giovedì 12 marzo 2015

Aumentano le vendite di Vini italiani nelle aste internazionali

Sotheby ha da poco pubblicato il suo Ranking relativo alle vendite di Vini del 2014. Mentre nessun Vino/Produttore italiano ha fatto la sua comparsa nella Top 10 generale dei Vini più costosi al mondo guidata, da una "Cantinetta" qualunque, come l'ovviamente inarrivabile Domaine de la Romanée-Conti, sembra esserci un forte interesse per le aste di Vini italiani, in particolare, negli Stati Uniti, grazie anche ai molti e facoltosi compratori di chiare origini italiane.
Tra i Vini italiani più venduti e battuti al prezzo più alto figurano come sempre i mitici toscani Masseto, Sassicaia e Solaia, oltre all'Amarone di Quintarelli ed i preziosi Vini piemontesi di Angelo Gaja, Bruno Giacosa e Conterno.

L'Italia è arrivata "tardi" nel mondo del collezionismo, ma si sta facendo valere al suono del martelletto del banditore d'asta e se pur a noi comuni mortali interessi relativamente poco di queste episodiche vendite da capogiro, purtroppo e per fortuna è anche grazie a questo tipo di risultati e di visibilità che l'intero comparto del Vino italiano può avvicinarsi in termini di reputazione a quello francese che, da sempre, ha saputo giocare le sue carte nel modo migliore in questa sorta di "borsa del Vino".
Ormai è palese che da anni la qualità dei Vini italiani sia giunta a livelli che ci pone, almeno a mio modesto parere, sul tetto del mondo per un'infinita serie di motivi, ma soprattutto per la varietà di etichette e denominazioni che siamo riusciti a portare in auge, cosa che alcuni criticano come eccessiva e dispersiva, ma che in realtà è ciò che ci ha permesso di emergere e che ci darò modo di regalare al mondo Vini irripetibili altrove.

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