venerdì 11 dicembre 2015

Aggiornamenti dal caso Sauvignon Connection in Friuli

Ci sono momenti in cui i valori dell'amicizia, della stima e del rispetto sono così forti da importi di agire, anche là dove una sorta di spirito di autoconservazione o di tutela della propria posizione ti imporrebbero di attendere facendoti più o meno comodamente i fatti tuoi. Quel momento, per me, è stato senza tema di smentita, il caso Sauvignon Connection, che per la prima volta mi ha visto schierarmi dalla parte di una serie di produttori, in una situazione considerata, dai più, scomoda. Lo ammetto - e sarei ipocrita a non farlo...- io mi sono fidato del mio istinto, ma anche e, soprattutto, della stima che provavo e provo tutt'ora per alcuni dei produttori che sapevo coinvolti in questo caos istantaneo ed inatteso.

Come saprete, si è già detto tanto ed io stesso “forse” mi sono esposto in maniera oltremodo evidente, ma sentivo fosse ciò che dovessi fare ed oggi tiro un sospiro di sollievo, anzi due, nel leggere negli ultimi giorni già due importanti aggiornamenti che sembrano confermare la mia tesi iniziale, ovvero la completa estraneità ai fatti di tali produttori.
(In questo articolo la fonte delle mie affermazioni: http://messaggeroveneto.gelocal.it)
Questo mi rincuora molto, in quanto si parla di esiti negativi delle analisi microbiologiche e di quelle chimiche, cosa che, a prescindere da una mera soddisfazione personale nel non aver data per scontata la colpevolezza dei produttori coinvolti, rappresenta un punto di svolta per l'indagine.
Ora non ci resta che attendere che le conclusioni siano discusse in aula il 15 dicembre, nella speranza che venga fatta luce sulla questione.


Io, da par mio, ho vissuto e sentito in maniera viscerale la vicenda, attraverso le parole, le sensazioni e gli stati d'animo di alcuni produttori e confido che tutto si risolve per il meglio e soprattutto in tempi brevissimi in modo da tornare ad una normalità che, nel contesto di cui parliamo, è fatta di lavoro ed umiltà.

Mi chiedo, in ultimo... ma se anche in ultima istanza tutto si dimostrasse un "buco nell'acqua" anzi, nel Vino, chi ripagherà le aziende coinvolte del gravissimo danno arrecato alla loro immagine ed alle loro finanze? E chi, soprattutto, potrà ripulire l'immagine di un'intero territorio e di un'eccellenza che era appena giunta, probabilmente, al suo apice storico, dopo un episodio così grave?
Continuo a riporre massima fiducia in "chi di dovere" e sono ansioso di avere un riscontro definitivo per porre la parola fine a questa spiacevolissima vicenda.
F.S.R.
#WineIsSharing

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