martedì 30 giugno 2015

Sui Colli Piacentini tra sostenibilità e semplicità con il Vino della famiglia Marengoni

Oggi vi porto sui Colli Piacentini, presso l'azienda Casa Bianca della famiglia Marengoni.
Un'azienda nata nel 1920, che consta di 11 ettari totalmente vitati e si trova sulle prime colline di Ponte dell’Olio.
L’altitudine dei vigneti va da 230  a 290 metri s.l.m.,l’esposizione prevalente è ad Ovest e Sud ed il suolo prevalente è argilloso profondo e ricco di scheletro.
Un'azienda pioniera nell'utilizzo di tecniche eco-compatibili per la difesa dai parassiti, nonché nel completo ripudio dei diserbi  per il controllo delle infestanti, tanto meno vengono effettuate concimazioni in quanto si cerca di contenere le rese al fine di raggiungere sempre un’ottima maturità delle uve.
Con una produzione di circa 50.000 bottiglie distribuite in 9 etichette (6 Rossi e 3 Bianchi), che vanno dai tradizionali Vini frizzanti della zona quali il Gutturnio, l’Ortrugo e soprattutto il Valnure (uvaggio di Malvasia di Candia, Ortrugo e Trebbiano Romagnolo) - Vino bandiera dell’azienda prodotto da sempre con questo uvaggio e già con questo nome anche quando non faceva parte della Doc Colli Piacentini- fino alle selezioni, ovvero Vini con diversi anni di affinamento alle spalle prima della messa in commercio, come il Gutturnio Superiore Migliorina (un anno di affinamento tra acciaio e botte di rovere), il Gutturnio Riserva Farosa (minimo 36 mesi in botti di rovere) ed infine il Cabernet Sauvignon (minimo di 24 mesi in piccoli carati di rovere). Inoltre l’azienda è sempre alla costante ricerca di nuove sperimentazioni e negli ultimi anni è stato prodotto uno Chardonnay fermentato ed affinato in botte di acacia e poi hanno visto la luce una Bonarda affinata 24 mesi in piccoli carati di rovere ed infine un taglio bordolese di Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon sempre con lungo affinamento.

Una Cantina davvero a conduzione familiare che vede i 3 membri della famiglia occuparsi di tutto in completa autonomia, eccezion fatta per le vendemmie nelle quali sono soliti avere cari amici ad aiutarli, nella raccolta manuale delle uve.

Ora tocca ai Vini da me degustati per Voi, che, nello specifico, sono i seguenti:

Valnure Frizzante 2014 - Colli Piacentini DOC: Malvasia di Candia Aromatica (50%), Ortrugo (30%) e Trebbiano Romagnolo (20%) per un Vino che si dimostra delicato, ma vivace al naso, come, con coerenza, attacca in bocca, passando da una dolce briosità ad una fresca ed instancabile beva.
Un Vino da pomeriggio primaverile in terrazza, con un buon tagliere di fronte e del pane ad accompagnare salumi e formaggi poco impegnativi, ma non per questo meno goduriosi! Un Vino che gioca sulla semplicità, ma allo stesso tempo evoca momenti di rara convivialità che sempre più spesso non riusciamo a goderci per via del poco tempo a disposizione o per l'asocialità delle nostre vite moderne. Preparate un aperitivo informale all'italiana, chiamate qualche amico e godetevi qualche ora di leggerezza... il Valnure non sarà uno Champagne, ma proprio per questo non vi impegnerà né la mente né il corpo, ma magari saprà smuovervi qualcosa dentro!

Gutturnio Superiore Vigna Migliorina 2012 Colli Piacentini DOC: Barbera e Croatina (Bonarda), solo acciaio, prima di finire in bottiglia ed a seguire nel mio calice!
Un Vino che sa di Barbera e si comporta da Barbera dal naso maturo e lievemente vinoso, giocato tutto sul frutto pieno e croccante. Un sorso asciutto, dinamico e di struttura per un Vino di quelli che definirlo gastronomico è un dovere oltre che un piacere! Preparate il BBQ e stappatene una... non vi deluderà! Vino vero, senza fronzoli, ma di grande piacevolezza!

Gutturnio Riserva Farosa  2007 - Colli Piacentini DOC: i 36 mesi di legno medio conferiscono a questo Gutturnio una maggior rotondità ed una complessità terziaria davvero intrigante, fatta di frutto surmaturo, quasi dolce, come dolce è la vaniglia che chiude un cerchio, quello degli aromi, davvero ben tracciato. In bocca il Vino risulta ben disposto a stupire, ma senza estremi, senza grandi exploit, semplicemente, ancora una volta, con la semplicità di chi ti sa stringere la mano guardandoti negli occhi e dicendoti tutto di sè con quel singolo sguardo a tal punto da far sì che ti fidi già di lui. Un Vino che a primo naso può spaesare, ma che dopo pochi minuti nel calice vi darà davvero sensazioni importanti e piene di passione e cura!

Bella realtà quella rappresentata dalla Famiglia Marengoni, che mi ha aiutato a riappacificarmi con la categoria dei "Vini Frizzanti", con la quale a volte non ci siamo proprio intesi al meglio, ma che, allo stesso tempo, mi ha sempre incuriosito.

Un esempio di viticoltura sostenibile e di attitudine alla qualità.

F.S.R.
#WineIsSharing

sabato 27 giugno 2015

Lettera aperta ai miei lettori - Wineblogroll ed io sbarchiamo in TV

C'era una volta un Winelover... che iniziò a condividere i suoi assaggi, le sue impressioni e, soprattutto, le sue emozioni tramite una chiacchierata con gli amici, un post sui propri profili sociale finanche tramite il suo blog, nato come null'altro che un semplice diario di bordo nel sua navigar beato per il mare di-Vino dalle quali onde tanto Amava ed Ama tutt'ora farsi cullare.
Quella sorta di poeta mancato, di assaggiatore incallito, di eno-G-astronauta così delle emozioni drogato, ha scritto, riscritto, viaggiato, bevuto, sentito, apprezzato, discusso e se n'è persino, rare volte, lo ammetto, restato in silenzio a contemplar  il suono che fa la vita quando vibra di emozione. 

Ora, quello stesso ragazzone un po' troppo cresciuto, senza un capello... fuori posto... ha deciso di portare le sue parole, le sue idee, la sua visione dell'enosfera ed il suo folle Amore per il Vino su un mezzo ancor più potente, espressivo e diretto del Web, ovvero la TV!
Ebbene sì, volevo dirvelo giorni fa, ma ho atteso qualche giorno, in modo da poter esser più sereno e più sicuro di ogni mia decisione. Una decisione avvenuta anche sentendo alcuni di Voi e apprezzando la positività che in molti avete espresso nei confronti di questa occasione, senza alcuna invidia e dimostrando grande fiducia in me che spero davvero riuscirò a ripagare!
Ieri ho iniziato una nuova avventura, che mai e poi mai mi impedirà di scrivere qui e che, anzi, confido - in realtà ne sono certo - che mi darà spunti ancor più interessanti e quotidiani per condividere con Voi viaggi, personalità, storie e realtà tra le più interessanti e disparate in giro per l'Italia!

La mia avventura, presto verrà dichiarata anche tramite una conferenza stampa, ma intanto, ci tenevo ad anticiparvi che il sottoscritto prenderà parte in qualità di "Giudice super partes", ad un importante programma televisivo sul Vino ed ancor più sui Vignaioli ed i loro territori di appartenenza, che mirerà a portare il Vino nelle case degli italiani in maniera leggera, non convenzionale, divertente, ma allo stesso tempo concreta ed a suo modo, spero, interessante sia per il winelover più incallito che per il neofita abituato a vedere il Vino come una semplice bevanda.


Lo farò, conscio di essere stato scelto con una buona dose di fattore "C", agevolato dal fatto che grazie a tutti Voi Wineblogroll.com da tempo ormai rappresenta un punto di riferimento nel Wine blogging individuale e che quindi per la produzione è stato semplice identificare in me un elemento idoneo a completare il quartetto di giudici che comporrà questa ben assortita giuria, che se pur la stia chiamando così, almeno per quanto mi riguarda, non si porrà l'obiettivo di giudicare o criticare, bensì di comunicare, costruire e giocare! Si... sarà un gioco, un bellissimo gioco per me e spero per tutti Voi! Il team c'è, il produttore è uno di quelli con un curriculum che "la metà basta ed avanza", l'idea è divertente, ma intrigante e... beh... i concorrenti che stiamo scegliendo tramite casting partiti ieri in Friuli, ma che continueranno in altre regioni italiane nelle prossime settimane, sono già entusiasti ed entusiasmanti!

Mi vedrete su facebook, mi vedrete qui e, probabilmente tra qualche mese anche in TV... che palle, eh?!? Tanti mi chiedono se cambierò, mi dicono che sperano continuerò a scrivere... io, invece, chiedo a Voi, che mi date così tanto e che avete sempre creduto in me, pur non essendo il più grande degustatore italiano, il miglior tecnico del Vino e non vantando chissà quale titolo "eno-nobiliare" da sfoggiare a destra ed a manca, di non cambiare nei miei confronti... di continuare a leggermi, consapevoli della mia umiltà, dell'ironia che è insita in me e che mi aiuta a scacciare la negatività in così tante occasioni e la mia onestà intellettuale, che... per quanto potrà stupirvi (e magari qualcuno di Voi non ci crederà) mi porterà a vedere questa partecipazione come un piccolo contributo alla comunicazione del Vino e come un'occasione per potervi "guardare tutti negli occhi" in un colpo solo, ma non certo un modo per arricchirmi alle e sulle spalle delle Cantine (che saranno stra tutelate proprio dalla mia presenza) o condizionare il mio punto di vista e la mia filosofia dentro e tutto intorno al Vino, che mi ha portato ad ottenere la vostra fiducia e soprattutto quella di tutti i produttori che credono nelle mie emozioni, che condividono con me le proprie creazioni ed ai quali non ho mai chiesto nulla, se non un altro calice del loro Vino... 

Quella di oggi è un'anticipazione che ci tenevo a farvi, per concretizzare ciò che ho già accennato giorni fa, ma sappiate che presto vi inviterò alla conferenza stampa e ci divertiremo, tutti insieme, come sempre, perché... Wine is sharing and life is sharing too! ;)


P.S.: presto saprete chi saranno gli altri giudici, chi sarà la coach dei concorrenti e quale sarà la bellissima location del programma! Ovviamente al termini del "casting-tour" vi presenterò anche tutti i concorrenti.



F.S.R.

venerdì 26 giugno 2015

La Marche e le Marchese del Gusto - La comunicazione enogastronomica al femminile

Sono in Friuli, alle prese con una delle esperienze più interessanti ed intriganti della mia vita, eppure... eppure le Marche, mia terra natìa, mi hanno scovato anche qui e non potevo che rispondere affermativamente alla chiamata di 6 grandiose comunicatrici di Vino, cibo e territorio... e che territorio!

Vi parlo di Letizia, Dorina, Alessandra, Silvia, Donatella e Ramona in arte le Marchese del Gusto!
Un gruppo nato dalla comune passione di 6 donne marchigiane per l'enogastronomia. Una passione espressa e vissuta in maniera diversa l'una dall'altra.
Letizia: Neo Diplomata al Master di Scienze Enogastronomiche a Pollenzo (www.unisg.it) & giovane imprenditrice agricola
Dorina: Food writer&blogger per Honest Cooking e On foodwriting www,honestcooking.itwww,onfoodwriting.com)
Alessandra: Chef&blogger (www.domanieunaltroforno.it)
Silvia & Donatella: Fondatrici della scuola di cucina Fabrica del Gusto (www.fabricadelgusto.it) & foodbloggers
(Silvia: www.lagreg.it; Donatella: www.ingredienteperduto.blogspot.it )
Ramona: Sommelier e direttrice di sala del Ristorante Andreina (www.ristoranteandreina.it)
Il territorio marchigiano è il nostro orto la nostra cucina, la nostra sala da pranzo,- mi spiegano le Marchese - ma siamo anche curiose viaggiatrici; per questo abbiamo con noi Eleonora de Marchi, chef di Mantova e “Marchesa in trasferta” che ci dà settimanalmente delle news culinarie da fuori regione, per restare sempre aggiornate e per saziare la nostra curiosità.

Niente campanilismi estremi in casa Marchese, questo è certo, ma l'Amore per la propria regione c'è e si sente!
Lo dice il nome stesso! Scelto in quanto semplice... serviva qualcosa che richiamasse le Marche e il cibo con un pizzico di glamour e autoironia. Le Marchese del Gusto sembrava il più calzante!

Le Marche dispongono di un'offerta turistica che non conosce limiti temporali e si affida
alle proposte artistiche come a quelle naturalistiche sparse lungo tutto il territorio, ma c'è
un cuore pulsante nell'economia turistica di questa regione, come di molte altre aree italiane, che spesso non viene valorizzato abbastanza: l'enogastronomia.
Le Marchese del Gusto nascono per raccontare tale coralità con competenza e spigliatezza, avvolgendo la curiosità in un profumo buono, in un ricordo celato, in un sapore nuovo.

Il loro obiettivo è diffondere e sviluppare la cultura enogastronomica marchigiana in modo fresco, raccontandola attraverso uno storytelling personale e privo di fronzoli, lasciando che siano l'individualità e la stagionalità a spingere le parole. L'esigenza di voler mostrare il proprio  territorio attraverso artigiani del gusto, attraverso la terra, le colline e il mare e volerlo fare in maniera preparata, attraente, stimolante rappresenta sicuramente un tratto distintivo di quello che è un progetto tutto al femminile, ma con gli attributi!
Un vero e proprio invito a cena, di quelli ai quali è davvero difficile dire di no, quello proposto dalle Marchese:

“Mettiti comodo, togliti le scarpe, se ti va. Prendi un bicchiere di vino, goditi il crepuscolo
che colora le colline. Rilassati. Lo senti il profumo del cibo sul fuoco?
Intanto che ti raccontiamo una storia, ruba due mazzetti di erbe dai vasi sul terrazzo. Ridi, divertiti, stupisciti, emozionati. Riempi il calice e goditi la serata. Sei in buone mani, sei nelle Marche”

Se il mio motto, nonché hashtag ufficiale di WineBlogRoll, è #WineIsSharing quello delle Marchese del Gusto è  più un gioco di parole, ovvero "sex-tainable", che vuol significare “sostenibilità sexy”.

In breve: si parla di produttori locali, ricette home-made, specialità che identificano un luogo, il più possibile sostenibili dal punto di vista economico e ambientale. Insomma pura genuinità!
Il tutto fatto con un filo di ironia, ma anche in maniera “sexy”, ovvero attraente, col sorriso sulle labbra, rendendo la comunicazione gastronomica briosa e femminile. Si parla di artigianato, dell'agricoltura che si nasconde dietro una ricetta, di mani sporche di farina, ma perché farlo in maniera sciatta e sbiadita?!?
Questo è quello che rappresenta l'hashtag #sextainable, che vi consiglio di usare, magari in abbinamento a #wineissharing!

Tutti, ormai, sanno quante siamo le potenzialità turistiche ed enogastronomiche di una regione come le Marche, eppure, il primo limiti della mia regione natìa sta proprio nella carenza di qualcuno che sappia comunicare al meglio un territorio ed i suoi prodotto d'eccellenza. 
Il concetto è quello che porto avanti da tempo in questa stessa "sede": la comunicazione deve mirare a diventare sinonimo di intelligenza, educazione, scoperta. Il modo migliore per incuriosire e informare è quello di raccontare storie, mettendoci la faccia il più possibile.
Fondamentale per queste ragazze appassionate di cibo, cucina e Vino, avere un calice in mano è un momento magico, in quanto non si sta solo bevendo un Vino, bensì stai per incontrare un amico!

Si, perché nasce un legame che può durare per sempre... ti ricordi di un'emozione o del produttore che c'è dietro l'etichetta o di un luogo visitato o ancora di alcune sensazioni indotte dal contesto o dal tuo proprio stato d'animo di quel frangente.
Avere un calice in mano è come partire per un viaggio, un meraviglioso viaggio!
Dicono che il Vino aggiunga un sorriso all'amicizia e una scintilla all'amore: si, il vino, per le Marchese e' sorriso, è amore, e' amicizia... è tanto cuore!
Pochi manierismi, molta emozione. Poca teoria sterile e molta conoscenza pratica.

Insomma, queste Marche del Gusto sono attivissime e pronte a confrontarsi ed a condividere con Voi qualsiasi informazione riguardo al Vino, alla gastronomia ed a qualsiasi altra dinamica legata al territorio delle Marche.

Ora sapete dove citofonare se avrete voglia di chiacchiere e di un profumo buono, proprio come le vicine della porta accanto che ti accolgono in jeans, maglietta e un calice di Vino in mano.

Seguite le peripezie di queste 6 scalmanate comunicatrici del cibo e del Vino... sono certo che non ve ne pentirete! Io lo farò anche tramite la loro pagina facebook: www.facebook.com/lemarchesedelgusto!

F.S.R.
#WineIsSharing

martedì 23 giugno 2015

I migliori cavatappi - dal più semplice a quelli per i tappi più vecchi

Ieri ho postato su facebook uno dei miei nuovi acquisti, che si va ad aggiungere alla folta schiera di “attrezzi” da Vino che ho accumulato nel corso degli anni, da winelover accanito quale sono!
Si tratta di un cavatappi, particolare, che, a giudicare dai commenti che ho ricevuto, in molti non conoscono, quindi ho pensato potesse essere interessante e divertente buttar giù due righe proprio in riferimento ai cavatappi più utili, almeno per il sottoscritto, cercando di evitarvi la solita premessa storica che, comunque, vi invito a cercare in qualsiasi sito e blog più razionale e logico del mio, perché sapere che forse il cavatappi è stato inventato nel '400 potrebbe esservi utile durante una cena, per rompere il ghiaccio... ma togliete il forse, mi raccomando! :-p

Scherzi a parte, quello che farò sarà elencarvi le tipologie di cavatappi o anche "tirabusciò" o "tirabusciòn", dal termine francese tire bouc (in inglese corkscrew ed in spagnolo sacacorchos) che potrebbero tornarvi utili durante le vostre stappate più o meno memorabili!

Cavatappi a leva ed a doppia leva: probabilmente i più comuni (dopo il classico cavatappi a T spauracchio dei winelovers, ma presente per anni in ogni cassetto di ogni singola cucina italiana e non solo) ed i più democratici, in quanto vantano una buona affidabilità e duttilità ed anche se necessitano di un minimo di destrezza ed esperienza, non sono affatto difficili da utilizzare. Sicuramente quello a doppia leva, che riduce ancor più lo sforzo, è ad oggi il più apprezzato dai Sommelier e dai camerieri (tanto che gli inglesi e gli americani lo chiamano “l'amico del cameriere -> “the waiter's friend). Unica pecca, non risulta essere il massimo per bottiglie invecchiate (ovviamente tappate a sughero), in quanto l'azione del verme, essendo molto invasiva, rischierebbe di rompere il tappo.

Esiste una variante moderna e davvero comodissima per i neofiti, ovvero lo Screwpull, un cavatappi a leva molto più ingombrante, ma capace di ridurre al minimo lo sforzo e di adattarsi a qualsiasi bottiglia. Io personalmente, non lo uso, in quanto priva il rito dell'apertura di gran parte dell'emozionalità data invece dagli altri, senza dare un risultati così particolarmente unici da renderlo indispensabile.

Levatappi Campagnolo: cito un vero e proprio pezzo di storia del Vino e del Design made in Italy che io ho acquistato sullo store online nandida.com, ovvero un levatappi che riprende fedelmente le forme dello strumento che ha stappato in assoluto più bottiglie nelle case italiane.

Un oggetto artigianale di grande valore intrinseco, che vede ogni fase della sua lavorazione svolgersi in Italia, nello specifico a Vicenza, ma la cosa più importante è che, per quanto i sommelier non siano soliti usare questo modello, nel suo design è racchiusa una tecnologia atta alla miglior performance: una campana telescopica autocentrante posiziona il vermiglione esattamente nella parte centrale del tappo: una volta avvitato il vermiglione, le due leve fanno uscire il tappo con facilità e delicatezza.
Si evita così di dare scossoni alla bottiglia e di sollevare i sedimenti tipici dei vini invecchiati. Inoltre, il cavatappi campagnolo è concepito in modo da non forare mai la parte inferiore del tappo, evitando la caduta di pezzi di sughero nel vino.
levatappi big campagnolo
Cavatappi a lame o bilame: questo è il cavatappi che io chiamo “salvavita”, in quanto si tratta dell'ultima chance quando non riuscite a stappare una bottiglia particolarmente invecchiata con il cavatappi a leva (anche se io consiglio di non provare neanche ad entrare con il verme, quando avete anche soltanto l'impressione che il tappo possa richiedere il bilame). Il cavatappi a lame entra tra il vetro ed il sughero con due lame di diversa lunghezza ed è in grado, con un movimento rotatorio, si estrarre dolcemente anche il tappo più logoro. Sicuramente il meno invasivo, ma attenti a non spingere il tappo in giù mentre inserirete le lame (che vanno inserite in rigorosa sequenza e senza movimenti bruschi).
In USA è possibile reperire una variante del bilame che comprende anche la vita o verme e si chiama Durand Ah-So Wine Opener o Corkscrew. Sono certo che prima o poi qualche lungimirante rivenditore lo importerà anche in Italia ed io sarò il primo ad acquistarne uno!

Cavatappi ad ago o a pressione (anche a pompa d'aria o stantuffo): questo è il cavatappi che ha ispirato il mio articolo e che ho appena acquistato nella sua versione for dummies, ma anche quella più affidabile, in quanto provvista di una struttura in plexiglass (vedi foto) che permette di centrare perfettamente il tappo con l'ago e di non compiere movimenti bruschi, tenendo fermo il collo della bottiglia durante l'azione. Il funzionamento è semplicissimo: l'ago affonda del tappo e con un'azione di pompaggio andrete ad immettere aria all'interno della bottiglia, nella quale aumenterà la pressione che farà delicatamente sollevare il tappo con la sola spinta del cuscinetto d'aria formatosi. Anche questo modello può salvarvi in casi di tappi ostici!
Cavatappi elettrico: io ce l'ho, mi è stato regalato, altrimenti … lo ammetto... non credo l'avrei mai acquistato, in quanto davvero povero di emozionalità e troppo “fighetto”, ma devo ammettere che in casi di cene informali tra amici durante le quali ci sono molte bottiglie da stappare, mi fido di più nel far stappare una bottiglia ad un amico, principiante, con questo modello che con il cavatappi a leva... non parliamo degli altri! Poi... dai... il mio si illumina anche! :D Scherzi a parte... se non ve lo regala qualcuno non vi affannate a cercarne uno, potete farne tranquillamente a meno!

Mi scuso con tutti i produttori di produttori di questo Wine Toy, ma c'è addirittura qualcuno che l'ha scambiato per un “Sex Toy”!

Spero che questa ennesima condivisione vi sarà utile per stappare le vostre bottiglie, comprese quelle più ostinate e delicate e che vi divertirete quanto me a collezionare questi stupendi esempio di come l'acume e l'ingegno umano possano agevolare la vita di questa strana, ma meravigliosa razza di esseri umani, ovvero quella dei winelovers.

Ah... quasi dimenticavo... vi lascio con un extra bonus, ovvero alcune infografiche divertenti su come stappare una bottiglia di Vino senza cavatappi con metodi non convenzionali!



Fonte: http://www.wikihow.com/






F.S.R.
#WineIsSharing



lunedì 22 giugno 2015

I Libri sul Vino per la vostra estate


E' appena iniziata l'estate e come il più classico degli italiani medi - con un po' di curiosità e con la nausea da smartphone - mi ritroverò, spero, presto sotto un ombrellone con il mio libro fra le mani.

E' proprio ai libri dell'estate che ho deciso di dedicare questo articolo, consigliandovi, ovviamente, alcuni titoli in stile 50 sfumature che svolteranno la vostra estate! Dai sù... ma vi pare?!? Ovviamente quelli che ho selezionato per Voi sono libri dedicati al Vino, ma di generi e stili completamente differenti, perfetti per le vostre vacanze estive, ma ugualmente apprezzabili durante tutto l'anno!



I Miti del  Vino

Luigi Veronelli - Vita troppo corta: Luigi Veronelli (1926-2004), primo grande divulgatore in campo enogastronomico noto per i suoi scritti e per le sue battaglie a favore della civiltà contadina (non ultime quelle in difesa dell'olio extravergine d'oliva o a favore delle Denominazioni Comunali), viene rievocato attraverso una selezione di articoli e interventi scritti in quasi cinquant'anni di carriera durante le sue innumerevoli collaborazioni a giornali e trasmissioni televisive. È un libro-puzzle, a frammenti rigorosamente in ordine alfabetico (l'unica regola mai infranta da Veronelli: "Esiste l'alfabeto, è così semplice, così chiaro, così condiviso") e ricomponibili attraverso il suo rapporto speciale con il vino, la lettura, la scrittura, la donna, le arti e la filosofia. Aneddoti e citazioni (appunti, disegni, parole, molti gustosamente inediti) si intrecciano a riflessioni e cronache. Libri e trasmissioni televisive, interventi a convegni, improperi, poesie, anagrammi. Tutto convive in questo volume sulla personalità di Veronelli che i due autori, a lui tanto vicini, hanno organizzato in modo da far uscire un ritratto fedele del Veronelli reale, egocentrico e generoso, puntiglioso e permissivo, istintivo e logico, in una parola complesso.


Vino al Vino - Mario Soldati: in questo volume l'indimenticato Mario Soldati racconta i suoi tre viaggi attraverso tutta l'Italia alla ricerca dei Vini genuini, alcuni famosi, altri noti, altri "scoperti" da Soldati stesso. Ma questa non è una semplice guida enologica: è un libro che parla di paesaggi, di uomini, di case, ville e castelli, incontrati e amorevolmente scrutati in un itinerario alla ricerca di una civiltà autentica, legata alla terra e al clima, che ha nel vino uno dei suoi prodotti più sinceri, frutto dell'equilibrio tra natura e cultura. Davvero una piacevole lettura! Un Viaggio, anzi 3 viaggi dentro e tutto intorno al Vino, raccontati da una grande penna.

Sapere di Vino - Giacomo Tachis: Giacomo Tachis è stato per oltre trent'anni il direttore tecnico di Antinori. Membro dell'Accademia dei Georgofili e prolifico collaboratore di riviste del settore vitivinicolo, è universalmente noto per aver creato tre fra i vini "super tuscan" più famosi al mondo, il Sassicaia, il Tignanello e il Solaia. Con stile schietto e appassionato, Tachis ci accompagna in un viaggio pieno di sorprese tra vigneti, tradizioni storiche e geografiche, cultura gastronomica e creatività made in Italy, per svelarci tutti i segreti dei Vini, dalla selezione delle migliori terre alla viticoltura, dalle tecniche di invecchiamento alla degustazione. Affiancando competenze tecniche a una grande erudizione umanistica, ci fa conoscere e apprezzare gli aspetti più interessanti di una cultura millenaria come quella vinicola. Lo sguardo di Tachis è però rivolto anche al futuro: la scienza e la tecnica hanno infatti migliorato negli anni recenti la produzione vitivinicola, sia con l'ausilio della microbiologia, sia attraverso la diversificazione dei vasi vinari utilizzati. Tuttavia, ci ammonisce l'autore, occorre battersi contro le mode effimere e gli inganni del marketing. Il Vino, ci dice in fondo questo libro, è il risultato di una storia e di una cultura che hanno radici antiche; la scienza enologica, così all'avanguardia oggi, può offrire di certo un grande valore aggiunto, ma solo se utilizzata con intelligenza e competenza.

Gravner - Coltivare il Vino - di Stefano Caffari, Alvise Barsant (Autori) e B. Ursic, M. Benson (Traduttori): "Non ho trovato un altro modo per raccontare Josko Gravner che descrivere il suo modo di stare nel mondo. Non ho trovato altro modo di farlo se non con una serie di cerchi: a volte eccentrici, a volte sbilenchi, a volte nascosti. Ma nella storia di Josko tutto torna: il suo vino è il suo pensiero, e il suo pensiero è il suo modo di stare nel mondo."

Degustazioni/Guide

I giorni del vino. 365 assaggi meditati e raccontati - Paolo Massobrio: grandi rossi, bianchi da amare, bollicine spumeggianti. Vini che segnano un'idea, un territorio, una tradizione. In queste pagine, una per ogni giorno dell'anno, Paolo Massobrio racconta i suoi assaggi, intrecciando a vizi e virtù di ogni singolo vino aneddoti, consigli, curiosità. Perché certi sorsi, per lui, sono e devono essere memorabili. Distilla gusti, sensazioni, sapori, ma soprattutto storie di uomini e di luoghi che attorno al Vino hanno portato avanti quella che è una vera e propria civiltà, su cui sono fondate comunità, mestieri, paesaggi.

I racconti (e i consigli) di Doctor Wine - Daniele Cernilli: Da trent'anni il Vino italiano ha conosciuto una rinascita che lo ha portato ai vertici in tutto il mondo. Fino a generare mitologie e riti insopportabili. Daniele Cernilli di questa storia è stato testimone attivo. Ha frequentato i protagonisti di oggi quando erano giovani con un sogno e basta. È stato poi la Guida dei Vini del Gambero Rosso. Oggi è il sorridente, competente Doctor Wine. E ha deciso che era tempo di fare un bilancio. Di raccontare la verità, la storia di quei ragazzi e ragazze che "fecero l'impresa". E insieme distillare, da trent'anni di incontri cantine assaggi e valutazioni, una guida utile per chi vuole orientarsi tra prezzi e bottiglie famosissime o sconosciute. Per chi cerca una qualità indiscutibile, ma senza timore reverenziale verso nessuno, e liberandosi allegramente di ogni dipendenza dalle mode.

I profili del vino. Alla scoperta dell'analisi sensoriale - Mario Ubigli: con questa terza edizione il volume è stato arricchito con due capitoli che approfondiscono argomenti in cui si sentiva la mancanza di una sintesi-guida, almeno in Italia: il rapporto vino/tappo e l'assaggio dell'uva. Il primo illustra l'approccio agli odori e ai problemi che l'utilizzo del tappo per la chiusura della bottiglia può comportare. La valutazione di questi odori, molti dei quali sono fattori di deprezzamento, in quanto purtroppo si tratta spesso di difetti, ha raggiunto uno stadio in cui si avverte l'esigenza di un'organizzazione dell'assaggio, di un'articolazione strutturata secondo criteri d'interesse per chi si occupa di analisi sensoriale. L'altro capitolo riguarda l'assaggio dell'uva da Vino, tecnica recente, ma ormai collaudata, che ha acquisito i connotati di un metodo. Si discutono qui le problematiche e le prospettive sperimentali e di applicazione che quest'attività sensoriale comporta.

Libri su Viticoltura, Biologica, biodinamica, naturale e dissidente


Resistenza Naturale - Jonathan Nossiter: dieci anni dopo "Mondovino", Jonathan Nossiter racconta l'urgenza e le sorprese di una nuova resistenza italiana: nel Vino, nell'agricoltura e nel cinema. Scopre un movimento di vignaioli e agricoltori 'naturali' che ci offre speranza e gioia tramite la ribellione contro un sistema politico-economico che omologa e avvelena la produzione agroalimentare. Vivendo come molti di noi sognerebbero, Corrado Dottori e Valeria Bochi (La Distesa), Elena Pantaleoni e Giulio Armani (La Stoppa), Giovanna Tiezzi e Stefano Borsa (Pacina) e Stefano Bellotti (Cascina degli Ulivi), nuovi contadini in fuga dalla città, lottano per l'autenticità, la biodiversità e la libertà. E il Vino, con la sua forza vera e simbolica nella nostra cultura, diventa portavoce di una denuncia che investe tutta la catena di produzione alimentare. "Resistenza naturale" intreccia la forza documentaria di un mondo affascinante ma nascosto con le finzioni del passato e del presente, risvegliando il ribelle sopito in ciascuno di noi.


Best Biodynamic Wines - Monty Waldin: In questo libro che non vuole essere solo una mera guida ai migliori Vini biodinamici, Monty Waldin, uno dei più acclamati esperti di biodinamica in Europa e non solo, spiega perché uve coltivate sulle viti che sono realmente in contatto con loro suolo, che non sono intaccata da concimi e pesticidi, possano dare vini intenso e dal sapore ben definito. Un Vino che sappia davvero del proprio terroir! Monty parla dei migliori vigneti e vignaioli biodinamici, con frammenti delle loro storie individuali e pratiche, e suggerisce Vini che secondo lui fungono da riferimento per questo filone.

Natural woman. La mia Sicilia, il mio vino, la mia passione - Arianna Occhipinti: era solo una ragazza siciliana di ventidue anni quando piantò la sua prima vigna. Arianna poteva scegliere qualunque destino possibile, invece ritornò nella sua amata Iblea, la regione intensa e calcarea da cui molti siciliani, nei decenni passati, se ne andarono per sempre. Decise che sarebbe diventata un agricoltore. O meglio, un viticoltore. Scelse un mestiere maschile e antico per esprimere al meglio la sua forza di giovane donna. Oggi Arianna ha trent'anni e il suo vino naturale è considerato tra i migliori al mondo. Questo libro è un diario sentimentale. Un viaggio attraverso le tappe della sua avventura di wine maker, le persone che le hanno insegnato a lavorare la terra, quelle che hanno sostenuto il suo vino, gli affetti che l'hanno fatta crescere. "Natural Woman" è la storia di una passione, ma soprattutto di una certezza. La convinzione che nel Frappato, nel Nero d'Avola e nel Cerasuolo che produce ci sia tutta se stessa: la determinazione, la gioia, la ruvidità e la fragilità di una ragazza che sta ancora maturando, ma anche le contraddizioni e le rinunce, la fatica di sentirsi soli a contatto con la terra. In fondo, l'idea che il vino non possa essere altro che qualcosa di naturale e vivo.


La Vigna il Vino e la Biodinamica - Nicolas Jolly: Nicolas Joly ci introduce nel mondo della coltura biodinamica. Solo confrontandoci con la complessità di un sistema vivente, i cui confini vanno ben oltre l'immediatamente sensibile e visibile, prendendo coscienza dei legami che ci uniscono a questo sistema potremo guardare alle piante, alla vite in particolare, al suo slancio vitale verso la luce, alle sue radici affondate profondamente nel suolo, al suo frutto e al Vino che facciamo con occhi davvero nuovi.


VIGNE, VINO, VITA: i miei pensieri naturali - Lorenzo Corino: Lorenzo Corino è un personaggio che ho avuto il piacere e l'onore di conoscere e con il quale ogni confronto abbia il potere di lasciarti dentro qualcosa di nuovo e di vivo, in quanto capace di continuare a crescere con la curiosità e l'interesse nell'approfondire ogni suo punto di vista riguardo l'agricoltura e la viticoltura nello specifico, sempre molto equilibrato e ponderato.
Questo libro vuole dare una forma organica a quanto scritto da Lorenzo Corino, delineando il suo pensiero non solo in riferimento al vino e alla vigna, ma anche più largamente, all’agricoltura. Il lettore attento ri-scoprirà altri modi di intendere la nostra interazione con la terra, senza per questo incorrere in “sogni utopici”, ma tenendo sempre presente la sostenibilità economica dell’azienda agricola.

Non è il vino dell'enologo. Lessico di un vignaiolo che dissente - Corrado Dottori: Corrado Dottori è un vignaiolo che produce Verdicchio e non solo sulle colline marchigiane. È approdato alla vigna dopo essersi licenziato da un posto garantito in una grande banca internazionale. E oggi fa il contadino. Cosa significa fare ed essere un agricoltore agli albori del Terzo millennio? Come si fa agricoltura? Cos'è un ambiente? Quali sono le relazioni tra un coltivatore e un sistema vivente quale la vigna? Quale vino produrre? Con quali tecnologie e per ottenere quale gusto? Questo lessico per un'altra "contadinità" ne è la risposta. Un viaggio dentro il mondo della vigna e dentro la vita di chi se ne prende cura. Che passa per la cantina e gli scaffali di vendita. Per la critica del gusto e la storia della produzione viti-vinicola nel Novecento. Per l'enologia e Luigi Veronelli. Per le grandi fiere del vino e i terroir. Una riflessione lungo i sentieri che partono dalla "natura" e sfociano in un prodotto di "artificio" quale una bottiglia di vino. Articolato nella forma di un lessico, questo libro è anche il racconto di ciò che definisce il mondo del vino ma che non trova spazio nelle guide o nei manuali sul bere. E per leggerlo, non serve essere esperti, conoscitori, bevitori o sommelier, basta lasciarsi andare alla linfa che scorre in queste pagine e che ci trascina da un tralcio di vite a una diversa visione dell'ambiente e della natura, a un'ecologia tutta da costruire.

Gli Atlanti del Vino

Atlante Mondiale dei Vini - Hugh Johnson, Jancis Robinson: Questa nuova edizione dell'"Atlante mondiale dei vini" mette i lettori, vecchi e nuovi, a confronto con il panorama vitivinicolo più attuale. Molte cose sono cambiate dall'ultima edizione del 2007. I cambiamenti avvenuti nel clima, nelle tecniche di vinificazione, nelle mode, nei luoghi di produzione sono tutti trattati in questo volume interamente rivisto e aggiornato. Lo spostamento dai vitigni internazionali più noti e diffusi verso varietà locali meno conosciute è diventata una tendenza generale: il vino che esprime la sua precisa collocazione geografica è ancora una volta in primo piano, il che rende questo atlante più utile che mai. L'importanza crescente delle regioni a clima più fresco, via via che gli effetti del cambiamento climatico diventano più evidenti, e la crescita della Cina, non solo come nazione consumatrice ma anche come produttrice, sono solo due dei tanti temi trattati. L'"Atlante mondiale dei vini" annovera oltre 200 mappe regionali: la costa della Croazia, la Cachezia in Georgia, Canterbury in Nuova Zelanda, Swartland in Sudafrica, la Virginia negli Stati Uniti e Ningxia in Cina sono solo alcuni esempi delle aree descritte in dettaglio per la prima volta in questa edizione


Atlante dei territori del Vino italiano - Enoteca Italiana di Siena: l'Atlante, edito da Pacini Editore insieme all'Enoteca Italiana di Siena, con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e l'Istituto Geografico Militare, fornisce uno strumento agile e comprensibile per conoscere la realtà vitivinicola italiana utilizzando come criterio guida i più significativi elementi alla base di un terroir e realizzando una nuova, originale unità di lettura del territorio vitivinicolo italiano: le macroaree.



Atlante geologico del Vini d'Italia - Aa. Vv.: il Vino è un frutto della terra. La natura del suolo determina in misura essenziale le qualità del prodotto finito: aromi e gusto di un calice in degustazione. Banale solo in apparenza, questo tema è al centro del nostro progetto: "l'atlante" è un'opera per un pubblico scelto e competente di tecnici e grandi cultori del vino. Un volume di consultazione per chi voglia approfondire i grandi vini italiani in modo senz'altro più tecnico, ma sempre accessibile. Si affronta il tema vitivinicolo: dalle Alpi all'estremo meridione, passando in rassegna i nostri vini migliori, vediamo quanto incida (non meno del clima e della lavorazione) la qualità del suolo agricolo. E in chiusura di ciascun capitolo, degustiamo quattro bottiglie per ciascuna Doc o l'ancor più selettiva DOCG, controllata e garantita, evidenziandone le note tipiche riconducibili al fattore-suolo: è la prova del nove. Nella introduzione, chiariti i concetti essenziali, scorriamo la carta geologica italiana per collocarvi le principali aree viticole. Passiamo quindi in rassegna i 35 vitigni autoctoni e i 5 internazionali che sono l'anima dell'infinità varietà della nostra produzione. Quindi di area in area, Barolo, Asti, Franciacorta, Prosecco, Collio, Cinque Terre, Chianti, Brunello, Bolgheri, Verdicchio, Cannonau e avanti ancora fra le DOC e DOCG, uno alla volta, ciascun territorio è velocemente schedato a analizzato dagli autori.

Romanzi sul Vino

Vino, amore e una lenta milonga: Un romanzo sull'attesa, sull'amore (ai tempi di internet) e sul vino - Massimo D'Onofrio: Vino, amore e una lenta milonga è un romanzo sensoriale. Si incontra l’amore attraverso molteplici sfumature: i rapporti, il vino, il sesso, il territorio, la musica. Strutturato da tre capitoli con prospettive e ambientazioni totalmente diverse: Milano e una partenza, Val d'Orcia e un incontro, Campania e un'attesa del tutto surreale. Ciò che emerge è la predisposizione delle buone intenzioni a scontrarsi con il fato e le tentazioni. Carl Gustav Jung ha detto: «In ognuno di noi c’è un altro che non conosciamo». Chi sceglie?

In differenti circostanze i protagonisti del romanzo si trovano a degustare Vini italiani: Franciacorta, Brunello di Montalcino e Aglianico.

Il quarto capitolo è una panoramica professionale sulla degustazione del vino, pensata per chi ama il vino italiano e per chi vuole avvicinarsi alla degustazione. Realizzato in collaborazione con una esperta sommelier italiana, Adriana Gulizia.

Il romanzo del vino - Di Roberto Cipresso, Giovanni Negri, Stefano Milioni: Se in ogni tempo e in ogni luogo la civiltà è cominciata con una vigna, è perché niente è vivo più del Vino. Il Vino comprende, sogna, ricorda, progetta. E racconta. Di piccoli casolari nel Chianti e di moderne Babele come New York e Parigi. Di come mille status symbol non valgano un omino novantenne di Montalcino che sa dire di ogni bicchiere da quale vigneto proviene. Di come, dalla Roma dei Cesari a oggi, il Vino si sia fatto persuasione, politica, persino religione. Di come uomo e vino abbiano imparato ad addomesticarsi a vicenda, anche grazie a un maledetto ragno. Di vini supponenti per 400 anni di storia e di vini umili dopo 2000 anni di vita. Di un giro del mondo in 80 terre per incontrare il dottor Merlot, il tennista Chardonnay, i cugini Cabernet, e apprendere che la Sicilia è madre dell'Australia. Di come il piacere del bere e il piacere dell'amore spesso si assomiglino, sino a confondersi. Un viaggio nella storia e nella filosofia del Vino, della vite, e della vita.

Il romanzo del Sangiovese - Andrea Zanfi: Il racconto di una vita, quella del Sangiovese. Un approccio inconsueto per un libro che intende raccontare la storia, la fortuna e le disgrazie di questo grande uvaggio, facendone il protagonista della trama di un romanzo. Il Sangiovese diventa persona, o meglio, lo scrittore Andrea Zanfi si cala nei panni del "personaggio Sangiovese. Sarà lui, in prima persona, a raccontare la vita, i luoghi di nascita, gli incontri e i territori del suo peregrinare. Sarà lui a riportare aneddoti ed episodi accaduti con i tanti personaggi che hanno fatto dell'incontro con il Sangiovese la loro ricchezza o la loro miseria. Il romanzo sarà quindi la storia di un "uomo" che ripercorre le tappe della propria esistenza, in un viaggio attraverso i tanti luoghi che hanno conosciuto la coltivazione di questa straordinaria uva, contesa e divisa tra Toscana ed Emilia Romagna. Un viaggio da costa a costa durante il quale il Sangiovese saprà raccontarsi ai lettori e svelarsi a se stesso.

Filosofia enoica

Bevo dunque sono. Guida filosofica al Vino - Roger Scruton: "Hegel è il mio eroe tra i filosofi, e non posso mai pensare alla sua giustificazione della proprietà privata come il giungere alla coscienza dell'io libero senza visitare la cantina per trovarne una conferma istantanea ", per esempio un Chianti classico di Vignamaggio, "dove nacque la Monna Lisa di Leonardo". Ma se invece vi tocca qualche volume di Tommaso d'Aquino, resistete piuttosto con quel "Montepulciano d'ogni vino re" celebrato a suo tempo da Francesco Redi. Peggio ancora se vi imbattete nel "gergo'' insopportabile di Husserl, affidatevi al più forte sturabudella che avete! Insomma, c'è una bevanda per ogni filosofo, dall'acqua fresca al vino spumeggiante, e a quest'ultimo vanno prevalentemente le simpatie di Roger Scruton in questo libro ancor più provocatorio del solito. Il suo è un ironico omaggio al dono di Bacco e anche alle trappole della metafisica - ben lontano dall'irritante prolissità con cui i cosiddetti esperti scrivono di vino e di generi affini, ma attento alla dialettica della storia che nei secoli ha unito vino e civiltà.

Libro divertenti sul Vino per neofiti

Vino for Dummies - Ed McCarthy, Mary Ewing-Mulligan: il modo più semplice e veloce per conoscere e gustare il vino. Appassionati di vino novelli e non, brindiamo! Il libro sul vino per eccellenza si rinnova. Se siete esperti, Vino for Dummies vi aiuterà a capire tutto ciò che dovete sapere e ad accrescere le vostre conoscenze. Se invece vi avvicinate al vino per la prima volta, capirete cosa vi siete persi finora e come intraprendere il viaggio nel meraviglioso mondo del vino. Fondamentali: scoprite le uve più usate, i tipi principali di vino, la denominazione dei vini e qual è il modo corretto per procedere all'assaggio. - Fare bella figura: come acquistare i vini, leggere la carta dei vini al ristorante, stappare anche le bottiglie più ostiche, e abbinare vino e cibo - Un po’ di storia: un viaggio nelle maggiori regioni vinicole d’Europa: Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Austria e Grecia - Diventare degli appassionati: imparare a descrivere e a giudicare i vini, a conservarli correttamente e a sviluppare una vera e propria passione.

Extra:

Vino Rosso Tacco 12 - Adua Villa: Gilda ha un lavoro diverso da tanti altri: la sua professione è wine taster. Il suo sogno, invece, la accomuna a mille altre donne: trovare l'Uomo della Vita che, nel suo caso, deve essere come la cantina ideale, un mix di etichette italiane e francesi, per soddisfare ogni capriccio. All'esame gustativo dovrà risultare equilibrato, fine, amabile, morbido, fresco, armonico e maturo; a quello visivo consistente e brillante, caldo come il rosso rubino; all'olfatto speziato, intenso e complesso. Sembra facile, ma anche per una degustatrice in tacchi a spillo trovare un compagno davvero Doc è questione di tanto gusto, pazienza e, naturalmente, un pizzico di fortuna. Spinta dal desiderio di assaggiare la vita e le occasioni che si presentano, Gilda, avvenente ma ironica, baldanzosa ma fragile, gira il mondo sulle strade del vino e condivide dubbi, speranze, consigli con le amiche di sempre: Lara e Adriana. Tra amorosi incontri e illusioni svanite, la protagonista racconta con identica passione i vini che saziano anima e corpo (e, da esperta, i più adatti a ogni occasione) e l'uomo che riempie il suo cuore (sarà davvero Lui stavolta?).

Ci sarebbero molti altri titoli da citare e ciò che conta, a prescindere da quelli che io ho avuto modo di leggere e che ci tenevo a consigliarvi (molti li riprenderò molto volentieri in mano quest'estate), l'importante è che leggiate qualcosina di interessante! Lungi da me fare la bigottissima predica all'italiano medio che non legge o che legge solo robette di poco conto sotto l'ombrellone, ma dato che se state leggendo questo articolo al 99% siete dei Winelovers accaniti, mi sembrava opportuno condividere con Voi qualche piacevole ed interessante lettura sul nostro amato Vino.
Concludo dicendo che, per quanto io ami sfogliare la pagine e difficilmente rinuncerei al libro cartaceo, molti dei titoli sopracitati sono scaricabili anche in formato e-book, che, se vogliamo dirla tutta rappresenta anche una soluzione ecosostenibile, ma, ripeto... pur essendo un Wine Blogger e vivendo in simbiosi con palmari, tablet, smartphone e computer l'esperienza sensoriale ed emozionale data da un libro in carta ed inchiostro non è ancora stata raggiunta da nessuna tecnologia odierna.

Poi, però, non dimenticatevi che oltre ai libri ci saranno anche i miei articoli ad aspettarvi e se non li leggerete sotto l'ombrellone, leggeteli prima di andare a letto (come so fanno molti di Voi), la mattina al posto del quotidiano mentre bevete un buon caffé o quando siete in bagno, invece di leggere quelle riviste di gossip o le etichette dei bagnoschiuma e dei detersivi, magari beccate un post che vi stimoli, non si sa mai!

Scherzi a parte... buon estate a tutti!

F.S.R.
#WineIsSharing


Fonte Sinossi: Amazon.it

venerdì 19 giugno 2015

A confine fra Veneto e Friuli con i Vini coerenti ed eleganti dell'azienda Rigoni Sala

Venite con me, oggi andiamo a Chiarano, un piccolo paesino della provincia di Treviso, a cavallo tra le regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.
E' proprio a Chiarano che, nel lontano 1966, nasce l'azienda Rigoni Sala, una piccola realtà che crede ancora nei principi e nei valori della viticoltura di famiglia.
Con i suoi 20 ettari circa di solo ed esclusivo vigneto, l'azienda si estende in una lussureggiante zona di terra di confine tra le 2 regioni. Terreno ricco di sali minerali che fungono da coadiuvanti nello sviluppo di una finezza e di un'eleganza importanti nei loro Vini.
Il suo nobile fondatore, Antonio Rigoni, fin da giovane coltivò la passione per la propria terra, edificata sulle solide fondamenta dell'amore della sua numerosa famiglia e per la forte appartenenza alle sue origini contadine. Passione che trasmise ai suoi figli, ed ai figli dei suoi figli i quali, attualmente, si dedicano con laboriosità, professionalità, dinamismo e passione, alla conduzione di questa realtà agricola che mi ha colpito per stile contemporaneo ed elegante sia nell'immagine che nel contenuto, pur essendo fortemente radicata nel rispetto di una passato che merita di persistere ancora oggi, come ricordo, ma anche come monito per il perseguimento della retta via, impostata dal fondatore.
Gianni, assieme alla figlia Silvia ed a Fabio il genero, lavorano assiduamente per il miglioramento qualitativo della produzione vitivinicola, adoperando, in campagna, gli strumenti più idonei le più moderne tecniche per la " naturale "coltivazione della vite. L'ottenimento di uve sane e mature, dall'intatta componente aromatica, sta portando l'azienda ad una sempre più attenta e rispettosa gestione delle vigne.
L'obiettivo, da sempre, è quello di imbottigliare e portare sulle nostre tavole e sui banchi di assaggio Vini che non siano statici nella loro qualità e nella loro prospettiva, bensì che puntino a migliorarsi di anno in anno, giocando sulla struttura piena e corposa, sulla mineralità sapida ed elegante derivante dal terroir, su una morbida freschezza ed uno stile che possa essere riconoscibile, pur non manifestando tratti distintivi eccessivi e disequilibrati.


A tal fine c'è bisogno di un aggiornamento continuo delle tecniche di vinificazione, ed una ricerca capillare nel miglioramento della tecnologia di cantina che, anno dopo anno, viene ad essere costantemente e sistematicamente rinnovata negli aspetti che possono conferire maggior purezza e pulizia al frutto del lavoro fatto in vigna.

Sono quattro le etichette che ho avuto modo di assaggiare per me e per Voi e premetto che mi è molto piaciuta l'elegante coerenza riscontrata in tutti e quattro gli assaggi:

Incrocio Manzoni 6.0.13 IGT 2014: ormai ho avuto modo di scriverlo spesso e volentieri... a me gli incroci piacciono, mi intrigano ed in alcuni casi, come in questo Manzoni (6.0.13 è il codice relativo a questo specifico clone ideato dal Prof. Luigi Manzoni), ci trovo delle risposte umane a dei dubbi imposti dalla Natura. Sembra un controsenso parlare di incrocio in purezza, ma in realtà quasi tutte le uve utilizzata, anche in purezza anche autoctone, ormai sono frutto di una clonazione, e questo è, a mio parere, il risultato di un ottimo lavoro d'equipe fra uomo e Natura. Riesling Renano e Pinot Bianco, insieme in un solo acino, riescono ad amalgamarsi in modo equilibratissimo, compensando lacune dell'una e dell'altra varietà originaria e levigando gli eccessi (vedi la finezza delle note "rieslinghiane" di idrocarburi espresse da questo Vino in particolare).
Un Vino che trasla il suo equilibrio al naso fino al sorso, che si sviluppa in una lineare freschezza e dimostra una gran bella beva. Lungo quanto basta per arrivare al subitaneo sorso successivo, soprattutto d'estate!

Prosecco Brut DOC Millesimato 2014: davvero un buon prosecco che, anche per me che sono un amante di altri "metodi" in quanto a bollicine, si fa apprezzare per equilibrio aromatico e gustativo.
Fresco nei profumi e nel sorso, minerale e divertente, ma al contempo molto elegante.
Non il solito meloso e peroso prosecchino, bensì uno spettro aromatico complesso ed interessante, che va dal varietale più auspicabile a note inattese, ma comprensibili, di frutta tropicale e secca nel finale. Sprecato come aperitivo! Io me lo godo a tutto pasto!

Carmenère IGT 2014: vitigno che conoscevo poco, ma che ho avuto modo di comparare e conoscere meglio nell'ultimo periodo. Un uva che vanta un progenitore d'eccellenza, la vitis biturica, in comune con grandi vitigni autoctoni francesi (ma addirittura dell'Albania) come il Cabernet Franc, il Merlot, il Cabernet Sauvignon ed il Malbec. La componente erbacea al naso è sicuramente evidente, ma a quanto pare dovrebbe andarsi a smussare ed ingentilire nel tempo (io credo sia un Vino che possa esprimere il meglio di sé tra i 4 ed i 5 anni dall'imbottigliamento). Nonostante questo impeto verde, il Vino assume connotazioni più composte ed apprezzabili con il giusto abbinamento (una grigliata di carne con erbe aromatiche ed in particolare l'alloro, sarà un abbinamento perfetto). In bocca suscita ricordi legati ai suoi fratelloni ed in particolare sono palesi le similitudini, auspicabili sin dal naso, con il Merlot. Vino da provare, senza pregiudizi di sorta, magari aprendolo una ventina di minuti prima e lasciandolo un po' nel bicchiere. Io credo di aver trovato il compagno giusto per i miei BBQ estivi!
Traminer Aromatico IGT 2014: una piccola produzione questa, che vanta un'eleganza ed una iniziale compostezza che mi attirano, dato che l'iper-aromaticità di alcuni gewurzt non sempre mi aggrada, ma la cosa più interessante è la dinamicità con la quale questo Vino passa dal sembrare introverso all'aprirsi al mondo con la sua affabile e dolce personalità.
Non aspettatevi stucchevoli note candite, ma tanto fiore al naso ed una persistenza importante al sorso. Interpretazione del vitigno che apprezzo particolarmente! Per la serie, perché non lo fanno anche altri così?!?
5 cuori all'azienda che ha saputo centrare l'equilibrio fra qualità ed espressività suscitando emozioni sincere.
Mi eclisso dicendo che questa è una di quelle aziende che vale la pena conoscere e visitare per il suo storico, ma anche per le sue prospettive. Io, come ormai avrete capito, non amo scrivere di chi è già su copertine patinate e sprizza premi da tutti i pori, ma mi piace condividere con Voi Vini che possano coniugare la bevibilità sia in termini di qualità che di costi, ad una qualità intrinseca, che vada dai valori di chi l'azienda la conduce, alla filosofia aziendale e di vinificazione fino ad arrivare nel calice, con un Vino che sia apprezzabile e fondamentalmente equilibrato e pulito.
Questa è un'azienda che rispecchia molti di questi fattori con un grande equilibrio fra imprenditorialità ed umanità.

F.S.R.
#WineIsSharing

giovedì 18 giugno 2015

Un Uomo muore per aver bevuto un calice di Vino, che non sembrava, non odorava e non sapeva di Vino

Oggi, durante una delle mie solite rassegne stampa, ho notato una notizia pubblicata sul Daily Mail, che ha dell'incredibile e che mi ha fatto riflettere molto.
Quante volte il “normale” avventore di un locale si ritrova a bere o mangiare qualcosa in bar, caffetterie, ristoranti senza porsi neanche il problema di annusare, di guardare di cercare di comprendere, a prescindere da ciò che c'è scritto nel Menù o nella Carta, cosa stia bevendo o mangiando? Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio recita il vecchio proverbio e, purtroppo, il malcapitato cliente di un ristorante spagnolo ha commesso l'errore di fidarsi di chi gli stava servendo il Vino, piuttosto che fidarsi dei propri sensi!
La tragedia ha colpito un uomo spagnolo e la sua famiglia che, ordinando un Vino bianco si vede servire un calice pieno di un liquido incolore ed inodore. Il giornale locale riporta che la persona in questione ne avrebbe bevuto un solo un sorso, prima di accorgersi che quello non fosse Vino.

Purtroppo, però, quel sorso è bastato a causare rapidamente una grande sensazione di bruciore interno, che si è aggravato dopo aver bevuto dell'acqua nella speranza di trovare un po' di sollievo.
L'errore sembra essere dovuto al fatto che una persona dello staff del Ristorante avrebbe messo imbottigliato questa sostanza corrosiva in una bottiglia di Vino, di quelle solitamente servite alla mescita, un secondo dipendente l'avrebbe messa in frigorifero dove la bassa temperatura ne avrebbe reso difficilmente riconoscibile l'odore ad un neofita (ma non ad un barman di un ristorante!!!).

A prescindere dalla notizia, molto triste e sicuramente dipesa da una buona dose di sfortuna abbinata ad una grande negligenza, la mia riflessione resta quella riferita ai nostri sensi ed a quanto siano importanti in ogni campo, ma ancor più per apprezzare ogni cosa che beviamo e mangiamo.

Odorare il cibo prima di portarlo alla bocca, fare lo stesso con il nostro Vino, guardarli ed apprezzarne pregi e difetti, utilizzare gli strumenti a nostra disposizione per valutarne le sensazioni tattili attraverso le labbra, la lingua, il palato, magari – in alcuni casi - anche le dita, perché no... non è una di quelle cose precluse ai non esperti, non è qualcosa da snobbare a priori perché convinti di non aver la preparazione atta a comprendere un piatto o un Vino attraverso degli “strumenti di valutazione” di cui ogni individuo è dotato.

Questa notizia mostra come i nostri sensi e l'attenzione quando siamo a tavola possa addirittura salvarci la vita, ma con questo non voglio assolutamente né criticare la vittima che, magari in un semplice momento di relax e di disattenzione ha fatto qualcosa che può capitare persino al più attento degustatore, né tanto meno portare all'esasperazione un sentimento di mancanza di fiducia nei cuochi o in chiunque cucini o ci serva Cibo e Vino in un ristorante, anzi... la mia è solo una riflessione votata ad una maggior qualità dell'esperienza degustativa, in qualsiasi ambito e qualsiasi sia la nostra preparazione in materia, perché già il solo fatto di soffermarsi qualche istante in più ad osservare cromatismi, ad inebriarci di profumi, a ricercare sapori ed a vivere sensazioni sulla nostra pelle e nel nostro cuore, renderà ogni piatto ed ogni calice degni di essere ricordati!
Ci stiamo forse dimenticando di quanto siano importanti i nostri sensi? Quanti tra noi mangiano e bevono ormai per inerzia, solo perché "devono farlo", senza godersi quei momenti come un'esperienza sensoriale più o meno intensa? L'uomo sta perdendo piano piano una grande percentuale della capacità di percepire attraverso sensi come l'olfatto ed il gusto che erano di gran lunga molto più fini in epoche remote, cerchiamo almeno di goderci quel poco che ci resta, prestando attenzione a ciò che mangiamo e beviamo, non solo leggendo le etichette o chiedendo dove sia stato fatto e da chi, bensì fidandoci dei nostri sensi!


N.B.: Il Ristorante in questione è stato subito chiuso dalle autorità spagnole.


F.S.R.
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