giovedì 10 luglio 2014

L'Acqua si degusta come il Vino per gli "HydroSommelier"?

Dato che questa è la mia settimana di "de-purazione" nel senso che sto smaltendo la purezza del Vino degustato nei giorni passati, quale miglior momento psico-fisico per parlare di...udite!!! udite!!!... sua Maestà la regina di ogni tavola, nonché "accompagnatrice" perfetta del Re Vino...ma cosa sto dicendo?! Parlerò semplicemente di Acqua!

Tranquilli, non sono malato e non ho intenzione di darmi al consumo smodato di acqua, in quanto so che ne soffrirei, ma è pur sempre un elemento fondamentale del nostro corpo (quasi il 70%), lo stesso vale per la superficie del pianeta (70% ca.) nonché per la composizione del nostro cervello (70%), ma soprattutto rappresenta la fonte principale di vita, quindi come non essere profondamente rispettosi di qualcosa di così...vitale?! Beh... lasciando agli idrovori questa sviolinata, vorrei dedicare particolare attenzione al confronto fra l'acqua ed il Vino, in quanto, come ormai tutti voi sapere, la nozione chimica di base che voleva l'acqua come una sostanza incolore, insapore ed inodore, è stata più che sdoganata, dagli "HydroSommelier".
Infatti, così come accade per il Vino, per degustare l’acqua e percepire completamente le varie sensazioni organolettiche, ci si pone di fronte al bicchiere alla ricerca di specifiche caratteristiche.

  • Limpidezza: l’acqua deve risultare perfettamente limpida e trasparente, ma per le acque frizzanti (naturalmente o addizionate) andrà valutato anche il perlage... sì proprio come per gli Champagne e gli Spumanti!!!
  • Colore: l’acqua deve risultare incolore con qualche riflesso azzurrognolo... lo so...lo so... il Vino è un po' più complesso da valutare!
  • Effervescenza: bolle grandi indicano una grande percentuale di gas, bolle medie corrispondono ad una quantità media di gas e piccole bollicine ad una bassa presenza di gas... eccovi il perlage... ma poi rifatevi gli occhi con un bel Franciacorta!
  • Odore: l’acqua non deve presentare odori sgradevoli e questa è, forse, l'unica sensazione che è bene confermi la nozione di base di cui parlavamo prima, ovvero l'essere inodore. In alcuni casi possono presentare odore di zolfo dovuto alle loro origini vulcaniche, ma questo non dovrebbe accadere. Insomma, se puzza non bevetela!
  • Gusto: se e' ovvio che assaggiando un'acqua minerale non troveremo la complessità che potremmo riscontrare in un bicchiere di vino, è comunque utile sapere che anche l'acqua ha 4 sapori base: salato, acido, tendenza al dolce e amaro, le cui varie combinazioni aprono uno scenario di infinite possibilità... va bè...proprio infinite no, dai! 

Come saprete già, possiamo dividere le Acque... scusate se mi sento un po' Mosè in questo momento... in 3 grandi gruppi:

- Acqua minerale piatta
- Acqua minerale gassata 
- Acqua tonica

Le acque minerali non sono tutte uguali, possono avere più o meno gusto, più o meno personalità, proprio come il vino.


Gusto e personalità dipendono soprattutto dalla loro mineralizzazione, ma il loro sapore può variare a seconda del valore del PH, dalla presenza o meno dell’anidride carbonica, dal livello del residuo fisso, mentre la leggerezza è dovuta dalla bassa presenza di sali. Le acque minerali più leggere sono meno identificabili, a pochi milligrammi di residuo fisso corrispondono acque pressoché indistinguibili al palato, mentre con l’aumentare dei sali disciolti determiniamo una una più precisa identità organolettica dell'acqua.

Ho appena letto, inoltre (io non ci avevo mai fatto caso...anche perché nono so che acqua bevete voi a casa vostra, ma a quanto pare "the Big Brother is watching you while you are drinking the water!") che parrebbe che sulle tavole degli italiani ci siano acque “organoletticamente inerti” (che sanno di poco), mentre nei ristoranti troveremmo più spesso acque più saporite e corpose.
Come per il vino anche per le acque minerali esistono semplici regole per esaltarne il gusto. Quelle “piatte” (non gasate) non andrebbero mai bevute fredde (temperatura consigliata fra i 10° ed i 12°C) , mentre le “frizzanti” (naturali e non) possono essere gustate fresche (8°/10°C) e possono accompagnare cibi conditi e più grassi: l’effervescenza aiuta a “pulire la bocca” e favorisce la digestione.

Una piccola postilla va dedicata all’acqua Tonica, tanto nota per il suo utilizzo nel famoso cocktail Gin Tonic, ma che in pochi sanno essere semplicemente un'acqua addizionata di anidride carbonica, zucchero e aromi naturali, tra cui il chinino che le dona il tipico gusto amarognolo.



La cosa che mi interessa di più è l'abbinamento cibo-acqua ed il suo utilizzo in supporto del Vino, ma se devo dirvi la verità, non me la sento di consigliarvi di abbinare quella determinata acqua a quel determinato piatto, in quanto commetterei il reato di lesa maestà nei confronti del nostro amato "vīnum" ed inoltre sarei costretto a fare nomi di aziende che non credo abbiano bisogno della mia mera pubblicità, quindi, il mio consiglio è quello di bere l'acqua che più vi aggrada, perché se c'è una cosa che posso confermare, è che ci sono acque che ad alcuni di noi non piaceranno mai, mentre incontrano il gusto di altri e viceversa.

Domani tornerò a parlare di Vino, non preoccupatevi! Intanto... non provate a brindare con l'acqua!!! 

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