sabato 26 dicembre 2015

Bevo dunque sono - Buoni propositi da Wine blogger e Winelover

Da winelover in primis, e filosofo mancato in secondo luogo, non ho saputo resistere dall'acquistare un libro che, a giudicare da titolo e prefazione, promettesse di coniugare al meglio queste due parti di me: “Bevo dunque sono” di Roger Scruton.

Un “guida filosofica al vino”, recita Scruton, ma, sia chiaro, l'intento dell'autore non è di certo quello di illudere il lettore con la promessa che il Vino possa agevolare l'ascesi filosofica, però è interessante quanto un punto di vista così colto, erudito e consapevole, si “riduca” in fin dei conti a qualcosa di accessibile a tutti e, soprattutto,d i pienamente condivisibile, ovvero che il Vino possa e debba essere <<usato per ravvivare la conversazione e quest’ultima sia civile ed estesa a tutti», ponendosi come catalizzatore emozionale, capace «di collocare l’amore e il desiderio a una distanza» tali «che permette di discuterne>>.
Bevo dunque sono - Roger Scruton
L'Amore, il Desiderio ed il Vino cos'hanno in comune secondo voi? La pulsione, quella spinta interiore che non si comprenderà mai nella sua complessità, eppure ci sembra ciò che di più semplice e naturale esista quando scorre nelle vene dell'anima.
Vi scrivo di questo, non perché sia impazzito o tanto meno perché voglia inculcare in voi chissà quale pensiero pseudo filosofico, bensì perché il Vino è troppo spesso imbrigliato da meri tecnicismi ed io stesso mi ritrovo schiavo impotente di dogmi e paradigmi in certi contesti imprescindibili per farsi valere, per poter dire la propria. Lungi da me pensare che la tecnica, in degustazione, come nel far Vino, non conti come base per poi poter dire la propria fuori dagli schemi, ma, forse, questo approccio, spesso, iper-razionale al Vino ci sta facendo perdere il punto di vista più importante in generale nella vita, quanto in qualsiasi passione ed ancor più quella enoica: l'emozione.
Il Vino per R. Scruton «irradia il senso dell’Io, si rivolge all’anima, non al corpo, e pone domande formulabili solo in prima persona e nella lingua della libertà:”Che cosa sono io? Come sono? Dove sto andando?”. M’invita a fare il punto della situazione, a ricapitolare i fatti del giorno e a prendere le decisioni che stavano aspettando questo momento di calma» è strumento dinamico e vivo per avviare un percorso esistenziale originale, unico per ognuno di noi, che non veda come obiettivo la risposta a tutti questi retorici quesiti, ma possa agevolarci e coadiuvarci nel vivere in maggior sintonia con noi stessi e gli altri.
Il Vino è di tutti! Continuo a sostenerlo in ogni maniera possibile e per quanto scontata sia questa affermazione, non lo è così tanto il riscontro in una realtà che vede sempre più questo meraviglioso acceleratore di socialità e veicolo di cultura, come qualcosa di o troppo legato alla sua accezione più negativa o troppo circoscritto ad una nicchia di esperti ed addetti ai lavori. Eppure, per molti di noi, ora grandi enoappassionati, wine influencer o persino produttori, non è forse da un bicchiere di Vino che è nato tutto? Da una passeggiata in vigna? Da una chiacchierata con un nonno vignaiolo? Mille possono essere stati i motivi grazie ai quali il Vino sia entrato nelle nostre vite, ma proprio per la facilità con la quale ci ha fatti innamorare perché non usare quest'esperienza a favore di chi, potrebbe non aver la fortuna di incontrarlo, più o meno casualmente, sul proprio cammino? Parliamone, confrontiamoci, rispettiamo profondamente la componente tecnica, ma solo per evitare di spararle troppo grosse! :-p
Questo potrebbe essere uno dei buoni propositi dei winelovers, non credete? Riportare le famiglie in cantina, ma ancor più in vigna sarebbe un sogno ed è più che giusto continuare a provare a creare eventi e manifestazioni che vadano in tal senso, ma sarebbe utopistico pensare di poter ricondurre la democraticità del Vino a questo, in quanto il suo posto è sulle tavole di chiunque sia capace di intendere e di volere, quindi di scegliere e di non assecondare scelte indotte e non sue. Il Vino, quello Vero, non è troppo costoso, astruso o difficile da apprezzare per chi “Io non so niente di Vino, te lo dico!”, anzi è proprio l'inverso! Il Vino buono, sia esso fatto in Trentino da uve Enantio o in Sicilia da Perricone o da Merlot e Sauvignon ovunque vogliate, se fatto con coscienza e rispetto sarà in grado di essere compreso ed apprezzato da chiunque, quindi che la curiosità si insinui in tutti voi e dato che in questi giorni non si parla di altro che di Star Wars: Che il Vino sia con voi!
Il mio non è un inno al bere, anzì se mai lo fosse sarebbe al bere meglio in termini di quantità, qualità e modalità, ma è piuttosto una semplice condivisione riguardante il focus delle mie giornate da anni ormai, perché è proprio grazie ad un approccio più emozionale, meno statico e matematico, che il Vino non potrà mai indurre alla noia!

F.S.R.
#WineIsSharing

Elenco blog personale