mercoledì 23 settembre 2015

Una selezione di Vini dell'Emilia-Romagna consigliati da Amore a primo naso

Vi ricordate di Amore a primo naso? E' un progetto ideato e portato avanti da una giovane Sommelier emiliana, Laura Pesce, del quale vi avevo parlato mesi fa, in occasione dell'inizio dell'Expo e che, fortunatamente, continua a crescere grazie alla volontà e la passione della sua fautrice.
Ospito Laura, non solo perché ha creduto in WineBlogRoll.com come sponsor, bensì perché mi è piaciuto il suo approccio al mondo del Vino, che si focalizza su una nicchia come quella dei prodotti biologici e sostenibili, ma che in realtà non è per nulla radicale o settaria, tutt'altro!
La sua è una ricerca di Vini di qualità a costi equi, magari di aziende meno conosciute e per me l'enoteca online, soprattutto se di ridotte dimensioni, è questo che dovrebbe cercare di fare.
Laura mi ha suggerito alcuni Vini, espressione della sua Emilia-Romagna, ed io tra quelli che ho assaggiato per Voi, ho ritenuto più in grado di stuzzicare la vostra curiosità ed i vostri palati le seguenti etichette e confido di trovare il vostro consenso:
Sauvignon di Virgilio Sandoni: un Sauvignon che dai colli bolognesi strizza l'occhio alla Francia, ma non solo, direi anche al Carso, in quanto tra gli aromi varietali non mancano quelli classici di pomodoro verde, di erba tagliata, pesca e la distintiva pipì di gatto, nonché note balsamiche di mentuccia. Un Vino che in bocca si fa beffa di me non imponendo la sua struttura in modo eccessivamente alcolico (14% vol.), ma manifestando, invece, un'innata, ma altrettanto inaspettata, eleganza, quasi saccente all'inizio, ma che poi sfocia nella sua più calzante veste artigianale... o meglio... sartoriale! Un Vino che spicca per piacevolezza e persistenza. Per gli amanti del Sauvignon qualcosa da provare e da lasciar parlare!
Barbera Superiore di Virgilio Sandoni: se prima ho sostenuto che Virgilio Spadoni avesse portato un po' di Francia sui colli bolognesi (ed era così, in quanto le barbatelle di Sauvignon provenivano tutte dall'altra parte delle Alpi) ora sembrerebbe il Piemonte ad esser stato dislocato, ma in realtà non è così... in quanto la storia racconta che la Barbera fosse già presente in questa zona ed oltre ad essere coltivata, rappresentava con i Vini prodotti da essa il Vino più importante per le famiglie locali. Il Vino in questione rispolvera l'antica importanza di questo Vino con la sua finezza al naso, il suo corpo, la sua vena acida ed il suo tannino equilibrato in bocca, questo è un Vino che esprime il varietale in maniera sincera, arricchendolo con l'apporto del proprio terroir.
Ammestesso di Fattorie Vallona: il Pignoletto, vitigno sulla cui provenienza si è ancora incerti (dapprima abbinato al Pinot Bianco ed al Riesling italico e poi parificato al Grechetto di Todi, sembra non aver ancora trovato la sua reale natura), è di certo uno dei più rappresentativi della Regione di Laura e sono felice che abbia scelto di consigliarmelo, in quanto ho dato il via ad una mia piccola ricerca di etichette che, come questa di Vallona, possano esprimersi non solo in tutta prontezza, bensì in prospettiva, con una più che invidiabile longevità. Un Vino eccellente, che aspetta 4 anni, senza sfiorare legno, prima di poter finire nei nostri calici! Un naso che ammalia con note tutte tendenti al dolce ed alla frutta secca, dall'amaretto al caramello, passando per lo zucchero di canna, il tutto ingentilito da note floreali di zagare e margherite, piacevole la notà di ouzo greco che sembra infiltrarsi nelle strette ed articolate trame di un naso davvero complesso e di alto profilo. In bocca, inizialmente si crede di poter confermare ogni nota avuta al naso, ma è solo un voluto bluff, degno del miglior giocatore di poker, perché sono freschezza e scheletro minerale/sapido che rendono il sorso instancabilmente interessante!
Predappio di Predappio di Fattoria Casetto dei Mandorli: dell'azienda Nicolucci avevo già scritto dopo lo scorso Vinitaly, in quanto questo Vino, anche detto "Vigna del Generale", nella sua annata '88 mi - passatemi il termine - "cappottò" (per chi non avesse dimestichezza con i dialetti del centro italia, significa "mi fece ribaltare", più comprensibile con un semplice e diretto "mi stese!"... ci siamo capiti, no?!? :-p ), ma questo Sangiovese piccolo dal frutto integro nonostante i 30 mesi di legno e dalla speziatura che conquista con la sua intrigante eleganza, fa dell'armonia fra tannino, struttura, freschezza e mineralità le sue armi migliori. Un Vino dalla profondità disarmante, espressione del mangnifico terroir di quest'azienda, che da vita a Vini di grande pregio da decenni. Un pezzo di storia della Romagna, che ancora oggi continua a rinnovarsi in qualità ed espressività, mantenendo salde le redini di una tradizione imprescindibile in questa terra.

Chiudo sottolineando quanto la collaborazione tra me e gli sponsor di questo blog sia sempre stata cristallina e davvero costruttiva, in quanto per me, che amo il Vino da winelover, ma che non opero a livello professionale in questo settore, è, spesso difficile, comprendere le dinamiche che ci sono all'interno di attività come quella di Laura... io, ammetto, di non voler spesso sapere i costi dei Vini che degusto per le aziende che mi chiedono un parere, per non esserne condizionato, ma poi, confrontandomi con persone che il Vino lo vendono, mi rendo conto di quanto sia importante, quanto meno, comprendere quali siano gli equilibri commerciali nel mondo del Vino ed in particolare di quello italiano.
Penso possa essere interessante in un periodo come questo, dare visibilità a chi imprende di tasca propria e vuole mettere a disposizione degli altri la propria passione ed il proprio know how enoico per ricercare prodotti di qualità che difficilmente, io stesso proverei.
Come Laura, molti altri stanno tentando la strada dell'ecommerce e confido ci sia sempre più qualità e competenza da parte di chi vende e sempre più fiducia e fruizione di questo mezzo da parte di chi ama il Vino.


F.S.R.
#WineIsSharing

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