venerdì 23 ottobre 2015

Terroir - I Vignaioli lo sanno mettere nel Vino

Terroir... quanto lo leggo, quanto lo sento, quanto lo scrivo (lo ammetto!). Eppure c'è ancora chi pensa significhi terreno o che si tratti solo di pedoclima, o che alcuni Vini non possano essere prodotti in un determinato territorio perché non si sono mai fatti.

In realtà il termine Terroir rappresenta uno di quegli stupendi, ma rari, casi in cui, nel dubbio, Melius abundare quam deficere. Ed allora mettiamoci sto cavolo di uomo, purché Vignaiolo! Perché il terroir è territorialità, ma è anche sinergia, empatia ed a volta, quasi, simbiosi fra uomo e Natura, fra Vigna e Vignaiolo. 


I fattori che contribuiscono alla realizzazione di un Vino espressione unica e netta di un territorio sono molteplici, ma l'unica cosa che deve necessariamente mettere d'accordo tutti, persino naturali e convenzionali, è proprio l'uomo. E per uomo intendo il piccolo Vignaiolo, ma anche il Viticoltore che si ritrova a tenere in mano le redini di un'azienda di più grandi dimensioni. Parlo di chi in vigna, innanzi tutto, ci va, e ci va con le proprie idee, la propria capacità di interagire con il territorio che lo accoglie e con le proprie vigne, e soprattutto, con la sua interiorità, perché non si può pensare a chi fa Vino come ad un mero operaio (con tutto il rispetto per gli operai) succube della Natura e degli eventi, il Vignaiolo ed ancor più la Vignaiola, trasferiscono in ogni loro gesto la propria sfera emotiva e persino quella familiare.
Parliamo sempre di quanto sia importante lasciare che l'uva esprima in maniera più pura e sincera possibile il proprio varietale, discutiamo su quanto sia importante la composizione del terreno per un certo vitigno e quanto ancor più sia fondamentale l'annata, ma il Vino lo fa l'uomo e strana moda di spostare l'attenzione sulla Natura non può rappresentare un alibi e non deve togliere meriti e demeriti al Vignaiolo.
Il Vignaiolo, il viticoltore in genere, fa il lavoro più bello e più assurdo del mondo! Scrissi poco più di un anno fa della telefonata di un amico un giorno esatto prima della vendemmia, in cui mi disse che una infausta grandinata aveva distrutto l'intero raccolto e con esso tante speranze ed altrettanta voglia di mettersi ancora in gioco, con un nuovo anno, con un nuovo Vino.
Il Vignaiolo, però, può e deve decidere il da farsi, può e deve influenzare con la propria indole e la propria personalità il Vino che andrà a produrre, perché, se pur la Natura sarà sempre deus ex machina del lavoro sui campi, ciò che andrà nel calice sarà un prolungamento della sua anima.
Sarò un inguaribile sognatore o, probabilmente, solo un illuso, ma ancora oggi credo di discernere tra un Vino con dentro il terroir ed un vino che è "solo" vino, se pur ottimo esso sia.
Non nego che ogni giorno la mia percezione e le mie esigenze di appassionato crescono e virano in modo sempre più netto verso quei Vini, quelli pieni di terroir, quelli in cui si scorge la personalità di chi ha lavorato alla sua creazione o quanto meno alla sua trasformazione. Ma non crediate che per mettere terroir in un Vino basti essere una piccola realtà, basti denigrare gli altri a proprio favore o manifestare ideologie enoiche spesso condivisibili in quanto banali o ancor più spesso troppo radicali. Ci sono vignaioli "autodidatti", ci sono enologi che producono il proprio Vino ed anche qui è inutile fare classifiche di gradimento, perché, almeno per me, poi è il calice a dirci se il terroir, se la personalità, se l'anima c'è o non c'è a prescindere dai numeri, dai brand, dalle qualifiche. Una cosa è certa, però, ogni viticoltore è custode del proprio territorio e padre delle proprie vigne e responsabile del proprio Vino, con tutti i pro ed i contro che ciò possa comportare.
Purtroppo non posso dire di conoscere personalmente il produttore di ogni singolo Vino che assaggio, ma da quando ho iniziato a scrivere di questo meraviglioso ed altrettanto strano mondo il mio obiettivo è proprio quello di poter fare due chiacchiere, calice alla mano, con chi mi ha regalato emozioni tramite il social media più fluido e fluidificante che esista: il Vino!

Viva il Vino e viva i Vignaioli!


P.S.: scusate per l'articolo un po' estemporaneo e, probabilmente, incasinato, ma m'è partita la "penna" e ci tenevo a condividere con voi una semplice pagina di diario enoico.


F.S.R.
#WineIsSharing

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