giovedì 4 dicembre 2014

Custodi di antiche tradizioni e moderni interpreti della viticoltura ad Orvieto

Oggi siamo in Umbria, più precisamente a Canale, sui colli Orvietani, dove è situata un'azienda davvero interessante che si estende su una superficie di circa 70 Ha coltivati a oliveto, seminativo e vigneto(Ha 40), caratterizzata da terreni di natura vulcanica ed ubicati ad un altitudine di 330-350 m s.l.m.: L'Azienda AgricolaCustodi.

In una posizione da sempre nota tra gli orvietani per la produzione di vini di qualità, l'Az. Agr. Custodi, nasce definitivamente nel 2003, grazie al titolare, Gianfranco Custodi, che fin dal 1965, anno in cui l'azienda iniziò già la sua gestazione, ha partecipato attivamente a tutte le fasi dell’evoluzione della viticoltura nell’area orvietana: dall’ utilizzo di nuove tecniche viticole all’adozione dei disciplinari di produzione della D.O.C., passando per la partecipazione ad una cooperativa di produttori e la costituzione del Consorzio Tutela Vini di Orvieto, per arrivare ai giorni nostri con la realizzazione di una moderna e funzionale cantina.
L'uscita delle prime tre etichette, ha visto il coronamento di un sogno ed allo stesso tempo ha avviato una nuova sfida per il futuro. Io, personalmente, ho avuto modo di confrontarmi con la affabile e competente Chiara, enologo dell'azienda nonché figlia di Gianfranco, che insieme alla sorella Laura, laureata in scienze della formazione, ha preso in mano le redini dell'azienda occupandosi di tutte le varie fasi della produzione,dalla raccolta, fino ad arrivare alla messa in commercio delle nostre etichette, dividendo e condividendo i compiti quotidiani, con lo spirito e l'umiltà delle ultime arrivate in un mondo complicato come quello dell’enologia, ma allo stesso tempo con la consapevolezza di avere fra le mani grandi uve e sotto i piedi un terroir dalle grandi peculiarità.
L'Azienda coltiva in particolare uve autoctone, appartenebti alla D.O.C.Orvieto Classico, come: Grechetto , Trebbiano, Drupeggio, Verdello e Malvasia, ma anche altri vitigni internazionali quali Chardonnay, Viogner, Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Cabernet Sauvignon.
L’impatto ambientale, in vigna, è volto al rispetto ed all’equilibrio della vite, del terreno e dell’ambiente, cercando di ottenere basse rese per ettaro, al fine di portare in cantina uve di alta qualità. In cantina con l’ausilio di lieviti selezionati vengono trasformate le uve in vino per preservarne profumi ed aromi originali, evitando lavorazioni invasive, cosa sempre più rara.

I trattamenti si limitano prevalentemente ai tradizionali zolfo e rame e riducendo al minimo l’intervento chimico, nel totale rispetto della materia prima.
Grazie alla qualità delle uve e alla meticolosa vinificazione l'Azienda Custodi riesce a contenere la presenza di solforosa nei propri Vini, dimostrando un occhio di riguardo nei confronto del consumatore.
In questo straordinario territorio, quest'azienda riesce ad esprimere vini dall'ottimo potenziale ed una filosofia professionale ed umana che la rendono tra le realtà da conoscere e da approfondire, sia per la qualità dei propri prodotti che per la perfetta ed armonica convivenza fra tradizione e modernità.
Una realtà medio-piccola, che permette a chi, come me, venera il Vino, in quanto massima espressione dell'eterno e coinvolgente passo a due fra uomo e Natura, di confrontarsi direttamente con chi, essendo proprietario dell'azienda stessa, non può che essere il perfetto trait d'union fra Noi e la bottiglia.

Veniamo al calice...anzi...ai calici! Per l'Azienda Custodi ho potuto degustare 2 Vini che in ambo i casi, vi anticipo, mi hanno piacevolmente colpito, eccovi le mie sensazioni e le mie emozioni a riguardo:

Austero (2010) IGT Umbria Rosso: un altro Merlot?...direte voi... mmm...no! Tutt'altro! Questo Austero, è il Merlot, nella sua umbra interpretazione. Coerente il colore, rosso carico, dai consueti riflessi violacei, con un impenetrabile e lucente alone “dark”! Il naso stupisce, sin dal tappo! Un vento caldo, che porta con se profumi intensi di piccoli frutti di bosco, mora fra tutti resi più intriganti da una nota di radice di liquirizia e vaniglia.
Un corpo tosto che ne anticipa la potenza in bocca, che nella sua avvolgenza sfocia in un finale lungo e piacevolissimo.
Un Merlot davvero da provare, che a mio parere, nonostante già di grande equilibrio, avrebbe potuto prendere ancora un po' di polvere.

Pertusa Vendemmia Tardiva (2012): Procanico, Malvasia bianca lunga, Grechetto, Sauvignon, Drupeggio (quello che in Toscana chiamiamo Canaiolo bianco) ...un blend di uve autoctone, con l'aggiunta dell'internazionale Sauvignon, che, fidatevi... ci sta da Dio! In questa annata il colore sembra aver assunto un tono più antico, ramato, prezioso e senza tempo! Un Vino che a mio parere, va degustato ad una temperatura che ne faccia percepire il tepore, la premura e la dolcezza al meglio.
L'albicocca matura e succosa, il miele quasi caramellato ed una punta di zafferano...che naso!
In bocca è coerente nella sua “fruttosa” integrità.
Una vendemmia tardiva di quelle che...una bottiglia non basta mai, specialmente se stappata come finale perfetto per una cena romantica, Tête-à-tête! “Per non saper né scrivere né leggere” non siate parchi nell'acquisto o vi proverete più di qualche istante di reale sconforto quando vi accorgerete che la vostra unica bottiglia è vuota e ne siete già diventati dipendenti!!!

I miei assaggi sono stati davvero degni di nota e l'Umbria si dimostra sempre più capace di regalare intense e sincere espressioni del territorio, con quel tocco di unicità ed originalità che, specialmente nelle terre di Orvieto, aziende come quella dell'affiatata ed instancabile famiglia Custodi (tempo fa vi parlai anche dei vicini Barberani), danno vita a calici di grande godibilità, senza il minimo compromesso.


...Wine is sharing!

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