venerdì 24 ottobre 2014

La Tenuta Gorghi Tondi - Una Cantina in un'oasi del WWF

WineBlogRoll vi porta in Sicilia nella Tenuta Gorghi Tondi dove la Natura incontra l'uomo...anzi...la Donna e da vita a grandi Vini.

A due passi da Mazara del Vallo, accarezzata dalla frizzante e dolce brezza marina ed immersa in un paradiso naturalistico dal 1998 riserva del WWF, la Tenuta Gorghi Tondi, fondata dal bisnonno ed ora gestita dalle intraprendenti e lungimiranti Annamaria e Clara Sala, rappresenta una delle realtà più interessanti della "Vinicola Sicilia".


Ex antico feudo, di oltre 1500 ettari, in parte riserva di caccia dei Principi Saporito, oggi la Tenuta Gorghi Tondi comprende ca. 130 ettari di ordinati filari perfettamente contestualizzati in un oasi tanto selvatica quanto armoniosa, che da dimora, in diversi periodi dell'anno, a specie protette come aironi, falchi di palude, germani reali, a testimonianza di un terroir dalle caratteristiche uniche, per posizione, clima, terreni e rispetto della Natura.

Un terroir dal quale Annamaria e Clara riescono a tirar fuori vini di rara eccellenza e sincerità, dal carattere unico, con un'attenzione particolare all'esclusività del prodotto e con lo sguardo puntato dritto verso il futuro, pur mantenendo un forte contatto con la storicità e la tipicità aziendale e territoriale.
Ciò che mi ha stupito di più di questa Azienda è, sicuramente, la sua filosofia, che mira a stupire e non ad "assecondare" i mercati, cosa che ammiro sempre, ma ancor di più in una terra come la Sicilia, in cui sin troppo spesso ci troviamo di fronte a produzioni massificate e poco "coraggiose". Ogni etichetta che ho avuto modo di assaggiare ha saputo stuzzicare i miei sensi, "chi" per forza, "chi" per eleganza, "chi" per la tua sincera interpretazione del territorio.
Eccovi in ordine le mie impressioni emozionali e sensoriali riguardo i 6 ottimi Vini firmati Gorghi Tondi, provati nei giorni scorsi nei miei, ormai, usuali hometastings:

Kheirè (100% Grillo): partiamo dal vitigno più rappresentativo e quello che l'Azienda mira a valorizzare in Italia e nel Mondo, ovvero il Grillo. Questo Grillo in purezza, giallo paglierino con riflessi olivastri, ha la Sicilia nei suoi profumi: intensi e romantici i profumi di mandorli in fiore e di brezza marina, più delicate e fresche le note agrumate. Il sorso è armonico e di rara piacevolezza, con il suo attacco morbido ed il suo finale leggermente salino. Una curiosità, che ripeteremo anche per altri dei Vini della Tenuta, ovvero il nome di origine Greca, che in questo caso significa "Benvenuto", che io mi permetto di parafrasare simpaticamente, ma a ben donde, trasformandolo in "Benbevuto". 

Rajàh (100% Zibibbo): inizio col dire che io adoro questo vitigno nella sua versione (ap)passita, ma dopo averlo degustato nella sua versione "secca", beh... che dire... ho compreso a pieno le infinite potenzialità di questa meravigliosa uva originaria dell'Egitto, che trova a Pantelleria e proprio nella Tenuta Gorghi Tondi, le sue massime espressioni. Un Vino di un'eleganza pazzesca, che sin durante la mescita sprigiona aromi che suscitano immagini e sensazioni indimenticabili...un po' come trovarsi al tramonto, in Sicilia, pronti per un pic nic in spiaggia, con di fronte un cesto di arance, mandarini, pesche ed in mano una rosa da regalare alla persona che Ami. Il gusto ricorda il passito, ma non troppo, in quanto la sua dolcezza è estremamente educata, ma, altresì avvolgente. La Sicilia arriva anche con una nota amandorlata che rende questo vino ancora più piacevole. Un Vino più unico che raro, che trova nell'etichetta Rajàh la sua massima espressione. Provatelo in due...io l'ho bevuto da solo ed era così evocativo rispetto all'immagine prima citata, che ho capito che la prossima bottiglia avrà bisogno di un secondo calice e di un tramonto!
Il nome Rajàh significa, in Arabo, "Principe" e vuole esaltare l'importanza delle origini arabe del vitigno, nonché della sua posizione di spicco fra i vitigni regionali e non solo, ma vuole anche conferire un carattere nobile ad un Vino che ha per eleganza e fascino qualcosa di davvero principesco. 

Segreante (100% Syrah): che Syrah...Syrah...? Pessimo inizio, lo so, ma per fortuna sono solo le mie battute ad essere pessime, in quanto questo Segreante è tutto fuorché pessimo!
Parliamo di un emblema della Sicilia ed i uno dei miei vitigni preferiti in assoluto, che ha saputo trovare nell'Oasi Naturale della Tenuta Gorghi Tondi un habitat davvero speciale. L'occhio non può andare oltre quel rosso così intenso e permeante, ma è il naso a poter andare oltre, lasciandosi inebriare da intensi sentori di frutta rossa, frutti di bosco e persistenti note terziarie di tostato, cubano, e bacca di vaniglia, per finire con pepe nero e leggeri accenni balsamici.
La potenza del Syrah c'è tutta, la sua integrità anche, ma ciò che mi affascina di questo Segreante è la sua ottima beva, ricca, ma decisamente non eccessiva, importante, ma mai snob.
Il nome deriva dal medesimo termine araldico che significa "Rampante", come rampante è il grifone effigie dell'azienda, nonché il carisma del Vino.

Sorante (100% Nero d'Avola): eccoci qui... come poteva mancare un degnissimo Nero d'Avola per una Cantina che vuole rappresentare la Sicilia e le sue enologiche eccellenze, quanto più possibile? Un Vino, il Sorante, che si presenta prezioso nel suo colore rubino e provocante nelle sue sfumature violacee, che al naso non tradisce, rispettando ed esaltando gli aromi varietali, quali la ciliegia, la prugna matura ed uva spina.. Il gusto e caldo come le sere di settembre sulle coste Siciliane ed il finale è dolce come la brezza che ti accarezza la pelle in quelle stesse sere. Il nome sta a significare, per la terminologia araldica, uccello che spicca il volo e ben di addice ad un Vino capace di suscitare grande interesse a livello nazionale ed internazionale.
Palmares (100% Nero d'Avola): tra le ideali "cinquanta sfumature di rosso", di sicuro la più brillante sarebbe il Rosa acceso di questo Spumante extra dry Metodo Charmat made in Mazara. Il perlage è fine ed elegante, mentre i profumi sono quelli di piccoli frutti di bosco e fragoline appena raccolte. Il gusto rende ancor più piena la nota fruttata e l'armonia fra frutto, acidità e sapidità rendono questa bollicina un Vino molto duttile e piacevole. Il nome in questo caso deriva dal Latino e significa "Degno della Vittoria" ed a mio parere è un nome decisamente azzeccato per un Rosè, siciliano, di questa levatura.

Grillo d'Oro (100% Grillo surmaturo): il Sole dorato della Sicilia imbottigliato e messo a disposizione di chi sa apprezzare un Vino più unico che raro, ottenuto da una vendemmia tardiva di uve surmaturate in pianta per di più "muffate". Un passito...anzi un muffato...che non stanca mai con la sua polpa integra e matura, dolce, ma mai stucchevole, più vicino ad un Sauternes che agli, spesso, dolciosi Passiti siciliani. In assoluto uno dei "passiti" più interessanti provati nell'ultimo lustro.
Qui il nome non ha bisogno di ulteriori spiegazioni, ma dice tutto su questo preziosissimo nettare di-vino.
                                  


Che dire di questa Cantina, se non che si tratta di un raro ed apprezzabile esempio di quanto l'uomo possa creare grandi cose, in completa armonia con il contesto naturale che lo circonda, rispettando flora, fauna e tradizione, pur guardando al futuro con gli occhi di chi vuole andare oltre ogni preconcetto legato ad una terra, la Sicilia, che sa dare grandi emozioni, grazie a grandi persone ed un territorio crogiuolo di storia, cultura e biodiversità.

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