lunedì 30 giugno 2014

La Romania paese emergente nel mercato del Vino

Sentiamo spesso parlare di Brasile, Argentina, Cile, Nuova Zelanda, Slovenia ed addirittura dell'Azerbaijan come paesi emergenti chi a livello di produzione, chi anche come nuovo mercato. C'è, però, un paese che a livello di numeri non è, proporzionalmente, secondo a quelli appena citati che, ovvero la Romania. 
La Romania, infatti, ha visto aumentare esponenzialmente il proprio consumo interno di vino (è nella top ten per quanto concerne il consumo di vini giuridicamente tassati), e lo stesso vale per la produzione, che pone il paese est-europeo alla dodicesima posizione a livello mondiale (oltre 4 milioni di ettolitri annui, con una crescita negli ultimi 12 mesi seconda solo a quella della Spagna). 

Ciò che desta maggior interesse per noi italiani sono i dati relativi ai rapporti di import-export con il nostro paese, che anche l'anno scorso si è confermato essere il secondo partner commerciale ed economico della Romania, con scambi pari a circa 12 miliardi di euro.
Per quanto riguarda il Vino, ci spiega Marinela Vasilica Ardelean, oltre il 40% dell'import proviene dall'Italia ed è anche per questo che il mercato del vino della Romania risulta molto appetibile per i produttori italiani, che hanno investito sia nei terreni che nella produzione. 

Marinela Vasilica Ardelean, doppia cittadinanza, Brand Manager, giovane emergente e primo sommelier di Romania (l'elenco dei traguardi raggiunti sarebbe interminabile da descrivere), nonché donna di grande personalità e di rara eleganza, è divenuta negli ultimi anni un...o meglio "IL" punto di riferimento per quanto concerne il rapporto fra i due paesi dei quali è cittadina. A testimonianza del suo ruolo di spicco nelle nuove eno-dinamiche italo-romene c'è sicuramente l'evento denominato "i fantastici 50 vini della Romania", che ha portato in Italia (Milano & Roma) una selezione dei migliori vini romeni, scelti proprio dalla nota Sommelier, da pochissimo, anche, Dame Chevalier de l'Ordre des Coteaux de Champagne.

Lo scopo di queste degustazioni non è stato solo quello meramente economico, bensì quello di far capire ai presenti ed ai media che in Romania esiste ormai da tempo, per quanto concerne il vino, una cultura della qualità. Ed è quindi sulla qualità delle proprie etichette che l’Italia deve puntare se vuole vincere la concorrenza di tanti competitor impegnati nella conquista del mercato rumeno.

Tra i vitigni romeni presentati al  Carlton Hotel Baglioni di Milano ed all'Hotel Rome Cavalieri possiamo citare Feteasca Neagra, Busuioaca de Bohotin, Feteasca Alba, Feteasca Regala, Grasa de Cotnari, Cramposie, Negru de Dragasani, Novac, Tamaioasa Romaneasca.
Sono certo che questa sia la strada giusta per portare ad un'evoluzione ancor più positiva dei rapporti commerciali fra questi 2 paesi, spesso divisi da sciocchi preconcetti e limiti culturali, ma molto più simili di quanto si pensi e legati da radici profonde e grande rispetto.

Non mi resta che fare il mio più grande "in bocca al lupo" (anche se non ne avrebbe bisogno, data la sua immensa bravura) a Marinela, che sono certo sia solo all'inizio di un percorso destinato a segnare in maniera importante i rapporti Italia-Romania in fatto di mercato del vino.

giovedì 26 giugno 2014

Online i Decanter World Wine Awards 2014 - Ecco l'elenco dei riconoscimenti assegnati ai Vini italiani

Da qualche ora sono ormai online i risultati dell'11° edizione dei DWWA (Decanter World Wine Awards 2014), ovvero i riconoscimenti assegnati, anche quest'anno, dall'equipe di "super-esperti" costituita dalla prestigiosa rivista inglese Decanter, per la valutazione di oltre 15.000 etichette, fra le quali ne sono state premiate 10.455 (fra medaglie e menzioni), oltre ad essere stati assegnati 158 "Trofei" (33 internazionali e 125 "regionali").


Parliamo, infatti di 33 International Trophies (Massimo riconoscimento pari allo 0,22% dei vini iscritti), 125 Regional Trophies, 454 medaglie d'oro, 2003 d'argento, 4.378 di bronzo e 3620 menzioni, oltre ai prestigiosi 33 International Trophies.

Lo strapotere della Francia è confermato per l'ennesima volta, ma è il sorpasso di nazioni come il Sudafrica sull'Italia a destare qualche perplessità, ma come sappiamo, questi concorsi seguono dinamiche complesse e logiche che, spesso, cozzano con la reale visione di una produzione e di un mercato, come quelli italiani, che comunque conquista i seguenti premi:

International Trophy
Zenato - Ripassa Valpolicella Ripasso Superiore 2010
Costarossa - Surani Primitivo di Manduria 2012
Pianpolvere Soprano - Bussia 7 Anni Barolo Riserva 2007
Morrison’s - Signatur Valpolicella Ripasso 2012

Regional Trophy
Abbadia Ardenga - Rosso di Montalcino 2012
Capezzana - Riserva Carmignano Vin Santo 2007
Casal Thaulero - Thalè Trebbiano d’Abruzzo 2007
Contini - Riserva Vernaccia di Oristano 1990
Duca di Salaparuta - Duca Enrico Sicilia 2009
Rivetti & Lauro - Uì Valtellina Superiore 2010
Vignalta Alpianae - Passito Fior d’Arancio Colli Euganei 2011
Vigne Matte - Extra Dry Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Superiore 2013

Gold Medal
Anselmet - Petite Arvine Valle d’Aosta 2012
Borgo Paglianetto - Jera Verdicchio di Matelica Riserva 2010
Cantina Valpolicella Negrar - Domìni Veneti Vigneti di Moron Recioto della Valpolicella 2010
Caruso & Minini - Terre di Giumara Nero d’Avola Sicilia 2011
Clavesana - Allagiornata 587 Dolcetto Dogliani Superiore 2011
Fontanafredda - Serralunga d’Alba Barolo 2009
Gemma - Colarej Barolo 2010
Lanciola - Le Messe di Greve Vin Santo Occhio di Pernice 2007
Negretti - Mirau Barolo 2009
Quintodecimo - Vigna Grande Cerzito Riserva Campania Taurasi 2009
Rivetti & Lauro - Dell’orco Sforzato di Valtellina 2010
Terre da Vino - Essenze Barolo 2009


Per le medaglie d'argento, quelle di bronzo e le menzioni potrete seguire i links che riportati qui sotto, ai quali troverete, oltre all'elenco dei premiati, anche la possibilità, per la prima volta, di accedere alle schede di ogni singolo produttore:
Ovviamente, attraverso il motore di ricerca interno al sito potrete visionare i riconoscimenti di ogni nazione, avendo a disposizione criteri di ricerca come regione, sotto-regione, colore, tipologia/stile e premio assegnato. Davvero molto utile ed affidabile!

Complimenti a tutti i produttori italiani che si sono distinti anche quest'anno in quella che, da molti, è considerata la più importante ed autorevole "Wine Competition" a livello mondiale.

mercoledì 25 giugno 2014

Una piacevolissima scoperta: Il Bursôn

In questi giorni mi sono piacevolmente "imbattuto" in una vera e propria scoperta per me: il Bursôn.
Una breve premessa "storica" va fatta, dato che si tratta di un vino prodotto con un vitigno fino a poco tempo fa ignoto.
Il Bursôn è, infatti, un Vino sconosciuto ai più, o almeno era così fino a qualche anno fa, in quanto nasce, così come lo conosciamo oggi, solo nel 1996, frutto di una storia, che ha del fiabesco.

Questo vino è prodotto con uve Longanesi, un'uva che deve il suo nome al suo scopritore Antonio Longanesi, soprannominato “Bursôn” (da qui il nome del vino).  Antonio, amante della caccia, era solito trascorrere le giornate invernali in un capanno da caccia situato nei pressi di un roccolo, una quercia. Su questa quercia si arrampicava una vite selvatica. Una vite, a lui sconosciuta, che lo incuriosisce per la spiccata dolcezza del suo frutto e la capacità di rimanere sana fino ad autunno inoltrato.
Da lì, l'intuizione di utilizzarla per la produzione di un vino, inizialmente riservato al consumo privato e poi allargato a qualche amico e conoscente, cosa che fece accrescere la curiosità nei riguardi di quel "Negretto" di ben 14°, che manifestava già una certa personalità.
Il Vino che ho bevuto io, però, è ben più di un "vino del contadino", bensì è il frutto di un'attento e mirato progetto, che scopro essere dovuto all'incontro dell'intuizione e la passione di A. Longanesi, scopritore del vitigno, con le conoscenze tecniche dell'enologo Sergio Ragazzini e quelle vitivinicole ed imprenditoriali del suo amico Roberto Ercolani.
Dopo la produzione delle prime bottiglie e la creazione del Consorzio Bagnacavallo, che ad oggi raccoglie più di 30 iscritti, il Bursôn è divenuto una realtà che sa far parlare di sè per qualità ed ottimo rapporto qualità-prezzo (per ora).
Nello specifico io mi sono trattato bene, scegliendo di assaggiare il meglio che la pianura romagnola ha saputo offrire sino ad ora: il Bursôn etichetta nera della Tenuta Uccellina 2008. 

L'approccio visivo è subito d'impatto, come sempre accade per quei Vini sui cui non hai mai potuto posare lo sguardo: granato, con seducenti riflessi violacei.
Il naso mi confonde, ma nell'accezione positiva del termine, in quanto, non è difficile pensare che ci sia stato un errore e che quello che hai appena versato nel calice in realtà sia un Amarone, cosa che viene confermata dall'entrata dolce, ma mai eccessiva, in bocca.
Il sorso è caldo ed avvolgente, ma anche con i 30° di questi giorni, risulta piacevolissimo. Tannini robusti dati dall'affinamento in legno, che la maturazione della bottiglia che ho avuto modo di stappare, fanno dedurre ad una potenziale maggior longevità, per quanto già educati e mai eccessivamente astringenti.
Visciole, cacao, caffé, pepe ed un finale amarognolo che ricorda di nuovo l'Amarone, ma che, sa distinguersi per persistenza. Un vino elegante e davvero lungo!
...E pensare che "si narra che la mitologica" uva Longanesi risulti una delle più ostiche da domare in vigna e, soprattutto, in cantina.

Da ciò che ho potuto constatare, grazie al Bursôn etichetta nera della Tenuta Uccellina, il lavoro fatto, in brevissimo tempo, nella conoscenza e nell'interpretazione di questo vitigno, sta già dando un prodotto d'eccellenza, ma a mio parere, questo è un Vino destinato a far parlare di sè nei prossimi anni e non è escluso che possa rappresentare un eccellente "investimento" (dato l'attuale prezzo onestissimo!) per chi, come me, ama mettere in Cantina, Vini dei quali ancora non si parla molto in quanto a longevità o potenziale di invecchiamento.
Da provare il Ghineo (Sangiovese di Romagna Superiore doc Riserva)
, altra espressione tipica della zona di riferimento ed il Rambéla, bianco ottenuto dal vitigno Famoso, sia nella sua versione ferma che nella sua divertente e spensierata versione Spumante Extra Dry, oltre al resto dell'importante produzione.Ciò che mi ha molto colpito di questa azienda è sicuramente il rispetto per il territorio e la volontà di portare in auge vitigni poco noti al "grande pubblico", ma da sempre utilizzati per la produzione di vini sfusi di largo consumo in loco. Il lavoro che la Tenuta Uccellina sta facendo per veicolare, con i suoi ottimi Vini, il proprio territorio e la qualità della produzione vitivinicola locale ha già portato a vari ed importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali, che sono certo continueranno ad arrivare.



F.S.R.
#Wineissharing

lunedì 23 giugno 2014

Langhe-Roero e Monferrato dichiarati patrimonio dell’umanità dall'Unesco

Oggi a Doha il Comitato Unesco ha insignito i Paesaggi Vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato della nomina a Siti Culturali Patrimonio dell’Umanità.

Era ora diciamo noi e dicono gli associati dell'Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, che ormai dal 2011 si è attivata per la promozione di questa splendida area dalla ricchezza paesaggistica, vitivinicola e culturale inestimabile. Erano anno che si attendeva questa decisione, che tardava ad arrivare, ma come si dice in questi casi "l'importante è che sia arrivata"!

Un grande coinvolgimento di territorio del vino che si estende in oltre 10.780 ettari di territorio, con 6 componenti principali. I siti Patrimonio dell’Umanità sono:

-         La Langa del Barolo

-         Le colline del Barbaresco

-         Il Castello di Grinzane Cavour

-         Canelli e l’Asti Spumante

-         Nizza Monferrato e il Barbera

-         Il Monferrato degli Infernot


Con questo inserimento l'Italian raggiunge il numero tondo di 50 siti che fanno parte della World Heritage List dell’Unesco, il patrimonio artistico e ambientale dell’umanità.
L'Italia conferma, così, grazie alle terre piemontesi tanto case a noi amanti del Vino, la sua indiscussa leadership mondiale per numero di siti inseriti in questa prestigiosa lista.

venerdì 20 giugno 2014

I Vini Passiti - Fra tecnicismi e valutazioni personali

Ultimamente medito molto ed il modo migliore per un WineLover di meditare è, ovviamente, quello di farlo degustando un più o meno dolce e più o meno acido vino da meditazione.
Parliamo innanzi tutto del Passito, un vino ottenuto da uve con elevato tenore zuccherino. Questo avviene quan­do l'acino si disidrata, con conseguente concentrazione zuccherina e caduta di acidità; inizia così quel processo di appassimento che da origine ai vini passiti.
I vini passiti possono essere "passiti" o "passiti liquorosi". Nel primo caso sono vini ottenuti di solito da uve passite; nel secondo caso si tratta di vini liquorosi, (vini addizionati d'acquavite) ottenuti da uve passite. I vini non invecchiati sono chiamati semplicemente "passiti", i passiti invecchiati in botti o carati (o caratello per i toscani) prendono il nome di Vin Santo o Occhio di Pernice (nel caso in cui vengano prodotti da uve a bacca nera).

Le principali uve utilizzate nell'elaborazione di questi vini sono quelle aromatiche, Aleatico, tutte le uve Moscato, tutte le Malvasie, e il Traminer aromatico, e quelle provenienti da vitigni poco aromatici quali: Albana, Bosco, Corvina veronese, Erbaluce, Garganega, Greco bianco, Nasco, Nosiola, Pinot grigio, Sagrantino, Vernaccia di Serrapetrona.
I metodi e le tecniche di appassimento dell'uva sono diversi e seguono le varie tradizioni e le differenti tipologie enologiche.
L'appassimento si ottiene principalmente con i seguenti metodi:
  • metodo naturale: si dice quando i grappoli sono stesi al sole, in un'area aperta, su stuoie o rocce, (un tempo l'uva veniva stesa sulle tegole dei tetti delle case), ovvero in locali areati sem­pre su stuoie o reti o graticci o messe in cassette o stese su tavole cosparse di paglia o anco­ra con i grappoli appesi al soffitto mediante delle cordicelle o fili di ferro; con forzatura: si dice quando i grappoli sono disposti in locali ventilati o in celle termocon­dizionate per il controllo della temperatura e dell'umidità;
  • appassimento in pianta del grappolo: con questo sistema si ottengono uve colpite da marciume nobile o muffa grigia (botrytis cinerea), e si producono alcuni dei vini più famosi del mondo, tra questi il Sauternes in Francia, il Tokaji ungherese, i vini del Reno a vendemmia tardiva (trockenbeerenauslese), e quei vini italiani con denominazione "vendemmia tardiva". L'appassimento in pianta può avvenire anche con torsione del peduncolo del grappolo o con il taglio del tralcio. Queste due tecniche, interrompendo il normale flusso della linfa alle bac­che, favoriscono l'appassimento dell'uva e la relativa concentrazione zuccherina che deriva dalla perdita d'acqua.

Le uve sono lasciate appassire per periodi variabili, da qualche settimana fino ad alcuni mesi. L'uva, durante il periodo d'appassimento, perde circa il 40% in peso, calo sostanzialmente dovuto alla perdita d'acqua. La resa in mosto di 100 kg d'uva appassita è di circa 25-30 chili. La fermentazione alcolica avviene a temperature molto basse, per questo procede lentamente per 2-3 mesi. Al termine della fermentazione il vino è travasato in botti e poiché continua a sviluppare, anche se lievemente, una certa quantità di anidride carbonica, le botti non vengo­no chiuse ermeticamente.
II periodo d'affinamento dura almeno un anno, per arrivare anche a tre e cinque anni. Questi vini hanno un tenore zuccherino residuo intorno ai 7-8 grammi litro e un'alcolicità non infe­riore al 13% volume.
Tra i più importanti vini passiti italiani non aromatici si ricordano: Nus Pinot Grigio Passito, prodotto in Valle d'Aosta; Caluso Passito prodotto in Piemonte, anche nel tipo passito liquo­roso; in Liguria, Cinque Terre Sciacchetrà; in Lombardia, Valtellina Sfurzat; in Trentino, Trentino Vin Santo; in Veneto, Recioto della Valpolicella, Soave Recioto, Gambellara Recioto e Gambellara Vin Santo; in Toscana, Pomino Vin Santo; in Calabria, Greco di Bianco. Tra i passiti aromatici si ricordano: Valle d'Aosta Chambave Passito; Moscadello di Montalcino Passito; Malvasia delle Lipari Passito; Moscato di Pantelleria Passito, anche nel tipo passito liquoroso. Un eccezione particolare è riservata al Picolit friulano, che non è un vero e proprio passito, bensì un vino da meditazione superbo, che deve la sua dolcezza agli acini di questo vitigno, che per un difetto di impollinazione sono in numero ridotto per grappolo, con una concentrazione zuccherina maggiore (può essere affinato in legno).

Tra i vini passiti stranieri si ricordano i vini bianchi francesi del bordolese, Barsac e Sauternes, definiti i re dei vini passiti, mentre i vini passiti tedeschi sono quelli a vendemmia tardiva che prendono la dizione di Spätlese e i vini Auslese., forse i più caratteristici tra i vini tedeschi, gli Eiswein (o Ice-Wine), vini del gelo, chiamati così perché i grappoli sono raccolti e pigiati molto tardi, con uve mature e congelate sulla vite. I passiti sono vini da fine pasto, o da sorseggiare come vini da conversazione, generalmente devono essere serviti freschi, intorno ai 10°C in calici di vetro sottile e non troppo grandi.


Dopo questa introduzione tecnica, passiamo ai Passiti che in questo periodo ho avuto modo di degustare e mi hanno piacevolmente colpito:

- Passito Collina d'oro di Roccafiore (Todi): un passito di quelli dolci, ma mai eccessivo, floreale e "pescato", che fa dell'armonia e della morbidezza le sue armi migliori...armi che mi stendono ogni volta che ne stappo una bottiglia con pasticceria secca, magari alla mandorla;

- Ramandolo - Toblar (Ramandolo): un Vino, il Ramandolo, che fa della sua produzione ridottissima, già un motivo valido per provarlo, ma quello di Toblar ("sorella" della nota Cantina Specogna) è davvero un esercizio di stile ben riuscito. Una vendemmia tardiva di Verduzzo Friulano, che cattura con la sua mielosa dolcezza, ma che sa evolversi in bocca tirando fuori una nota amarognola (miele di castagno) che sembra creata appositamente per bilanciare il tutto. Un vino che sembra non finire mai tanto è persistente. Provatelo con formaggi stagionati o se volete fare gli "chic", con il foie gras!

- Cingolum - Tenuta Musone Colognola (Cingoli): un passito che non manco mai di bere quando sono nella mia terra natìa, alla quale questo dorato nettare è dedicato. Cingolum è infatti il nome latino che i romani diedero alla città fortificata da mura di cinta (Cingolum appunto) dell'entroterra maceratese nota attualmente come Balcone delle Marche per il suo suggestivo panorama. Un verdicchio passito a tutti gli effetti, ottenuto da uve surmaturate in pianta e appassite in cassetta.
Il Cingolum è un passito con personalità e carattere, dolce, ma mai eccessivo, che porta con sè dal vitigno che ha fatto grande questa regione, un grande impatto aromatico, adatto ad accompagnare sia dolci secchi che formaggi saporiti.

- Passito di Pantelleria Ferrandes (Pantelleria): non poteva mancare fra i passiti, uno Zibibbo, forse LO Zibibbo per eccellenza. Ferrandes produce questo passito secondo antichi criteri di vinificazione e di essiccazione dei grappoli al sole. Colore giallo ambrato con riflessi dorati, che ne esprimono solarità ed eleganza. Caramello e miele, mandorla tostata al naso, confettura di fichi ed uva passa al palato. Un passito di Pantelleria di rara finezza e persistenza esaltante.  

- Dorotea - Albana di Romagna D.o.c.g. Passito Riserva - Tenuta Uccellina (Bertinoro FC): di quell'oro antico che ricorda un giovane Vin Santo, albicocca e mandorla avvolgono il palato in un suadente e persistente sorso, che ben si accompagna a formaggi dal gusto deciso, come il formaggio di fossa con il quale l'ho degustato proprio ieri.

-Es più Sole di Gianfranco Fino (Sava): è proprio il caso di dire "dulcis in fundo"... l'Es più sole (dolce naturale) è un passito rosso (appassito in pianta) che fa della sua esclusività, che sfocia nella rarità (prodotto in tiratura limitatissima solo nelle annate migliori per clima e vento) doti che creano attorno ad ES-so un desiderio ed una curiosità che solo grandi Vini sanno suscitare. Al naso prevale la mia amata visciola, che ritroviamo al palato accompagnata da sentori di prugna e mirtilli, ma è lo "spiced ending", cacao e liquirizia,  che rende questo vino armonico ed intrigante. Da provare con formaggi erborinati o con dolcetti a base di mandorla, ma per chi se lo vuole godere a pieno, il consiglio è sempre lo stesso... meditate...meditatelo!
"Un vino non per tutti...come tutte le cose belle!" (Cit. G.G.)


Andando all'estero, sarebbe inutile e banale citare lo Chateau d'Yquem, e dovrei consigliare qualche semi-sconosiuta vendemmia tardiva del Reno,  ma lo faccio lo stesso...in quanto è sicuramente, il VINO che un appassionato, un sommelier, un addetto ai lavori non può non provare almeno una volta nella vita, in quanto senza ombra di dubbio il Sauternes più complesso ed elegante, anche se molto dipende dall'annata e quindi dal portafoglio!!! 


giovedì 19 giugno 2014

Il Vino - Regalo ideale... Sì, ma... Quale? Come? Perché?

Il Vino è da sempre un must per quanto concerne la regalistica ed in particolare quella "last minute", ma in realtà, l'effetto che la bottiglia (o meglio, le bottiglie, dato che il "Galateo del Vino" impone che l'ospite porti almeno 2 bottiglie in caso una sappia di "tappo" e che venga aperta e bevuta insieme il giorno stesso) può avere su alcuni destinatari di tale regalo può essere riduttivo o non gradito. Inoltre, un ulteriore errore, è quello di pensare che il regalo ideale per un Wine Lover sia proprio il Vino... senza chiedersi "Quale?" - "Quando?" - "Perché?"... in quanto noi amiamo essere molto pignoli ed a meno che non conosciate perfettamente i gusti del vostro amico/conoscente/parente, evitate! Ovviamente ci sono delle eccezioni che confermano la regola... vini d'annata, grandi etichette o vini meno conosciuti, ma frutto di un'attenta ricerca o magari di un vostro viaggio nelle zone di produzione di quel determinato vino, saranno sempre bene accetti!

In linea di massima, le dritte che posso darvi sulla scelta del Vino da regalare sono le seguenti:
Riflettete bene sulla personalità e sui gusti del destinatario. Avrete sicuramente partecipato ad altri eventi (pranzi, cene ecc...) con questa persona, quindi vi sarete fatti un'idea riguardo i suoi gusti in fatto di Vino... ama più i rossi di grande struttura? Preferisce i bianchi, magari aromatici? E' un appassionato/a delle bollicine? O volete colpirlo/a con la dolcezza di un passito?Nella remota circostanza in cui non conosciate il destinatario, ma vogliate comunque optare per il Vino come vostro regalo, informatevi riguardo il Menù che vi aspetta e cercate il vino più giusto da abbinare almeno ad una portata di tale Menù, in modo da avere la serenità di aver contribuito ad una maggior piacevolezza dell'evento stesso.
E' un uomo o una donna? Il genere del destinatario è in media determinante per la scelta, in quanto, se è vero che i grandi vini, magari rossi invecchiati, piacciono trasversalmente a uomini e donne la preferenza per le "bollicine" da parte delle donne (Champagne e Franciacorta primi fra tutti) ed i rossi di struttura per gli uomini (base sangiovese in primis) è ormai appurata.
Il destinatario è un Wine Lover o ancor "peggio" un Sommelier? Valutate con attenzione se il destinatario è un amante del vino e quanto consumo ne fa. Inoltre cercate di riflettere su quanto il Vino sia presente nella sua vita: visita spesso cantine, acquista diversi vini importanti, parla spesso di vino mentre è con voi, ha una discreta cantina personale? Queste informazioni possono aiutarvi a scegliere il vino perfetto, in quanto i palati meno allenati prediligono i vini profumati a tendenza dolce, mentre quelli più evoluti, quelli secchi ed austeri.
Quale formato scegliere? Sicuramente con una bottiglia in formato Magnum vi assicurereste un impatto più importante dell'oggetto stesso ed un prodotto che ha avuto un affinamento più importante. Se vale, però, il discorso riguardante il fatto che la bottiglia va bevuta insieme il giorno stesso, il fatto di avere una sola bottiglia potrebbe farvi incorrere nel problema di dover rinunciare all'intero contenuto nel caso "fosse passato a peggior vita", quindi le due 0,75l sono la scelta migliore.

La confezione giusta? Corredare il vostro regalo con una confezione importante, sarà sicuramente un'ulteriore segnale della vostra attenzione e della cura che avete riposto nel dono. Esistono cassette in legno o altri materiali recanti il logo dell'azienda o "pulite", magari contenenti un mini-kit da "degustazione", o, ancora, eleganti buste o semplici cartoni prodotti appositamente per confezionare le bottiglie di vino. Sta solo a voi scegliere in base ai gusti del destinatario ed al vostro budget.
Se avrete l'accortezza e la fortuna di recarvi in una Cantina per l'acquisto del vostro regalo, sarà la stessa cantina a consigliarvi la confezione ideale, come, ad esempio, le cassette di Brunello di Montalcino dell'azienda Le Potazzine che trovate nella foto qui sotto.


Infine una curiosità, che ci tenevo a far presente, riguarda la sempre più frequente tendenza che hanno gli Sposi italiani e stranieri di scegliere il Vino come cadeau de mariage, o meglio, come bomboniere di nozze enologica.


Foto di una bottiglia personalizzata dell'Azienda Lodali: www.lodali.it
Bottiglie con etichette e/o packaging personalizzati, dapprima utilizzate soprattutto per regalistica aziendale, stanno sostituendo, insieme ad altre eccellenze enogastronomiche (miele, olio, confetture, aceto balsamico ecc...), la classica bomboniera "prendi polvere" e la cosa non può che farci piacere, ma attenzione alla scelta! Un matrimonio è un evento che vede come invitati un gruppo molto eterogeneo di persone, tra i quali, sicuramente troveremo qualche amante del Vino, ma con buone probabilità la maggior parte delle persone saranno completamente ( o quasi ) estranee all'argomento. Quindi, la scelta più giusta sarà quella di scegliere un Vino che rappresenti o il territorio di provenienza degli Sposi (o di uno dei 2) o il territorio nel quale si celebreranno e festeggeranno le nozze.

martedì 17 giugno 2014

Distillati e Liquori - Differenze e Classificazione

Alcuni di noi sanno bene di cosa parlerò, ma la ormai massificata e massificante “MASSA”, è solita commettere molti errori di valutazione indotti dall'ignoranza, nel senso di ignorare tutto ciò che occorra alla comprensione della maggior parte delle cose che richiedono per lo meno una “googolata” per conoscerne i principi.


Ecco perché oggi ho voluto prendere spunto da una scheda vista tempo fa nel sito alberghiera.it, che delucida i comuni ignoranti, sempre nel senso che ignorano ( :-p ), riguardo la differenza fra distillati e liquori. Se molti pensano, infatti, che siano la stessa cosa, per quanto a volte sia davvero difficile distinguere gli uni dagli altri, le differenze sono evidenti e fondamentali. Innanzi tutto nel preparazione e successivamente nelle caratteristiche organolettiche.

I distillati, dunque, sono il risultato della distillazione di mosti fermentati (vini, cereali, tuberi, frutta, ecc.). Nei distillati lo zucchero può essere presente solo in piccoli dosi, ma con funzione di colorante sotto forma di caramello.
Mentre i liquori derivano dalla miscelazione di alcol, zucchero, sostanze aromatizzanti e coloranti.
Nei liquori il contenuto di zucchero minimo è pari a 100 gr/l.
I liquori si differenziano quindi dai distillati per la presenza di zuccheri e di diverse sostanze aromatizzanti.

CLASSIFICAZIONE DEI DISTILLATI

VITIVINICOLA

VINO
Brandy (tutto il mondo; più famosi quelli spagnoli)
Cognac (Francia)
Armagnac (Francia)
Pisco (Perù, Cile, Argentina)
Aguardente (Portogallo)
Aguardiente (Spagna, America Latina)

VINACCIA
Grappa (Italia)
Eau-de-vie de Marc (Francia)
Bagaceira (Portogallo)
Aguardiente de Orujo (Spagna)
Komovica (Croazia)




CEREALICOLA

CERALI
Aquavit, Akvavit (Paesi Scandinavi)
Bourbon Whiskey (Stati uniti)
Irish Whiskey (Irlanda)
Rey Whiskey (Stati Uniti)
Tennessee Whiskey (Stati uniti)
Scotch Whisky (Scozia)
Canadian Whisky (Canada)
Whisky (varie aree del mondo)
Gin (varie aree del mondo)
Vodka ( varie aree del mondo)
Steinhager (Germania)
Korn (Germania)




FRUTTICOLA

CILIEGIE
Kirsch (Germania, Austria, Svizzera e varie aree del mondo)
Kirsebaerlioer (Danimarca)

DATTERI
Bouza (Egitto)
FICHI
Boukha (Tunisia)
Bourra (Nord Africa)

LAMPONI
Framboise (Francia)
Himbergeist (Germania)

MELE
Applejack (Stati Uniti, Canada)
Balzi (Svizzera)
Calvados (Francia)

MORE
Brombergeist (Grermania)
PERE
Williamine, Williams (Europa)
PRUGNE
Mirabelle (Francia)
Slivovitz, Sliwowitz (Europa)
Quetsche (Francia)

COCOMERO
Kislav (Nord Est Europa)
UVA
Distillato d'uva (Italia)



PIANTE E VARIE

AGAVE
Tequila (Messico-Jalisco)
Mezcal (Messico)
Zotol (Messico)
Magji Kawn (Africa)

CACTUS
Cocuj (Venezuela)
CANNA DA ZUCCHERO E MELASSA
Rum (varie aree nel mondo)
Cachaça

MIELE
Honey Brandy (Regno Unito)
PATATE
Vodka ( varie aree del mondo)
Black Death (Islanda)





LIQUORI ITALIANI

ALCHERMES

Luogo di origine : Firenze per opera dei Frati di Santa 
Maria Novella ( alchermes di Firenze o Rosolio ) 
Tipologia : liquore dolce ottenuto per infusione e macerazione di varie erbe e spezie ( tra le quali garofano, cannella, vaniglia, noce moscata, coriandolo ) colorato con cocciniglia e aromatizzato alla rosa . 
Gradi: generalmente tra 21 e 30% in volume 
Consumo: esclusivo nella pasticceria 
Bicchiere: in degustazione può essere servito - come una volta - in piccoli bicchieri di cristallo lavorato che risaltano, con i riflessi, il colore rosso. 

AMARETTO

Origine : Italia 
Tipologia: liquore dolce ottenuto per macerazione in alcool o acquavite di vino di mandorle , noccioli di albicocche erbe e spezie 
Gradi: tra 21 e 32° in volume 
Consumo: liscio o nei cocktail 
Bicchiere: bicchiere da liquore o tumbler basso con ghiaccio 

CORDIALE

Origine: Italia 
Tipologia: tipologia di liquori ottenuti per distillazione di un' infusione idroalcolica a base di frutta erbe e spezie varie, zucchero . 
Gradi: 28 - 40% in volume 
Consumo: degustazione dopo pasto e in miscelazione 
Bicchiere: classico da liquore a stelo 


GENEPI

Origine: Italia 
Tipologia: liquore ottenuto per infusione di varie erbe dove è prevalente l'Artemisia genepì; successivamente questa infusione viene distillata e messa a riposare per circa un anno e mezzo. A seconda della formula viene rinforzata con alcol o con grappa. Le varianti sono due: gialla e verde 
Gradi: 45% in volume 
Consumo: come tonico , dopo pasto 
Bicchiere: da liquore a stelo 

MANDARINO

Origine: italiana 
Tipologia: liquore ottenuto dall'infusione e macerazione di scorze di mandarino e altre erbe essenziali in alcool da vino 
Gradi: 25-40% 
Consumo: liscio , freddo , nei cocktail 
Bicchiere: da liquore a stelo 

MIRTO

mirtoOrigine: Corsica e Sardegna 
Tipologia: liquore ottenuto per macerazione delle foglie di mirto in alcool neutro . Sul mercato esistono due tipi: bianco e rosso. L'infusione alcolica si può anche distillare e serve per la preparazione dell'acquavite di mirto. 
Gradi: 30% 
Consumo: liscio , fresco , nei cocktail Bicchiere : da liquore a stelo 

MILLEFIORI

Origine : Italia 
Tipologia : liquore ottenuto per infusione di vari ingredienti quali fiori di arancio, petali di fiori , sassofrasso , aggiunta di zucchero con un rametto di erica all'interno . Lo zucchero generalmente cristallizza sul rametto . 
Gradi : 25-30% in volume 
Consumo : liscio freddo , dopo pasto 
Bicchiere : da liquore a stelo 

MISTRA'

Origine: Italia 
mistràTipologia: liquore ottenuto per macerazione di anice, anetolo, anice badiana e assenzio in alcool da vino. Molto secco poiché non si aggiunge zucchero. 
Gradi: 40 - 47% in volume 
Consumo: dopo pasto , liscio o diluito con acqua rinfrescante 
Bicchiere: da liquore a stelo 

NOCINO

Origine: Italia ( Modena ) 
Tipologia: liquore ottenuto per macerazione del mallo di noce in combinazione con mandorla, cannella, limone, garofano. 
Trascorso un periodo massimo di due mesi, viene filtrato e imbottigliato. Facoltativo l'invecchia- mento 
Gradi: 40 - 42% in volume 
Consumo: dopo pasto 
Bicchiere: da degustazione liquori 

RATAFIA'

Origine: Italia 
Tipologia: liquore per antonomasia ( il termine ratafià - pare - abbia identificato tutto il comparto dei liquori alla frutta ) 
Generalmente è l'unione di un alcool con un succo o polpa di frutta ( oggi di ciliegie visciole e marasche ) 
Gradi: 28 - 35% in volume 
Consumo: dopo pasto 
Bicchiere: da liquore a stelo 


ROSOLIO

Origine: Italia 
Tipologia: liquore dolce ottenuto per macerazione in alcool neutro di zucchero, essenza di erbe, fiori, piante quali: menta, garofano e varie altre 
Gradi: 28 - 34% in volume 
Consumo: liscio freddo 
Bicchiere: a stelo per liquori 


SAMBUCA

Origine: Italia 
Tipologia: liquore aromatizzato all'anice risultante da distillazione, macerazione e infusione di anice verde e/o anice stellato e altre erbe aromatiche. Contiene anche estratti di fiore di sambuco bianco dal quale deriva il nome. 
In commercio di sono varie tipologie (bianca, nera, aromatizzata al caffè, al cioccolato e alla menta) 
Gradi: 38-43° 
Consumo: prevalentemente liscio ( a temperatura ambiente o fredda), con aggiunta di "mosca", cioè qualche chicco di caffè tostato 
Bicchiere: da liquore 

STREGA
Origine: Italia (Benevento) 
Tipologia: liquore alla radice di Angelica arcangelica, arancia ed altre erbe aromatizzanti messe in infusione in alcol e sciroppo di zucchero. Il caratteristico colore oro è dato dallo zafferano. 
Gradi: 42% 
Consumo: prevalentemente liscio a temperatura ambiente 
Bicchiere : da liquore 


UOVO ( liquore all' ) liquore all'uovo

Si tratta di una categoria di liquori energetici, tradizionalmente considerati come proposte calde per la stagione invernale. La tipologia è quella dei liquore. Si tratta generalmente di una ricetta a base di tuorlo d'uovo zucchero, alcool e marsala . 
Gradi: 17 - 25% 
Consumo: oltre al consumo tradizionale c'è una tendenza di considerare il potere energetico inserito anche in una ricetta fredda per un consumo estivo (frozen , ecc.. ) 
Bicchiere: tazzina per il caldo, coppetta per il frozen


LIUORI STRANIERI

APRICOT BRANDY 

Luogo di origine : Nord Europa 
Tipologia: liquore ottenuto per macerazione del frutto in alcool e successiva aggiunta di zucchero 
Gradi: da 21 a 28 % in volume 
Consumo: prevalente nei cocktail oppure liscio freddo 
Bicchiere: da liquore o tumbler se servito con ghiaccio

CAFFE' LIQUORE

Origine: Centro e Sud America 
Tipologia: liquore ottenuto per miscela di infuso di caffè con alcol di vino o distillato da melassa con aggiunta di altri aromatizzanti quali vaniglia, liquirizia
Consumo: classico liquore da degustazione o ingrediente nei cocktail 
Bicchiere: da liquore a stelo 


CHARTEUSE

Origine: Francia (monaci) 
Tipologia: liquore a base di molte erbe 
Viene prodotta in due colori 
Verde: gusto deciso e secco 55% 
Giallo: gusto morbido ed aromatico 40% 
Consumo: dopo pasto 
Bicchiere: da liquore a stelo 

CHERRY BRANDY

Origine : Europea 
Tipologia : liquore ottenuto sia per macerazione di ciliegie in alcool di vino , sia per miscela di succo di ciliegie ad acquavite ottenuta dallo stesso succo fermentato di ciliegie . Affinamento in botte, previa aggiunta di zucchero. 
Gradi : vari tipi in commercio , 28 -34% in volume 
Consumo: liscio , freddo o nei cocktail 
Bicchiere: da liquore classico 

CIOCCOLATO LIQUORE
Origine: Olanda, U.S.A. 
Tipologia: liquori ottenuti dall'unione del cioccolato e altre erbe e spezie in soluzione idroalcolica, talvolta nella ricetta è presente anche crema di latte 
Gradi: 25 - 32% in volume 
Consumo: liscio o nei cocktail 
Bicchiere: da liquore a stelo 

COINTREAU

Origine: Francia (Angers) 
Tipologia: liquore ottenuto con distillato di vino nel quale vengono messe in infusione fiori e scorze d'arancia amara e selvatica delle Antille 
Gradi: 40% 
Consumo: dopo pasto Bicchiere : da liquore a stelo 


CURACAO

Origine: Antille Olandesi 
Tipologia: liquore ottenuto per macerazione di scorze d'arancia dell'isola di Curaçao in unione ad altri ingredienti quali erbe e spezie. Il profumo fortemente agrumato ha interessato l'industria liquoristica nella ricerca di numerose varianti, sono state create numerose ricette con una vasta gamma di colori, che hanno trovato applicazione soprattutto nel bere miscelato 
Può essere blu, orange o triple sec
Gradi : da 20 a 40% in volume 
Consumo: alcuni tipi vengono proposti on the rocks , generalmente trovano un vasto impiego nei cocktail 

DRAMBUIE

Origine: Scozia 
Tipologia: liquore ottenuto con miele d'erica e whisky scozzese 
Gradi: 40% in volume 
Consumo: dopo pasto 
Bicchiere: da liquore a stelo 

ELIXIR

Il termine si riferisce a un liquore ottenuto per macerazione di erbe e altri estratti . Questi liquori sono forti, di alta gradazione alcolica, dolci e contengono sostanza aromatiche medicamentose . 
Elisir è una parola che deriva dalla voce araba " al-iksir", che significa 
pietra filosofale, quintessenza. 


GRAND MARNIER

Origine: Francia 
Tipologia: liquore ottenuto con cognac ed essenza di scorze d'arancia amara di Haiti 
Gradi : 40% 
Consumo: dopo pasto 
Bicchiere: da liquore a stelo 


IRISH CREAM

Origine: Irlandese 
Tipologia : liquore ottenuto per miscelazione di whiskey irlandese, crema di latte, crema di caffè, zucchero e altri aromatizzanti 
Gradi: 28 - 32% in volume 
Consumo: liscio dopo pasto , in miscela nei cocktail afterdinner 
Bicchiere: classico da liquore con stelo 


MARASCHINO

Origine: Dalmazia 
Tipologia: liquore ottenuto per infusione di marasche in alcool , successivamente distillato , zucchero e alcool da vino 
Grad : 25-38% in volume 
Consumo : liscio , freddo e nei cocktail 
Bicchiere: da liquore a stelo 


KUMMEL

Origine: Germania 
Tipologia: liquore ottenuto per infusione e successiva distillazione di semi di cumino in alcool, molto dolce . Tipiche alcune qualità con lo zucchero cristallizzato nella bottiglia. 
Gradi : 28% in volume 
Consumo: freddo, dopo pasto 
Bicchiere: da liquore a stelo 


SOUTHERN COMFORT

Origine: Stati Uniti (Mississipi) 
Tipologia: liquore ottenuto con whisky americano, pesche mature, miele ed aromi naturali 
Gradi: 43% 
Consumo: dopo pasto 
Bicchiere: da liquore a stelo 

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