lunedì 16 febbraio 2015

Az. Agr. Boscaini Carlo - Famiglia, passione e tradizione in Valpolicella

Avevo già avuto modo di accennare qualcosina riguardo la FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) di cui il sito www.fivi.it ed oggi torno a parlare di uno dei loro soci, ovvero l'Azienda Agricola Boscaini Carlo, azienda a conduzione familiare sita a Sant'Ambrogio di Valpolicella, che produce Vini rispettosi della tradizione, con grande passione e spinta evolutiva.
Azienda Agricola Boscaini Carlo, è la classica piccola azienda familiare gestita da due fratelli, Carlo & Mario, che hanno ereditato passione ed azienda dal padre Arturo Ernesto, che l'aveva ereditata da suo padre, ovvero il nonno Carlo Boscaini, fondatore dell'azienda e colui dal quale prende il nome.
Nata nel 1948, questa Cantina, rappresenta un esempio di quanto, purtroppo e per fortuna le produzioni di nicchia, anche per quanto riguarda le grandi denominazioni come quelle della Valpolicella, vengano, spesso, più apprezzate all'estero che in patria. E', soprattutto, questa situazione, che vede i Vini della Az. Agr. Boscaini Carlo, essere più difficilmente reperibili in enoteche e ristoranti italiani, che mi ha fatto riflettere e mi ha spinto a scrivere di questa realtà, che come altre, trova estimatori in tutto il mondo, ma in Italia si trova a doversi confrontare con dinamiche poco legate all'indiscussa qualità dei propri Vini e del proprio operato, in vigna ed in Cantina... ma a riguardo mi esprimerò nel finale dell'articolo.
cantina boscaini valpolicella
Un approccio produttivo, quello odierno, che attinge alla tradizione ed alla memoria tramandata dal Nonno Carlo, ma che ha saputo evolversi, passando per notevoli investimenti per ammodernamenti in ogni comparto aziendale, che puntassero ad una produzione maggiormente sostenibile e con un utilizzo della chimica sempre minore.
Ad attestare il rispetto per l'uva, per il prodotto finale e, quindi, per Noi consumatori, c'è la scelta di condurre l'azienda, dal '93, con il metodo della lotta integrata, alla quale si è aggiunta, quest'anno, la metodologia della “confusione sessuale” per combattere gli insetti nocivi in modo biologico.
Questa filosofia, che fa del rispetto per il contesto paesaggistico che ospita l'azienda uno dei capisaldi aziendali, mira ad un chiaro obiettivo, che non posso che condividere a pieno, ovvero alla produzione di Vini, che siano piacevoli e semplici da bere, pur mantenendo una notevole complessità in termini organolettici ed una grande identità, legata al territorio, ma anche alla tradizione familiare.

Tra i Vini prodotti nella Cantina Carlo Boscaini, con uve rigorosamente provenienti dai propri vigneti, annoveriamo il Valpolicella DOC Classico, Valpolicella Superiore, Amarone della Valpolicella DOC Classico, Recioto della Valpolicella, ma io vi parlerò, nello specifico, dei tre prodotti di punta che ho avuto modo di degustare in settimana e che, vi anticipo, mi hanno piacevolmente sorpreso:

Valpolicella Classico Superiore RipassoDOC 2011 Zane: prodotto, come regola, con uve corvina 50%, corvinone 40% rondinella 10% rifermentate sulle vinacce dell'Amarone e, in questo caso, anche su quelle del Recioto. Il colore rubino, che illude per un attimo l'occhio di poterci passare attraverso, ma che appena messo a suo agio nel calice mostra la sua invalicabilità visiva. Il naso è tipico, ma molto fine, alle amarene sottospirito si aggiungono intriganti note di cannella e pepe bianco. Il primo sorso e avvolgente e piacevolmente caldo, con una struttura portante importante (scusate il gioco di parole) ed una buona persistenza. Ciò che colpisce di più, però, è che la, pur presente, morbidezza non sia mai eccessiva e che la nota alcolica che, a volte eccede in nel Ripasso Superiore (almeno per i miei gusti), in questo caso sia tenuta a bada benissimo dall'equilibrio di durezza e morbidezza. Armonia che rende questo Vino, nonostante i suoi 14% vol. e rotti, uno di quelli di cui il calice si svuoti in maniera costante e ripetitiva! Ottimo anche il rapporto qualità-prezzo! Ve lo stra-consiglio!
Amarone della Valpolicella DOC Classico 2010 S.Giorgio (corvina 40%, corvinone 40% rondinella 10% + (dindarella, croatina, pelara) 10% appassimento in fruttaio in cassettine fino a gennaio) : partendo dal presupposto che io adoro l'Amarone in (quasi) ogni sua espressione, in quanto lo trovo un Vino geniale, nato per mera casualità, ma notato, capito e lanciato nel mondo del Vino italiano con grande acume e sapienza, oggi sarà facile essere oggettivi.
Il S. Giorgio è, infatti, un Amarone di quelli Veri, che se pur destinato in gran parte al mercato estero, esprime una sincerità ed una ricchezza in termini di tradizione e di attenzione, che lo rendono davvero un Vino di livello assoluto. Rosso intenso, impenetrabile agli occhi, ma penetrabile dalla fantasia di chi avvicina il naso a queste note croccanti di frutta rossa, di vaniglia, pepe e sigaro toscano, che porta con sé un ricordo della botte di rovere che l'ha accudito per 18 lunghi mesi. Un consiglio, decantandolo la leggera e comprensibile nota alcolica svanisce. Il sorso è corposo e caldo come una notte di fronte ad un camino con la persona che si Ama. Un Vino vivo, che nonostante la sua gradazione (16% vol.) ti spinge ad essere bevuto con estrema piacevolezza, meglio se in due e, se non dovete tornare a casa in macchina (o anche a piedi!), rappresenta il Vino più romantico che ci sia, per un dopo cena all'insegna dell'Amar...one!
Recioto della Valpolicella DOC Classico la Sengia 2012: da Vino romantico a Vino sensuale...il Recioto rappresenta per me un Vino carico di pulsioni e di quel giusto mix fra dolcezza e passione che solo questo Vino, padre inconsapevole, ma responsabile, dell'Amarone, sa raggiungere.
Il colore passa dal rosso carico dell'Amarone ad un granato già ben definito, mentre al naso è subito chiara la dolcezza della confettura di mirtillo, di visciola surmatura ed una leggera nota di tabacco e cioccolato fondente... la percentuale di cacao non ve la so dire, mi dispiace!!!
Se vi consigliavo di bere l'Amarone con la persona Amata, il Recioto condividetelo anch'esso con chi avete più a cuore, ma con parsimonia e noterete che dal giorno in cui l'avrete stappato, la sua leggera evoluzione, data dall'ossigenazione dovuta all'apertura, vi permetterà di bere un Vino nuovo ed egualmente piacevole per diverse serate, prolungando, si spera, il romanticismo, la passione e la dolcezza.
Per concludere, non posso che tornare all'appunto fatto nelle fasi iniziali del post, nel quale parlavo del fatto che Vini come questi siano meno conosciuti in Italia, di quanto lo siano all'estero, chiarendo, innanzi tutto, che, in questo caso, non vale la “regola” che vale invece per aziende molto molto molto più grandi in termini di numeri (produzione, fatturati ecc...), ovvero quella che a volte possono farci storcere il naso, notando cosa viene venduto all'estero, del Vino, con prezzi che in Italia nessuno pagherebbe per prodotti prettamente da GDO, spacciandolo come la massima espressione di quella piuttosto che l'altra denominazione.

L'Amarone è, senza ombra di dubbio, uno dei “Brand” enoici italiani più conosciuti e riconosciuti al mondo, ma è, altresì vero, che, per il consumatore medio non è semplice riconoscerne l'effettiva qualità, forse più che per altri Vini, ma è anche vero che Vini come quelli di Carlo Boscaini racchiudono nella propria filosofia produttiva e, quindi, in ogni singola bottiglia tutto ciò che, non solo il Winelover straniero, ma soprattutto il Winelover italiano dovrebbe ricercare in un Vino, ovvero bevibilità, originalità (intesa sia come unicità che come fedeltà alla propria origine storica, tradizionale e territoriale) ed allo stesso tempo notevole complessità organolettica. Doti, queste, capaci di soddisfare trasversalmente l'appassionato, il professionista ed il semplice bevitore occasionale. Io, non vi nego, che se trovassi i Vini Boscaini in più enoteche e/o ristoranti rispetto a quelli in cui si possono trovare, non ne sarei di certo dispiaciuto!

F.S.R.
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