venerdì 6 marzo 2015

"Ciao, sono Hiro" ed anche a me piace il Vino italiano!

Oggi vi porto con me in un mondo nella mia seconda grande passione, che ritengo imprescindibile dalla prima (quella per il Vino), ovvero la Cucina e lo faccio grazie ad un “personaggio” che negli ultimi mesi ho seguito molto,in quanto mi ha sin da subito ispirato fiducia e simpatia, ma soprattutto grande stima per la sua filosofia culinaria: Hirohiko Shoda.
Hirohiko, detto Hiro, è lo Chef che ha portato la cucina senza fornelli, intrisa di colore, sapore, freschezza e tanta, tanta tecnica sugli schermi del Gambero Rosso Channel, ma ho deciso di intervistarlo in quanto, oltre a vantare un esperienza di oltre 7 anni al fianco del grande Chef Massimiliano Alajmo de Le Calandre (3 stelle Michelin e considerato uno dei 50 migliori Ristoranti del mondo da anni ormai), il caro Hiro è anche un egregio esperto di Vino e Sommelier. Tanto che la rivista del Gambero Rosso ha scelto proprio lui per un articolo dedicato ai 3 bicchieri.
Eccovi la mia breve, ma interessantissima intervista “estorta” grazie alla sua cara compagna Letizia, fra un impegno e l'altro, in un periodo che coincide con il lancio del suo primo libro di Cucina che prende il nome, proprio, dal suo programma sul Canale del Gambero: “Ciao, sono Hiro”.

Da quanto tempo sei in Italia?
Mi sono trasferito in Italia nel 2006, a 29 anni. Ho deciso di trasferirmi in Italia per poter vivere realmente e concretizzare la mia cucina nel posto dove nasce.
Ho vissuto per 8 anni a Padova. Oggi vivo a Roma.


Eri già uno Chef in Giappone o lo sei diventato qui?
Ho lavorato per oltre 10 anni nell’alta ristorazione in Giappone, una prima esperienza in Italia nel 2003 e poi stabilmente in Italia dal 2006 ad oggi. Ho studiato e conosco tutte le cucine internazionali, tuttavia non bisogna mai fermarsi, sono molto curioso e cerco sempre di scoprire ed immaginare nuovi accostamenti.


Cosa ti piace di più della cucina italiana?
Le materie prime e gli ingredienti valorizzati nella loro naturalità; il piacere di condividere tutti i cibi a tavola con la famiglia, aspetto che rispettiamo molto anche in Giappone.


Conosci il Vino italiano? Cosa pensi a riguardo?
Certo, conosco il Vino italiano e internazionale, ho studiato e preso il diploma da Senior Sommelier. Dagli anni ’80 in poi il Vino italiano ha avuto una grande evoluzione e diffusione in tutto il mondo, la cultura del Vino si sviluppa sempre di più, si vogliono conoscere le origini dei vitigni autoctoni, legati a quel territorio e anche i possibili abbinamenti con la vasta gamma dei cibi locali.
Cosa pensano in Giappone del Vino italiano e della Cucina italiana?
In Giappone apprezzano la storia e la cultura italiana, le origini antiche, c’è un grande rispetto. Molto interesse per il clima e per le peculiarità del territorio, per le grandi differenze di gusti e sapori da Nord a Sud, da regione a regione.


Il tuo ingrediente preferito?
Cucinando e vivendo in Italia, forse l’ingrediente che ritengo il più prezioso, direi fondamentale è l’olio extravergine di oliva. Ce ne sono diversi tipi, da abbinare a diversi piatti ed ingredienti, dal crudo al cotto, dalle proposte più tradizionali fino a quelle più creative.
Consiglieresti ai nostri lettori una tua ricetta con un abbinamento Cibo-Vino?
Uno dei piatti che ho presentato nel mio programma “Ciao, sono Hiro” e che compare anche nel mio libro di ricette appena uscito: il filetto di fesone marinato con salsa allo zafferano e foglia d’oro da abbinare ad un ottimo spumante rosè.
Nuda crudità che sposa la leggerezza delle bollicine!


Un consiglio per abbinare il sakè?
Il sakè non sta molto bene con piatti elaborati, quindi lo vedo bene accanto ad ingredienti sapidi in purezza, come la bottarga, oppure le acciughe, oppure al prosciutto crudo.
Ci tengo a sottolineare che, a differenza di molti altri “protagonisti” di programmi TV di Cucina, Hiro, come il mitico Giorgione, suo caro amico che spero di ospitare presto su WineBlogRoll,  si è rivelato (era facilmente intuibile dal suo approccio alla Cucina stessa) una persona davvero sobria ed alla mano, priva di sovrastrutture e di grande umiltà, nonostante le sue indubbie competenze ad ampio spettro dalla Cucina al Vino.
Credo che sentiremo parlare ancora ed ancora di questo Giapponese sempre più italiano, che sa strappare risate con il suo simpatico accento e sa, allo altresì, dare spunti interessanti con le sue idee geniali in Cucina.
Confido di vedere quanto prima, nel suo programma (come in altri), una valorizzazione del Vino, magari proponendo abbinamenti come quelli che Hiro stesso ha saputo cogliere in occasione di questa intervista.

Se vi siete persi la presentazione del Libro "Ciao, sono Hiro", svoltasi ieri a Roma, presso la Galleria Alberto Sordi, vi consiglio di cercare il suo libro in libreria o ordinarlo online, magari da qui: http://www.amazon.it.

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