lunedì 1 settembre 2014

Le Riserve Specogna - Grandi intuizioni ora Grandi Vini

E' con immenso piacere che oggi dedico il mio articolo ad un amico, ancor prima che un grande giovane del panorama vitivinicolo italiano: Cristian Specogna.
Cristian è, insieme al fratello Michele, alla guida dell'Az. Specogna, che da alcuni anni è giunta alla ribalta grazie alla qualità dei Vini prodotti e, diamo a Cesare quel che è di Cesare, anche per la positività e la propositività delle idee proposte dai giovani nipoti del fondatore Leonardo Specogna.
Sono diversi anni che conosco l'azienda e che ho il piacere di degustare i Vini prodottti dai 20 ettari di suggestive vigne  sulle colline della Rocca Bernarda a Corno di Rosazzo (Ud) e non temo smentita, nel dire che la non hanno mai deluso le mie aspettative di WineLover, che nei confronti degli amici, come sapete, sono persino più grandi della norma!
Una produzione che vede finire in bottiglia praticamente tutti i Vitigni tipici friuliani, dai Rossi autoctoni Pignolo e Refosco dal P.R. agli internazionali Cabernet (Franc e Sauvignon) e Merlot, che in Friuli, però, acquisiscono una tipicità unica, mentre per i Bianchi non si può non parlare del Verduzzo e della Ribolla Gialla come autoctoni e delle, a mio parere, sublimi interpretazioni del Sauvignon e dello Chardonnay. Non dimentichiamo poi i 2 Vini che non mancano mai nei miei ordini, ovvero il Picolit ed il Ramandolo, così diversi, ma così ugualmente irresistibili per un folle spasimante dei vini da "meditazione" come me.
Ciò sui cui vorrei porre maggior attenzione oggi, però, non è la produzione "tradizionale" dell’Azienda agricola Specogna, bensì le novità che da quest'anno hanno portato un vento di novità e di esclusività che ha soffiato dal Corno di Rosazzo verso l'Italia ed il mondo: le Riserve Duality, Identità, Pinot Grigio Ramato ed Oltre.

DUALITY: il Sauvignon Duality è un Sauvignon Blanc che, nonostante sia prodotto in purezza, è frutto di un assemblaggio di uve di due vigneti con esposizioni differenti, uno a Sud (più sole e quindi più maturità delle uve, nonché maggior morbidezza e complessità) e l'altro a Nord-est (maggiore escursione termica e quindi freschezza ed aromaticità), dai quali proviene la dualità che da il nome a questo pregevolissimo Sauvignon. Questo è sicuramente il Vino che di più porto nel cuore, dato che ho avuto modo di assaggiarlo ancor prima che fosse immesso sul mercato, nella sua prima annata ad uno dei Vinitaly ai quali lo stesso Cristian ha sempre la cortesia di invitarmi, ed ero da subito rimasto ammaliato dalla freschezza della menta e dalle note di frutta tropicale che rendavano il Duality così... beh...così unico nel suo genere, ma aveva di certo dei margini di miglioramento come spesso accade per le prime annate, ancor di più se parliamo di Vini fuori dal coro. Margine ampiamento colmato raggiungendo un equilibrio ancor più armonico nella sua seconda annata (2011), che spiazza con una maggior complessità e note agrumate di cedro e pompelmo, che accompagnano la sempre presente menta ed un piacevolissimo sentore di rabarbaro, che rende il naso ancor più intrigante. Una buona struttura ed un'acidità ancor più verticale, per finire con una notevole persistenza. Inoltre qualcosa mi dice che le bottiglie che custodisco gelosamente in cantina mi sapranno dare grandi soddisfazioni fra qualche anno! (so già che il settimo cuore arriverà presto!).

OLTRE (2011):  un nome già utilizzato per un Merlot di grande livello della Cantina Specogna, che ora ritorna nell'etichetta di un blend dei tre vitigni autoctoni a bacca rossa principali del Friuli: Refosco dal P.R., Pignolo e Schioppettino. In un gioco di compensazioni reciproche, il Refosco dal P.R. dona colore e freschezza, lo Schioppettino rende il Vino più speziato, mentre il Pignolo dona forza, struttura e tannino facendo ben sperare riguardo la longevità di una Riserva esclusiva (solo 1000 bott.) che fa dell'avvolgenza e della finezza le sue peculiarità distintive. Esaustivo il naso, che "Oltre" alla classica frutta rossa, verte tutto sulle note tostate del cacao e del caffé nonché su un tipico aroma di cuoio e spezie che riscaldano anima e cuore.
Il gusto è di quelli che attaccano senza timore, ma dal secondo sorso in poi si armonizzano come avessero bisogno di testare la nostra capacità di reggere la loro complessità, perché l'Oltre è complesso...e come se lo è! Indubbia anche qui la persistenza che ne denota un carattere deciso e senza compromessi.

IDENTITA': un "blend de blanc" , passatemi il termine, fatto con un vero e proprio uvaggio di Friulano, Malvasia e Ribolla Gialla raccolte contemporaneamente. La versione bianca dell'Oltre, insomma! Un degno rappresentante dello spettro varietale di 3 dei migliori vitigni coltivati sui Colli Orientali del Friuli.
Anche qui ritroviamo un naso davvero seducente, con sentori freschi citrini e di  ananas, per passare ad aromi primari "terpenici" tipici del pericarpo di uve aromatiche come la Malvasia, ovvero pesca e salvia, con un finale piacevolmente speziato. Il gusto è "strong", anch'esso complesso come ognuna delle Riserve degustate, ed un finale amandorlato che, per me che ho origini marchigiane, non può che ricordare i grandi Verdicchio, nonostante, ovviamente non si stia parlando di tale vitigno. Secondo me il più persistente di quelli assaggiati ed è tutto un dire, data la notevole persistenza degli altri. Provato al Vinitaly 2014 con l'amico Cristian e la grandiosa Violetta ed al Cibus 2014 grazie all'ospitalità del partner enogastronomico di Specogna, ovvero il mitico Levi Gregoris che produce prosciutti San Daniele di qualità eccelsa. Provate per credere!


PINOT GRIGIO RAMATO (Metodo Solera): tipico dei grandi Rum, Brandy, Madeira e Sherry sono pochi i coraggiosi che investono tempo, pazienza e competenza nell'applicare il metodo Solera al Vino, soprattutto in Italia. Già questo denota lo spessore e gli "attributi" di questi giovani vignaioli che hanno dimostrato con queste 4 Riserve di aver la maturità, la conoscenza e quella giusta dose di sana incoscienza che stanno dando, come volevasi dimostrare, ottimi frutti.
Tornando al Pinot Grigio Ramato, parliamo di un vino così composto: 2007 (75%) 2008 (5%) 2009 (5%) 2010 (5%) 2011 (5%) 2012 (5%).
Un Vino a mio parere da gustare da solo, meditando sui piaceri della vita e sulla bellezza senza tempo di quel colore Ramato così preziosamente intenso.
Un naso dolce ed intenso di frutti di bosco e ciliegia, da non confondere al sorso con i rosati, per lo più meno strutturati e complessi, bensì da apprezzare per avvolgenza e persistenza.
Un Vino mai scontato che si sa raccontare con elegante erudizione e sapiente filosofia.
Da notare anche le etichette in carta di cotone utilizzate per tutte le Riserve, di grande fascino ed eleganza, che fanno subito percepire a chi si appresta a stappare una di queste bottiglie il fine dell'Azienda, ovvero proporre in Italia e nel mondo qualcosa che non c'era, ma che una volta assaggiato, non potrete mancare di dire che non poteva continuare a non esserci!

Per concludere più o meno come ho iniziato questo articolo, vorrei solo rinnovare i miei complimenti a questi due giovani, ma maturi, produttori friulani per la loro continua spinta verso un futuro fatto di qualità, selezione e un rapporto di rara armonia fra Natura e Uomo, invitandovi ad andarli a trovare in Cantina ed a provare queste Riserve, che confido sapranno emozionarvi quanto hanno emozionato me e come non manchiamo mai di dire, con i cari Cristian e Violetta, l'emozione è ciò che conta di più nella vita in generale e quindi nel Vino, inteso come esperienza sensoriale ed emozionale.

Elenco blog personale