lunedì 20 luglio 2015

A Jesi non solo bianchi, ma anche rossi di pregio - L'utopia realizzata da Montecappone

Se è vero che Jesi è la patria indiscussa del Verdicchio, è anche vero che il territorio vitivinicolo jesino è distribuito in un'area molto vasta e le Cantine spesso distano non pochi Km dalla città simbolo di questa denominazione e di questo vitigno. Eppure c'è un'azienda che in linea d'aria è a, passate il termine, “un tiro di schioppo” dal centro della città del Leone rampante: Montecappone.
Jesi è famosa, soprattutto, per due cose, il Verdicchio e la Scherma ed a mio parere entrambe hanno qualcosa in comune, ovvero due tipologie di approccio basilari, quella che vede predominare l'impeto e l'attacco, senza badare troppo alla pazienza, bensì dando priorità alla freschezza ed alla forza, l'altro più attendista e ponderato, che attente il momento giusto per tirare il suo affondo e stupire con colpi di classe e stile personale.
Se uniamo questi due approcci avremo il Verdicchio perfetto e di certo quelli di Montecappone mirano a questo, il raggiungimento di un Vino che sappia, al contempo, stupire per la sua intensa componente aromatica e per la sua innata freschezza “fisica”, e maturare in grande stile acquisendo esperienza e complessità, finezza e personalità.
Un'azienda fondata nel 1968 dal nonno Recildo, quando molte delle odierne aziende dei Castelli di Jesi non erano ancora che un lontano sogno nel cassetto, da ben 18 anni è gestita da Gianluca Mirizzi, che ha saputo mantenere salda la tradizione, apportando, però, modernità e qualità in termini di nuovi impianti ed attrezzatura produttive.

Dal 2002 Gianluca si avvale della collaborazione dell'agronomo ed enologo Lorenzo Landi, che ha permesso un notevole salto di qualità all'azienda, che, come già detto, ha come concreto obiettivo quello di arrivare a produrre Vini sempre più grandi, elevando le denominazioni produttore, ma ancor più il vitigno Verdicchio capace di dar vita, ormai all'unanimità, ad alcuni dei migliori bianchi italiani.
Con Gianluca abbiamo spesso affrontato la diatriba attorno alle concezioni radicali e radicate riguardo i metodi produttivi, trovandoci, il più delle volte, in assoluta sintonia, quindi non mi sorprende il fatto che prossimamente voglia stampare dietro ai propri Vini la dicitura: <<Vino logico>> prodotto con uve ottenute da vigneti in coltivazione agronomica. Senza nascondere un velo di sarcasmo, che con rispetto per tutte le correnti di pensiero attuali, mira a valorizzare la propria volontà di creare Vini che siano espressione del terroir, ma anche dell'apporto umano (e non per questo assimilabile alla chimica o a chissà quale altra invasiva azione dell'uomo) che con la propria conoscenza e le proprie capacità di interpretare le proprie vigne può agevolare ciò che la Natura da sola non potrebbe fare, ovvero la produzione del Vino, ancor più se di qualità e che miri ad una longevità importante. Il tutto nel pieno rispetto della materia prima e cercando di utilizzare il know how tecnico solo ed esclusivamente per coadiuvare Madre Natura e non per condizionarla prescindendo la sua naturale evoluzione ed ancor meno le sue specifiche varietali, che, anzi, Gianluca mira, da sempre, ad enfatizzare, soprattutto in termini aromatici.
Montecappone imbottiglia i Vini prodotti con sole uve di proprietà mirando alla piena valorizzare delle uve dei seguenti vitigni: Verdicchio e Sauvignon i bianchi, Montepulciano, Sangiovese e Syrah per i rossi.
E' proprio da queste uve che prendono vita i Vini che ho avuto modo di assaggiare e dei quali sono rimasto piacevolmente colpito, in primis per una qualità media davvero degna di nota ed in secondo luogo per la pulizia e l'equilibrio dimostrato da ogni etichetta.

Tabano IGT Marche Bianco 2014: prodotto con un 50% di Verdicchio ed il restante 50% diviso fra Moscato e Sauvignon Blanc. Di certo ciò che colpisce previamente di questo Vino è la sua componente aromatica (la quota di moscato è ponderata, ma molto evidente e piacevole), dal frutto esotico al fiore bianco, per passare a note di salvia ed un finale di mandorla amara che sembra voler ricordare che è il Verdicchio che comanda, nonostante le altre varietà in blend siano di grande impatto olfattivo.
Il sorso attacca dolce, potrebbe sembrare “ruffiano”, ma non lo è... tutt'altro... è un sorso capace di evolvere al dalla lingua, al palato fino alla deglutizione, fino a divenire estremamente asciutto e lungo... decisamente lungo! Vino di equilibri tanto difficili quanto azzeccati, che identifica a pieno la volontà di Montecappone di creare Vini fuori dal comune, ma che sappiano appagare palati democraticamente vari e che siano in grado di produrre abbinamenti interessanti, sia con la cucina locale che con piatti di altre regioni se non addirittura internazionali. Dallo stoccafisso all'anconetana, agli spiedini di calamari e gamberi alla griglia dell'adriatico fino alla cucina orientale che a mio parere potrebbe riservare notevoli soddisfazioni... penso ad esempio ad una tempura giapponese.

Utopia Rosso Piceno 2012: un Vino di grande potenza e potenziale, che trae al meglio forza, consistenza e profumi dalle uve Montepulciano con le quali viene prodotto.
Naso intenso, complesso, intrigante giocato sull'amarena, integra e matura che è resa sensuale dalle pennellate speziate e tostate, dovute alla parte delle uve affinate in barrique.
Sorso coerente, compatto, mai fuori posto e molto lungo, nel quale ci si lascia piacevolmente assalire da un tannino importante, ma al contempo, da una buona vena acida che insieme ne fanno auspicare una buona longevità.
Un Vino che esprime territorio, varietale e viticoltore.... in realtà quello che per i francesi è il terroir, dal quale noi spesso esuliamo l'uomo, ma che in realtà, là dove agisca con rispetto e pulizia è imprescindibile nell'apprezzamento del Vino stesso. Se per i Mirizzi l'utopia ideale fosse produrre un gran bel Rosso in terra di bianco, credo che il nome possa benissimo essere cambiato in Realtà!

Tabano IGT Marche Rosso 2011: ancora Montepulciano nella sua espressione più pura, con tutta l'uva affinata in legno piccolo per 12 mesi (a differenza dei 18 della parte di uve affinate in barrique dell'Utopia) il risultato è un Vino dai toni addolciti, più malleabili, che al naso spaziano in maniera serena e piacevole fra piccoli frutti rossi e sfumature di vaniglia, pepe nero, leggerissimo ginepro ed un finale quasi mentolato. Vino che mantiene, nonostante i 4 anni, una buona freschezza, che sostiene benissimo la dolcezza del tannino e equilibra al meglio il poderoso fisico. Intensità e struttura armonizzate da fresche note al naso e acidità dinamica al sorso, in un Vino che mi ha colpito particolarmente e sa andare oltre il mero esercizio di stile, conferendo modernità al montepulciano, senza uscire troppo fuori dal seminato.
Quando riscontro questo equilibrio fra eleganza e schiettezza, fra classe e moderna dinamicità mi viene sempre un gran sorriso in volto, spero accada anche a voi!

Per quanto riguarda il Vino di punta dell'azienda, ovvero il Verdicchio Utopia (2012) ed il Verdicchio Federico II (2014) dell'azienda Montecappone vi invito a sbirciare fra le emozioni che ho condiviso qui: www.wineblogroll.com/verdicchio.

Concludo ribadendo che ho trovato davvero impeccabile il lavoro fatto da Gianluca Mirizzi ed il suo team di Montecappone, in quanto capaci di trarre il meglio da una materia prima che arriva in Cantina sana e matura, che con pulizia e sapienza viene coadiuvata nella realizzazione di Vini espressivi e mai eccessivi.
Non c'è complessità che non nasca dalla semplicità, ma senza know how non si può raggiungere l'eccellenza, questo è in parole povere il concetto di viticoltura di questa Cantina, che vuole continuare a mantenere un equilibrio costante fra il rispetto della Natura e quello del consumatore finale, al quale deve necessariamente arrivare un Vino privo di errori e di volontaria o involontaria negligenza. Di certo in azienda hanno le idee molto chiare e questo lo si percepisce in ogni Vino che ho avuto modo di assaggiare.
Ora non mi resta che attendere di poter provare anche la nuova bollicina da uve Sauvignon concepita da Montecappone e di condividerne con voi ulteriori sensazioni.

F.S.R.
#WineIsSharing

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