lunedì 26 ottobre 2015

La Cantina Pro.Vi.Ma. di Matelica - Storia, lavoro e coesione

Nonostante abbia preso parte al progetto DestinazioneVino e che, quindi, avrà ampio spazio nel Diario di Viaggio che pubblicheremo nei prossimi mesi, la Cantina Pro.Vi.Ma. merita, a mio parere, un approfondimento sin da ora. Lo faccio partendo dall'intervista fatta a Riccardo Pellegrini, giovane responsabile della comunicazione di questa particolarissima realtà delle Marche. Lascio la parola a lui in quanto, è forse la prima volta che non scrivo di una storia raccontatami direttamente dal produttore e penso sia importante far precedere alle mie considerazioni un'introduzione esaustiva di cui vive ogni giorno questa realtà.
  • Chi siete e qual è la vostra storia?
La cantina PRO.VI.MA. (Produttori Vitivinicoli Matelica) è la più antica dell'Alta Vallesina ed è seconda, per produzione, del Verdicchio di Matelica DOC e del Verdicchio di Matelica Riserva DOCG. L'attuale cooperativa annovera 181 soci cooperatori e rappresentano una superficie vitata totale intorno ai 100 ettari con una produzione media di 9000 ettolitri di vino. Accanto alla commercializzazione del vino sfuso, da circa nove anni, è iniziata anche la produzione di una piccola gamma di bottiglie. Oggi produciamo circa 250000 bottiglie tra Verdicchio DOC e Verdicchio di Matelica Riserva DOCG, Marche IGT Rosso e Colli Maceratesi DOC. Il nostro marchio aziendale oggi è AENOPOLIS. Abbiamo due punti vendita aziendali oltre alla sede di Matelica, siamo presenti a Fabriano e a Sforzacosta di Macerata.
Recentemente, è nato un nuovo progetto commerciale nell'azienda “LAMELIA s.r.l.” congiuntamente ad alcuni imprenditori matelicesi.
Il cuore dell'azienda è rappresentato dai nostri soci che ringraziamo costantemente per la passione e la dedizione profuse nel loro lavoro, permettendoci di guardare con ottimismo al futuro di questa azienda. Lo staff operativo è composto da:
Presidente: Franco Mosciatti
Amministrazione e commerciale: Denis Cingolani
Enologo: Ardvest Group
Agronomo: Pietro Zeppilli
Cantinieri: Rocco Brasile, Andrea Sampaolo
Addetti punti vendita: Maria Paola Lori, Giuliana Storani, Riccardo Pellegrini
  • Da quanto siete attivi?
Da più di 70 anni. Il vecchio enopolio venne fondato nel 1932, durante il periodo fascista, allo scopo di assolvere al cosiddetto obbligo dell’ammasso forzato delle uve, da parte dei contadini matelicesi. L'attuale cooperativa venne invece fondata nel 1978 da 10 viticoltori che elessero come primo presidente, cosa insolita per l'epoca, la signora Censi Mancia Giovanna, nota viticultrice matelicese. Nei racconti degli anziani la nostra realtà veniva chiamata il “Cantinone”. Con il passare degli anni la realtà aziendale è molto cambiata, infatti da grande enopolio la struttura è andata attestandosi come medio/piccola cantina, dove la qualità oggi è sempre più ricercata rispetto alla quantità come invece veniva fatto in passato. Nel 2014 nasce, infine, l'azienda “LAMELIA srl” che rappresenta un nostro nuovo progetto commerciale per soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più esigente.
  • Quali sono le peculiarità della vostra azienda e dei vostri Vini?
L'aspetto che ci contraddistingue è l'attenzione posta nella valorizzazione del verdicchio, utilizzando le moderne tecnologie nel rispetto della tradizione, per veicolarne la complessità sensoriale attraverso diversi stili di vinificazione. Seguiamo attentamente tutto il processo produttivo, dalla vigna alla bottiglia, in modo tale da garantire la migliore espressione del Verdicchio di Matelica. La particolarità della nostra azienda è che raccogliamo le uve provenienti da tutta la provincia di Macerata, sia da grandi e moderni vigneti fino ai piccoli appezzamenti di appena 1000 metri quadrati. I nostri soci ormai affezionati e fieri del loro lavoro coltivano le proprie uve secondo pratiche tradizionali, dove il tempo e la storia si mescolano insieme ai vecchi saperi dei mastri viticoltori. Attente selezioni vendemmiali, moderne pratiche enologiche ma soprattutto il tempo sono gli strumenti principali per garantire la migliore espressione sensoriale del “verdicchio di montagna”. Ogni nostro vino è un' espressione del territorio che mantiene i caratteri tipici del Verdicchio: importante struttura, grande freschezza e spiccata mineralità.
  • Qual è il vostro target di riferimento?
Ci rivolgiamo ad un consumatore sempre più attento e ricercato interessato ai vini di territorio. Soprattutto giovani e neofiti, cercando di coinvolgerli anche mediante l'organizzazione e la partecipazione ad eventi, ma anche ai bevitori occasionali o ad esperti degustatori che ancora non hanno apprezzato i nostri vini. Con il marchio “Lamelia” ci stiamo rivolgendo anche all'estero dove i nostri vini sono molto apprezzati, ad esempio, in Germania e Giappone.
  • Qual è il vostro rapporto con il territorio e la “Natura”?
Abbiamo la fortuna di produrre un Vino bianco eccezionale in un territorio unico per caratteristiche ambientali e pedoclimatiche. Siamo orgogliosi di essere l'azienda più antica produttrice dell'oro verde di Matelica. I nostri vigneti sono condotti in agricoltura tradizionale ma, grazie al costante confronto tra l'agronomo e i nostri soci, riusciamo a ridurre al minimo il numero di interventi in vigna per avere uva sana e di qualità. Tutti i nostri vigneti sono inerbiti poiché consideriamo il mantenimento di un'elevata biodiversità un elemento importante per la salvaguardia del nostro amato territorio. In cantina il nostro lavoro consiste nel mantenere inalterato il patrimonio compositivo ed aromatico delle uva per regalare dei vini capaci di comunicare la nostra passione per il verdicchio.
  • Qual è la mission della vostra azienda?
Il nostro obiettivo è lavorare con passione per produrre i migliori vini a base di Verdicchio seguendo una tradizione che si lega all’innovazione, auspicando di far conoscere ad un pubblico sempre più ampio la potenza e l'eleganza di un vino capace di regalare emozioni uniche.


Ecco fatto... questa è l'intervista pari pari, fatta al preciso e cortese Riccardo, che mi ha davvero colpito, insieme al pressoché coetaneo Denis Cingolani, per passione e consapevolezza, durante l'incontro avuto qualche settimana fa per la tappa di DestinazioneVino presso la Cantina che rappresentano.
Vi chiederete come mai, io che scrivo per lo più di piccole realtà sia andato a cercarmi una così "grande" cooperativa ed è ciò che mi sono chiesto anch'io, ma solo per qualche istante, ovvero fin quando non ho avuto modo di comprendere a pieno cosa rappresenti la PRO.VI.MA. ed ancor più cos'ha rappresentato questa realtà per quasi 100 anni.
Vorrei, intanto, evidenziare due numeri: 181 soci per 100 ettari.
Ora fate voi due conti, dando per assunto che i picchi (e sono rari) in quanto ad ettari di proprietà di un solo socio vanno dai 3 ai 5 ettari, con molti cooperatori che dispongono di poco più di un fazzoletto di terra.
Altro numero importante è quello relativo all'età media che si attesta attorno ai 70 anni, con picchi vicini ai 100 e nuove leve come Denis Cingolani (socio) di neanche 30 anni.
Tutto questo, unitamente alle due guerre vissute dalla PRO.VI.MA. e da parte dei suoi cooperatori, con tanto di conferimenti forzosi durante il periodo fascista, nonché alla crisi subita qualche decennio fa, rendono questa Cooperativa una storia degna di essere raccontata ed elogiata.
Spesso, io stesso, mi lascio affascinare dal piccolo produttore ed è giusto che sia così, perché amo poter parlare direttamente con il vignaiolo, con chi segue ogni singolo passaggio dalla vigna alla bottiglia, ma in questo caso abbiamo tanti vignaioli con storie uniche da raccontare, pregne di fatica, sudore, ma nonostante tutto di grande passione e di imprese memorabili. Vedo questa realtà come un esempio di coesione e di rivalsa, che invece di cedere o di optare per la strada più agevole, come quella della produzione massificata e di scarsa qualità, punta sempre di più alla qualità ed al raggiungimento di una viticoltura il più sostenibile possibile. La sola idea di poter mettere d'accordo 181 persone, di generazioni, mentalità e personalità diverse, mi sconvolge, eppure il bello di realtà come questa è che si lavora davvero tutti per unico obiettivo, che ovviamente tiene conto anche del lato economico, ma che prevedere anche una lunga serie di soddisfazioni personali e di legami interpersonali che rendono tutto questo possibile. Pensate solo che se in un'annata l'uva di un socio non sia, magari, all'altezza della Riserva, ci sarà un altro socio a garantire la qualità del Vino con la sua uva, ma al tempo stesso il primo non verrà denigrato, ma sarà parte integrante della produzione.
Interessante poi pensare alla possibilità di giocare con le esposizioni diverse, con età differenti dei vigneti, in una particolare alchimia fatta di equilibri e continue sfide.
Sono molto affascinato da ciò che ho trovato in questa piccola grande Cantina Cooperativa marchigiana e non vi nego che se tutto ciò che ho visto, sentito e vissuto a Matelica non fosse bastato a fugare ogni mio dubbio e pregiudizio, mi sia bastato assaggiare i loro Vini per rendermi conto che l'obiettivo qualità e pulizia è perseguito nel migliore dei modi.
Io personalmente ho apprezzato il Terra di Monte Verdicchio di Matelica DOCG Riserva 2011, che racchiude in sé tutte le peculiarità del Verdicchio di "montagna", ovvero la sua componente aromatica viva, floreale (fiori gialli) e fruttata (cedro, ananas, pesca) ed un sorso di buona struttura, che punta tutto sulle armoniche dinamiche fra acidità e mineralità, che controbilanciano alla perfezione calore e morbidezza.
Mi sono permesso di dare un consiglio su una nuova campagna marketing emozionale della Cantina e se i giovani della PRO.VI.MA. riusciranno a portare a termine il progetto in questione sarà qualcosa di davvero intenso. Per ora, a mio parere, la miglior "pubblicità", come sempre, è il Vino stesso, quindi se vi capitasse di assaggiare il Verdicchio di Matelica di Aenopolis ricordate che in quel calice c'è la storia, c'è la vita, c'è la fatina, c'è la passione di 181 viticoltori. ;-)


F.S.R.
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