martedì 1 dicembre 2015

La Romagna del Vino di Villa Papiano

Conosciuta l'anno scorso al Vinitaly, in una degustazione lampo di tutta la linea, l'azienda Villa Papiano mi colpì sin dal momento in cui misi il naso nel primo calice di Vino, ma anche per l'indiscussa simpatia di Maria Rosa Bordini. Simpatia tipica di quella Romagna nella quale troviamo incastonata Modigliana, che oltre a vantare una notevole rilevanza storico-artistica, “sembra” essere molto vocato per la viticoltura!
cantina villa papiano
A qualche mese dal Vinitaly, volli approfondire la conoscenza di questa realtà e lo feci attraverso le parole di Maria Rosa e suo fratello Francesco socio-responsabile ed enologo dell'azienda e se dovessi sinterizzare per punti le peculiarità di questa realtà lo farei così:
  • agricoltura biologica (rame e zolfo e vigneti sono inerbiti);
  • produzione per ceppo bassissima (600-700g / pianta);
  • altissima densità in vigna (da 6000 a 7700 piante per ettaro). Ne conseguono basse produzioni e minor sviluppo in altezza delle piante, che permette di tenere il grappolo più vicino alla sua terra;
  • espressività territoriale: a Villa Papiano si coltivano prevalentemente i vitigni autoctoni storici della Romagna, ovvero Albana e Sangiovese.
Queste caratteristiche, unitamente ad una precisa volontà di lavorare in vigna per fare il meno possibile Cantina, portano una palese manifestazione di quelli che sono il territorio e la stagionalità. Mi è piaciuta molto la frase di Francesco nella quale diceva “miriamo ad ottenere Vini monoingrediente: uva”, che in quanto ad eloquenza non è affatto male!
Una realtà, quella di Villa Papiano, che manifesta la sua piena consapevolezza non nel singolo “Vino di punta”, ma nell'armonia generale dei suoi Vini, nei quali a prevalere sono sempre freschezza e scheletro minerale, come nel caso dei Rossi Le Papesse e I Probi di Papiano, ma ancor più nel bianchi Terra (Albana in Anfora georgiana – Kvevri), fino a garantire maggior equilibrio e ad annullare la potenziale stucchevolezza della vendemmia tardiva Tregenda.
vini papiano
Se del Terra vi avevo già parlato nel mio articolo sui “Vini in Anfora”, mi piacerebbe condividere con voi qualche impressione ed emozione riguardo gli altri tre:

Le Papesse di Papiano - Romagna Sangiovese Superiore Doc 2014: uva (sangiovese ed un piccolo saldo di autoctoni del 5% ca.) + territorio, ecco cosa troverete in questo Vino, che al naso resta fedele al varietale nella sua accezione più fresca e che in bocca fende, ma mai offende, con la sua dritta acidità e la sua buona mineralità, il tutto armonizzato da una trama tannica da prima alla Scala, che per un Sangiovese solo acciaio, così giovane e fresco è tutto un dire. Penserete che dopo tutta questa sviolinata sia finita qui, invece no, la cosa più interessante di questo Vino è la sua instancabile beva, forse coadiuvata dal quel finale amarognolo che invoglia ad un altro calice!
I Probi di Papiano – Romagna Sangiovese Doc Riserva 2012: arriva l'affinamento in legno, ma non arriva la “corruzione” della materia prima, anzi, tutt'altro! I Probi rappresentano il trait d'union fra la vigna e l'uomo, con una maggior libertà a pannaggio della vigna che si esprime nella sua naturale prorompenza in un naso che è solo addolcito dalle note terziarie di torrefazione, sigaro toscano e pepe bianco, in quanto il frutto c'è e si sente, nitido e gustoso. In bocca quell'apparente “lotta” fra gioventù ed esperienza, fra forza ed eleganza, si dimostra un conflitto immaginario, mai nato, ma solo pensato per stuzzicare i sensi e spiazzare con effetti speciali. Grande personalità e profondità per un Vino che sa il fatto suo ed a mio parere può reggere la maratona di Cantina molto lunghe.

Tregenda - Albana da Vendemmia Tardiva 2013: la conferma che l'Albana è uno dei vitigni, in assoluto, più adatti all'appassimento in pianta ed alla produzione di passiti, botrizzati o vendemmie tardive di grande piacevolezza, ma soprattutto di indiscutibile armonia. Io amo i Vini da fine pasto, ma ancor più quei passiti che portano con se quella dose di muffa nobile capace di strizzare l'occhio ai Sauternes e di chiamare a gran voce degli erborinati di quelli strong! Questo è uno di questi! Ottimo da solo, ma brillantemente abili nel reggere confronti gastronomici intriganti.
Insomma, bella esperienza enoica quella regalatami da Villa Papiano, che non fa altro che suggellare la mia convinzione che la Romagna sia senza ombra di dubbio il territorio italiano che ha avuto la maggior evoluzione in termini di qualità ed autenticità negli ultimi 10 anni.

F.S.R.
#WineIsSharing

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