mercoledì 1 luglio 2015

Vigne Rada - Il naufragrar m'è dolce in questo mare... di Vino

Sapore di mare, sapore di sale... cos'hai sulla pelle, cos'hai sulle labbra? Vino! Ovvio, no? Oggi nello specifico Vino di Sardegna, terra che sa di mare, sa di sale, ma soprattutto è capace di produrre Vini straordinariamente territoriali!
Come esempio lampante della capacità della aziende sarde di esprimere il proprio territorio ed ancor più il proprio singolo ed unico terroir, ho deciso di prendere una Cantina che ho avuto modo di conoscere mesi fa e che mi ha sin da subito entusiasmato per quell'approccio che vorrei trovare in ogni azienda, ovvero quel meraviglioso equilibrio fra passato, presente e futuro, fra identità, tradizione e storia da una parte ed innovazione e voglia di mettersi continuamente alla prova dall'altra.
Vi parlo di Vigne Rada, nata ad Alghero grazie alla passione dei coniugi Luigi Bardino (ex dirigente bancario) e Nadia Cardin, che affiancati  dai loro due figli Andrea e Gabriele hanno deciso di investire le proprie risorse economiche, fisiche e psicologico-emotive in questa tanto grande quanto coraggiosa avventura, chiamata Vino.
Dopo i primi 6 anni dediti all’impianto ed alla conduzione dei primi vigneti, nel 2012 hanno costruito  la propria Cantina, dando così l'avvio alla produzione di Vino in proprio. La superficie aziendale di proprietà consta di 21 ha. Suddivisi in due pederi: “cubalciada” (4 ha in agro di alghero reg. Guardia grande) e “monte pedrosu” (17 ha. Nell’omonima regione) dove è ubicata la cantina.

Un breve accenno riguardo la filosofia e le tecniche di lavoro di quest'azienda, partendo dalle viti che sono allevate a guyot/controspalliera, fatta eccezione per una parte del cannonau , allevato a cordone speronato.
La conduzione è di tipo diretto, a carattere familiare e quindi proprio come piace a noi! Tutte le principali operazioni in vigna vengono svolte manualmente compresa la vendemmia ed anche questo ci piace molto, no?
L’impiego della meccanizzazione è strettamente legato alla lavorazione del suolo, consistente in max due erpicature annuali (autunno- primavera), escluse le parti in pendenza. Per il resto si pratica l’inerbimento naturale con periodico sfalcio.

Ecco i Vini che ho assaggiato per Voi:

Vermentino di Sardegna DOC Stria 2013: un Vino logico, non enologico! Esordisco così, in quanto negli ultimi anni sin troppe volte ho assaggiato Vermentino prematuro, freschissimo... sì, ma sempre più omologato e privo di gran parte della sua ricca complessità! Un Vino, questo Stria, che a Vigne Rada si fa con uve sane e belle mature, dalle quali estrarre aromi e struttura, mantenendo una buona acidità ed esprimendo una buona dose di mineralità. L'equilibrio vince, pur stupendo per originalità... un'originalità, che in realtà, sembra dire "guardate che io dovrei essere così!", quindi vi consiglio di utilizzarlo come metro per comprendere le potenzialità di questo vitigno al naturale, o meglio... al varietale! Terra & Mare!
Cannonau di Sardegna DOC Riviera 2013: da bosco e da riviera, passatemi la battuta, mai più opportuna dati i sentori di macchia mediterranea che incontrano dapprima un frutto rosso maturato al sole della Sardegna e poi si lasciano coccolare da una leggera brezza marina, in un calice caldo, ma mai eccessivamente potente, piuttosto armonico e di grande integrità! Riesce ad essere puro ed a mantenere connotazioni varietali incondizionate, se pur una piccola quota (meno del 20%) di legno venga utilizzata... sì... ma con maestria ed eleganza.
Un bacio a labbra salate, un fuoco e quattro risate... il resto lo conoscete!

Cagnulari Alghero DOC Arsenale 2012: un Vino diverso, un'edizione limitata di 3000 bottiglie, invecchiato 2 anni prima di essere concesso a noi winelovers, ma ne vale la pena! Il Cagnulari è un vitigno antico, dal naso importante di frutta rossa, nera, che si fonde con note verdi e dolcemente speziate. Un sorso caldo e equilibrato nel tannino e nella leale bagarre fra acidità e morbidezza. Il mare si sente anche qui e rende la beva così piacevole da non farvi accorgere dell'imponente gradazione.
Finché la barca va lasciala andare, tu non remare... sì, perché questo Arsenale non si fermerà! Continuerà ad emozionarvi a lungo, senza sforzi, senza pretese, solo e soltanto per l'inerziale passione giunta nel calice attraverso il lavoro di una famiglia capace di produrre ottimi Vini con profondo rispetto della propria Terra e delle proprie origini, ma con il desiderio di lasciare un segno... un segno che identifichi i loro sogni e le loro idee.

Peccato non aver potuto assaggiare il Passito, che a giudicare da ciò che ho letto a riguardo, deve essere davvero intrigante!

Comunque, come avrete capito, l'obiettivo di Vigne Rada e della famiglia Bardino è  quello di produrre Vini di qualità, nel rispetto della tradizione e territorialità: da qui la scelta di impiantare varietà autoctone e di vinificarle con pratiche semplici ed un uso moderato del legno a condizione di non alterare le caratteristiche aromatiche varietali cosi come capaci di esprimersi nel nostro specifico areale.

Il tutto con una grande attenzione all'ecosistema in cui si è andata ad inserire la Cantina, ovvero una parte della Sardegna sospesa tra terra e mare che sa dare tanto alle uve, là dove vengano lasciate libere di esprimersi nel massimo della loro essenza varietale, senza condizionamenti e tanto meno alterazioni di sorta.

Chi viene con me in Sardegna?!? ;-)

F.S.R.
#WineIsSharing

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