lunedì 13 luglio 2015

I Vini Bucci - Eleganza senza tempo nella terra del Verdicchio

Come ho già avuto modo di sottolineare con malcelata fierezza sono originario delle Marche ed ho vissuto la mia infanzia e gran parte della mia adolescenza nel pieno della DOC del Verdicchio dei Castelli di Jesi e l'azienda di cui vi parlerò oggi, probabilmente la più rappresentativa per quanto concerne il Verdicchio, ha imbottigliato la sua prima riserva (di Villa Bucci) pochi mesi prima che nascessi, ovvero nel'83.
Parlo dell'Azienda Agricola F.lli Bucci, l'eccellenza del Vino marchigiano ed il pionierismo per quanto riguarda il Vino bianco italiano in senso lato.
La cosa che amo di più di quest'azienda, che di certo non ha bisogno di presentazioni, è che, ancora oggi, nonostante i grandi riconoscimenti ed il grande successo nazionale ed internazionale ottenuto, continui imperterrita a perseguire la propria filosofia fatta di concetti semplici, ma grande attenzione e rispetto.
Si definiscono agricoltori, perché in fondo, è questo che la Famiglia Bucci fa da generazioni, fino all'arrivo dell'ormai noto Ampelio grazie al quale l'agricoltura si arricchisce, acquisendo anche i canoni della viticoltura.
La volontà di produrre Vini con il solo utilizzo di vitigni autoctoni e capacità di preservare la Vecchie vigne aziendali, unitamente alle ridottissime quantità per ettaro, hanno fatto e fanno tutt'ora di quest'azienda un vero e proprio faro per la viticoltura delle Marche e non solo.

Il rapporto con il territorio e con l'ecosistema in genere, è da sempre un cardine fondamentale della ricerca della qualità di Ampelio Bucci, che, persegue un'agricoltura artigianale e biologica (certificata) da oltre 15 anni, quando ancora, di certo, il “Vino Bio” non era una moda, ma piuttosto una chimera, al fine di portare un un'Uva sana, “pulita” ed al pieno delle sue capacità espressive in Cantina. Il rapporto fra l'agricolore/vignaiolo ed il proprio terroir è così importante, intimo e personale per Ampelio e l'Azienda Bucci che non hanno mai ritenuto opportuno apporre il logo della certificazione biologica in controetichetta, che spesso identifica solo in parte gli sforzi e la filosofia di un'azienda nel produrre in un regime che non è solo biologico... bensì rispettoso!

Ispirati dai grandi bianchi della Borgogna per la loro complessità e dai Rossi per la loro eleganza, sin dal principio le parole d'ordine dei Bucci sono state qualità e finezza ed è questo il filo conduttore di ogni mio assaggio dei Vini di questa Cantina.
Il Verdicchio, in particolare, deve molto a quest'azienda ed alle lungimiranti scelte di Ampelio, che ancora oggi riesce, con l'utilizzo delle sue grandi vecchie botti di rovere di slavonia, a creare equilibri perfetti, privi di eccessi e di grande eleganza.
Le emozioni che condividerò con Voi oggi, sono quelle relative alle due Riserve ed ai due Vini classici, che definirili “entry level” sarebbe come definire ilRosso di Montalcino delle Potazzine un semplice sangiovese!
Per i bianchi citerò le mie descrizioni già riportare nell'articolo dedicato alla mia degustazione trasversale di Verdicchio.

Bucci Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. 2013: parliamo dell'interpretazione più "pura" del Verdicchio di casa Bucci, probabilmente l'azienda che ha fatto scuola nella valorizzazione di questo vitigno, almeno per quanto concerne la volontà di dare una dimensione più elevata e di carattere ad un vitigno ed ancor più ad un Vino che fino a pochi anni fa, ancora, subiva i preconcetti dovuti a dei metodi produttivi quanto meno opinabili in termini di qualità e quantità, nonché ad uno stile tendenzialmente omologato ed omologante, che, per nostra fortuna, ormai sembra essere superato. Stile, quello di questo Verdicchio Bucci 2013, che è tanto impeccabile quanto originale e di personalità, volto sul gioco di pesi fra la peculiare fragranza degli aromi e la verticale profondità del sorso. Vino che considerare "base" farebbe gridare allo scandalo ed in fatte base non è! Quando si parla di Cantine come quella dei Bucci non si tratta di linee commerciali, ma di scelte dettate da esperienza, passione, consapevolezza e rispetto. Rispetto che permea ogni singolo aspetto della produzione di questo Vino e di tutti i Vini di un'azienda che ha fatto e continua a fare la storia del Verdicchio e delle Marche.
La semplicità che noterei anche fra mille!
Tenuta Pongelli Rosso Piceno DOC 2013: l'equilibrio nell'uvaggio di Sangiovese e Montepulciano (50% e 50%) si riflette sul naso nel quale le tonalità più fresche e floreali della sangiovesiana violetta si fondono perfettamente con il frutto integro (prugna e ciliegia) del montepulciano.
In bocca a stupire è la vena acida che percorre l'armoniosa amalgama fra il tannino più rude del Montepulciano e quello più dolce del Sangiovese, in un sorso fresco ed a tratti minerale, che invoglia alla beva... con quella semplicità che diviene sinonimo di eleganza. Attenzione, però, non prendere il Tenuta Pongelli come un qualsiasi Rosso Piceno da pronta beva, qui c'è molto di più e non vi nego che sono molto molto curioso di valutarne ed apprezzarne l'evoluzione nei prossimi 3/5 anni. Schietto, stuzzicante e di grande piacevolezza, come quattro chiacchiere camminando per i vicoli di un borgo medievale.
Villa Bucci Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Riserva 2010: il Vino più conclamato, quello che da solo ha portato il concept del Verdicchio da Vino versatile, ma a volte sin troppo "facile", ad un livello che lo pone sullo stesso piano dei grandi Vini bianchi francesi. Dico questo perché il Villa Bucci, anche alla cieca, non si fa notare con fuochi d'artificio o impetuosi aromi, bensì, ti impone di riprogrammare per un attimo i sensi ed impostare la tua ricerca sull'eleganza e la delicatezza. Profumi che spaziano da quelli varietali classici a note che il legno ha gentilmente prima aggraziato e poi concesso ad un Vino noccioloso, intrigantemente speziato che danza fra la sua naturalezza bio e la sua e-levatura in Cantina. In bocca è LUI (o forse meglio dire LEI)... corposo, ampio, minerale quanto basti per prolungare il piacere di berlo in una linea temporale tendente all'infinito. Ampelio Bucci è uno di quelli che ha scritto e sa scrivere la storia con i gesti, con le scelte, con i fatti e non tanto con proclami o grandi epiteti per i propri Vini, che vanno solo assaggiati e goduti in quanto espressioni Vere e mai omologate di quel meraviglioso connubio che solo la vitivinicoltura sa creare: Natura-uomo.
Connubio in cui la Natura da e l'uomo non deve far altro che accompagnare questi doni, cercando di rispettarli al meglio, incidendo con la propria personalità e le proprie idee solo nel diversificarsi da chi tenta di standardizzare qualcosa di così vivo e unicamente peculiare come il Vino. Eleganza allo stato "puro"!
Villa Bucci Rosso Piceno DOC Riserva 2010: un amico toscano mi disse, beh... ma Bucci fa bene solo il Verdicchio, i rossi lasciali fare a noi! Quello stesso amico ha dovuto ricredersi un istante dopo aver messo il naso per la prima volta nel calice di questa Riserva, che dopo qualche bel “quarto d'ora” in caraffa ha saputo esprimere al meglio la sua grande finezza. La maggior percentuale di Montepulciano (70%) utilizzata in questo caso viene addolcita dai 12 mesi in legno grande, mantenendo intatte, ma delicate le note varietali alle quali si affiancano aromi terziari leggermente speziati.
Un Vino che può sembrare timido, ma in realtà ha una personalità molto simile al suo corrispettivo bianco, ovvero la classe di chi non si concede con impeto e superbia, bensì con savoir faire e consapevolezza di sé.

Un Vino che sa di tramonto d'autunno, di quelli in cui ancora non è così freddo da aver il timore di uscire in terrazza senza capotto, ma una volta uscito a scaldarti il cuore ci pensano le emozioni suscitate da quei colori, sempre in perfetta armonia, sempre capaci di rasserenare l'animo.
Concludo non potendo far altro che manifestare il mio profondo e sincero rispetto per chi ha avuto il coraggio e la capacità di apportare qualità nella viticoltura di una regione che ha davvero tanto da dare, ma spesso si perde nella mancanza di lungimiranza e nell'insicurezza. La Famiglia Bucci è ormai da 30 anni un punto di riferimento per i bianchisti italiani e la cosa che ne denota maggiormente la valenza è la stima che molti amici produttori riversano nei confronti di Ampelio e della sua realtà, ancor prima di premi e riconoscimenti dei quali, ovviamente, i Vini Bucci fanno incetta.
E' un piacere ed un onore poter scrivere di veri e propri pezzi di storia della viticoltura della mia regione d'origine e del nostro paese.


F.S.R.

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