giovedì 8 ottobre 2015

L'Italia primo produttore di Vino al mondo... quantità o qualità?

Ieri le prime avvisaglie, oggi il boom! L'Italia guadagna il primato del Vino mondiale a discapito della Francia! Cioè?!? Facciamo un po' di chiarezza, in quanto se dovessimo basarci solo sui titoloni di alcuni quotidiani sarebbe davvero facile fraintendere e dato che sui social lo sport del "leggi il titolo e commenta" è ormai diventato il più praticato dopo il "condividi bufale e foto di gattini" (che non me ne vogliano gli amanti dei gattini che amo... il mio si chiama Syrah ed i tre cuccioli Pinot nero, Pinot Grigio e Pinot Bianco per ovvi motivi cromatici :-p) , meglio spiegare ai più due semplicissime cose:

- In questo caso parliamo di primato di produzione, ovvero di ettolitri prodotti 48,9 milioni di ettolitri (Italia) contro i 46,6 (Francia), quindi di quantità e non necessariamente di quantità. Sia chiaro, parliamo comunque di un primato importante (se pur basato su supposizioni più o meno attendibili) in quanto, per fortuna, in Italia il 75% delle uve viene utilizzato per la produzione di Vini a denominazione controllata e IGT regionali, con "solo" il 25% destinato a quelli da tavola, quindi se ne deduce una buona prospettiva in termini di qualità. Il fatto è che l'Italia non è affatto nuova a questo tipo di primati, vi basti pensare che solo due anni fa lo "scettro" era ancora nostro, con un passaggio a vuoto in cui la Francia ci ha sorpassati, dovuto solo alla pessima annata del 2014, che comprensibilmente ha ridotto la produzione italiana, ma ancor più le potenzialità dei nostri vigneti e delle nostre uve. Mi sento di dire che, quindi, non siamo di fronte a chissà quale novità, bensì ad una degna riconferma, che, confido, venga sempre di più sostenuta da un discorso più votato alla qualità che alla quantità, anche a livello di comunicazione generalista, che spesso pecca di superficialità in merito a questi aspetti, riducendo tutto a numeri e traguardi, quando, per fortuna, il Vino è ben altro, soprattutto in Italia!
Comunque nel sito inumeridelvino.it trovate di tutto e di più in quanto a statistiche ed approfondimenti non generalisti sul mondo del Vino: dall'import-export ai fatturati, piuttosto che i margini produttivi o le valutazioni dei mercati internazionali;

- Nonostante l'Italia risulti essere il maggior produttore di Vino al mondo, c'è un dato al quanto sconcertante che non fa ben sperare e che mi preoccupa molto dal punto di vista culturale, sociale e relativamente anche sotto l'aspetto economico, ovvero il fatto che la superficie vitata italiana sia scesa negli ultimi 15 anni di quasi 200mila ettari, contro una Spagna che vede aumentare i propri vigneti ed una Francia più o meno stabile nel tempo. Questo mi porta a due riflessioni che spero di chiarire grazie a chi ha più voce in capitolo di me, che quando si tratta di numeri e statistiche, dico la verità, scappo! La prima è relativa alle rese e quindi, se vogliamo, anche ad un discorso qualitativo relativo ad esse, in quanto produrre così tanto con molte meno piante, seguendo una logica al quanto semplicistica, ma forse non così errata, non mi fa pensare che ci sia qualcosa non torni! La seconda è più che altro una domanda che mi pongo:- "Perché le in Italia vengono estirpati o lasciati morire sempre più vigneti?". Ce ne sono forse "troppi"? Non vorrete mica dirmi che lo si fa per lasciar spazio a quelle orrende "piantagioni di pannelli solari"?!? E' un fatto culturale? Tra le nuove generazioni non ci sono abbastanza giovani che vantino il gene del vignaiolo? O è un problema economico, in quanto col Vino, purtroppo, che dire se ne voglia, è davvero difficile guadagnare molto? (parlo di piccole e medie aziende). Come diceva un tipo più saggio di me "Io questo lo ignoro", ma di certo spero che la tendenza si inverta, per quanto sia difficile auspicarlo, non tanto per poter scalare classifiche o raggiungere primati, che lasciano il tempo che trovano, bensì per tornare a vedere sempre più famiglie coinvolte nella gestione dei vigneti e nella produzione dei grandi Vini italiani, nonché sentire un Amore ritrovato e rinnovato nei confronto di un mondo così meraviglioso e così insito nella storia e la cultura sociale italiana. Qui un mio articolo su ciò che l'Italia deve ancora, purtroppo, invidiare alla Francia: http://www.wineblogroll.com/2015/09/italia-vs-francia-questione-di-storia.html.

Comunque, a prescindere da tutte le valutazioni del caso, complimenti a tutti i produttori ed i vignaioli che si sono fatti e si stanno facendo il "mazzo" anche quest'anno per permettere a noi tutti di scrivere qualcosa, ma ancor più di bere qualcosa di buono, chi più chi meno. Che sia questa l'annata del secolo o solo una buona annata, l'importante è che si continui a perseguire la qualità e che l'Amore per la terra resti alto e venga fomentato da chi questo prezioso sentimento e questa grandissima passione può e deve condividerla con le nuove generazioni, per quanto difficile sia.


F.S.R.
#WineIsSharing

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