lunedì 30 giugno 2014

La Romania paese emergente nel mercato del Vino

Sentiamo spesso parlare di Brasile, Argentina, Cile, Nuova Zelanda, Slovenia ed addirittura dell'Azerbaijan come paesi emergenti chi a livello di produzione, chi anche come nuovo mercato. C'è, però, un paese che a livello di numeri non è, proporzionalmente, secondo a quelli appena citati che, ovvero la Romania. 
La Romania, infatti, ha visto aumentare esponenzialmente il proprio consumo interno di vino (è nella top ten per quanto concerne il consumo di vini giuridicamente tassati), e lo stesso vale per la produzione, che pone il paese est-europeo alla dodicesima posizione a livello mondiale (oltre 4 milioni di ettolitri annui, con una crescita negli ultimi 12 mesi seconda solo a quella della Spagna). 

Ciò che desta maggior interesse per noi italiani sono i dati relativi ai rapporti di import-export con il nostro paese, che anche l'anno scorso si è confermato essere il secondo partner commerciale ed economico della Romania, con scambi pari a circa 12 miliardi di euro.
Per quanto riguarda il Vino, ci spiega Marinela Vasilica Ardelean, oltre il 40% dell'import proviene dall'Italia ed è anche per questo che il mercato del vino della Romania risulta molto appetibile per i produttori italiani, che hanno investito sia nei terreni che nella produzione. 

Marinela Vasilica Ardelean, doppia cittadinanza, Brand Manager, giovane emergente e primo sommelier di Romania (l'elenco dei traguardi raggiunti sarebbe interminabile da descrivere), nonché donna di grande personalità e di rara eleganza, è divenuta negli ultimi anni un...o meglio "IL" punto di riferimento per quanto concerne il rapporto fra i due paesi dei quali è cittadina. A testimonianza del suo ruolo di spicco nelle nuove eno-dinamiche italo-romene c'è sicuramente l'evento denominato "i fantastici 50 vini della Romania", che ha portato in Italia (Milano & Roma) una selezione dei migliori vini romeni, scelti proprio dalla nota Sommelier, da pochissimo, anche, Dame Chevalier de l'Ordre des Coteaux de Champagne.

Lo scopo di queste degustazioni non è stato solo quello meramente economico, bensì quello di far capire ai presenti ed ai media che in Romania esiste ormai da tempo, per quanto concerne il vino, una cultura della qualità. Ed è quindi sulla qualità delle proprie etichette che l’Italia deve puntare se vuole vincere la concorrenza di tanti competitor impegnati nella conquista del mercato rumeno.

Tra i vitigni romeni presentati al  Carlton Hotel Baglioni di Milano ed all'Hotel Rome Cavalieri possiamo citare Feteasca Neagra, Busuioaca de Bohotin, Feteasca Alba, Feteasca Regala, Grasa de Cotnari, Cramposie, Negru de Dragasani, Novac, Tamaioasa Romaneasca.
Sono certo che questa sia la strada giusta per portare ad un'evoluzione ancor più positiva dei rapporti commerciali fra questi 2 paesi, spesso divisi da sciocchi preconcetti e limiti culturali, ma molto più simili di quanto si pensi e legati da radici profonde e grande rispetto.

Non mi resta che fare il mio più grande "in bocca al lupo" (anche se non ne avrebbe bisogno, data la sua immensa bravura) a Marinela, che sono certo sia solo all'inizio di un percorso destinato a segnare in maniera importante i rapporti Italia-Romania in fatto di mercato del vino.

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