mercoledì 18 novembre 2015

Il Vino nelle Religioni - Tra riti sacri e peccato

Ultimamente tra demagogia, bufale e reali notizie di cronaca nera (purtroppo), i social ed i giornali sono pieni di "guerre di religione". Noto tanto astio, ma non avendo nessuna voglia e nessuna autorità per parlarvi di ciò che sta accadendo nel mondo, ciò che mi sono sentito di fare è stato di compiere una piccola ricerca sul ruolo del Vino nelle principali religioni create dall'uomo, nella speranza di poter, anche solo per qualche minuto, vedere le religioni in modo diverso da quello che siamo costretti ad assimilare ogni giorno, con tutti gli stati d'animo e le incazzature conseguenti.
Ho sempre visto il Vino come un veicolo di comunicazione, di emozione e come qualcosa intriso di valori, ma vediamo che valore aveva ed ha tuttora per le diverse religioni.

Il Vino nel Cristianesimo

Il rapporto tra il Vino ed il Cristianesimo è forse quello più forte. Il Vino è sicuramente uno dei simboli più importanti per la Chiesa. Storie del Nuovo Testamento della Bibbia raccontano di Gesù Cristo - riconosciuto come il Figlio di Dio per la fede cristiana - trasformare l'acqua in Vino. Durante l'Ultima Cena, Gesù condivide pane e il Vino con i suoi discepoli. Durante l'Ultima Cena, Gesù ha spiegato il perdono dei peccati e ha chiesto che i rituali della cena continuassero in sua memoria (Eucarestia). A causa di questi eventi, il pane ed il Vino sono rappresentativi del corpo e del sangue di Cristo, che vengono somministrati durante il sacramento della Comunione. Il Vino è stato ed è così importante per i Cristiani che, persino, durante il proibizionismo negli Stati Uniti d'America le Cantine poterono continuare a produrre Vino esclusivamente per la Santa Messa.
Una curiosità: la parola Vino nella Bibbia viene citata ben 278 volte in 258 versetti, mentre la parola vite ricorre 141 volte in 135 versetti!
quadro vino

Il Vino nell'Ebraismo

vino kosher
Partiamo dalla premessa che le tre religioni sviluppatesi nel Medio Oriente antico ebraismo, cristianesimo e islam hanno una matrice comune e vengono definite abramitiche. Ognuna di esse ha una storia unica ed affascinante con il Vino. Il Vino, infatti, è molto importante per gli Ebrei. Passi della Bibbia ebraica dimostrano che il Vino sia stato associato con il Signore. Oltre alla divinità, si ha la certezza di quanto fosse importante non solo il Vino, ma la vite stessa, in alcuni passaggi della Bibbia nei quali l'uomo viene minacciato di non veder più dar frutti le proprie viti qualora venisse disobbedita la parola di Dio. Il Vino fa naturalmente parte di alcuni riti come la benedizione Kiddush durante la quale il Vino è benedetto per santificare le feste ebraiche. Anche durante la festa della Pasqua ebraica, esistono obblighi rabbinici che suggeriscono agli uomini ed alle donne di consumare quattro bicchieri di Vino. Il Vino rosso assume, poi, particolare rilevanza per la celebrazione del sabato ebraico (Shabbat).
Nel rito sacro di santificazione del Sabato avviene la "beracah" (= benedizione) sul vino: il vino usato dovrebbe essere rosso e di alta qualità e con esso si deve riempire fino all'orlo un bicchiere (di solito, un apposito, elegante calice istoriato con caratteri ebraici), ovviamente Kosher, ovvero prodotto secondo le norme ed i regolamenti religiosi ebraici.

Vino nell'Islam

In quanto religione abramitica, l'Islam condivide molte credenze con Ebraismo e Cristianesimo. È quindi curioso che il consumo di alcol sia vietato nella religione islamica. Prima della nascita di Maometto, il Vino era consumato all'interno di varie città del Medio Oriente. Con l'Islam si diffusero in tutto il Medio Oriente gli insegnamenti contenuti nel Corano.  Il Corano ha diversi passaggi e rivelazioni riguardanti l'alcool e il vino. In una delle prime rivelazioni del Corano, il vino è lodato come un dono per l'umanità. Rivelazioni successivi parlano dell'abuso del dono di alcol. L'ultima rivelazione riguardante il vino nel Corano precisa che a causa dell'ebrezza provocata dal vino, questa bevanda è da evitare. Questo ha portato il consumo di alcol ad essere generalmente proibito dalla legge islamica. Mentre il consumo di alcol è vietato, non tutti gli individui islamici (musulmani) o società islamiche praticano questo divieto. Paesi del Medio Oriente in tempi diversi hanno avuto diverse disposizioni di legge in materia di alcol. Ad esempio, Egitto e Marocco, hanno ottenuto la possibilità di produrre vini destinati al consumo da parte di persone non musulmane. Inoltre, i musulmani che si trovano in società non islamiche consumano vino ed altre forme di alcol.
In breve l'Islam definisce il bere un peccato, descrivendo la corruzione individuale e sociale che ne risulta:
"Ti chiedono del vino e del gioco d'azzardo. Dì: " In entrambi c'è un grande peccato e qualche vantaggio per gli uomini, ma in entrambi il peccato è maggiore dei benefici" (Corano, 2:219)
La legge islamica vieta rigorosamente le bevande alcoliche che impediscono il normale funzionamento delle facoltà raziocinanti e che possono avere effetti dannosi sulla propria salute e su quella altrui.
"O voi che credete, in verità, il vino, il gioco d'azzardo, le pietre idolatriche, le frecce divinatorie sono immonde opere di Satana. Evitatele affinché possiate prosperare. In verità, Satana vuole diffondere tra voi, mediante il vino ed il gioco d'azzardo, inimicizia e odio, per allontanarvi dal Richiamo di Dio e dagli uffici divini. E allora, voi vi asterrete?" (Corano, 5:90-91)

I brani visti sopra si riferiscono al vino terreno; nel Corano, però, si fa riferimento anche ad un vino "paradisiaco":
"[Ecco] la descrizione del Giardino che è stata promessa ai timorati [di Allah]: ci saranno ruscelli di un'acqua che mai sarà malsana e ruscelli di latte dal gusto inalterabile e ruscelli di un vino delizioso a bersi, e ruscelli di miele purificato. E ci saranno, per loro, ogni sorta di frutta e il perdono del loro Signore." (Corano, 47:15)

Taoismo

Oltre alle 3 grandi religioni abramitiche, ne esistono altre in diverse parti del mondo. In Asia, ad esempio, si pratica una religione nota come Taoismo. In una religione così complessa, il rapporto con il vino non poteva che essere anch'esso complesso. In diversi punti della storia del Taoismo, l'uso di alcool è stato amato e visto di buon occhio. L'effetto dell'alcol è stato talvolta apprezzato, ma è stato anche a volte visto come un ostacolo per il raggiungimento dell'obiettivo della perfezione spirituale. Alcune scritture taoiste, addirittura, proibiscono il consumo di alcol. L'uso del vino nei rituali taoisti nasce da una lunga storia di coinvolgimento. Oggi il vino è un offerta standard a servizi funebri e il rituale Jiao. Il rituale Jiao è un evento di più giorni in cui alle divinità sono offerti vino ed altre doni.

Il Vino nel Confucianesimo

Anche l'ideologia asiatica non teistica del confucianesimo utilizza alcol nei suoi rituali tradizionali. L'uso di alcol è storicamente significativo in varie forme di Confucianesimo, e continua nella società moderna. I vini sono utilizzati in funerali e matrimoni. AI funerali, il vino è visto come un'offerta alla terra così come al defunto. L'alcol è offerto anche sugli altari ancestrali e sale ancestrali. Ai matrimoni, il vino può essere servito durante il banchetto di nozze. Addirittura, in alcune famiglia, il Vino conservato al momento della nascita della sposa è servito al suo matrimonio. Nella tradizione cinese, il vino è condiviso dalla sposa e lo sposo in una tazza sponsale speciale.

Il Vino nella religione Buddista

La religione del buddismo è praticata in Cina, Giappone, Sud-Est asiatico e in Asia meridionale. Gli insegnamenti del Buddismo proibiscono esplicitamente il consumo di alcol, in quanto è in contraddizione con l'obiettivo di illuminazione. Alcune discipline buddiste hanno permesso il consumo di vino, vale a dire le tradizioni tantriche che si trovano in Tibet. Nel buddhismo tantrico, il vino è visto come uno strumento di illuminazione. Come per ogni religione, si hanno interpretazioni locali differenti. Per esempio, durante il Meiji in Giappone, il clero buddista ha permesso il consumo di alcol. Anche nello Sri Lanka, il consumo di vino e alcol è legato con uno status sociale più elevato ed è quindi accettato.

Il Vino nell'Induismo

L'India e le sue varie religioni condividono una lunga storia con il vino. L'Induismo aveva inizialmente visto il consumo di vino come un peccato mortale.  Questo è cambiato, però, assumendo dinamiche differenti a seconda della casta di appartenenza. Al più alto della casta dei bramini, ad esempio, è stato proibito di bere vino. Va notato che i vini indiani erano per lo più prodotti con linfa di Palma - noti anche come Toddy Palm Wine. Oggi l'India sta piano piano diventando un produttore serio e competitivo di Vino convenzionale, tanto da poter trovare Vini indiani a scaffale nelle principali catene di GDO americane ed inglesi. Magari questo cambierà ulteriormente le cose anche a livello di tradizioni religiose, chissà...

Eccovi una panoramica distaccata e razionale di ciò che il Vino rappresenta nelle varie religioni, alla quale mi permetto di aggiungere solo che a prescindere da riti, obblighi e divieti, il Vino è probabilmente l'unico prodotto del connubio uomo-Natura che ha mantenuto un ruolo ed un valore costante, se non crescente, dalla notte dei tempi sino ai giorni nostri, portando gioia nelle case, celebrando occasioni speciali o semplicemente diventando esso stesso un'occasione speciale, ed è dal Vino che potremmo trarre insegnamenti fondamentali, attingere e ritrovare valori imprescindibili per una vita civile e rispettosa della Terra stessa e del prossimo.
Vorrei dire molte cose, ma, come sempre, confido nella capacità di ognuno di Voi di discernere e di interpretare ogni parola come meglio crede, dando origine, magari a convinzioni o considerazioni antistanti, ma costruttive. In questo mondo in cui si continua a distruggere con tanta facilità, io guardo alla Vigna ed al Vino come una sorta di pratica salvezza ed un luogo di profonda tolleranza, di grande rispetto ed irrinunciabile uguaglianza, nonostante le mille diversità e divergenze di opinione.

F.S.R.
#WineIsSharing

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