giovedì 5 giugno 2014

Botti che "suonano"? Musica Maestro...o meglio Mastro bottaio!

Botti che "suonano"?!? Che diavoleria sarà mai questa?
In cantina dovrebbe regnare il silenzio e non di certo la musica "a palla"!

Beh... per fortuna le botti in questione non finiranno mai in una Cantina, o magari sì, ma non per accogliere il nostro prezioso Vino...

Girovagano online mi sono imbattuto in un video (quello riportato qui sotto) che mi ha davvero incuriosito...ed è raro che un video a scopo promozionale mi tenga incollato allo schermo per più di 15 interminabili secondi...eppure questo ci è riuscito e mi ha anche spinto a visitare il sito di riferimento...da non credere!




Per un WineLover, Wine Blogger, Wine Buyer...ehm... per un appassionato di Vino come me è stato impossibile resistere al fascino di questa storia, ancor prima che di questi stupendi oggetti dall'artigianalità d'altri tempi e della più contemporanea modernità.
In Sicilia, a Marsala, nei fascinosi bottifici si racconta la storia di famiglie artigiane che tramandano i segreti e la tecnica di un mestiere antichissimo di generazione in generazione ed è proprio dalle sapienti mani di questi mastri bottai che nascono questi piccoli grandi capolavori, che forse non appassioneranno i soliti "puristi-vinosofisti-noiosisti", ma a me dicono molto di una terra e delle genialità di chi la abita!
Le fasi di lavorazione sono molto importanti, dalla selezione del materiale, al taglio, dalla piegatura a fuoco fino alla chiusura e battitura dei cerchi.

La botte è trasformata in una cassa armonica secondo un progetto acustico preciso e brevettato, quindi nulla è lasciato al caso e la qualità dell'audio ne risulterà eccellente!
Una forma millenaria destinata al vino sposa quindi la tecnologia audio per ottenere un risultato acustico sorprendente, dovuto proprio alla forma e ai materiali usati da sempre per fare altro.
Non è la prima volta che la conversione del destino delle cose consente di ottenere un design unico, in equilibrio fra la tradizione e la tecnologia.

Ecco quindi un prodotto fatto a mano, ecosostenibile, dedicato agli amanti del vino e della musica, ideale per ambienti connessi al consumo del vino come le enoteche, i ristoranti, gli agriturismi, ma ideale anche in casa, in alternativa ai soliti altoparlanti privi di personalità.
Con un piccolo altoparlante da 3 pollici il diffusore supporta una potenza da 10 a 75 w ad 8 Ohm con una efficienza di 87,5 db... a me bastano ed avanzano! Non sono un amante del "Tunz Tunz" da discoteca!
Sono entrato in contatto con Pietro, il responsabile del progetto AudioBarrels e tutti coloro che sono interessati a quello che sono certo possa divenire un oggetto di culto per i WineLovers, potranno contattare direttamente me (per avere notevoli vantaggi) e sarò lieto di mettervi in contatto con Pietro ed il suo staff.

Questi sono i progetti che mi fanno credere nel nostro paese e nella capacità unica degli Italiani di mettersi in gioco e di inventare ed innovare nei periodi meno propositivi.
Non posso che citare il più grande di tutti per rimarcare ciò che penso a riguardo:

“Non possiamo  pretendere che  le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
 La crisi è la più grande benedizione  per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla  notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi  supera sé stesso senza essere ‘superato’.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle   persone e delle nazioni  è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il  conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che  è la tragedia di non voler lottare  per superarla.”
Ein Prosit!

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