giovedì 6 novembre 2014

Vino ed Arte si fondono grazie alla Cantina Terre di Poggio

L'Azienda Terre di Poggio nasce nel 2002 in Poggiofiorito, in provincia di Chieti, in una delle mie regioni preferite in assoluto, l'Abruzzo!
Frutto della passione e della sapienza di Destro Carulli,enologo e broker conosciutissimo nel panorama abruzzese e internazionale, oggi questa Cantina, in una splendida posizione tra mari e monti, produce circa 100.000 bottiglie l'anno, tutte imbottigliate all'origine.
Peculiarità un Pinot nero vinificato in bianco.Unico in Abruzzo.
Ogni vino ha il nome di una contrada del paese di produzione;questo a rafforzare il rapporto dell'azienda e del produttore con il territorio circostante e l'ambiente climatico,tra mare e monti.Adriatico e Maiella.

Nonotante i risultati più importanti siano stati raggiunti per lo più in paesi come la Germania, la Francia, l'Olanda, il Lussemburgo, gli Stati Uniti, il Canada ed il Giappone, ciò che mi ha affascinato di più di questa Cantine, è stata la manifesta volontà di tornare a puntare seriamente sul mercato italiano, cercando, attraverso la fidelizzazione ed il rapporto umano, un contatto diretto con clienti e winelovers che vogliono vivere il Vino con genuinità e calore.
A catturare la mia attenzione e, non lo nego, a farmi conoscere questa realtà, è stato il modo diretto e vincente con il quale lo staff di Terre di Poggio gestisce la propria visibilità sul Web ed in particolare agli eventi che vengono realizzati tramite il progetto Bevi ad Arte, un vero sogno che sta diventando realtà, ovvero quello far rivivere in Abruzzo prima di tutto, il vecchio matrimonio tra Arte & Vino, Nuovo ed Antico. Bevi ad arte è un simposio umano in cui artisti,poeti letterati si incontrano per parlare d'arte e di vino accompagnati della buona musica o immersi in un'interessantissima mostra.

Passiamo, ora, alla parte dei miei articoli in cui posso dar libero sfogo alle mie sensazioni più sincere, ovvero alla descrizione delle mie "valutazioni" tecnico-emozionali dei Vini che ho avuto modo di apprezzare per Terre di Poggio.

Chiaro di Cale (Terre di Chieti IGT): lo vedi e subito i tuoi occhi vengono attratti da quel colore tra il rosa tenue, il rosa antico ed il leggero aranciato e non puoi che chiederti...e questo? Che vino è?!? Per fortuna, a volte, l'etichetta aiuta (oltre a saper leggere ovviamente!) e ci si rende conto che ciò che si sta per versare nel proprio calice è un Pinot Nero, al ché alcuni di voi magari storceranno il naso, ma io preferisco metterlo prima nel bicchiere e prendere confidenza con questa inconsueta veste di un vitigno tanto arduo da ammaestrare, quanto foriero di grande soddisfazioni se lo si sa osservare ed apprezzare da ogni punto di vista. Questa vinificazione in bianco di Pinot Nero, non dispiace affatto, anzi, si distingue per gradevolezza al naso con il suo delicato e romantico giardino fiorito. Il sorso è pieno e salino, ma mai eccessivamente sapido, con una discreta persistenza.
Un vino da bere senza lasciarsi condizionare dalla sua forma esteriore, bensì dal suo valore intrinseco e concettuale, che io apprezzo davvero, in particolare se espresso da una Cantina in cui si respira Arte in ogni dove.

Passo Cale 2012 (Montepulciano d'Abruzzo DOC): un Montepulciano nella sua versione più sincera, nel colore, rosso rubino carico, nel naso dall'intenso e maturo frutto e dal finale finemente speziato, fino al sorso di grande equilibrio, in cui il 4 mesi di legno dona una rara armonia fra tannini catechici più forti dell'uva montepulciano e quelli gallici dolci delle barriques di Slavonia.
Un Vino che si è già fatto notare in concorsi nazionali e sui mercati esteri, grazie anche ad un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Passo Cale 2008 Riserva ("" ""): l'annata 2008 conferisce al Passo Cale le caratteristiche dell'eccellenza per ciò che si può ottenere in quel terroir con l'uva Montepulciano. L'annata da Riserva si fa notare per una maggior finezza ed una più nitida espressione olfattiva e gustativa.
La ciliegia nera è più evidente e fragrante ed il tannino è nettamente più morbido ed educato.
Un grande Vino, anche da dimenticare in Cantina qualche anno in più a mio modesto parere. In due parole? Caldo ed espressivo.

Terre di Poggio è stata davvero una piacevole scoperta per me, per l'indiscussa qualità dei propri Vini, per l'attenzione alle nuove tecniche di produzione e per la sensibilità eno-artistica che, secondo me, rende ancora più affascinante il lavoro di questa Cantina, in quanto l'Arte entra in maniera decisa nella filosofia aziendale, che non posso che sposare in pieno.

Vino & Arte... Natura & Uomo... Creazione e Creatività... un mondo, quello di Terre di Poggio, che vale davvero scoprire, in Abruzzo e nel vostro bicchiere.




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