'evento e alle degustazioni e acquistare il ticket d'ingresso.
Le date di alcune anteprime sono da verificare con i singoli consorzi in quanto contemplano sia le aperture al pubblico che quelle a stampa e operatori.

Anteprime Vino 2018

3-5 FEBBRAIO - Anteprima Amarone
Verona - Palazzo della Gran Guardia

10 FEBBRAIO - Anteprima Collettiva Regionale
Firenze, Fortezza da Basso – Pad. Cavaniglia
(Anteprime dei seguenti Consorzi: Carmignano, Casole d’Elsa, Colline Lucchesi, Cortona, Elba, Maremma Toscana, Montecarlo di Lucca, Montecucco, Pitigliano e Sovana, Val di Cornia e Valdarno di Sopra.)

11 FEBBRAIO - Chianti Lovers
Firenze - Fortezza da Basso

12-13 FEBBRAIO - Chianti Classico Collection
Firenze - Stazione Leopolda

13-14 FEBBRAIO - Anteprima Vernaccia di San Gimignano
San Gimignano - Museo di Arte Moderna e Contemporanea De Grada

10-12 / 15 FEBBRAIO - Anteprima Vino Nobile di Montepulciano
Montepulciano - Fortezza Medicea 

16-19 FEBBRAIO - Benvenuto Brunello
Montalcino - Chiostro Museo di Montalcino

18-19 FEBBRAIO - Vini ad Arte Anteprima del Romagna Sangiovese 2018
Faenza - Museo Internazionale delle ceramiche

19-20 FEBBRAIO - Anteprima Sagrantino 2014
Montefalco

4-9 Aprile - Campania Stories
Napoli

3-7 MAGGIO - Sicilia en Primeur
Palermo - Palazzo Belmonte Riso - Museo Regionale d’Arte Contemporanea

5-6 MAGGIO – Anteprima vini della Costa Toscana
Lucca - Real Collegio

"Metà" Maggio (date da definire) - Nebbiolo Prima


18-20 Maggio - Soave Preview 
Soave

Alcune date potrebbero subire delle modifiche ed eventuali ulteriori anteprime saranno aggiunte nei prossimi giorni.
Con i calendari eventi ci rivediamo a settembre 2018 per la "nuova stagione enoica" tra eventi e anteprime.



F.S.R.
#WineIsSharing

domenica 7 gennaio 2018

Vini da ricordare assaggiati nel 2017

Come richiesto sui social ho provveduto a riunire gli elenchi degli assaggi più significativi del 2017 pubblicati nei giorni scorsi categoria per categoria.
Ecco i miei assaggi più convincenti del 2017
Per approfondire potrete cliccare i "nomi" delle varie tipologie e accedere ai singoli contenuti pubblicati previamente.

Metodo Classico Pàs Dosé Blanc de Morgex et de La Salle - Hermes Pavese - 2013

Augusto Primo - Cuvèe Dolomiti Metodo Classico Brut Nature 2010 - Mattia Filippi

Groppello di Revò - Metodo Classico 2012 - Laste Rosse


For4Neri - Trento Doc Metodo Classico Brut 2013 - Zanotelli

Salisa - Trento Doc Metodo Classico Brut 2013 - Villa Corniole

Cimbrus - Spumante Brut Dolomiti - Alfio Nicolodi

Opera Riserva - Millesimato Trento Doc Ris. 2009 - Opera Vitivinicola in Val di Cembra

Ico - Vallata Feltrina Metodo Classico Brut Rosé - De Bacco

Iseldo - Metodo Ancestrale Colfondo 2015 - Iseldo Maule

Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry - Col del Lupo

Valdobbiadene Prosecco Rive di Col S. Martino - Siro Merotto

Molinara - Spumante Millesimato Brut 2016 - Il Brolo di Barco

Blanc de Blancs - Spumante Metodo Classico Extra Brut 2015 – Villa Parens

Wai - Ancestrale IGT Bianco Provincia di Pavia 2015 - Tenuta Belvedere

Nature Écru - Metodo Classico Brut Nature 2010 - Anteo Vini

Metodo Classico Extra Brut 2012 - Lazzari

Quinque - Franciacorta DOCG Extra Brut - Cuvée 2002-2003-2004-2005-2006 - Uberti

Satèn - Franciacorta Satèn Millesimato 2010 - Corteaura

Numero Zero - Franciacorta Dosaggio Zero S.A. - Villa Crespia

Rizzini - Franciacorta Brut Docg 009 - Rizzini

Franciacorta Brut Docg S.A. - Corte Fusia

Vergomberra - Metodo Classico Dosaggio Zero 2012 - Bruno Verdi

Ancestrale Pinot Nero 2012 - Castello di Stefanago

Collezione N.8 - Spumante Brut Rosé - Casina Bric 460

Pianbé -  Alta Langa Metodo Classico Brut - Pianbello

Rizzi - Metodo Classico Pàs Dosé 2011 - Rizzi

Classico - Metodo Classico Brut - Alessandro Motta

Meramentae Primo Tempo - Metodo Classico Brut Nature 2015 - Mongioia

Turbante - Erbaluce di Caluso Spumante (M.C.) - Gnavi

San Giorgio - Erbaluce di Caluso Spumanete (M.C.) - Cieck

Metodo Classico Rosé Extra Brut (Nebbiolo) - Cantina del Signore - 2014

Praeclara - Suavissimus – Metodo Classico V.S.Q. Brut Rosé 2010 - Cantine Sant'Agata

Frizantin - Riviera Ligure di Ponente Doc Vino Spumante Sur Lie - Podere Grecale


Gavi - Spumante Metodo Classico Brut Nature 2011 - Il Poggio

L'Aietta - Metodo Classico Rosé 2012 - L'Aietta di Francesco Mulinari

Morfeo - Metodo Classico Rosé Pàs Dosé 2014 - Fattoria Fibbiano

Gran Concerto - Spumante Metodo Classico 2012 - Ermete Medici


Rosé - Lambrusco Spumante Metodo Classico Rosé Brut 2013 - Cantina della Volta

Pelaghios - Spumante Rosé Metodo Classico (da vitigno raro Pelagos) - Tenuta Uccellina

Narciso - Ortrugo dei Colli Piacentini Frizzante Bianco 2016 - Vinicola Valla

Metodo Classico - Spumante Metodo Classico Brut S.A. - Podere La Regola

L'Erede - Spumante Metodo Classico Brut S.A. - Cupelli


Bianchello Metodo Classico - Spumante Metodo Classico 2014 - Terracruda


Extra Brut -Verdicchio dei Castelli di Jesi Extra Brut 2011 - Broccanera


Apollonia - Verdicchio dei Castelli di Jesi DOP Brut Nature 2012 - Federico Mencaroni

Pàs Dosé - Verdicchio dei Castelli di Jesi Metodo Classico Classico Dosaggio Zero 2009 - Garofoli

Darini - Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante Metodo Classico Brut DOC 2012 - Cantina Cològnola Tenuta Musone


Peter Luis - Verdicchio Metodo Classico 18 mesi (prima annata) - Az. Vit. Socci

Mai sentito - Bianco Frizzante Sur Lie (Verdicchio) - La Staffa

Spumante Verdicchio di Matelica D.o.c. Metodo Classico Brut 2013 - Borgo Paglianetto

Santagiusta - Spumante Metodo Classico Brut 2013 - Santagiusta e Marchesi de' Cordano

Gran Cuvée XXI Secolo - Spumante Metodo Classico Brut 2009 - D'Araprì

Tempesta - Metodo Classico (Grecanico Dorato) - SantaMariaLaNave

Mira - Spumante Metodo Classico - Porta del Vento.


Blanc de Morgex et de La Salle 2016 - Hermes Pavese

Chardonnay - Chardonnay Vallée d'Aoste D.O.P. 2016 - Rosset Terroir

Cuvée 30 anni LÖWENGANG - Alto Adige Chardonnay (2013-2014-2015) – Alois Lageder

G. - Gewürztraminer Mitterberg IGT 2015 - Ansitz Dornach

Kerner - Vigneti delle Dolomiti IGT 2013 - Alfio Nicolodi

Silvester Bianco – Igt Delle Dolomiti Chardonnay Riserva S.A. - Zanotelli

Pratum - Pinot Bianco Alto Adige DOC 2015 - Castel Sallegg

Vespaiolo - Breganze Doc Vespaiolo 2016 – Firmino Miotti

Donna Francesca - Igp Bianco del Veronese 2014 - Giovanni Ederle

Bekeke - VDT Veneto Verduzzo 2009 - Bekeke

Staforte - Soave Classico 2015 - Prà

Tre Campane - Lugana DOC 2015 – Marangona

San Rocco - Riesling (Renano) dell'Oltrepò Pavese 2013 – Castello di Stefanago

Khione - Riesling (italico) dell'Oltrepò Pavese 2015 – Colle del Bricco

Riesling - Riesling (Renano) dell'Oltrepò Pavese 2014 – Tenuta Belvedere

Riesling - Riesling dell'Oltrepò Pavese 2013 – Piccolo Bacco dei Quaroni

Fausto - Capriano del Colle DOC Bianco 2015 – Lazzari

Riesling - Igt Friuli Venezia Giulia 2008 - Marco Cecchini

Friulano - Grave Doc 2015 - Le Due Torri

Duality - Friuli Colli Orientali Doc 2015 – Vignaioli Specogna

Vin del Paron - IGT Friuli Venezia Giulia (2014/2015) - Silvano Ferlat

Ribolla - Ribolla di Oslavia 2014 - Fiegl

Jakot - Venezia Giulia Bianco IGT 2008 - Radikon

Pinot Grigio "Tradizion" - Igt Venezia Giulia - Simon de Brazan

Pinot Grigio (Ramato) - Friuli Colli Orientali 2016 – Valentino Butussi

La Rustìa - Erbaluce di Caluso Doc 2016 – Orsolani

AUTOXooV 
- Erbaluce di Caluso DOCG 2015 – Giacometto Bruno

Reiri - Erbaluce di Caluso Doc 2016 – Pozzo

Lacrime del Bricco - Derthona Timorasso 2015 – Vigneti Boveri Giacomo

Brezza d'estate - Colli Tortonesi Timorasso 2011 - I Carpini

Intensità - Colli Tortonesi Timorasso 2012 - Pernigotti

Aivé - Moscato Giallo Secco 2015 - La Bruciata di Oscar Bosio

Gavi - Gavi del comune di Rovereto 2016 – Il Poggio

Gavi - Gavi Riserva Docg 2014 - La Raia

In Origine 400
 - Liguria di Levante Igt 2014 - La Felce

Fosso di Corsano - Colli di Luni Doc Vermentino 2016 – Terenzuola

Chiaraluna - Igt Toscana Viognier 2016 – Muralia

Sotto Pelle - Igt Toscana Bianco 2015 - Tenuta Lupinari

La Maliosa Bianco
 - Igt Toscana 2015 - Fattoria La Maliosa

Prima Luce - Vernaccia di San Gimignano 2014 – Cappella di Sant'Andrea

Numero 6 - Igt Toscana 2015 - Sassotondo

Campo della Pieve - Vernaccia di San Gimignano 2015 – Il Colombaio di Santa Chiara

Caduceo - Igt Toscana 2014 - Montemercurio

Tagete - IGT Toscana Bianco 2016 - Poggio Grande

Adarmando - Trebbiano Spoletino 2015 - Tabarrini

Trebbiano Spoletino 2015 – La Raina

Luigi e Giovanna Orvieto Classico - Orvieto Cl. Sup. 2015 - Barberani

FiorFiore - Grechetto di Todi Sup. 2015 – Roccafiore

Le Tese - Umbria IGT 2015 – Romanelli

Ametistas - Umbria Igp Grechetto 2015 - Mani di Luna

Vigneto Fogliano - Verdicchio di Matelica 2013 – Bisci

Terra di Mezzo - Verdicchio di Matelica 2012 – La Monacesca

Terramonte - Verdicchio di Matelica 2015 - Aenopolis

Utopia - Verdicchio dei Castelli di Jesi Ris. 2008 - Montecappone

Buca della Marcona - Verdicchio dei Castelli di Jesi Sup. 2015 - San Marcello

Cantaro - Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC 2014 - Broccanera

Villa Bucci - Verdicchio dei Castelli di Jesi Sup. Ris. 2013 - Villa Bucci

Marika - Verdicchio dei Castelli di Jesi Sup. 2016 - Az. Vit. Socci

San Paolo - Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva 2015 - Pievalta

Podium - Verdicchio Classico dei Castelli di Jesi Sup. 2014 - Garofoli

La Ghiffa - Verdicchio dei Castelli di Jesi Sup. 2015 – Colognola

Misco - Verdicchio dei Castelli di Jesi Sup. Riserva 2015 - Tenuta di Tavignano

Verdemare - Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc 2009 - Mezzanotte

Campo delle Oche - Verdicchio Classico Riserva DOCG 2013 - Fattoria San Lorenzo

Ribona - Colli Maceratesi Ribona Doc 2014 – Fontezoppa

Il Famoso nel Convento - Igt Marche Bianco 2016 - Il Conventino di Montericciardo

San Leone - Bianchello Del Metauro Doc Superiore 2016 - Cignano

Gessara - Bianchello del Metauro Superiore Doc 2015 - Giuseppe Vitali

Allos - Igt Marche Incrocio Bruni 54 - Cantina Polenta

Garofanata - Igt Marche Bianco 2015 - Terracruda

Guido Cocci Grifoni - Pecorino 2014 - Tenuta Cocci Grifoni

Bakchai - Offida Pecorino Docg 2015 - Vigneti Bonaventura

Le Fric - Igt Marche Bianco 2015 - Vigneti Vallorani

Stella Flora - Igt Marche Bianco 2012 - Maria Pia Castelli

Trebbiano - Trebbiano d'Abruzzo 2016 - Cirelli

Sabbiagialla - Igt Ravenna Bianco 2016 - San Biagio Vecchio

Gioja - Romagna Albana Secco 2015 - Giovannini

Valleripa - Romagna Albana Secco 2015 – Tenuta Casali

Mi Mo Ma Mu - Igt Albana 2016 - Terre di Macerato

Grechetto 'Latour a Civitella' - Civitella d'Agliano IGT 2015 - Sergio Mottura

Poggio Triale - Grechetto Igp Lazio 2015 - Tenuta La Pazzaglia

Fiano Minutolo - Puglia IGT 2016 - Petracavallo

Verdeca - DOP Puglia 2016 - Donato Angiuli

Maviglia - Igt Salento Bianco 2015 - Milleuna Vini

Oi'Ni' - IGP CAMPANIA Fiano 2014 – Tenuta Scuotto

Quartara - Igt Campania Fiano 2014 – Lunarossa

Vigna Segreta - Falanghina del Sannio Sant'Agata dei Goti Doc 2015 - Mustilli

Bianco di Monte – Etna Bianco Doc 2015 – Cantina Eudes

Saharay - Terre Siciliane Igp 2015 - Porta del Vento

Blues “Un grillo per la testa” - Grillo Igt Terre Siciliane 2016 – Paolo Calì

RAJÁH - Zibibbo Secco Doc Sicilia 2015 – Gorghi Tondi

Vermentino - Vermentino di Sardegna Doc 2015 – 1Sorso

Panzale - Isola Dei Nuraghi Igt 2015 - Cantina Berritta Dorgali

Vermentino - Vermentino di Sardegna Doc 2016 - 1Sorso di Leonardo Bagella

Giaru - Vermentino Di Sardegna Doc 2016 – Tenuta Monte Santu Ledda

Vini Rosati

Cerasa - Salento Rosato Igp 201 - Michele Calò & Figli

Mjere - Salento Rosato Igp 2016 - Michele Calò & Figli

Le Pozzelle - Rosato Salice Salentino 2016 - Candido


Rosato - Rosato Puglia Igt 2016 - Polvanera


Speziale - Negroamaro Rosato Salento Igp 2016 - Trullo di Pezza


La Grazia - Coste della Sesia Rosato Doc - Cantina del Signore


Bardolino - DOC Classico Chiaretto 2016 - Bignagnoli

Ròdon - Bardolino Chiaretto DOC 2016 - Le Fraghe


BonBonBiò - Rosato IGT Toscana - Croce di Febo - 2016


Rosato - IGT Toscana - Fattoria Sardi - 2016

Osato - Valdarno di Sopra DOC 2014 - La Salceta

Rosa del Castagno - Rosato IGT Toscana 2015 - Fabrizio Dionisio


RosAntico - Igt Toscana 2016 - Pomaio

Curve di Livello - Rosato Igt Toscana 2015 - L'Aietta di Francesco Mulinari


Rosato - Igt Toscana 2015 - Sanlorenzo


Kernos - Rosato Igt Toscana 2015 - Colle Santa Mustiola


Margò Fiero - Rosato Umbria Sangiovese 2016 - Cantina Margò


Le Cince - Cerasuolo d'Abruzzo Doc 2016 - De Fermo


Mun - Rosé Marche IGT 2015 - La Calcinara


Via Rosa - Marche Igt 2016 - Tenuta Musone Colognola


Rosato - Etna Rosato Doc 2015 - Graci


Rosa di Adele - Sicilia Doc Nerello Mascalese Rosato 2016 - Feudo Montoni


Osa! - Frappato Rosato IGT - Paolo Calì - 2015


Cirò - Rosato DOC 2016 - Cataldo Calabretta


Amadeus - Rosé Alpino Schiava - Lieselhof - 2015



Vini Rossi

Vigna Bindesi - Trentino Pinot Nero Doc 2015 – Maso Grener

Under the Sky - Vigneti delle Dolomiti IGT 2013 – Mattia Filippi

Grijer - Rosso Veneto IGT 2015 – Calalta

Raboso del Piave Doc 2009 - Cecchetto

Checo - Amarone della Valpolicella 2010 - Damoli

Tano - Rosso del Veronese 2011 – Le Guaite di Noemi

Cavariola - Oltrepò Pavese Rosso Riserva 2013 - Bruno Verdi

Ariolo - Pinot Nero Oltrepò Pavese 2005 - Tenuta Scarpa Colombi

SENZAAIUTO - Provincia di Pavia Barbera IGT 2014 - Bisi


Privato - Groppello di Revò 2014 Vigneti delle Dolomoti - Cantina Laste Rosse

Santuari - Colli Orientali Friuli Rosso Riserva 2013 - Valentino Butussi

Schioppettino di Cialla - Colli Orientali del Friuli 2011 – Ronchi di Cialla

Sessanta - Friuli Isonzo 2013 - Silvano Ferlat

Refosco dal Peduncolo Rosso 2011 – Flaibani

Sossò - Friuli Colli Orientali 2014 – Livio Felluga

Uroboro - IGT Lombardia 2014 - Az. Agr. Valba

Tre Tine - Barolo 2013 – Giuseppe Rinaldi

Bricco Boschis - Barolo 2012 – Cavallotto

Serradenari - Barolo 2013 - Giulia Negri

Bricco delle Viole - Barolo 2013 – Casina Bric 460

Bussia 90dì - Barolo Riserva 2011 – Giacomo Fenocchio

Acclivi - Barolo 2013 - Comm. G. B. Burlotto

Leon - Barolo Riserva 2010 – Rivetto

Rocche di Castelletto - Barolo 2013 - Cascina Chicco

Gallinotto - Barolo 2013 – Mauro Molino

Crichet Pajé 2007 - Roagna

Pajoré - Barbaresco 2014 – Rizzi;

Pajé Vecchie Viti - Barbaresco 2011 – Roagna

Canova - Barbaresco 2014 - Ressia

Basarin - Barbaresco 2013 – Adriana Marco & Vittorio

Garabei - Dolcetto di Diano d'Alba Superiore 2013 – Giovanni Abrigo

Borgofranco - Gattinara Riserva 2009 - Cantina del Signore

Etichetta Bianca - Carema Doc 2013 – Cantina Produttori Nebbiolo di Carema

Genesi - Ruché di Castegnole Monferrato 2010 - Cantine Sant'Agata

Albarone - Piemonte Doc Albarossa 2011 - Marco Bonfante

Le Rose - Barbera d'Asti Superiore Nizza 2011 – Franco Mondo

Luna di Maggio - Freisa d'Asti Doc 2014 – Cascina Gilli

Nebbiolo - Langhe Nebbiolo 2013 – Aurelio Settimo

Volubile - Langhe Nebbiolo 2015 – La Carlina

Migliarina - Rossese di Dolceacqua 2013 - Roberto Rondelli

Cuna - IGT Toscana (Pinot Nero) 2014 - Podere Santa Felicità

Caberlot - IGT Toscana 2013 – Il Carnasciale

Porsenna - IGT Toscana 2013 – Podere Pomaio

Boggina "C" - Valdarno di Sopra Doc 2015 - Petrolo

Poggio ai Chiari 2009 - Colle Santa Mustiola

Sangioveto Fabrizio Bianchi - IGT Toscata Rosso 2010 - Castello di Monsanto

Seretina - Chianti Classico Riserva 2012 - Monterotondo

Chianti Classico Riserva 2012 - Quercia al Poggio

Chianti Classico 
Riserva 2012 - Le Regge

Caparsino - Chianti Classico Riserva 2011– Caparsa

Chianti Classico Riserva 2010 – Castell'in Villa

Sotto l'aia – Chianti Classico – La Lama

Lamole - Chianti Classico 2015 – I Fabbri

Puntodivista – Lamole Chianti Classico 2015 - Jurij Fiore & Figlia

Vaggiolata – Chianti Classico 2014 - Monterotondo

Il Nocio - Nobile di Montepulciano 2013 – Boscarelli

Amore Mio - Nobile di Montepulciano Riserva 2012 - Croce di Febo

La Poiana - Nobile di Montepulciano Riserva 2012 - Il Molinaccio

Filai Lunghi - Nobile di Montepulciano 2013 – La Talosa

Moro di Pava - Chianti Riserva 2013 - Pieve de' Pitti

Vigna alle Nicchie - Tempranillo Toscana IGT 2010 – Pietro Beconcini

Sanforte - IGT Toscana 2014 - Fattoria Fibbiano

Opera in Rosso - Terre di Pisa Doc 2011 - Podere La Chiesa

Severus - IGT Toscana 2014 - Podere Marcampo

A Sirio - Terre di Pisa Doc 2011 - Sangervasio

Veneroso - Terre di Pisa Doc 2013 - Tenuta di Ghizzano

Verrucano - IGT Toscana 2016 - Fattoria San Vito

Colorino del Corno - Colli della Toscana Centrale 2010 - Tenuta Il Corno

Frasi - Orcia Doc 2012 - Marco Capitoni

Sesterzo - Orcia Doc 2014 - Poggio Grande

Banditone - Orcia Doc - 2014 - Campotondo

Tribolo - Orcia Doc 2011 - Podere Albiano

La Nocetta - La Salceta – Rosso Toscana IGT 2007

Villa Montosoli - IGT Toscana 2013 – Pietroso

Rosso di Montalcino 2015 - Podere Sanlorenzo

Rosso di Montalcino 2015 - L'Aietta

Rosso di Montalcino 2015 – Casisano

Rosso di Montalcino
 2015 - Tricerchi

Madonna delle Grazie - Brunello di Montalcino 2012 - Il Marroneto

Brunello di Montalcino 2012 - Le Potazzine

Brunello di Montalcino 2012 - Col di Lamo

Brunello di Montalcino 2012 - Salvioni

Brunello di Montalcino 2012 – Fattoria del Pino

Brunello di Montalcino 2012 – Baricci

Brunello di Montalcino 2012 - Terre Nere

Brunello di Montalcino Riserva 2008 - Fattoi

Troncone - IGT Toscana Rosso 2014 – Le Ragnaie

Paleo - IGT Toscana Rosso 2013 - Le Macchiole


Indaco - IGT Toscana Rosso 2013 - Tenuta Sette Cieli


Guado de' Gemoli - Bolgheri Superiore 2013 - Chiappini

Il Castagno - Syrah Cortona 2014 - Fabrizio Dionisio

Dodo - Toscana Sangiovese IGT 2013 – Taverna Pane & Vino

Diegale - IGT Toscana (Pinot Nero) 2014 - Diegale

Vigna Vallerana Alta - Ciliegiolo Maremma Toscana Doc 2013 - Antonio Camillo

Vigna Migliorina - Gutturnio Superiore Doc 2015 - Marengoni "Casa Bianca"

Burson - Ravenna Rosso 2011 - Tenuta Uccellina

Vigna del Generale - Romagna Sangiovese Predappio 2013 - Fattoria Nicolucci

Le Lucciole - Romagna Sangiovese Superiore Predappio Riserva 2015 - Le Lucciole di Chiara Condello

Romagna Sangiovese Superiore DOC Castrocaro 2015 - Marta Valpiani

Monte Sasso - Romagna Sangiovese DOC San Vicino 2013 – Braschi

Oriolo - Romagna Sangiovese Oriolo DOC 2015 - Ancarani

GS - Ravenna Igt Sangiovese 2013 - Costa Archi

I Probi di Papiano - Romagna Sangiovese Modigliana Riserva DOC 2014 – Villa Papiano

Tramazzo - Romagna Sangiovese Modigliana 2016 – Mutiliana

Morana – Sangiovese IGP Forlì 2012 – Il Pratello

Vino da Tavola Rosso 2011 – Cantina La Spina

Carpignano - Vernaccia Nera di Serrapetrona 2012 - Fontezoppa

Folle - Rosso Conero Riserva 2011 - La Calcinara

Grosso Agontano - Rosso Conero Riserva 2004 - Casa Vinicola Garofoli

Akronte - IGT Marche Rosso 2012 - Boccadigabbia

Cinabro -
 Bordò 2015 – Le Caniette

Melano - Lacrima di Morro d'Alba Superiore 2015- Tenuta San Marcello

Etichetta Nera - Montefalco Sagrantino 2010 - Plani Arche

Campo alla Cerqua - Montefalco Sagrantino 2012 – Tabarrini

Montefalco Sagrantino 2011 - Bocale

L'Altro IO - Umbria Rosso IGT 2009 - Peppucci

Colle delle Querce - Montepulciano d'Abruzzo 2015 - Tenuta Oderisio

Borgomastro - Colli di Salerno Aglianico 2009 - Lunarossa Vini e Passione

Damaschino - Aglianico del Vulture 2012 – Grifalco

Poliphemo - Taurasi 2013 – Luigi Tecce

Campi Taurasini Doc Irpinia 2014 - Le Masciare

Taurasi Docg 2010 – Nardone Nardone

Rotondo - Aglianico del Vulture 2012 – Paternoster

Titolo - Aglianico del Vulture 2015 - Elena Fucci

Aglianico del Vulture 2013 – Donato D'Angelo

Canneto - Basilicata Aglianico 2013 – Casa Vinicola D'Angelo

Io Posso (Perché sei tu) - IGT Campania Rosso 2012 - Masseria Felicia 

Es - Primitivo di Manduria Riserva 2013 - Gianfranco Fino

Mantonero - Negroamaro Lizzano Doc 2015- Milleuna Vini

Calmarossa – Etna Doc 2014 – Santa Maria La Nave

Tiurema - Siciliane Rosso 2015 - EnoTrìo

San Lorenzo - Etna Doc 2014 – Girolamo Russo

Unico di Benedetta - IGP Terre Siciliane 2015 – Tenuta Benedetta

Forfice - Cerasuolo di Vittoria DOCG Classico 2013 – Paolo Calì

Perricone - IGP Terre Siciliane 2015 – Cantine Fina

Mamertino - Mamertino Rosso Doc 2009 - Vasari 

Lu Patrí Nero D'Avola 2012 - Baglio del Cristo Di Campobello

Eleuteria - IGP Calabria 2014 - Tenuta del Travale

Cirò - Cirò Classico Superiore Riserva 2013 - Cataldo Calabretta

Pareda - Mandrolisai Doc 2015 – Cantina di Meana

Cagnulari - Isole dei Nuraghi 2015 – Carpante

Bentesali - Carignano del Sulcis 2015 – Vigne Bentesali

Thurcalesu - Cannonau di Sardegna Doc 2012 – Cantina Berritta


Moscato Rosa - Alto Adige Moscato Rosa Vendemmia Tardiva 2014 – Castel Sallegg

Erbaluce di Caluso Passito 1967 - Gnavi

Sulé - Caluso Passito Doc 2010 - Orsolani

Ramandolo - Ramandolo Docg 2015 - Micossi

Picolit -  Colli Orientali del Friuli Docg 2011 - Giovanni DRI il Roncat

Picolit - Colli Orientali del Friuli Docg 2012 - Specogna

Verlit - Colli Orientali del Friuli Doc 2008 - Marco Cecchini

Verduzzo Passito - Igt Venezia Giulia 2013 - Simon de Brazzan


Torcolato - Breganze Doc 2008 - Firmino Miotti

Ad Nonam - Passito Igt Veneto Orientale dolce 2015 – Tenuta Mosole

Capitel
 - Recioto di Gambellara Docg 2015 - Az. Agr. Cavazza

Moscato di Scanzo Docg 2009 - La Brugherata

Nove Rossopassione - Moscato di Scanzo Passito - Sassi della Luna

Dlica' Malvasia Vendemmia - Vino Rosso da uve stramature - Cascina Gilli


Siloso - Elba Aleatico Passito 2013 - Arrighi

Sciacchetrà - Cinque Terre Sciacchetrà 2012 -  Possa

Il Cacciato - Vino da Tavola 2008 - Croce di Febo

Armida - Vin Santo del Chianti Riserva 2012 - Castelvecchio

Recinaio - Vin Santo Doc 2004 - Sangervasio

Aria - Vin Santo del Chianti Occhio di Pernice 2007 - Pietro Beconcini

Vincenzino - Fiano Passito 2013  - Fornacelle


Calcaia - Orvieto Classico Superiore Passito 2015 - Barberani


Moscato - Igt Umbria 2014 - Barberani


Passum - Marche Rosso Passito 2008 – Il Conventino di Monteciccardo

Vino Cotto - Stravecchio di Loro Piceno Riserva 2004 – Tiberi

Visciola - bevanda aromatizzata a base di vino e visciole - Terracruda

Rambela Passito - Tenuta Uccelina

Anforgettabol - Vino da uve stramature 2015 - Cantina San Biagio Vecchio

Es più sole - Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOC - Gianfranco Fino – 2012

Genius - Primitivo del Salento IGT Cru 2007 – Milleuna

Heglios - Moscato Dolce Puglia IGP 2014 - Az. Agr. Toto

Egò - Moscato (Reale) Passito Igt Molise 2009 - Angelo d'Uva


Passito di Aglianico 2008 - Luigi Tecce


Peppina - Moscato di Saracena 2016 - Giuseppe Calabrese


Calabria Moscato Passito Al Governo Di Saracena 2010 – Feudo di Sanseverino

Greco di Bianco DOC Passito 2013 - Lucà Santino

Moscato di Sorso e di Sennori - Confraternita del Moscato di Sorso e di Sennori

Malvasia di Bosa Riserva 2013 - Columbu

Vernaccia di Oristano Riserva 2003 – Silvio Carta 1929

Alcova - Passito di Pantelleria DOC - Coste Ghirlanda - 2012

Grillo d'Oro - Terre Siciliane Passito 2012 - Tenuta Gorghi Tondi

El Aziz - Grillo Sicilia Igt Vendemmia Tardiva - Fina

Zibibbo - Terre Siciliane Igp - Terre del Sole


Malvasia delle Lipari Passito Doc 2014 - Fenech

Marsala Superiore Garibaldi Dolce Doc - Martinez

Marsala Vergine Riserva Doc 1980 (Secco) - Intorcia

Baio Baiata - Marsala Vergine Doc (Secco) - Alagna


Il 2017 è stato un anno davvero intenso per me, sia in termini di km fatti che di assaggi:
- vigne e cantine di 16 regioni italiane visitate e 4 viaggi fuori dai confini nazionali in Mosella, Borgogna, Bordeaux e Valle del Douro in Portogallo che mi hanno permesso di rientrare alla base con spunti di riflessione interessanti sul vino italiano comprendendo le ragioni del successo di alcuni dei territori vitivinicoli più noti e apprezzati al mondo;
- le centinaia di assaggi delle anteprime toscane, di Nebbiolo Prima e Grandi Langhe,  di Sicilia en Primeur, passando per il Vinitaly e  Vinexpo, senza dimenticare all'Only Wine Festival e il Merano Wine Festival, ma soprattutto i due Mercati dei Vignaioli Fivi (Piacenza e Roma) e gli innumerevoli altri più o meno noti eventi enoici in giro per l'Italia. Tutto questo si va ad aggiungere alle mie degustazioni di cantina in cantina che restano il mio focus principale e ai quotidiani assaggi "casalinghi".

E' stato interessante e al contempo divertente riportare alla mente questi assaggi che, pur essendo un numero importante, rappresentano una piccola porzione dei vini assaggiati nel 2017 e quindi solo quelli di cui ho avuto modo di scrivere e parlare negli ultimi 12 mesi (solitamente il tra il 5% e il 10% dei vini assaggiati).
A questi assaggi si unisce il privilegio di poter continuare ad "assaggiare il futuro", ovvero quelle masse di vini in vinificazione e/o in affinamento che a tempo debito finiranno in bottiglia. Ovviamente non reputo opportuno e corretto accennare ad assaggi di vini "non finiti", ma scorrendo a ritroso nel mio wineblog potrete trovare la condivisione di molte di queste esperienze, prima fra tutti quella da Enzo Pontoni di Miani, che ci tengo a citare data la quantità di stupore prodotta dai suoi vini ancora in piena fase evolutiva.

Chiudo con un "mea culpa", in quanto conscio di non essere riuscito a dedicarmi equamente ai vini di ogni territorio, ma promettendo di usare questo elenco come monito per un 2018 in cui cercherò di focalizzarmi sulle regioni che non sono riuscito a visitare l'anno scorso e su denominazioni che non sono rappresentate tra i vini citati.

Inizio questa nuova stagione di viaggi e assaggi con l'augurio e la speranza di poter trovare e condividere ancor più vini, cantine e storie di territori e persone di ciò che ho avuto modo di fare quest'anno.


F.S.R.
#WineIsSharing

Elenco blog personale