martedì 14 novembre 2017

Vinoé, evento F.I.S.A.R. a Firenze - Tra assaggi e semplici considerazioni da wineblogger

Dopo aver preso parte alla “prima” non potevo mancare alla seconda edizione dell'evento più atteso dagli appassionati di vino di Firenze e non solo: Vinoé.
In una cornice perfetta come quella della Stazione Leopolda di Firenze la F.I.S.A.R. Ha dimostrato ancora una volta di saper organizzare al meglio un evento enoico di questa portata, con un aumento delle cantine presenti ed ancor più momenti di confronto per addetti ai lavori e winelovers, come degustazioni guidate e convegni su macro temi molti interessanti.
vinoè firenze evento vino
A prescindere dal contesto, sempre molto suggestivo e spazioso, vorrei complimentarmi con l'organizzazione per la scelta di dare a ciascun produttore un banco d'assaggio adeguatamente ampio nel quale gestire al meglio le degustazioni ed il confronto con gli avventori e per l'illuminazione di ogni postazione, capace di “mettere in luce” - letteralmente – ogni vino in maniera ineccepibili.
Ora, questi due dettagli potrebbero sembrare di poco conto, ma - sarà la mia una deformazione da wineblogger – mi capita sempre più spesso di partecipare ad eventi e degustazioni con banchi d'assaggio minuscoli e vini in penombra, cosa che oltre a rendere l'assaggio ed il confronto con il produttore molto difficoltosi impedisce di poter scattare una foto ad un'etichetta piuttosto che ad un calice di vino. Per tutti quelli che troveranno questo discorso superficiale – lo capisco – ci terrei a sottolineare quanto oggi sia importante per un produttore partecipare a questo tipo di eventi non solo per far assaggiare i propri vini o sperare di intercettare nuovi clienti, ma anche e soprattutto per avere una visibilità organica, data anche e soprattutto dalla possibilità di essere comunicati dagli stessi appassionati, tramite un post sui social, un commento su un blog o anche semplicemente mostrando uno scatto tenuto come promemoria nel proprio smartphone ad amici e potenziali clienti. Sin troppo spesso ci si fossilizza su un ritorno economico diretto prodotto dagli eventi enoici, quando – oggi – è importantissimo cercare di massimizzare il ritorno di immagine e comunicativo che si può ottenere ad un evento come Vinoé, senza alcuno sforzo, se non quello di veicolare al meglio le peculiarità dei propri vini e della propria realtà.
Non vorrei farla troppo lunga con “sta” storia delle foto, ma credo mettere i produttori nelle condizioni di poter mostrare al meglio i propri vini anche solo per le loro specifiche cromatiche nel calice, sia fondamentale e lo è ancor di più per me che tornando alla base mi diverto a condividere i miei assaggi e i miei incontri tramite i social network e questo wineblog. Quindi bravi agli organizzatori di Vinoè per questo dettaglio non indifferente.

Mi scuso per questa digressione comunicativa, ma è un pensiero condiviso durante l'evento con molti appassionati e “colleghi” e ci tenevo a riportarlo anche in questa sede.
Ora passiamo agli assaggi che mi hanno colpito di più in questa edizione di Vinoé:
migliori vini vinoè firenze
Metodo Classico Brut- Podere La Regola: 90% Gros Manseng e 10% Chardonnay, per un Metodo Classico atipico nella scelta del varietale principale, ma tipicamente elegante al naso, in cui i lieviti sono già ben integrati ad un profilo aromatico fresco, agrumato e a tratti balsamico. Il sorso è deciso e ben bilanciato, con una buona freschezza ed un finale lievemente minerale.

Mi Mo Ma Mu 2015 – Terre di Macerato: un'Albana che fa l'Albana! Si dice spesso che l'Albana sia una sorta di rosso travestito da bianco e spingendone la macerazione sulle bucce come ha fatto Franco Dalmonte, ovvero vinificandola in rosso, ci si rende conto di quanto quell'affermazione sia concreta e veritiera. Una struttura imponente ed un tannino ben presente vengono bilanciati da un sorso longilineo dal finale salino. Un vino che alcuni considererebbero estremo, ma che a me sembra solo estremamente buono!

Le Barrosche 2016 Ravenna IGT - Costa Archi: un bianco da uve Montù, il primo che ho modo di assaggiare, non lo nego. Il naso si diverte a giocare con il frutto ed il fiore senza eccedere in maturità, ma con una buona concretezza. Il sorso è dinamico, con un buon bilanciamento fra struttura e freschezza. Un vino che si lascia bere, senza tanti fronzoli e che conclude con un lieve finale tannico come a voler mostrare la stoffa di questa uva, che prende il nome dalla sua predisposizioni alla quantità ma che in realtà, in questo caso, si dimostra capace di prodigarsi in un'ottima qualità.

Campo della Pieve Vernaccia di San Gimignano 2015 – Il Colombaio di Santa Chiara: che luce che ha questa Vernaccia! Un vino che a primo naso ti catapulta in primavera, con una profusa freschezza floreale resa per nulla banale dallo sfondo minerale, a tratti marino. In bocca si apre per poi allungarsi verticalmente fino ad arrivare ad un finale salino che manda il sorso in loop.

Le Tese Umbria IGT 2015 – Romanelli: un altro macerato, tanto per dimostrare che nella reale omologazione di massa che c'è stata con il “boom” italiano delle macerazioni spinte con ogni sorta di varietale, spesso poco adatto a questo tipo di vinificazione, c'è anche qualcosa di molto buono! Prima nota di merito è, senza ombra di dubbio, il fatto è che il Trebbiano Spoletino c'è e si sente! Sorso pieno, ma spinto fino in fondo da un'ondata di freschezza e mineralità tipiche di questo grande vitigno umbro. Un'interpretazione rischiosa, ma ben riuscita.

Fosso di Corsano Colli di Luni 2016 – Terenzuola: eccola qui la lama che cercavo per tagliare in due il logorio della vita moderna! Una folata d'estate in quel contesto autunnale, con una beva che non manca di nulla, piena quanto basta per permettere alla freschezza di non perdersi in un sorso esile, bensì di farsi strada lentamente dal calice all'ultima papilla gustativa che ho nel cavo orale. La forza tanto armonica quanto dirompente di un'onda.

Lacrime del Bricco Derthona Timorasso 2015 – Vigneti Boveri Giacomo: un Timorasso di grande identità, comparato con altri prodotti su terreni differenti e ad altitudini diverse, questo è quello che mi ha stupito per equilibrio fra componente fresca e corpo e tra mineralità sapidità e lunghezza. Il naso è divertente e solare ed il sorso inerziale. Ottimo vino anche in prospettiva.

Vigna Cavarchione 2014 Chianti Classico – Istine: annata difficile che continua a stupirmi, specie nelle interpretazioni più eleganti del Sangiovese come questo “cru” di Istine, che regala finezza al naso e linearità al sorso, con una buona spina dorsale minerale. Un vino che non lesina struttura, nonostante la 2014 sia da considerarsi un'annata più esile, e che che manifesta una gran bella dinamica capace di renderne la beva disinvolta e davvero piacevole. Vorrei ritrovarne una bottiglia in cantina tra 4 o 5 anni, ma so già che la stapperei prima!

Volubile Langhe Nebbiolo 2016 – La Carlina: del Nebbiolo “giovane” spesso si accusa un tannino eccessivamente presente e si tende a considerarlo prematuro, ma sto assaggiando diverse interpretazioni della 2016 in grado di integrare alla materia del corpo la trama tannica e la componente acido/minerale, creando equilibri divertenti ed apprezzabili pur mantenendo una forte predisposizione all'affinamento in vetro. Questo Volubile non è da meno, con un naso intrigante che sfocia in un sorso dalla buona freschezza ed un tannino ben smussato – seppur, ovviamente, presente.
Un nitido esempio di come anche il Nebbiolo possa essere apprezzato anche in gioventù.

Vigna Laura 2014 - Tenuta Benedetta: avevo già avuto modo di assaggiare i vini di questa piccola nuova azienda dell'Etna in “anteprima” qualche mese fa ed in particolare dell'unicum rappresentato dal loro sangiovese in purezza, ma a colpirmi in questa occasione è stato il loro IGP (presto vi spiegherò perché non è ancora un Etna Doc) da assemblaggio classico di Nerello Mascalese (80%) e Nerello Cappuccio (20%). Un vino che al naso ammalia con la vitalità del frutto e la mineralità del vulcano ed in bocca conferma una buona struttura, una texture tannica ben integrata ed una buona acidità, a delineare un profilo elegante ed un sorso slanciato e profondo.

Migliarina Rossese di Dolceacqua 2014 – Roberto Rondelli: Un vitigno prezioso, coltivato con rispetto e sapienza in un terreno che definire vocato renderebbe solo in parte l'idea. Il Migliarina si conferma essere, anche in questa “strana” 2014, il Rossese nella sua espressione più longilinea, dinamica e congruente con ciò che, oggi, cerco in questo ed in molti altri vini. E' palese che abbia bisogno di bottiglia, ma la stoffa c'è e si percepisce tutta! Davvero un grande vino (presentato in anteprima – ancora non sul mercato).

Ventisei Pinot Nero IGT 2014– Az. Agr. Il Rio: se c'è un Pinot Nero capace di posizionarsi nel “posto giusto” questo è il Ventisei de Il Rio. Perché dico questo? Perché esistono pochi Pinot Nero in Italia davvero validi e, tra quei pochi, in molti cercano di scomodare paragoni importanti e, spesso, improponibili. Questo è un vino che esprime grande umiltà e consapevolezza, rinunciando ad improbabili paragoni ed enfatizzando, piuttosto, la propria espressione territoriale e l'interpretazione del vignaiolo. Più che descriverlo, vi confiderò un “segreto”: di tutti i vini assaggiati a Vinoé questo è quello che mi sono tenuto nel calice anche una volta lasciato lo stand ed ho continuato a sorseggiarlo chiacchierando con degli amici, ritrovandomi a rimetterci il naso continuamente ed a berlo con una facilità disarmante. Se lo scopo del vino è essere apprezzato e bevuto... missione compiuta!

Brunello di Montalcino 2012 – Fattoi: in un'annata, forse, sopravvalutata, Fattoi resta una sicurezza nello stile e nella coerenza materica che contraddistingue i vini di questa realà. E' un vino potente, ma capace di non sfociare in stucchevoli e spiacevoli “cotture” e di mantenere un sorso ben slanciato grazie ad una freschezza integrata al meglio con la struttura possente. Un vino lungo e di grande profondità, che non pone limiti al proprio potenziale evolutivo.

Barolo Aculei 2013 - La Biòca: è il vino che da inizio ad una nuova era aziendale, in quanto si tratta della mia raccolta e la prima vinificazione di uve da Barolo di proprietà de La Biòca. Un assemblaggio di diverse vigne che ha dato modo al produttore di "divertirsi" con i tagli, andando a ricercare una complementarietà fra le varie peculiarità dei singoli vigneti in termini di terreno ed esposizione. C'è struttura e c'è una buona acidità, il tannino non risulta eccessivamente aggressivo, per un sorso già equilibrato, ma che non potrà rifinire la sua eleganza con qualche annetto di bottiglia.

Titolo Aglianico del Vulture 2015 - Elena Fucci: sono sempre molto curioso di assaggiare le nuove annate di vini che seguo da un po' come il Titolo di Elena Fucci. Questa 2015 mi ha colpito molto, in confronto alle annate assaggiate in passato, in quanto ho percepito una grande predisposizione all'eleganza, nonostante la consueta forza ed il calore di questo vino pieno ed avvolgente. Il sorso è asciutto e il tannino dell'Aglianico è ben smussato, seppur giustamente presente. E' la spina dorsale acida a renderlo così vivo oggi ed in prospettiva. Probabilmente - vedremo cosa diranno i prossimi assaggi - l'annata più in linea con il mio gusto da quando assaggio questo vino.

Nel complesso, Vinoé si conferma, a distanza di un anno dalla sua prima edizione, un evento ben organizzato e nel quale è possibile, ancora, trovare qualche chicca enoica non troppo mainstream. Questo è molto importante per me, ma ormai anche per un appassionato qualsiasi che non può non rendersi conto di quanto "gira e rigira" molte manifestazioni enoiche presentino le stesse aziende da anni. Confido che per Vinoé la strada sia sempre di più quella della ricerca e del ricambio di anno in anno.

F.S.R.
#WineIsSharing

giovedì 9 novembre 2017

Podere La Chiesa - Cantina tra arte e vino nel cuore della DOC Terre di Pisa

La Cantina Podere La Chiesa, a Casanova di Terricciola, dove arte e vino si incontrano, nel cuore della DOC Terre di Pisa

Nella Toscana del vino c'è un areale a cui tengo particolarmente, perché estremamente sottovalutato ma soprattutto perché ricco di cantine e vignaioli capaci e lungimiranti.
Parlo di quello che attualmente, grazie al recente avvento della nuova DOC, è stato definito come "Terre di Pisa".
podere la chiesa cantina
Se siete in piedi sedetevi, se siete seduti alzatevi poi sedetevi di nuovo! No, non siamo in Chiesa, ma oggi vi porto con me al Podere La Chiesa, un’azienda vinicola sita a Casanova di Terricciola, proprio nel cuore delle Terre di Pisa.

La storia della Cantina Podere La Chiesa, così come la conosciamo oggi, nasce grazie alla passione sfrenata per il vino di Maurizio Iannantuono e Palma Tonacci, che decidono, dopo una lunga attività lavorativa nel campo informatico, di stravolgere la propria vita e di trasformare quella grande passione nel proprio lavoro. Così si lanciano in un'avventura che non ha mai avuto i connotati di un mero investimento imprenditoriale, bensì è nata e continua ancora come la realizzazione di un sogno, quello di fare vino e di farlo bene.
Durante la mia visita in cantina è stato bello constatare quanti punti in comune ci fossero tra me e Maurizio riguardo l'amore per il vino in senso stretto ed in senso lato e quanto il suo cammino enoico sia passato per vie che io ho solcato più e più volte e per altre che io spero di solcare: parlo delle giornate passate a cercare enoteche, girando per centinaia di chilometri per acquistare un vino assaggiato ad un evento o in un ristorante, o dei giorni di ferie impiegati a visitare cantine in tutta Italia e nel mondo, fino ai grandi incontri, unici ed emozionanti, come quello Bartolo Mascarello ed altri grandi persone, ancor prima che personaggi, del vino.
Eppure, a Maurizio e Palma non bastava acquistare vino e goderne solo in degustazione... il richiamo della vigna e la convinzione di poter realizzare qualcosa di proprio, di vivo e di buono sono stati così forti da portarli a fare quella che loro stessi chiamano una piccola grande “follia”.
E' bastato arrivare alla porta delle nuova cantina per rendermi conto di quale sforzo "fisico", economico e creativo sia stato fatto per realizzare una struttura capace di coniugare in maniera organica e mai forzata arte e vino, bellezza ed ergonomia.
cantina mostra arte vino
Un luogo dove la luce entra da ogni lato portando e le vigne, che circondano la struttura, vengono incorniciate da cerchi volti a rappresentare gli acini che sono alla base di tutto.
La storia di Palma e Maurizio vignaioli, però, inizia prima di aver potuto inaugurare questo esempio di eno-architettura sostenibile, in quanto la prima vendemmia risale al 2009 e è da lì che, oltre all'avventura, inizia l'”università di vigna e cantina” per Maurizio.
Oggi è lui ad occuparsi degli aspetti agronomici ed enologici, avvalendosi di quelli che sono più consigli che una vera e propria consulenza, di amici enologici e di vicini viticoltori.
Il Podere la Chiesa è al quarto anno di conversione biologica e le lavorazioni in vigna sono solo ed esclusivamente a mano. Circa l'80 % delle uve rosse è di sangiovese, la restante parte si divide fra Canaiolo, Merlot e Cabernet. La vinificazione è tradizionale, con periodi di fermentazione e di macerazione strettamente dipendenti dall'annata. Banditi i protocolli standard, focalizzando tutta la proria attenzione nel seguire l'evoluzione delle uve in vigna e del vino in cantina. Il vino che Maurizio e Palma hanno sempre voluto produrre non è quello che segue a tutti i costi il mercato ma è quello che piace a loro, frutto di migliaia di assaggi e di centinaia di esperienze enoiche vissute in giro per il globo.
E' palese e lo si percepisce da ogni parola e da ogni scelta di Maurizio: il rapporto con il territorio è fortissimo, imprescindibile, quasi simbiotico!
Un rapporto che parte in vigna, prosegue in cantina, per poi sfociare un un impegno costante ed in prima persona nell'attività di promozione del territorio. Maurizio è, infatti, tra i primi promotori e ideatori del progetto Terre di Pisa nonché presidente delle Strade del Vino delle Colline Pisane. Sempre presente in ogni iniziativa utile alla crescita dell'area e questo gli fa onore, specie in un contesto in cui lui potrebbe essere considerato “il nuovo arrivato”.
I vini prodotti sono 6 (Punto di Vista, Le Redole di Casanova, Terre di Casanova, Sabiniano di Casanova, Opera in Rosso e Opera in Nero) per un totale di 40mila bottiglie prodotte in annate a "pieno carico", ovvero una ponderata inezia, che mira a poter portare avanti un concetto di qualità sempre più alto gestendo micro-vinificazioni di parcella in parcella.

Il mio interesse nei confronti di questa realtà nasce nell'ottica di una personale ricerca volta a scoprire terre vocate alla produzione del Sangiovese, fuori dai "classici" e più noti contesti e devo ammettere che la mia curiosità sia stata più che ripagata dall'assaggio di un vino in particolare prodotto dal Podere La Chiesa:
opera in rosso vino podere la chiesa
Opera in Rosso 2011-2012-2013: un Sangiovese in purezza che si destreggia bene in questi terreni di origine pliocenica, in cui limo ed argilla si caricano di calcare attivo e, unitamente al sole ed alle brezze, danno vita a vini ben strutturati, di ottima maturità, incentrati su questo raro equilibrio fra forza e finezza, spostando gli aromi più sul floreale che sul frutto e donando al sorso un'ampiezza che non rinuncia a note minerali di ferro e sale.
In questa Jam Session di 3 annate assaggiate in una mini verticale - che lo stesso Maurizio ha confessato di non aver mai fatto prima - la 2011 si è dimostrata capace di un'evoluzione elegante e profonda, mantenendo una buona dinamica del sorso, mentre la 2012 a differenza di altri areali toscani e non è stata un'annata semplice per le vigne di Maurizio, ma ciò nonostante si è ben comportata manifestando una buona integrità varietale ed un'indiscutibile spina dorsale acido-minerale che dà un notevole slancio al sorso pieno e coerente. 
La 2013 è ancora in fasce, eppure scalpita già per far notare il suo potenziale espressivo di grande impatto. E' un vino da attendere, che inizierà a muovere i primi passi tra non molto per poi imparare a camminare con incedere sicuro, piglio ed elegante portamento, ne sono più che convinto. Interessante come il ferro presente in evoluzione negli altri vini, qui sembri ricordare l'ottone, quasi a voler fare il pari con la passione per il Jazz di Maurizio.

Molto interessante anche l'Opera in Nero, un Merlot in purezza diverso da quelli della costa, meno carico e più elegante, dal grande potenziale evolutivo.

Queste, però sono solo le mie parole, le mie personali impressioni, di una degustazione avvolta dal Jazz ed immersa nel più sano e costruttivo confronto enoico ed umano tra me e Maurizio, ecco perché mi è venuta in mente una frase del grande musicista Bill Evans che vedrei bene con il "vino" come soggetto proprio al posto del "Jazz" tanto caro allo stesso Maurizio:
"Il jazz non lo puoi spiegare a qualcuno senza perderne l’esperienza. Dev’essere vissuto, perché non sente le parole. Le parole sono i fanciulli della ragione, e quindi, non possono spiegarlo. Queste non possono tradurre il feeling perché non ne sono parte. Ecco perché mi secca quando la gente cerca di analizzare il jazz come un teorema intellettuale. Non lo è.
E’ feeling!" (Bill Evans)  
mostra foto cantina
Concludo con la convinzione che quella del Podere La Chiesa sia una realtà in grado di dare i natali ad ottimi vini con profondo rispetto ed umiltà propositiva, senza dimenticare quella giusta dose di sogno misto a lungimiranza che piano piano si sta tramutando in certezza. 


F.S.R.
#WineIsSharing

martedì 7 novembre 2017

Il Caberlot della cantina Il Carnasciale tra mistero e realtà

La storia che vi racconterò oggi è una storia capace di coniugare amore, lungimiranza, fortuna e mistero in modo più unico che raro, come più unico che raro è il vitigno protagonista di questo racconto enoico.
Gli amanti di miti e leggende hanno l'”arturiana” Camelot, mentre noi, wine-nerd ed appassionati di vino fino al midollo abbiamo il Caberlot a rappresentare un vero e proprio mistero.
Molti di voi conosceranno già il Caberlot, nella sua forma solida di vitigno ed in quella liquida di vino, ma partiamo dal principio, ovvero da chi nel Caberlot ha creduto e da chi il Caberlot ha reso grande nel mondo: Bettina e Wolf Rogosky.
caberlot vino carnasciale
Questa coppia di creativi e sognatori nel 1982, al rientro in Europa, pur stabilendosi nella Ville Lumière, decide di acquistare un podere nelle campagne aretine, dove ad essere coltivati erano per lo più ulivi: Il Carnasciale. Eppure, per una coppia di creativi e di amanti del vino quella terra doveva ospitare anche delle viti e doveva produrre qualcosa di unico.
Galeotto fu l'incontro con il noto enologo italiano, Vittorio Fiore, che li presentò all'agronomo romagnolo Remigio Bordini, al fine di dar vita all'avventura di Bettina e Wolf nel mondo della viticoltura e della produzione di vino.
L'idea è stata subito quella di puntare alla qualità assoluta, ma mai avrebbero pensato che quell'agronomo potesse far loro un “dono” così grande... un dono difficile da comprendere, da coltivare, da comunicare, ma al contempo dall'immenso potenziale, semplicemente perché unico nel suo genere. Quel “dono” non era altro che un vitigno che Remigio Bordini aveva scoperto in un vigneto abbandonato sui Colli Euganei negli anni '50, identificandolo come un incrocio naturale tra Cabernet Franc e Merlot
Bettina e Wolf non ebbero dubbi sul nome, quell'uva ed il vino che ne avrebbero tratto si sarebbero dovuti chiamare Caberlot, dall'unione dei nomi dei due vitigni dei quali serba le peculiarità.
Un varietale sconosciuto all'epoca  - e del quale tutt'ora si sa relativamente poco -, che la coppia decise di impiantare a scatola chiusa, non potendo assaggiare alcun vino prodotto da tale uva. Una scommessa agevolata dalla voglia di produrre qualcosa che avesse insita in sé l'unicità ed il Caberlot non poteva non averne, dato che Il Carnasciale si apprestava ad essere la prima (ed ancora oggi l'unica) azienda vitivinicola ad ospitarlo nelle proprie vigne.
Non tutto, però, andò come Bettina e Wold avrebbero voluto, in quanto alla prima richiesta di autorizzazione per l'impianto dei nuovi vigneti ex-novo si videro chiudere in faccia la porta del proprio sogno, ma nello strano ed a volte sadico gioco del “do ut des” di Madre Natura fu proprio un evento catastrofico e nefasto come la gelata dell'inverno 1985-1986 a rendere possibile la nascita dell'azienda vitivinicola Podere il Carnasciale, che sostituì gli ulivi martoriati dal freddo con le barbatelle di Caberlot.
Un piccolo fazzoletto di terra al quale la coppia ha prestato grande attenzione e cura, portando avanti una viticoltura di grande rispetto, nella convinzione di poter trarre da quell'intrigante uva un vino fuori dal comune.
Purtroppo, l'avventura enoica di Bettina e Wolf subì un duro colpo nel 1996 quando, proprio a pochi attimi dall'imbottigliamento dell'annata 1994, Wolf se ne andò per un attacco di cuore lasciando Bettina ed il Caberlot senza una parte fondamentale di questa meravigliosa e vincente equazione enoica.

Come in ogni storia, mito o leggenda che si rispetti gli ostacoli e gli avversi accadimenti aumentano soltanto il climax del racconto, ma non lo interrompono.
Bettina, infatti, decide di portare avanti con rinnovata forza e ancor più caparbietà il sogno suo e del suo amato marito, continuando il progetto di espansione dalla micro-produzione dell'epoca ad una produzione che, seppur sempre molto ridotta, potesse portare l'azienda ad essere più economicamente indipendente. E' così che vennero impiantati altri due vigneti più in basso sulla stessa collina, nel 1999 e nel 2004, per un totale di cinque ettari coltivati, per poi aggiungerne un terzo, piantato nel 2011. La produzione attuale del Caberlot è di circa 3.000-3.500 magnum (oggi si producono anche quelle che Moritz chiama ironicamente “demì-magnum” in esclusiva per Vino & Design), al quale si affiancherà la piccola produzione del “secondo vino” Il Carnasciale (dal 2000) e dal 2015 un Sangiovese in purezza (Ottantadue).
Oggi è Il figlio Bettina e Wolf, Moritz, anch'egli creativo prestato al mondo del vino, dirige l'azienda con grande trasporto, mantenendo intatta la volontà dei genitori di realizzare in ogni singola annata
A rappresentare il Caberlot è una “X”, etichetta di grande impatto, realizzata – come poteva essere altrimenti?! - da un artista locale, che varia soltanto nel colore dello sfondo di annata in annata.
caberlot vino etichetta
Ogni fase, dalla vigna all'etichettatura, passando per l'imbottigliamento è gestita rigorosamente a mano nell'ottica di un'attenzione al limite del maniacale, che solo con produzioni così – volutamente – ridotte si potrebbe gestire.
Durante la mia visita in cantina ho avuto modo di assaggiare ogni singola parcella vinificata in purezza ed affinata in piccole botti di diverse essenze di rovere francese scelte accuratamente dall'enologo dell'azienda al fine di enfatizzare ed elevare le peculiarità del varietale in ciascuno dei differenti contesti pedoclimatici relativi ai vigneti aziendali.
E' così che ho compreso la complessa armonia di ciò che fino ad allora avevo avuto modo di assaggiare solo da bottiglia “finita”, ovvero un gioco di altitudini, terreni ed esposizioni che presi singolarmente non potrebbero mai dar vita ad un vino completo nella sua massima espressione varietale, ma che assemblati con rispetto, sensibilità e sapienza possono dar vita ad un vino capace di scuotere i sensi in maniera potente ed elegante allo stesso tempo.
Tra gli assaggi fatti in passato e quelli fatti durante la mia visita a Il Carnasciale il Caberlot 2013 si è dimostrato quella più in linea con il mio gusto, grazie ad un naso che sa gestire bene le note vegetali proprie del Cabernet Franc arricchendole di una naturale speziatura che intriga e non lascia pensare ad un eccessivo utilizzo del legno, con un frutto ancora evidente che fa il pari con il sorso potente, ma fresco e dinamico, privo di storture, dal finale piacevolmente ferroso. In molti scomodano paragoni con Bordeaux, ma per quanto mi riguardi, credo che Il Caberlot vanti un'identità propria, legata sì all'unicità del varietale, ma anche e sempre di più al territorio, specie con i nuovi impianti che hanno dato modo all'azienda di mostrare le varie sfumature di quest'uva attraverso contesti a diversa vocazione espressiva.

Un vitigno difficile da interpretare, ma facile da apprezzare per chi ama il Franc e più in generale per chi gode nel assaggiare e nel bere vini armonici, improntati su un bilanciamento e sull'armonia.

Un equilibrio degno di un grande funambolo e è proprio come un funambolo che comprende l'importanza e l'eleganza della lentezza nell'appoggiare prima punta, poi pianta ed in fine tallone del proprio piede, che del Caberlot possiamo cogliere l'armonia in una lenta e prospettica evoluzione in bottiglia.
cantina il carnasciale
Del Caberlot, probabilmente, non sapremo mai più di quanto sappiamo ora, ma se c'è una cosa bella delle leggende è proprio quest'alone di mistero che avvolge luoghi e protagonisti come a voler anteporre l'espressione di sè alla mera identità.

F.S.R.
#WineIsSharing

martedì 31 ottobre 2017

Elenco delle cantine presenti al prossimo Mercato dei Vignaioli FIVI a Piacenza

Torna il Mercato dei Vini della FIVI 
Il 25 e 26 novembre a Piacenza
mercato vignaioli fivi piacenza 2017
Il 25 e 26 novembre torna l'evento più amato dagli italiani! No, non si è impossessata di me la Cuccarini, ma sarebbe da ipocriti non ammettere il grande appeal raggiunto dal Mercato dei Vini della dei Vignaioli Indipendenti negli ultimi anni.
Un evento, giunto ormai alla settima edizione, che è cresciuto davvero tanto e che quest'anno arriverà ad ospitare più di cinquecento Vignaioli FIVI nell'orma “storica” location del Piacenza Expo.
Confermata la consueta formula dei due giorni, con banchi d'assaggio rigorosamente in ordine sparso (come da filosofia FIVI), laboratori e degustazioni di approfondimento su vitigni, vini e territori, il tutto reso ancor più dinamico ed allettante per noi amanti del vino dalla possibilità di girare muniti di carrello della spesa pronto ad essere riempito dei vini che di più ci colpiranno durante la manifestazione.
Un evento che ha, sin da subito, avuto la capacità di coinvolgere in maniera trasversale appassionati, media e sempre più buyers rendendo quest'occasione un'ottima vetrina per molti piccoli produttori che, spesso, non hanno la possibilità di partecipare ad altre grandi manifestazioni enoiche.
Qui di seguito troverete l'elenco di tutte le cantine partecipanti al Mercato dei vignaioli FIVI di Piacenza 2017:
'A Vita
Abbona Anna Maria
Adriano Marco E Vittorio
Agricola Carlini Lorenzo
Al Contadin Di Faggionato Claudia
Alemat Azienda Agricola
Alessandro Moroder
Alessio Brandolini Azienda Agricola
Alexia Capolino Perlingieri
Aljano
Amigdala - Cataldo Calabretta Viticoltore
Ancarani Azienda Agricola
Ancilla Azienda Agricola La Ghidina - Ancilla Lugana
Andreas Theiner - Schloss Plars
Angeli Di Varano
Antica Cascina Dei Conti Di Roero
Antica Corte Ai Ronchi Di Pasini
Antica Enotria Az Agr. Di Tuccio
Antica Tesa Di Noventa Pierangelo
Antolini Pier Paolo E Stefano
Antonelli San Marco S.S. Soc. Agr
Antonio Aldini E Valentina Silva
Antonio Panigada
Aquila Del Torre
Arcuri Sergio
Arduini Luciano E C. Società Agricola S.S.
Armosa
Arpepe
Arrighi Azienda Agricola
Attanasio Luca
Avezza Paolo
Az Agr Al Ponte Di Vettoretti Matteo
Az Agr Paitin
Az Agr Simone Giacomo
Az Agr Terre Di Sarizzola
Az. Agr. Anna Berra Di Monai Ivan
Az. Agr. Brandolini Pietro
Az. Agr. Casavecchia Alla Piazza Di Buondonno
Az. Agr. Ghio Roberto - Vigneti Piemontemare
Az. Agr. Maligni Di Fabio Tomei
Az. Agr. Perego & Perego Di Giorgio Perego
Az. Agr. San Paolo Di Selmi Alessandro Ed Enrico S.S. Soc. Agric.
Az. Agr. Vitivinicola Di Mirabella Emilio - Le Cantine Dell'averno
Az. Agr.Pizzo Coca Di Mazzucconi Lorenzo
Az. Vitivin. Madonna Del Latte
Az.Ag. Gianatti Giorgio
Az.Agr Col Miotin Di Bottega Girardo
Az.Agr. Setriolo Di Susanna Soderi
Azienda Agricola Andrea Martinelli
Azienda Agricola Benvenuto Giovanni Celeste
Azienda Agricola Boni Alessandro Di Boni Cristina E Consolini Alberto S.S.         
Azienda Agricola Bruscoli Marianna - Tenuta S. Giacomo E Filippo
Azienda Agricola Ca' Rovere Di Alessia Biasin
Azienda Agricola Casale Vitali Di Gabriele Vitali
Azienda Agricola Casaretti Di Rossi Giammaria
Azienda Agricola Gennaro Papa
Azienda Agricola Gnirega Di Clementi Pietro S.S.
Azienda Agricola La Vigna Di Valentino Zonin
Azienda Agricola Le Marie Di Raviolo S.S
Azienda Agricola Lusenti Di Lusenti Lodovica
Azienda Agricola Malacari
Azienda Agricola Olivero Daniele
Azienda Agricola Poggio La Luna Di Elisabetta Tommasoni
Azienda Agricola Rigo Filippo - Cascina Rabaglio
Azienda Agricola Sylla
Azienda Agricola Vuolo
Azienda Marini Georgea
Azienda Olivitivinicola "Di Giulia"
Azienda Vitivinicola Bianco Angelo E Figlio Ssa
Balter
Baraccone
Barbacarlo Di Lino Maga
Barbaglia
Baronia Della Pietra Di Salvatore Barbiera
Bastia Rebuli Michele Azienda Agricola
Bele Casel
Bellaveder
Bellese Giacomo E Enzo
Beppe Bocchino Giuseppe Di Bocchino Annalisa
Bergamini Damiano E Daniele Societa' Agricola
Berry And Berry Di Alex Berriolo
Berti Stefano
Bessich Vini Ss
Boccadigabbia
Boffalora
Borgo Dei Sapori
Borgo Delle Oche
Borgo Stajnbech
Borri Graziella
Bosio
Bresolin Enrico
Brigatti Francesco
Broccanera Di Santini Giorgio
Bussi Piero
Bussoletti Leonardo
C.V.L.T Coop.Agr. Zanolari
Ca' Del Prete
Ca' Di Caire' Di Rolfo Emanuele
Ca' Ed Cerutti
Ca' Richeta Di Orlando Enrico
Ca' Rugate
Cadibon
Cagnano Agricola S.R.L.
Calalta Di Sergio Brunetti
Calatroni Az. Agr.
Cameli Irene
Caneva Da Nani
Canevaro Luca
Cantin Ariano S.S. Agricola
Cantina Bartoloni
Cantina Fosso Degli Angeli
Cantina Gurrieri
Cantina Masicei Di Rombolà Cosmo
Cantina Mattiello
Cantina Miotto
Cantina Nistri Srl
Cantina San Biagio Vecchio
Cantina Santori
Cantina Vintinove
Cantine Carpentiere Di Carpentiere Luigi
Cantine Matrone
Cantine Viola
Cantrina
Cappella S. Andrea Sas Di Flavia Del Seta E C. Soc. Agr.
Carus Vini
Carussin
Casa Benna
Casa Buffetto
Casa Comerci
Casa Di Baal
Casale Certosa
Casale Di Giglioli
Cascina Bandiera (az.agri. Di Rigo E Ferratini)
Cascina Boccaccio
Cascina Garitina
Cascina Gentile Di Oddone Daniele
Cascina Gilli
Cascina I Carpini
Cascina Melognis
Cascina Mondator Di Predomo Roberto
Casebianche
Casina Di Cornia
Castaldi Francesca Azienda Agricola
Castaldi Srl
Casteldelpiano
Castello Di Grillano
Castello Di Ripa D'orcia
Castello Di Rubbia
Castello Di Stefanago
Cavaliera
Cavalleri
Cecchini Marco Azienda Agricola
Cerutti
Cesconi
Ciabot Berton - Oberto Marco
Cieck S.S.
Cignano
Claudio Cipressi
Claudio Mariotto
Coffele
Col Del Lupo
Colacicchi Anagni
Colle Del Bricco Di Maggi Matteo
Contrade Di Taurasi
Cordani Marco
Corte Fusia
Corte Guarinona
Corte Martini Az. Agr. Di Marchesini Pietro
Corte Quaiara
Corte Solidale
Costa Archi
Costa Dei Platani
Costantino Fabio Vincenzoy
Crivelli Marco
Dal Bosco Giulietta - Le Guaite Di Noemi
Dal Verme Camillo E Filippo
Dama Del Rovere Di Pra' Massimo
Damoli Bruno
De Angelis Corvi
De Sanctis Luigi Azienda Agricola
De Tarczal
De Vescovi Ulzbach
De Vinosalvo Vignaioli
Diegale Ssa
Domaine Tenon Earl
Donati Marco Azienda Agricola
Draga Di Miklus Milano
Drei Dona'
Duemani
E. Molino
Ellena Giuseppe Di Matteo Ellena
Emanuele Dianetti
Emilio Vada
Enò-Trio
Erede Di Chiappone Armando
Eredi Di Cobelli Aldo
Fabio Motta Azienda Agricola
Fabrizio Dionisio
Falezze
Fattoria Casa Sola
Fattoria Corzano E Paterno S.S. Agricola
Fattoria Di Poggiopiano Di Mauro Galardi
Fattoria Fibbiano S.S.A.
Fattoria La Monacesca Di Cifola Aldo
Fattoria Poggiarello
Fattoria San Vito
Fattoria Serra San Martino
Fattoria Tregole Soc Agr Ss
Favaro Benito
Fedele Luca
Fenech Francesco Azienda Agricola Biologica
Ferlat Silvano
Ferretti Vini Societa' Agricola Ss
Feudo Dei Gelsi
Filippa Clario E Figli
Fiorano
Fiordaliso
Fiorin Silvia Azienda Agricola
Firmino Miotti
Flaibani
Foffani Azienda Vinicola
Follador Francesco Azienda Agricola
Forgiardita
Forteto Della Luja
Francesco D'alessandro - Terra Quercus
Francesco Devigili
Francesco Moser
Francesconi Paolo
Franchini Agricola
Franco Di Filippo - Estasi
Fratelli Aimasso
Fratelli Bucci
Fratelli Collavo
Fratelli Pisoni
Frecciarossa Srl - Societa' Agricola
Gallio Bruno Vitivinicola
Gatti Enrico
Ghera
Gianfranco Fino
Gilberto Boniperti
Giordanino Teresio Di G.Marco
Giovanna Tantini
Giovanni Ederle Viticoltore In San Mattia
Giovannini Giorgio
Glassierhof
Grassi Susanna (I Fabbri)
Graziano Pra'
Grifalco
Grigolli Bruno
Guado Al Melo
Haderburg
Heart Of Italy S.S Di Gonzales
I Clivi Di Ferdinando E Mario Zanusso S.S.A.
I Nadre Azienda Agricola
I Scriani Di Cottini Stefano & C.
Il Calamaio
Il Carpino
Il Civettaio
Il Collino Di Todi Sas - Roccafiore
Il Monte Caro
Il Mosnel
Il Mottolo Az. Agr.
Il Poggio
Il Rio Di Paolo Cerrini
Il Torchio
Ilaria Salvetti Azienda Agricola
Illica Magnani Fabrizio E Paolo
Istine Soc. Semplice Agricola
Josef Michael Unterfrauner - Zohlhof
Keber Edi
Korsic Rodolfo
La Bionda
La Cappuccina Società Agricola Semplice
La Chimera
La Colombera
La Dama
La Frassina
La Fusina
La Marca Di San Michele
La Mercareccia
La Morandina
La Palazzina
La Palazzona
La Perla Di Triacca Marco Domenico
La Piana
La Pria
La Querce Sas
La Rocchetta
La Salceta
La Tosa
La Valle Del Sole
La Vecchia Posta Di Semino Roberto
Lama Di Rose
L'apparita
L'armangia
L'astore Masseria
Lazzari
Le Chiusure
Le Cinciole
Le Favole Di Evio E Angelo Cadorin
Le Fraghe
Le Marne
Le Piane
Le Verzure
Le Volpere Di De Rosso Luca E Matteo
Les Cretes
Lodi Corazza Azienda Agricola
Longariva
Lucà Santino
Luigi Cataldi Madonna
Luigi Maffini
Macchiole
Madonna Dell'uva Di Zanetta Elena
Maison Vigneronne Freres Grosjean
Malibran Di Favrel Maurizio
Manaresi Podere Bella Vista
Manincor
Marcorin & Plozner
Marengoni Silvio, Lino E Flavio
Marta Valpiani
Martignago Societa' Agricola Di Martignago Francesca E Morlin Simone Ss
Martilde Di Antonella Tacci
Martin Abraham
Masciullo
Maso Bergamini
Maso Thaler
Mattiazzo Leo
Mazzone Azienda Agricola
Mazzoni Tiziano
Messnerhof
Michele Satta
Milana Gioacchino
Mizzon Di Perusi Nicola
Molinetto Di Diego Carrea
Mongarda
Montariolo
Monteversa
Montevetrano Di S. Imparato
Morandiwine
Morella
Mulini Di Segalari
Mumelter Georg - Griesbauerhof
Muralia
Murva Di Renata Pizzulin
Musella
Mustilli
Musto Carmelitano
Mv - Marco Vercesi
Nardello Daniele
Neri Enrico Azienda Agricola
Novaia
Oltretorrente
Padroggi Luigi E Figli
Palazzo Di Piero - Galeotti Ottieri Della Ciaja G.A.
Palazzone Azienda Agricola
Palmento Costanzo Soc. Agr.
Pantaleone
Paradisone
Pardellerhof Montin
Pasini San Giovanni
Patrick Uccelli
Pavese Ermes
Pellegrini
Perla Del Garda Di Morenica
Pesaresi Casa Vinicola Soc. Agr. S.S.
Picchioni Andrea
Piccolo Bacco Dei Quaroni
Pietracupa
Pietraventosa
Pietro Beconcini Agricola S.S.
Pietro Torti
Pievalta Soc. Agr. R.L.
Pieve De Pitti Srl Societa Agricola
Podere Ai Valloni
Podere Alberese Di Bozzano Lucia
Podere Albiano
Podere Bellosguardo
Podere Dell'anselmo ( Fabrizio Forconi)
Podere Gualandi
Podere Il Saliceto
Podere La Madia
Podere Nannini Di Guidi Giordano Bruno
Podere Poggio Al Gello
Podere Riparbella
Poggio Delle Grazie
Poggio Foco
Poggio Rosso Soc Agricola Srl
Pojer E Sandri
Pomaio
Pomona - Eredi Enzo Raspi
Portapantalica
Prever
Ps Winery
Punto Zero
Pupillo Antonino
Quota 101 Srl
Raccaro
Rive Col De Fer
Rivetti Massimo
Rizzini (BONIOTTI )
Roberta Tiberi - Tacet
Rocca Rondinaria - Rocca Grimalda - Castello Di Rocca Grimalda
Rocco Di Carpeneto
Rosanatale
Rosi Eugenio S.S
Rosso Francesco
Ruge Azienda Agricola Di Ruggeri
S.A. Dirupi S.S. Di P. Di Franco E Fasolini D.
Saccomani Società Agricola S.S.
San Cristoforo
San Lurins Di Pecorari Marco
San Marcello
San Ruggiero Azienda Agricola
Sanlorenzo Az Agr Ciolfi Luciano
Sassotondo
Selun Azienda Agricola Di Marconi Luigi
Sobrero Francesco
Soc. Agr. Paltrinieri Gianfranco
Soc. Agr. Siro Merotto S.S.
Societã Agricola F.Lli Spagnol - Cà Del Faggio
Società Agricola Folesano Di Carla Cavara & C S.S
Società Agricola Forestale Le Colline Ss
Società Agricola Le Strie
Società Agricola Monte Isi S.S.
Societa' Agricola Antico Castello Sas Di Romano Francesco E C.
Societa' Agricola Barbacan Di Angelo Sega
Societa' Agricola Il Conventino Di Monteciccardo Sas
Società Agricola Riva Granda
Societa Agricola Scala S.A.S. Di Francesco Scala
Societa' Agricola Vignaboni Srl
Societa\' Agricola Brunetto
Solatione
Spadafora Dei Principi Di Spadafora
Spagnol Col Del Sas
Speri Viticoltori
Spinsanti Catia Azienda Agricola
Stella Societa' Agricola
Tarlao
Tenuta Baron Longo
Tenuta Belvedere Di Cabrini Gianluca
Tenuta Carbognano
Tenuta Castello Englar
Tenuta Del Conte Di Parrilla Francesco
Tenuta Delle Ripalte
Tenuta Di Ghizzano
Tenuta Di Valgiano
Tenuta Enza La Fauci (riserva La Chiusa)
Tenuta Il Falchetto
Tenuta La Piccola
Tenuta La Vigna
Tenuta La Viola Az.Agr.Gabellini Di Serra Lidia
Tenuta Lenzini
Tenuta Lieselehof
Tenuta Mareli
Tenuta Mariani
Tenuta Muscazega Di Laura Carmina
Tenuta Percivalle
Tenuta Santa Caterina
Tenute Pacelli
Terenzuola Di Ivan Giuliani
Terni Fiorella (FABIANI)
Terraquilia
Terrazzi Alti Az. Agr. Di Buzzetti Siro
Terre Boscaratto
Terre Del Faet
Terre Di Balbia S.S.
Terre Di Pietra
Terzoni Claudio Srl
Thomas Niedermayr Hof Gandberg
Thurnhof - Andreas Berger
Tiberi David
Tornesi
Torrazzetta Az. Agr.
Torre Del Pagus
Torre Fornello
Trebotti Azienda Biologica
Uccellaia
Valdellovo S.S. Di Ricci Benedetto & C.
Valentina Cubi
Vallecamonica
Valletti Az. Agr.
Vallone Di Cecione
Vettori
Vigne Monache Di Biasco Rita
Vigneti Bonaventura
Vigneti Boveri Giacomo Di Giacomo Boveri
Vigneti Massa
Vigneti Vallorani Di Vallorani Rocco
Vignoble Simonnot Earl
Villa Crine Di Venturini
Villa Job
Villa Persani Di Azienda Agricola Clementi Silvano
Vini Orsini - Azienda Bio Agricola
Visamoris
Viticoltori De Conciliis
Vitivinicola Valla Di Davide Valla
Vosca
Weingut Oberstein Di Joachim Wolf
Weingut Unterhofer
Weingut Unterortl - Castel Juval
Weinhof Kobler
Zanoni Pietro
Zanotelli E. & F.Lli
Zardini
Zatti Giovanni Azienda Agricola
Zyme'

Info utili sul Mercato dei Vini della FIVI:

Quando: sabato 25 e domenica 26 novembre 2017;

Dove: PiacenzaExpo;
Orario di apertura al pubblico: dalle 11.00 alle 19.00;
Ingresso: € 15.00 comprensivo di bicchiere per degustazioni;
Ingresso ridotto: € 10.00 per soci AIS – FIS – FISAR – ONAV e SLOW FOOD (il socio deve mostrare tessera valida dell’anno in corso) e possessori del biglietto della manifestazione MareDivino 2017;
Parcheggio: gratuito;
Acquistare vino: 500 i carrelli disponibili per gli acquisti;
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.
_________________________
FIVI - Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti 
La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un'associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: "Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta". 
Attualmente sono poco più di 1100 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 39% secondo la viticoltura convenzionale.

Se vuoi saperne i più o sei un produttore interessato a far parte della grande famiglia della FIVI ti consiglio di leggere la mia intervista a Luigi Fenoglio Coordinatore nazionale FIVI: www.wineblogroll.com/2017/02/fivi-adesione-federazione-vignaioli-indipenti.

Ci vediamo a Piacenza!


F.S.R.

#WineIsSharing

Elenco blog personale