venerdì 12 giugno 2015

Quando la ruralità e la tradizione diventano eleganza e non omologazione - Donato Angiuli

Di nuovo in Puglia, ma stavolta vi porto ad Adelfia, nella zona di produzione del Primitivo DOP Gioia del Colle e più precisamente presso l'azienda Donato Angiuli, un'azienda che, con estrema passione, si tramanda di generazione in generazione e la voglia di non omologarsi alle mode e di produrre Vini di nicchia conformi ai valori dell'agricoltura di una volta.
L’azienda oggi è guidata da Donato Angiuli con la collaborazione dei suoi figli Vito e Giuseppe e porta avanti una filosofia che è restata immutata dal 1880: il territorio deve essere rispettato; da qui la voglia di coltivare vitigni autoctoni che ben si sposano con la natura del terreno e del microclima.
Donato Angiuli ha dato vita al marchio “MACCONE” per i vini di nicchia della sua cantina (Maccone è il nome d’arte dialettale del primo cantiniere della cantina Angiuli, uomo di grande personalità, professionalità e fama in ambito agricolo locale) e sono questi i Vini che ho avuto modo di assaggiare.Vini prodotti con uve di vecchi impianti ad alberello di un’età media fra i 50 e gli 80 anni, che concedono pochissimi grappoli per ceppo, intensificando e aumentando notevolmente la qualità del prodotto finito.
Mi sono interessato all'azienda Angiuli, in particolare, perché avevo sentito parlare del loro spumante rifermentato in bottiglia con un metodo da loro definito ancestrale, frutto della collaborazione con un centro di ricerca in vitivinicoltura della Valle d’Itria, volto ad effettuare un'accurata ricerca sui cloni a bacca bianca autoctoni pugliesi.
Grazie a questa ricerca è stato selezionato un vitigno, tra vecchi alberelli della zona di Locorotondo, che veniva chiamato dai vecchi agricoltori del posto, il Maruggio. Analizzando i diversi parametri del mosto di questo vitigno l'azienda ha valutato l’idea di produrre uno spumante a fermentazione naturale, in quanto si è riscontrata una, alquanto singolare (per un uva a bacca bianca), costanza nell'andamento di maturazione di questo varietale.

Per quanto riguarda i vitigni a bacca nera, invece, l'obiettivo (per fortuna comune ad altri rispettosi vignaioli) è quello di valorizzare sempre più l’alberello come tipologia di coltivazione e prediligendo alcuni cloni di Primitivo ormai rari recuperati, grazie all’aiuto delle previe generazioni che ancora oggi sono in grado di condividere il proprio sapere contadino ed apportare esperienza e verità in azienda.
Anche i nuovi impianti di Primitivo sono stati fatti ad alberello in quanto l'analisi comparativa tra diversi tipi di Primitivo provenienti da diversi tipi di allevamento (spalliera, tendone a carica limitata di gemme e spalliere a cordone speronato) ha portato alla conclusione che la produzione ad alberello ha valori analitici nettamente superiori agli altri sistemi.
I Vini di cui vorrei parlarvi sono i seguenti:

Maccone Rosso 17°: questo Primitivo di Gioia del Colle in purezza, affinato in solo acciaio, prodotto con uve provenienti da alberelli vecchi oltre 80 anni, non è un Vino facile... o forse sì? A mio parere, dipende solo da ciò che ci si aspetta da un Primitivo di quelli da bere a fine pasto, godendosi un sorso lento e suadente e lasciandosi inebriare da aromi che spaziano dalla confettura di ciliegia, a note ancora fresche di albicocche mature, per passare a dei terziari che, pur non avendo nulla a che vedere con il legno, si evolvono in una speziatura davvero intrigante. E' un Vino complesso... non difficile... ma non per questo non apprezzabile da chiunque ami approcciarsi ad un calice senza preconcetti, senza attendersi qualcosa di convenzionale, di già sentito!
E' un Vino intriso di storia e ruralità eppure capace di grande sicurezza e portamento.
Maccone Spumante Brut Bianco IGP Puglia - Metodo "Ancestrale": come accennato previamente, questo particolare spumante è prodotto con uve Maruggio. E' quanto di più si avvicini ad uno spumante in stile "naturale" prodotto nel Sud Italia, con aromi netti di bergamotto e frutta a polpa bianca ed una piacevole freschezza in bocca. Anche in questo caso si palesa, sin dal primo confronto fra packaging della bottiglia e ciò che ci ritroviamo nel calice, un contrasto che incuriosisce.  Infatti, fra la scelta completamente fuori da ogni moda e volutamente anacronistica, di utilizzare cartellino e cordino senza né capsula né etichetta frontale, ma solo una controetichetta in cui inserire le informazioni obbligatorie, e la vista di un perlage così fine ed elegante nel calice, sembrerebbe non esserci alcuna corrispondenza, ma in realtà, ciò di cui ci si rende conto assaggiando questo Vino è che nulla è più elegante della semplicità e nulla è più attuale del passato, in un'era in cui si porta l'innovazione, spesso, all'esasperazione.
Vino che stupisce e che strappa sorrisi sinceri!

Vi consiglio anche il Moscato Bianco Secco e mi incuriosisce molto il nuovo Primitivo Rosato, ma come sempre, a Voi l'ultima parola!
Ci tengo a sottolineare che per quest'azienda comunicare e valorizzare la tradizione, cercando di ritrovare la novità nella creazione di prodotti di nicchia, continuando ad essere fedeli alla propria filosofia, è fondamentale ed in un periodo in cui si parla tanto di agricoltura biologica, di ecosostenibilità è triste vedere che, alla fine dei conti, si prediligano sempre più gli impianti a spalliera meccanizzati o metodologie invasive sia di gestione del lavoro in vigna che di quello in Cantina. L'Azienda Donato Angiuli rifugge la meccanizzazione per operazioni quali la potatura, la potatura verde, la vendemmia, che difficilmente potrebbero produrre reale qualità e prodotti veri fino in fondo. Fare Vino in maniera sincera e rispettosa, però, non significa solo rispettare l'ambiente e la materia prima, bensì preservare quell'atmosfera festosa e gioiosa, fatta di attimi di rara fatica, alternati a grande convivialità e condivisione, che sempre meno di respira nelle vigne, ma che è fondamentale per chi crede che il Vino sia, davvero, la massima espressione del lavoro di squadra fra uomo e Natura.

Questo punto di vista sul Vino mi piace in modo particolare e credo, fortunatamente, sia condiviso da molti produttori (se pur sempre troppo pochi) e da molti winelovers, che sono certo spingano in questo senso, appoggiando e supportando aziende con questa, semplicemente facendo la cosa che ci riesce meglio, bevendo questi interessantissimi Vini.


F.S.R.
#WineIsSharing

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