martedì 31 marzo 2015

Amore a primo naso - Un progetto enoico autentico e sostenibile

Come capita ormai quasi ogni mese, ci tengo a dar spazio nel mio Wine Blog ai progetti imprenditoriali più interessanti nel folto mondo del Wine Market. Oggi ho deciso di parlarvi di una realtà nata nel 2014 con le idee molto chiare ed una filosofia ben precisa, che apprezzo e condivido: Amore a primo naso.
Trattasi di un Temporary Store on line che mira ad essere il portale di vendita dell’eccellenza di Vino e Birra artigianale Made in Italy (con grande spazio riservato ai Vini bio ed ai prodotti dell’Emilia Romagna). La filosofia di Amore a primo naso è la sostenibilità ambientale direttamente collegata alla promozione, tutela e valorizzazione del territorio.
Inoltre, a pochi giorni dall'EXPO, la titolare Laura Pesce, sta pensando di affiancare al Temporary Store on line un Temporary Store fisico a Modena.

Amorea primo Naso si pone come vetrina per aziende già note, ma soprattutto come punto di riferimento per aziende medio piccole prive o quasi di una rete commerciale, dedicando loro, non solo spazio vendita, bensì interessanti post nel blog interno all'e-commerce.
Ciò che mi ha colpito è la volontà di Laura di inserire nel suo negozio online per lo più aziende "artigianali" (meglio se ancora non presenti in altri siti on line) che producano prodotti biologici e/o naturali e che durante la produzione fanno uso di energie rinnovabili e sostenibili. Questa filosofia rende questo progetto degno di essere condiviso ed appoggiato da chi, come me, acquista Vino online con consuetudine.

Laura mi confida che la mission primari di Amore a primo Naso è quella di rendere reperibili in Italia prodotti regionali anche al di fuori del loro territorio d’origine., mentre per quanto concerne l'estero, di esportare il meglio dell'enogastronomia Made in Italy artigianale.
Alcune delle aziende già presenti nel Temporary Store sono: Acetaia Caselli, Birrificio dell’Aspide, Cantina Divinja, Colle Bereto, Fattoria Casetto dei Mandorli, Fattoria Moretto, Il Pianzio, Karma, La Battagliola, La Mercareccia, La Piana, Les Cretes, Luretta, Lusvardi, Menti, Noussan, Tenuta La Piccola, Tenuta San Marcello, Tenuta Vallona, Tenuta Vandelli, TerraQuilia, Toccalmatto, Vapori di birra, Virgilio Sandoni Von Braunbach.

Fra queste ho chiesto a Laura di selezionare 5 Vini, fra i quali alcuni che avevo già avuto modo di recensire ed altri che ho degustato appositamente per potervi descrivere le mie impressioni personali:

 Tenuta San Marcello - Bastaro Lacrimadi Morro d’Alba (clicca il nome per acquistarlo) come per il loro Melano, anche in questo caso ritroviamo un naso intenso, aromatico, ma mai eccessivo. Il sorso è caldo, vivo e coerente.
Un Vino dall'approccio semplice, che sa, però, sempre stupire per la sua carica e la sua personalità, che rispecchiano al meglio l'identità territoriale del vitigno e la sensibilità dei Massimo e Pascale, proprietari della Tenuta San Marcello.

Villa di Corlo - Corleto, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC (""): probabilmente il Lambrusco più apprezzato dagli estimatori di questo particolare Vino frizzante tutto Italiano ed ancor più tutto Emiliano. Il naso è come di consuetudine vinoso, con palesi note di piccoli frutti rossi e un accenno floreale di viola. In bocca è di buona struttura, secco e dal tannino ben dosato. Quando parlo di Lambrusco faccio sempre fatica a dire "è un Vino importante", ma questo lo è...il perché?Lo scoprirete solo bevendo!


Villa di Corlo - Lisanda, SpumanteLambrusco Metodo Classico ("") : Un metodo classico prodotto con 50% Lambrusco di Sorbara e 50% Chardonnay, di un rosa antico prezioso e davvero elegante. Il naso è definito, complesso e davvero interessante, con questo tiro alla fune senza vincitori né vinti fra gli aromi varietali di Lambrusco e  Chardonnay. Questo Metodo Classico che rappresenta la versione Emiliana di un Franciacorta, vanta la medesima classe ed un gusto davvero equilibrato e fine. Un Vino femminile, ma con un carattere da far impallidire qualunque uomo!


La Mercareccia - Stravento 2011 (""): La Mercareccia, un'azienda che ha una bella storia da raccontare e che produce degli IGT Toscana davvero degni di nota. Uva Sangiovese 100% (bio), per questo Stravento dal tipico colore rubino scarico. Aromi delicati di biancospino, timo ed alloro, oltre alla più classica ciliegia selvatica. In bocca  è caldo, di buon corpo e dal tannino mai eccessivo. Vino bello e dinamico, mai noioso! Stra-vento...stra-toscano!


Agricola Giovanni Menti – OmomortoDurello Brut Millesimato (""): Questo Metodo Martinotti prodotto con uve 100% Durella, vanta un naso caratterizzato da un delicato bouquet di fiori bianchi. Il perlage è fine, senza cedimenti. Un Metodo Martinotti - Bio, ovvero con fermentazione con lieviti naturali in autoclave, con una presa di spuma ottenuta grazie ad un escamotage, che vede chiudere le valvole (dapprima aperte) a fermentazione praticamente ultimata, in modo da mantenere all'interno tutta la CO2 necessaria per la spumantizzazione, senza bisogno di rifermentazione in bottiglia.
La sua spiccata freschezza lo rende davvero piacevole alla beva e come per tutti i Vini di G. Menti,  biologico e biodinamico significano espressione schietta e sincera di un terroir davvero interessante.

Ci tengo a sottolineare che per ringraziare me e tutti Voi dell'attenzione riposta nei confronti del suo progetto Laura ha pensato di dedicare a Noi tutti uno SCONTO del 10% sui prodotti in catalogo per chi ordinerà utilizzando l'apposito codice "WINEBLOGROLL", come descritto nel Coupon qui di seguito. Non mi resta che augurarvi che sia un colpo di fulmine...anzi...un "Amore a primo naso" con i Vini proposti da Laura!

sabato 28 marzo 2015

Il Buono, il Cattivo ed il Brutto dei Vini Biologici, Biodinamici, Organici, Artigianali e Convenzionali

Oggi vorrei togliermi un piccolo sassolino dalla scarpa, parlandovi i maniera del tutto "leggera" di un tema che richiederebbe un grande approfondimento, nonostante se ne parli da anni in ogni sede ed in ogni modo: Vini "naturali", "organici", biologici, "biodinamici", "artigianali" VS Vini  "convenzionali."
 Lo faccio passando per il racconto di una delle degustazioni "guidate" (forse un po' troppo) del Vinitaly 2015.



"Il Buono, il Cattivo ed il Brutto dei Vini Artigianali"
 "The Good, the Bad and the Ugly of Artisanal Wines"
Organizzato da: Vinitaly International Academy 

Cosa vuole dire essere artigianale nel mondo del vino? Può una grande azienda essere artigianale? E i vini non biologici possono essere anch’essi artigianali?

Queste erano le tematiche del dibattito conclusosi con la degustazione di 8 Vini, 4 bianchi e 4 rossi molto eterogenei, scelti in maniera "provocatoria", per rimarcare le incognite legate alla terminologia ed alle certificazioni che ruotano intorno al Vino "naturale ed artigianale". 
Una degustazione di Vini artigianali che inizia con Dinavolo, passa per Domaine Huet e termina con Biondi Santi non può che essere provocatoria, ma è stata sicuramente una scelta oculata e molto interessante, col senno di poi e valutando le dinamiche che ha scatenato fra i vari relatori, che, capitanati da Stevie Kim Managing Director di Vinitaly International erano i seguenti:

Pedro Ballesteros Torres - MW, copresidente della giuria per il Decanter WWA;

Costantino Charrère - proprietario di Les Cretes e ex presidente FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti).

Monty Waldin, Decanter - Monty è autore di oltre 10 libri sull'agricoltura e la viticoltura biodinamica ed è uno dei massimi esperti di "Organic Wines" al mondo, nonostante la sua giovane età;

Robert Joseph -  scrittore ed esperto di vino. Fondatore di Wine International Magazine e del London International Wine Challenge. Istrionico, ma molto pungente nelle sue disamine,  Joseph è un punto di riferimento per il giornalismo sul Vino;

Ian D’Agata - Scientific Advisor di Vinitaly International e Scientific Director della Vinitaly International Academy. Ian non ha bisogno di presentazioni e resta sempre un ottimo mediatore fra le parti.
Evitando di dilungarmi troppo nella disquisizione potenziamente eterna riguardo i significati di Vino Biologico, Vino Biodinamico, Vino Naturale, Vino Organico e Vino Artigianale...ah dimenticavo...e Vino convenzionale (ovvero tutti gli altri), ciò su cui volevo porre l'attenzione è il risultato del dibattito estrapolando volutamente, ma a ragion veduta,  i punti chiave emerse dall'accesa dialettica creatasi fra i relatori intorno al tema, in modo da lasciare a voi le valutazioni del caso.
Certificazioni Bio: la certificazione per quanto concerne l'agricoltura Biologica è valida per tutta l'UE ed è ben differente da quella, ad esempio, vigente negli USA. Inoltre, paesi come la Cina non riconoscono questo tipo di certificazioni.
Biodinamico: non esiste alcuna certificazione, che non sia fornita da enti privati (capite da soli ciò che questo possa significare) che attesti che un prodotto, o ancor più un Vino sia biodinamico o meno. Questo non vuol dire che non esistano dei produttori che seguano in maniera attenta e ponderata i principi della disciplina agricola di Rudolf Steiner, ma solo che non si può, ancora, essere certi al 100% che ciò avvenga. "O paghi le royalties a Demeter, oppure non puoi informare il pubblico del fatto che fai biodinamica. Alla faccia della realtà, del diritto all’informazione, della giustizia europea e dell’eredità spirituale di Steiner." (Cit.  Sebastiano Cossia Castiglioni - Querciabella - Fonte Intravino).
Vino Naturale: anche in questo caso non esiste alcuna certificazione in Europa che giustifichi l'utilizzo della parola "Naturale" come sinonimo di un procedimento particolare di produzione, ma rappresenta comunque in maniera indipendente ed indicativa un'idea di lavoro in vigna ed in Cantina più rispettoso della naturalità del prodotto (no fitofarmaci, no lieviti inoculati, no solfiti ecc...). 
Vino Artigianale: tutto il Vino che viene prodotto seguendo i dettami della tradizione e senza procedimenti ti tipo industriale, oltre all'assenza di solfiti (se non quelli naturali, prodotti durante la vinificazione).  Su questo una domanda me la pongo...ma non è un procedimento industriale anche solo l'imbottigliamento tramite appositi macchinari? Le etichette vanno messe rigorosamente a mano, altrimenti il Vino ne perde di artigianalità? Non sarà ora di certificare in modo serio anche questo tipo di Vini, che probabilmente sono quelli prodotti da chi bada meno al mercato e più ad una reale ricerca del Vino Vero?

Riflessioni
I relatori in sala si sono sin da subito suddivisi in due fazioni ben distinte, una PRO (Monty Waldin e Costantino Charrère) l'altra CONTRO (Pedro Ballesteros Torres e Robert Joseph). Sia chiaro, le loro posizioni erano molto oggettive e non erano volte a appoggiare in assoluto la categoria dei Vini "BIO" da un lato o a denigrarli dall'altro, ma diciamo che gli animi si sono scaldati intorno a due micro-temi principali:
- Solforosa: ciò che è scaturito dal dibattito (e che molti di noi possono confermare anche in Italia) è che non necessariamente, a causa dei tollerantissimi limiti imposti dalla legge comunitaria, il produttore Bio utilizzi meno Solforosa del produttore convenzionale, anzi in molti casi è il contrario. Inoltre Ian d'Agata ha presentato un breve studio sulla solforosa e sul fatto che sia una sostanza già presente nel nostro organismo e di quanto possa avere, se usata in modo responsabile, benefici sulla qualità del Vino a breve e lungo termine (stabilizzazione e longevità possono dipendere da essa). Ovviamente si può produrre anche senza l'utilizzo di solfiti e ben vengano Vini davvero "free" da questo punto di vista, ma l'importante è che a questa scelta corrispondano pratiche agricole e produttive che permettano un risultato di qualità;
- Caratteristiche organolettiche: il problema comune dei bianchi, in particolare degli orange wines prodotti con metodo sbagliato (ovvero trattandoli da Bianco, invece che, come Georgia insegna, da Rosso) rappresentano un Vino difettoso a priori, in quanto si tende a standardizzare i profumi ed i sapori, con note citrine che pervadono qualsiasi altra componente. Molto strano ed esplicativo è stato il momento in cui i relatori hanno assaggiato uno dei Vini in batteria (non dico quale per rispetto del produttore) e da una parte Waldin l'ha trovato semplicemente perfetto, dall'altra Robert, Ian e Pedro l'hanno distrutto totalmente dichiarandolo un "non Vino", in quanto non assimilabile al Vino come da loro inteso. Questo dimostra due cose, a mio parere, ovvero la completa soggettività che è giusto che esista in merito alla piacevolezza dei Vini "non convenzionali", ma anche una forte diatriba ancora in atto fra due branche che dovrebbero essere semplicemente due sottinsiemi dello stesso grande insieme VINO, ma che sempre di più appaiono due insieme opposti e radicalmente differenti.
Ciò che io, ho personalmente evinto da questa degustazione e, più che altro dal dibattito intorno ad essa, è la seguente valutazione:
Il Vino è uno dei prodotti del team working  "Uomo-Natura" più antichi, che l'approccio ad esso sia il più naturale possibile e che venga meno l'utilizzo di prodotti davvero dannosi, come i fitofarmaci e concimi chimici, già sostituiti in gran parte dal ritorno al "verderame", dal sovescio e dalla lotta integrata e la confusione sessuale,  credo sia auspicabile da tutti e  non sarebbe male che diventasse un obbligo quanto prima. D'altra parte, però, l'utilizzo di termini in maniera impropria, le dinamiche politico-commerciali che si stanno manifestando dietro vere e proprie multinazionali come Demeter (con tutto il rispetto), fanno, creano a mio parere solo molta confusione nel consumatore. Mi chiedo, quindi...il produttore deve produrre pensando solo al raggiungimento di un obiettivo ideologico (ben venga, sia chiaro) o anche e soprattutto al consumatore ed alla sua capacità di discernere fra un prodotto e l'altro, per poi scegliere liberamente? O ancora... non rischiamo che ci sia un abuso ed un utilizzo meramente commerciale e modaiolo di una certificazione lacunosa e blanda come quella Biologica?
Mentre pongo queste domande a Voi, in realtà le sto ponendo a me stesso, perché l'unica certezza che ho è che per quanto io sia sempre alla ricerca di produttori che rispettino il più possibile l'artigianalità del Vino ed ancor più l'ecosistema, per quanto a me personalmente piacciano le produzioni di nicchia e mi affascini anche solo poter dire "cavolo... hanno prodotto solo 500 bottiglie di questo Vino e qualcuna ne ho io..." in realtà questi non possono essere valori in base ai quali valutare la qualità intrinseca di una Cantina ed ancor più di un Vino specifico.  Questo perché non è detto che il micro-produttore faccia necessariamente ottimi Vini, tanto meno che il grande produttore (vedi Biondi Santi) faccia Vini "industriali" e quindi non degni di nota, lo stesso vale per chi produce con certificazione Biologica e chi non ha voluto, magari, per principio certificarsi, ma adotta, a volte, persino più accortezze del produttore Biologico sia in Vigna che in Cantina.
Poi che ci siano macro-produzioni che non tolleri e che nella mia personale esperienza il range produttivo che va dalle 15.000 alle 300.000 (ventaglio molto ampio), mi abbia garantito maggior qualità ed affidabilità in molti sensi, su questo non ci piove!

Dirò una scontatezza per molti di Voi, ma ciò che penso in fin dei conti è semplicemente che il Vino deve necessariamente essere Buono, privo di difetti (non parlo di imperfezioni, che adoro, ma di veri e propri difetti come Brett & Co) ed un difetto non può diventare un "plus", mascherandolo dietro ad un procedimento più naturale o al non utilizzo di solfiti, ma allo stesso tempo il Vino deve piacermi e non dovrebbe provocare "danni" né a breve né a lungo termine a me ed all'ecosistema.
Per essere un po' più pragmatici e diretti, quindi, se prendiamo due Vini prodotti con lo stesso vitigno o uvaggio, nella stessa zona (terroir simili), a parità di costo e di beva, se posso scegliere un Vino più "green" lo faccio molto volentieri, ma questo non può essere un fattore discriminante in ambo i sensi. 
Io bevo Vino nella speranza che mi dia emozioni uniche e sincere, la cosa che mi permetto di consigliare a tutti è di non badare solo ad un'etichetta o ad un "logo" di una certificazione, ma di andare nelle Cantine, conoscere chi quel Vino lo produce, sia esso biologico, biodinamico o convenzionale e decidere tramite ciò che vedrete, tramite ciò che sentirete e che proverete, quale sia il Vino giusto per voi!

Dimenticavo i Vini in degustazione erano i seguenti: 
Bianchi: Denavolo - Dinavolino 2013, Domaine de L'Ecu - Muscadet de Sévre et Maine Granite 2013,Domaine Huet -  Vouvray Sec Le Mont 2009, Sabre - Meursault Sous la Velle 2009;
Rossi: Braida - Grignolino d'Asti 2013, Trinchero - Grignolino d'Asti 2013, Bobinet - Saumur Champigny Hamann 2010, Biondi Santi - Brunello di Montalcino 2009;


N.B.: Strano come il bianco fosse stato scelto appositamente fra quelli "sbagliati" - per i "BAD" - all'origine (vinificato in bianco, ma considerato un orange wine) e ci fossero due Vini (tra quelli più "naturali") uno brettato e l'altro preossidato in maniera evidente...bah... scelta un po' di parte? Non sarebbe stato meglio servire solo Vini senza difetti manifesti, per avere un quadro equo e generale dei Vini in degustazione? Non era mica un corso per Sommelier.

P.S.: non nascondo che mi sia molto dispiaciuto per la, sicuramente non voluta, emarginazione idiomatica del mitico Costantino Charrère, al quale solo dopo mezz'ora abbondante è stato dato l'auricolare con la traduzione simultanea. Avrebbe avuto molto da dire e da ridire, riguardo alcuni momenti del dibattito e, con la sua esperienza e la sua oggettività, avrebbe sicuramente mediato al meglio alcune situazioni.

P.P.S.: lo dico che gran parte degli asiatici (buyers e gionalisti) in prima fila, proprio davanti a me, si erano già scolati tutti i Vini ancor prima di iniziare la degustazione?!? Ops...l'ho detto...

giovedì 26 marzo 2015

Amici, emozioni e sensazioni del mio personale Vinitaly 2015

Anche questo Vinitaly è finito!
Felice? Triste? Stanco? Diciamo che il mio fisico è stato provato da 4 giorni tempestati di impegni e di assaggi, ma il mio cuore è da una parte malinconico, perché già sa che, con buone probabilità, dovrà attendere un anno per incontrare nuovamente amici e produttori che difficilmente riuscirò a raggiungere da qui a 12 mesi con il corpo, ma dall'altra gioioso perché, sicuramente, ritroverò quegli stessi amici in un calice di Vino ed in un sorso di ricordi.
Come promesso al mio ritorno da Verona, quest'anno, vorrei tentare qualcosa di azzardato, o meglio, qualcosa che sia più nel mio stile e non una mera classifica degli assaggi migliori, delle Cantine più interessanti, ma un purpuri di tutto ciò che mi ha emozionato durante il Vintaly 2015 appena conclusosi. Ehm...ovviamente ci saranno anche gli assaggi che mi hanno fatto sentire quel brividino... sapete quella sensazione che si sente quando si ascolta una canzone particolarmente rievocativa o si legge una poesia, una lettera d'Amore inattesa... lo so sono troppo romantico, ma so che avete capito! Sia chiaro... non è detto che il Vino che fa provare un'emozione del genere, e nello specifico a me e non necessariamente agli altri, sia "perfetto" o sia il migliore che abbia mai bevuto, in quanto, a mio parere possono esistere Vini ottimi poco emozionanti e Vini "imperfetti" che ci stravolgono l'anima, se le due cose coincidessero poi... beh... io ancora attendo quel giorno!
  • Partiamo proprio con i 5 Vini + 1 che mi hanno fatto venire i brividi:
Vigna Riggiano (ora Vigna del Generale) 1988: il Cavallo di Troia...un Vino austero, anche se, per alcuni, l'austerità è considerato un "difetto"... per me non lo è mai stato... anche quando è un po' eccessiva... per quanto mi piaccia la morbidezza in alcuni casi... sono uno di quelli che vede l'astringenza come una caratteristica distintiva ed apprezzabile, quando va presupporre una lenta e complessa evoluzione. Mi piacciono i rossi che entrano morbidi e poi dimostrano il loro carattere e la loro intelligenza... il Vino che piace a me è una sorta di cavallo di Troia... lo lasci entrare perché ti aspetti un "cortese" dono...ma poi escono i "soldati greci" che prima di stendono...poi aprono le porte agli altri soldati per continuare a spiazzarti ...a lungo!
Questo è Il Vigna Riggiano, cuore di Romagna!

Pinò Gulfi 2011: un Pinot Nero dell'Etna...per di più coltivato ad alberello... ehm... Sorry?!? Yes, of course, - o meglio - "Oui, naturellement", dato che le barbatelle vengono direttamente dalla Francia, culla naturale del Pinot! Io di questo Vino non riesco neanche a parlare, sapete? E' così unico, dal terroir alla sua storia, per passare ai metodi naturali ed artigianali dell'Azienda Gulfi, per arrivare alle più contemporanee tecniche in Cantina, ma soprattutto per la sua grande mineralità. L'eleganza dei Pinot francesi con la vivacità di un Vulcano attivo come l'Etna. Una chicca, se non la chicca del Vinitaly 2015!

Vin Santo 1986 Montemercurio: una storia commovente, che vede il giovane Marco Anselmi, attuale proprietario dell'azienda, ritrovare in un edificio da anni lasciato in balia dell'incuria, i preziosi caratelli che il Nonno aveva curato con estrema attenzione e sacralità (il Vin Santo è davvero "Sacro" per i Toscani) fino al giorno della sua morte. Con sua immensa gioia ed altrettanto stupore Marco trova al loro interno un Vin Santo da far perdere la testa! Lo imbottiglia, in un numero irrisorio di bottiglie e lo porta al Vinitaly solo per amici speciali ed al solo vedere quello "sciroppo" così denso e complesso, così pieno di storia e di amore familiare già ero lì lì per versare la lacrimuccia, poi però l'ho assaggiato ed ho sorriso...si ho proprio sorriso! I miei sorrisi, come ho avuto modo di dire ad alcuni amici al Vinitaly e come dico spesso a chi mi conosce bene, sono  così rari perché sono tutti sinceri e valgono più di ogni mera valutazione tecnica o razionale di un Vino come di una persona.

Verdicchio di Matelica Maccagnano 1998 Vini Gagliardi: arrivato giusto in tempo per assaggiare le ultime pregiate gocce delle bottiglie stappate dal proprietario dell'azienda, Umberto, per una verticale da capogiro, di un Verdicchio che conoscevo relativamente e che mi ha, prima convinto della sua grandezza con la 2009 e poi mi ha rapito con la sua longevità e la sua maturità nella 1998! Il Verdicchio non invecchia bene, dicevano qualche anno fa gli ignavi...
- Chi meglio di lui (in Italia)?!? - dico io...

Sempremai (abrostine) 2010 Podere Santa Felicita: parto dicendo che è stato un onore anche solo poter stringere la mano ad un mito vivente, ovvero Federico Staderini, al quale ho già deciso di dedicare un articolo infinito, data la sua fantastica storia e la sua incomparabile sapienza. Un Guro del Vino, per quanto concerne ogni suo livello, dalla terra al calice, passando per la storia di ogni vitigno, alla conoscenza di tradizioni e metodi di vinificazione tanto ancestrali quanto attuali in quanto perfetti per i suoi Vini. La testimonianza della sua ricchezza individuale e della sua incorruttibile identità è questo Vino prodotto con un vitigno "assurdo", l'abrostine, antica uva etrusca, che nasce dall'addomesticazione della vite silvestre e che vanta, perciò, una coriacea resistenza ed altresì un'osticità pazzesca per la produzione di Vino. Eppure, la poesia e la sapienza si incontrano e danno vita a qualcosa di così imparagonabile ad altri Vini che l'unica cosa che mi sento di dirvi e di assaggiarlo, se riuscite a trovarne un po'! Da notare che Federico, tra i tanti giovani vignaioli ha condiviso il suo sapere e la sua esperienza con Stefano Amerighi.
+ 1
Rosso Agontano 1998 (Doppia Magnum): scambiare quatto chiacchiere con una persona della levatura di Daria serenamente seduti al suo stand è sempre un piacere, data la sua personalità così schietta ed allo stesso tempo di classe, ma avere questa possibilità con uno dei miei Rossi marchigiani preferiti, il Rosso Agontano, per di più in una Doppia Magnum di un'annata speciale come quella del '98 è un onore.
  • Le Emozioni continuano con gli splendidi incontri con "vecchi e nuovi" Amici:
Gigliola Giannetti & Simona Natale, inseparabili Sorelle del Vino (io le chiamo così!) che con la loro sensibilità, ancor prima che con gli splendidi Vini delle loro aziende, sanno regalare sempre momenti di convivialità, semplicità e piacevolezza eppure sempre intrisi di imprescindibili valori, quali il rispetto, l'altruismo e l'ospitalità, valori, che ahimé, non tutti ricordano in ogni contesto.
Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino le Potazzine sempre straordinariamente eleganti ed equilibrati, come splendidi sono Vini, che ancora non avevo avuto modo di assaggiare, di Gianfranco & Simona, ovvero il (nuovo nato in casa G.F.), una Puglia che sa rischiare e stupire, ed il Simona Natale Rosé Pas Dosé che sa fondere insieme eleganza, purezza ed esplosività e poi...è lungo...mamma mia che persistenza!

Annalisa Linguerri e Luca Martini (& Family), amici fraterni e grandi professionisti, che dimostrano che il connubio fra Sommellerie, quindi tecnica, e passione, quindi emozioni è più che possibile e può portare molto molto lontano!


Cristian Specogna, la sua inseparabile compagna Violetta e suo fratello Michele sono ormai una tappa fissa per me al Vinitaly, da tempi immemori in cui assaggiai il loro Duality portato solo come anteprima ed ancora "poco pronto"... per loro! Per me si erano già delineate le peculiarità del Sauvignon Blanc migliore d'Italia.

Ilaria Petitto, simpatica ed alla mano, ma sempre stilosa! Ilaria con il suo Esoterico mi ha stregato e con la sua una linea di Vini Donnachiara dimostra sempre rara eleganza ed uno stile inconfondibile, dal Fiano al Taurasi.

Fabrio de Beaumont, un giovane che con umiltà, capacità e caparbietà produce un Vino fortificato fuori dal comune, il Don Fà, che è l'incontro della campagna irpina e della nobiltà gerarchica e d'animo.


La cara Antonietta Amoroso e la sua famiglia della Tenuta Uccellina che ha dimostrato che l'incontro del Sud con la Romagna non possono che dar luogo all'apice dell'ospitalità! Buono come sempre il suo Burson Etichetta nera, piacevolissima la 2009 che già conoscevo e, secondo me, sarà davvero una sorpresa la nuova annata! Interessantissimo il Pinot Nero secco (ne fanno anche una versione passita), che offre un'interpretazione diversa di questo vitigno così importante.

Tra i nuovi amici figurano sicuramente due giovani vignaiole che vivono a poca distanza l'una dall'altra, ma che non si sono mai conosciute e che quindi con questo articolo spero di far incontrare per un pizza e birra (dato che ad una delle due so piacere molto la birra). Parlo Laura Albertini e Lara Damoli, il futuro dell'Amarone di nicchia (per intenderci quello che si fa solo se si può fare) e la passione sfrenata per i Vini Veri!
Di Terre di Pietra, gestita da Laura avevo già parlato in questo articolo "Vini Terre di Pietra" e dal suo "strano, ma buono" Vigna del Peste bianco e dall'Amarone Rosson ho avuto solo grandi conferme delle capacità di Laura e della sua squadra di fare cose belle, pulite e vive. Lara Damoli e della sua Azienda, che gestisce con il fratello ed enologo Daniele, invece, parlerò più approfonditamente in futuro, ma dato che sono stato molto ermetico durante l'assaggio, posso dire a Lara e dire a tutti Voi che il suo Rosso Veronese IGT Brigasco è a tutti gli effetti un Amarone, non solo per il medesimo procedimento di vinificazione, ma per le sue caratteristiche organolettiche, se non fosse per la gradazione alcolica più lieve, che, a mio parere, lo rende ancora più fruibile e semplice da abbinare. Un grande Vino, davvero, fatto di scelte giuste, di grande attenzione, ma soprattutto della pazienza che l'azienda Damoli dimostra aspettando più di molti altri a far uscire i propri Vini, senza fretta e senza eccesso di zelo. 

Felice di aver fatto un viaggio nel mio Centro Italia, partendo dalle due Donne del Vino marchigiano Angela Piotti Velenosi (che bel Vino il Ludi) e Daria Perego Garofoli (Selezione Gioacchino Garofoli Verdicchio perfetto), che con ognuna a modo proprio mi hanno fatto sentire a casa, nelle Marche, pur essendo uno stand del Vinitaly. I miei più sinceri complimenti anche alla Cantina Colognola, che continua a tenere alto il nome della mia città natale (Cingoli), con grandi Verdicchio (Ghiffa e Labieno) e dei nuovi Metodo Classico davvero interessanti;
passando per l'Umbria che piace a me ovvero quella dei fratelli Barberani con la loro capacità unica di gestire la Muffa Nobile sia nei passiti che nel Luigi e Giovanna, delle sorelle Goretti (l'Arringatore è sempre una sicurezza) e di Luca Rosati che rappresenta al meglio la Cantina Roccafiore come ogni anno, che continua a sfornare Vini di estrema piacevolezza con un tocco di modernità che mi piace molto;
finendo con la Toscana più vicina a me, ovvero quella  di Stefano Amerighi, che io chiamerei il "Messia del Syrah", sia per la qualità del suo Syrah (ora anche in versiona Syrosa) che per i suoi connotati, e quella di Marco Rossi con i suoi Vini Podere di Pomaio belli e pieni di personalità. Di Toscana tornerò a parlare presto con due Cantine da non perdere Usiglian del Vescovo e Marchesi Gondi.

  • Realtà più emozionanti per innovazione e prospettiva:

Noelia Ricci: una Cantina con una grande struttura alle spalle, ma che emerge per la sua volontà di produrre Vini di nicchia e di forte identità. Un'identità Romagnola che è presente e pulsa nelle vene dei giovani componenti del team. Dalla scelta delle etichette alle scelte aziendali, fino a passare nel calice è palese che ci sia stata una minuziosa ed oculata ricerca che mira a dare una nuova idea di Romagna, fatta di Vini di grande mineralità, struttura ed armonia, puliti, ma mai seduti!  Se pensate che se volete capire quanto possa essere piacevole la naturale speziatura del Sangiovese, che ormai è stata quasi dimenticata, provate il Godenza! Il Trebbiano in purezza, il Bro', invece vi toglierà l'amaro in bocca! Bevetelo e capirete!

Montalbera: si legge Montalbera, ma si dice Ruché! La riscoperta di un vitigno nobile, tanto semplice quanto ricco di storia ed unicità, che assaggio per la seconda volta in vita mia, ma che stavolta mi da sensazioni completamente differenti, foriere di grande intensità ed emozioni. Uno di quei Vini da seguire con estrema attenzione nel suo arco evolutivo...ed io lo farò sicuramente! Segnalo anche il loro Barolo, che non affatto male!

Lucchetti: La Lacrima di Morro d'Alba espressa in maniera esemplare, senza sé e senza ma, ma il "ma" lo metto io chiedendovi "cosa accadrebbe se un vitigno autoctono marchigiano finisse nella mani di un enologo autoctono quanto "lui" e di sua moglie veronese doc?"...beh... assaggiate la loro Lacrima Mariasole, prodotta con appassimento (metodo Amarone) e frutto dell'Amore di una coppia, che se pur molto preparata e poco smielata, di certo ha infuso tanto della propria famiglia dentro una delle mie personali rivelazioni del Vinitaly 2015;

Colline di Sopra: un consiglio dell'ultimo minuto, che non potevo non accettare di buon grado, ma che ha nettamente superato le aspettative, dimostrando nitida pulizia ed armonia dal primo all'ultimo Vino che ho avuto modo di degustare. Senza nulla togliere al nuovo bianco Tredici nato per caso a causa dell'impossibilità di portare a surmaturazione le uve moscato per la produzione del passito, di rara freschezza e bilanciamento ed ai due Rossi Eola  che io definirei "base?! Ma quando mai...questo altro che entry level, sarebbe il top di gamma per molte altre aziende!" e Sopra che è invece il Top dell'azienda a ben d'onde, è stato il Ramanto (Cabernet Franc e Petit Verdot) a regalarmi le emozioni più intense e la complessità maggiore. Unico rammarico? Ne fanno davvero poco, quindi correte se siete curiosi!

Poggio Mandorlo: una posizione stratosferica, un terroir dalla mineralità che solo il vulcano spento dell'Amiata può dare in quell'area geografica. La cosa che mi ha più colpito di quest'azienda è stato il fatto che l'impronta dell'enologo Filippo Paoletti dell'agronomo/enologo Maurizio Saettini (che lavoro anche per Poggio Grande) sono impalpabili... penserete che sia diventato matto... che ve li ho citati a fare, io che raramente parlo di "tecnici del Vino"?!? Beh...il motivo è semplice! Il loro grande lavoro è stato proprio nell'ascoltare e nell'assecondare con rispetto, passione e competenza ciò che il terroir poteva esprimere, cosa che tutti dovrebbero fare. Il Poggio Mandorlo (Merlo 70% Cabernet Franc 30%) è un Vino dal tannino così ben educato che sembra una carezza, eppure ha un corpo ed un'intensità che trasformano quell'apparente suadenza in un bello schiaffo di quelli che si danno per svegliarsi da un sogno...che però continua anche dopo essersi destati, grazie ad un'indiscutibile persistenza. P.M. stanno per Poggio Mandorlo e per pienezza e mineralità che ritroviamo in tutti i Vini che ho degustato.
  • Piccoli rammarichi...
1. Non aver potuto incontrare la carissima Annamaria Sala delle Tenuta Gorghi Tondi, assente giustificatissima, grazie alla quale, in compenso, ho avuto il piacere di ribadire la grande integrità dei Vini prodotti dalla sua Azienda. In particolare ho apprezzato lo Zibibbo versione secca, dai profumi straordinari e davvero siciliani e dal gusto così fresco ed asciutto... davvero il Vino dell'estate e del sole! Rimediare non sarà poi così dura, data l'oasi paradisiaca in cui è immersa la Cantina in questione!

2. Non aver potuto dedicare il tempo che meriterebbero ai Vini di Villa Papiano, che nella degustazione più "bevi e fuggi" della mia vita ho apprezzato in toto! Albana passita di livello assoluto e, da notare, sono stati i primi che sono riusciti a farmi bere un Vermut (meglio la grafia italiana, dato che l'hanno inventato i torinesi) al Vinitaly... e che Vermut ragazzi! Sono sicuro che avrò modo di rifarmi in un futuro molto prossimo!
  • Emozioni e... basta....
Condividere con amici incontrati per "più o meno" caso qualche assaggio in giro per i padiglioni, perché "Wine is sharing" non è solo uno slogan, ma è la realtà!
- Riscontrare il successo di WineBlogRoll, firmando addirittura un paio di autografi sulla copia stampata del mio articolo sugli assaggi consigliati per il Vinitaly 2015 (dato che non sono nessuno, mi sta venendo il dubbio che non fosse carta carbone con sotto qualche cambiale che a questo punto avrei firmato! Speriamo bene!);
- Capire che la natura di questo Blog, ovvero non mirata al mero ritorno economico, bensì alla condivisione di una visione del Vino più emozionale, è ciò che piace di più sia ai produttori (ringrazio i ragazzi di Corvezzo per l'accoglienza speciale riservatami) ed ai lettori/winelovers;
- Passare tra gli stand e tra saluti, strette di mano, baci ed abbracci sentirsi a Casa, che per chi, come me, fa davvero fatica a sentirsi a Casa, avendo viaggiato molto ed avendo vissuto purtroppo e per fortuna in luoghi diversi, è davvero una sensazione stupenda;
- Assaggiare le preparazioni uniche dello Chef Francesco Apreda, organizzata dalla carissima Giulia Murducca, durante la degustazione che lo vedeva preparare piatti in abbinamento al Fiano di Avellino. Un puro viaggio di sapori;
- Conoscere Stevie Kim e Ian D'Agata durante la degustazione sui Vini naturali ed artigianali "The Good, the Bad and the Ugly of Artisanal Wines"... vedetela come volete, ma sono a loro modo due miti! Dei Vini degustati ve ne parlerò in altra sede... ma il Brunello Biondi Santi "l'era proprio bono".

Tornando all'argomento centrale di questo Blog e della mia Vita ormai, ovvero il Vino, io riassumerei questo Vinitaly 2015 con le seguenti parole:


Amicizia, Condivisione, Slancio, Lavoro, Semplicità, Casa, Passione e Verità.

Di sicuro avrò dimenticato qualcuno e mi scuso sia con chi non ho citato, sia con chi non sono riuscito a passare a salutare, ma 4 giorni di Vinitaly non bastano ad una persona chiacchierona ed appassionata come me, che quando si siede a parlare di Vino ed ancor più ad ascoltare le storie di Voi magnifici produttori, perde la cognizione del tempo ed a volte (per fortuna avevo la cartina!) dello spazio!

A dimenticavo...un grazie speciale a tutti gli amici che, incontrati per caso, hanno condiviso con me qualche assaggio, di certo con Voi è stato tutto più bello!

See ya next Vinitaly!


F.S.R.
...Wine is sharing!

sabato 21 marzo 2015

WineBlogRoll.com al Vinitaly - Keep on Wine Blog Rollin'!


Seguite le Wine News che pubblicherò da Verona leggendo i post in homepage e non perdetevi la Rassegna Stampa dei post dei miei colleghi italiani e stranieri che troverete sotto ogni articolo e qui: www.wineblogroll.com/p/rassegna-stampa-vino.

WineBlogRoll.com non vi lascia neanche durante il Vinitaly!


F.S.R.
Wine is sharing!

I Vips al Vinitaly - Da Renzi ai Vini di Bruno Vespa

Leggendo alcuni comunicati e gli ultimi articoli riguardanti il Vinitaly, prima della partenza, ho avuto un mezzo mancamento... speravo che, almeno quest'anno, molta della mondanità legata alla kermesse veronese si sarebbe auto-reindirizzata verso l'EXPO 2015, ma così non sarà, VIPs, politici e quanto di meno vicino al Vino l'Italia possa sfornare saranno colpiti da una forma acuta del noto virus presenzialista denominato "Devo esserci anch'io!".

A prescindere da Renzi e dal Ministro dell'agricoltura Maurizio Martina, che sono d'obbligo ad un evento che rappresenta il settore trainante dell'export italiano e, probabilmente, l'industria più sana e volenterosa (nonostante i mille e più problemi indotti proprio da una politica lacunosa, chiunque sia al governo, da anni, ormai) d'Italia, volevo segnalare a tutti i maniaci del Selfie coi VIPs da postare sui social ed a chi semplicemente vuole sapere, senza doversi avvicinare troppo, a cosa saranno dovuti quei cumuli di persone con i cellulari e le fotocamere pronti a scattare, potendo magari sfruttare la cosa per assaggiare qualcosa con più calma negli stand limitrofi, meno affollati, quali personalità più o meno importanti (decidete voi) saranno presenti al Vinitaly.

Carlo Calenda: Vice ministro dello Sviluppo economico
Luigi di Maio: Vice presidente della camera
Paolo De Castro:Commissione Agricoltura del Parlamento europeo
Elisabetta Gardini: parlamentare europeo.
Alessandra Moretti: candidata PD
Luca Zaia & Flavio Tosi: rispettivamente Presidente Regione Veneto e sindaco di Verona... se li mettessero insieme su un palco forse potrei anche andare a vederli, dato l'aria che tira!
Matteo Salvini: Segretario delle Lega
Roberto Maroni: Presidente della Lombardia

Ovviamente saranno presenti anche molti personaggi del mondo dello spettacolo, ma non voglio annoiarvi con i soliti nomi...
Veniamo al "bello", piuttosto... ovvero i personaggi "noti" che si sono dati alla produzione di Vino o meglio...al finanziamento di aziende che producono Vino per loro, che saranno presenti con un loro stand al Vinitaly:
Oliviero Toscani: O.T. Oliviero Toscani Società Agricola s.r.l. - i suoi Vini "diversamente-bolgheresi" non sarebbe neanche "male", ma le continue cadute di stile del fotografo (e politico?!?) toscano, non ultima la battutaccia sui Veneti, che speriamo non se la siano presa troppa o gli converrà imparare a fare scatti diversi da quelli ai quali è abituato a fare dietro ad un obiettivo,  ovvero quelli di corsa!
Massimo D’Alema: La Madeleine ss - bah... in questo articolo di Intravino spiegano perché non piace a me e non dovrebbe piacere neanche a Voi: www.intravino.com
Bruno Vespa (già visto al ProWein non con poche polemiche...): "Vespa Vignaioli per Passione" - un nome ed un significato che non piacciono ai puristi del Vino e della lingua italiana e tanto meno a me, che reputo un insulto ai Vignaioli VERI il fatto che una persona che il Vino sicuramente l'ha bevuto, ma in vigna ci sarà stato solo per le foto di rito, senza sporcarsi le mani, si arroghi il diritto di auto-definirsi Vignaiolo.
Jarno Trulli: Podere Castoraniforse l'unica Cantina in cui il "Vip" (o ex pilota di Formula 1, per chi non lo sapesse) in effetti qualcosina di Vino sa ed il progetto enologico ha un senso, dalla Regione scelta, l'Abruzzo (di cui Jarno è originario) e dal low profile mantenuto ormai da anni dallo sportivo, se pur in controetichetta il suo nome appaia.
La domanda che tutti ci facciamo (sono ironico, ovviamente) è la seguente: ma... L'On. Razzi - che come di certo non saprete "fa produrre" Vino in Abruzzo con la sua immagine, la sua firma e le sue perle di saggezza in etichetta - ci sarà? I "suoi" Vini ci saranno? Non siete curiosi? Ehm... ancora ironico! Forse troppo?!? Bah... Sti r...azzi!
Dimenticavo... se avete altri VIP da segnalare fatelo come sempre con un commento, così so quali stand evitare! :-p
Vi prego datevi tutti alla "Caccia al Vip" e prendete di mira gli stand dei Brand più importanti... dai su...fatelo! Non preoccupatevi, il perché ve lo spiego al mio ritorno! Mica perché io andrò negli stand che lascerete vuoti per scattare foto a Renzi e compagnia bella...nooo...non lo farei mai!
Scherzi a parte, il mio personale parere è che il Vinitaly sia un evento al quale non mancherei mai proprio per la concomitanza degli estremi nel bene e nel male, in un contesto in cui, però, chi è del settore si sente quasi a casa, come se passeggiasse durante l'affollata sagra di paese, nella propria cittadina di provincia, salutando vecchi amici con il classico "ripasso quando sei più tranquillo" o con frasi del tipo "da quanto tempo...ci si rivede sempre al Vinitaly, noi!" e facendo nuove e, spesso, piacevolissime conoscenze... che spesso fanno nascere addirittura sincere Amicizie.
 Il Vinitaly ci serve, dai! Serve all'Italia, serve ai produttori e serve a tutti noi che facciamo parte in un modo o nell'altro dell'enosfera. Quindi ammettiamolo...se non ci fossero questi 4 giorni e se non fossero così assurdi e pieni di "di tutto un po'" ci mancherebbero!
Se volete davvero assaggiare delle chicche date un'occhiata qui: www.wineblogroll.com.
Buon Vinitaly a tutti!
Sta volta...si comincia davvero!

giovedì 19 marzo 2015

I Vini e le Cantine che non potete assolutamente perdervi al Vinitaly 2015...secondo me!

Oggi aggiornavo la mia agenda, fittissima di appuntamenti (ne sono strafelice!) per questo Vinitaly 2015 ed ho sentito una forte pulsione di condivisione...si anche oggi! Ho sentito il desiderio di suggerire a tutti Voi Amanti del Vino i 9+1 assaggi che assolutamente non potete perdervi al Salone internazionale del Vino, oltre a qualche segnalazione "extra" che non potevo esimermi dal condividere con Voi:

- Sassicaia...ops...no sto scherzando...
- Ornellaia.... nooo... dai non vorrete mica fare a spallate per un bicchiere di Vino come in un concerto di...ehmmm...onestamente non sono un tipo da concerti quindi non sono molto ferrato in materia...ma presumo che al concerto di qualcuno si facesse a spallate per arrivare in prima fila, no?! Quindi ho reso l'idea!

Io, invece, vorrei consigliarvi Vini che potrebbero appagare gusto, animo e "casse" di ogni genere di winelover, che possano entrare nelle Carte dei Vini dei Ristoranti degli amici ristoratori che seguono numerosissimi (GRAZIE!!!) il mio Wine Blog e che nutrano e sazino la curiosità di produttori e colleghi (bloggers & giornalisti) che sono sempre alla ricerca di qualcosa di interessante da assaggiare, da "sentire", da conoscere:

Incrocio Bruni 54 2011 - Terracruda: imperdibile per chi è alla ricerca di qualcosa di unico e di completamente fuori dagli schemi, dalla bottiglia al, naso, fino al gusto!
Uno dei miei bianchi "of the year", senza ombra di dubbio! Mi ha stupito, sedotto e convinto!
Mie Impressioni: innanzi tutto va detto che questo vitigno, denominato Incrocio Bruni 54, è una genialata pazzesca creato a metà degli anni '30 dal marchigiano prof. Bruno Bruni, che decise un bel giorno di intraprendere una scommessa con sé stesso e con la Natura, incrociando tramite impollinazione il Sauvignon Blanc ed il Verdicchio... continua
qui: www.wineblogroll.com/terracruda;
Esoterico 2011 - Donnachiara: imperdibile per chi è alla ricerca di qualcosa di unico e di completamente fuori dagli schemi, dalla bottiglia al, naso, fino al gusto!
Mie impressioni: Il naso in questo caso è floreale, meno minerale, più suadente del suo compagno di bottiglia, ma è nei sentori di legno che ho notato la differenza più importante. Infatti, nell'Esoterico la barrique si sente in maniera educata, ma sicuramente maggiore che nell'Ostinato. In bocca è un Vino che ti scalda il cuore, pur essendo secco anch'esso...
- Burson Etichetta Nera 2008 - Tenuta Uccellina: non conoscete il Burson? Non perdete quest'occasione, perché ne vale davvero la pena! Di certo c'è che è un Vino unico nel suo genere.
Mie impressioni: l'approccio visivo è subito d'impatto, come sempre accade per quei Vini sui cui non hai mai potuto posare lo sguardo: granato, con seducenti riflessi violacei.
Il naso mi confonde, ma nell'accezione positiva del termine, in quanto, non è difficile pensare che ci sia stato un errore e che quello che hai appena versato nel calice in realtà sia un Amarone, cosa che viene confermata dall'entrata dolce, ma mai eccessiva, in bocca.
Il sorso è caldo ed avvolgente, ma anche con i 30° di questi giorni, risulta piacevolissimo. Tannini robusti dati dall'affinamento in legno, che la maturazione della bottiglia che ho avuto modo di stappare, fanno dedurre ad una potenziale maggior longevità, per quanto già educati e mai eccessivamente astringenti.
Visciole, cacao, caffé, pepe ed un finale amarognolo che ricorda di nuovo l'Amarone, ma che, sa distinguersi per persistenza. Un vino elegante e davvero lungo!
- Luigi & Giovanna 2011 - Barberani: un Vino diverso, unico nel suo genere, che racconta una storia d'Amore, un territorio, un'idea...il perfetto mix fra passato, presente e futuro con una costante: l'Umbria.
Mie impressioni: prodotto con uve Grechetto, Trebbiano Procanico in minima parte e Muffa Nobile, è palese sin dal momento in cui lo vedo nel mio calice che mi trovo di fronte ad un Vino più unico che raro, fatto di consapevolezza tecnica e di finissimi equilibri, ma soprattutto, intriso di Amore e Passione, quei sentimenti e quelle emozioni che questo Vino vuole celebrare. Al naso prevale l'ananas, con un sensualissimo sentore di frutto della passione, in perfetta accordanza sinestetica, ma si percepiscono anche lontane note di miele d'acacia, probabilmente date dall'apporto aromatico della muffa nobile e del legno. In bocca si conferma pienamente con armonia ed una lineare freschezza. Un vino suadente e persistente, che invoglia alla beva, nonostante la sua grande complessità. Non vi era miglior modo per celebrare 50 anni di lavoro, Amore e passione. Numerosi i riconoscimenti ricevuti da quest'etichetta di grande pregio ed ancor più grande valore emotivo per la famiglia Barberani.  
- Duality - Vignaioli Specogna: un Vino che io reputo geniale, che mi ha colpito sin dalla prima volta in cui lo assaggiai in anteprima, proprio ad un Vinitaly di qualche anno fa, fatto da persone che stimo davvero molto, quindi non potete non fidarvi!
Mie impressioni: il Sauvignon Duality è un Sauvignon Blanc che, nonostante sia prodotto in purezza, è frutto di un assemblaggio di uve di due vigneti con esposizioni differenti, uno a Sud (più sole e quindi più maturità delle uve, nonché maggior morbidezza e complessità) e l'altro a Nord-est (maggiore escursione termica e quindi freschezza ed aromaticità), dai quali proviene la dualità che da il nome a questo pregevolissimo Sauvignon. Questo è sicuramente il Vino che di più porto nel cuore, dato che ho avuto modo di assaggiarlo ancor prima che fosse immesso sul mercato, nella sua prima annata ad uno dei Vinitaly ai quali lo stesso Cristian ha sempre la cortesia di invitarmi, ed ero da subito rimasto ammaliato dalla freschezza della menta e dalle note di frutta tropicale che rendevano il Duality così... beh...così unico nel suo genere, ma aveva di certo dei margini di miglioramento come spesso accade per le prime annate, ancor di più se parliamo di Vini fuori dal coro... continua qui: "Duality Specogna"
- UNTEREBNER Pinot Grigio 2013 - Tramin: forse il nome più noto fra quelli citati, ma ormai mi conoscete... sapete che quando parlo dei "soliti noti" lo faccio solo a ragion veduta e per motivi esterni al brand ed ai numeri, bensì solo ed esclusivamente grazie alla qualità ed alla capacità di un Vino di stupirmi.
Mie impressioni: "IL" PINOT GRIGIO! Amo questo vitigno ed adoro l'interpretazione che da Tramin di quest'uva così speciale. Giallo paglierino carico, un naso piccante, intrigante che anticipa una buona complessità del sorso, che arriva in bocca pieno, ampio e rotondo, quasi grasso. A mio parere (e non solo il mio) un Pinot Grigio da lasciare in Cantina per qualche annetto (non più di un lustro) per emozionarsi ancor di più!
- Manzoni Bianco -  Corvezzo: ho già avvisato tutti i miei più cari Amici di non perdersi la serie di Vini con etichette d'artista che l'Azienda Corvezzo presenterà al Vinitaly, ma dopo aver dato all'occhio la sua parte, non potete farvi scappare questa chicca!
Mie impressioni: è, di certo, l'etichetta più rappresentativa della filosofia di Corvezzo, che mira alla valorizzazione del territorio e dell'uva in sè, senza il timore di essere moderni, freschi ed innovativi.
Alla vista si palesa di un giallo paglierino impreziosito da aurei riflessi.
Il naso è giovane, fresco, tropicale! Grazie alla criomacerazione aromi e gusto acquisiscono un'intensità notevole ed in particolare in bocca a stupire è l'equilibrio fra nota salina, quasi umami, ed un accenno di fruttata dolcezza.

Palmares (100% Nero d'Avola) Gorghi Tondi: non poteva mancare una bollicina, ma ho voluto segnalarvi qualcosa di raro e fine, come la stessa Tenuta Gorghi Tondi ed il suo Staff.
Mie impressioni: tra le ideali "cinquanta sfumature di rosso", di sicuro la più brillante sarebbe il Rosa acceso di questo Spumante extra dry Metodo Charmat made in Mazara (100% Nero d'Avola). Il perlage è fine ed elegante, mentre i profumi sono quelli di piccoli frutti di bosco e fragoline appena raccolte. Il gusto rende ancor più piena la nota fruttata e l'armonia fra frutto, acidità e sapidità rendono questa bollicina un Vino molto duttile e piacevole. Il nome in questo caso deriva dal Latino e significa "Degno della Vittoria" ed a mio parere è un nome decisamente azzeccato per un Rosè, siciliano, di questa levatura.  
Mjère 2013 - Michele Calò & Figliqui lo dico e qui..non...lo nego... io ed i Rosati non andavamo molto d'accordo finché Giovanni Calò non mi ha letteralmente corrotto anima e gusto con i suoi Mjère & Cerasa. Che ve lo dico a fà?!? Provatelo!
Mie impressioni: è il Mjère il Rosato identificativo dell'azienda Michele Calò e Figli e come non potrebbe esserlo, dato che è fino alla creazione del Cerasa era "Lui" a rappresentare l'Arte della vinificazione in "Rosa" firmata Calò?! Un Vino (90% Negroamaro e 10% Malvasia Nera) del classico color cerasuolo, leggermente più scarico del Cerasa, ma, forse, anche più conciliante, in quanto sa subito farti sentire a tuo agio e far comprendere che ciò che stai per bere, sin dal primo sguardo, è un Rosato di quelli fatti ad arte!
Uno spettro olfattivo davvero complesso, fatto dell'immancabile ciliegia e di note di fiori rossi e bianchi, ma anche di salsedine ed arancia.
In bocca si percepisce subito una struttura importante, rara per un rosato, per quanto sia perfetto l'equilibrio fra l'attacco morbido e la giusta acidità, ciò che stuzzica di più i sensi è la sua "dolcemente-sapida" mineralità, che come una brezza fresca e leggera porta con se un ricordo indelebile del mare...di quel mare così vicino alle vigne dalle quali proviene il Mjère. Come lo definirei? Un Rosato con gli attributi, ma mai burbero o scontroso, che sa essere socievole!
Special Guest
Godenza Sangiovese Superiore 2013 - Noelia RicciUna mia tappa d'obbligo dato che a consigliarmela è la massima conoscitrice dei Vini di Romagna (e non solo), la grande Annalisa Linguerri, che lo descrive così: un ritorno al Sangiovese ma soprattutto alla piacevolezza della "beva" giocando con l'eleganza e la carnosità del frutto ma soprattutto con la dinamica e la verticalità di un vino che affascina. Un Vino che reincarna una donna alle sue origini... Eva misteriosa e tentatrice.
Mia impressione: l'etichetta è uno spettacolo... per quanto riguarda il Vino ha già detto tutto Annalisa!

Segnalazioni extra imprescindibili per il winelover emancipato:

- Velenosi e Garofoli: i due emblemi delle Marche del Vino al femminile! Angela Piotti Velenosi & Daria Perego Garofoli... due Donne che in modi diversi, ma a mio parere complementari, hanno dato alle mia Regione natìa ed al Vino italiano in generale un contributo fondamentale in termini culturali, imprenditoriali, umani ed emozionali.
Se non conoscete i loro Vini non sapete nulla del Piceno e del Conero; 

N.B.: il grande Chef stellato (Marchigiano) Moreno Cedroni sarà allo stand di Velenosi Vini!

- Milleuna: vigne ad alberello di oltre 90 anni neanche minimamente sfiorate dalla chimica, con un progetto votato tutto alla qualità... Vini imperdibili di cui parlerò sicuramente in futuro qui su wineblogroll.com;

- Le Cantorie e Lovera (Betella): due Cantine per due interpretazioni della Franciacorta brillanti e contemporanee;

- Fattoria La Valentina: una delle massime espressioni del Montepulciano d'Abruzzo in forma moderna, senza mai denigrare l'impronta territoriale e tradizionale che resta forte ed indentificativa in ogni etichetta dell'Azienda.


In ultimo, come non citare, la FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti,  che sarà presente a Vinitaly 2015 con un’area espositiva dedicata nella quale saranno presenti 53 aziende associate. 
Per la prima volta potrete trovare tutti i vignaioli indipendenti aderenti in un unico spazio dedicato:Padiglione 8, stand B8/B9 e C8/C9. (Segnatevi sin da subito Terre di pietra e Tenuta San Marcello).

Per trovare tutte le localizzazioni delle Aziende sopracitate vi consiglio di dare un'occhiata all'articolo in cui consiglio la App del Vinitaly ed i links utili per organizzare al meglio le vostre giornate in fiera: www.wineblogroll.com/vinitaly-2015.


F.S.R.
Wine is sharing!

martedì 17 marzo 2015

Vinitaly 2015 - Tutto ciò che dovete sapere: dalla App alla Mappa dei Padiglioni

Come capita spesso, ormai, vorrei condividere con Voi winelovers parte dell'"event plan" che faccio per me prima di ogni evento enoico ed in questo caso parliamo dell'evento degli eventi, della Pasqua anticipata dei winelovers, dell'appuntamento che tutti aspettano di anno in anno...dai...insomma...ho capito che avete capito! Il Vinitaly 2015!
Anche quest'anno è arrivato il momento di preparare la valigia, di stampare il pass e la prenotazione dell'Hotel, di preparare la schedule degli Stand da visitare, degli Amici da riabbracciare, degli appuntamenti da non mancare, per poi partire alla volta della "cara" (in tutti i sensi in "periodo vinitalyino")  Verona . Prima di fare tutto questo, però, da bravo Wine blogger, sono solito fare scaricare la App dell'evento in questione e segnarmi tutti i links utili a rendere meno dispersivo il mio enoico vagar fra padiglioni. Quindi perché non condividere con Voi questi punti imprescindibili per la mia organizzazione? Magari non serviranno a tutti, forse molti di Voi li conoscono già, ma io vorrei ugualmente segnalarvi i links che ritengo più importanti per organizzare al meglio le vostre giornate in fiera, partendo dalla App che potrete scaricare sui vostri smartphone e tablet:


App Vinitaly per I-phone: www.itunes.apple.com/it/app/vinitaly
(connessione permettendo) 
Ovviamente chi non scaricherà l'App o chi utilizzerà un dispositivo non supportato, potrà usufruire semplicemente del catalogo espositori online, che permetterà di rintracciare con una ricerca veloce ogni Cantina ed ogni Azienda, cercandole attraverso il loro nome specifico o tramite parametri più generici come la ricerca per Padiglione, Nazione, Regione, Provincia o categoria merceologica:

Catalogo Espositori Vinitaly: www.catalogo.vinitaly.com/vinitaly/it
In ultimo, anche se in alcuni casi i posti sono già esauriti, vi consiglio di visitare l'area dedicata al calendario delle degustazioni guidate, sia gratuite che a pagamento, attraverso la quale potrete effettuare la vostra prenotazione e quello dei convegni ai quali poter assistere in fiera: 

Calendario Degustazioni Vinitaly: 

Calendario Convegni Vinitaly:
Infine, vi lascio il link alla Mappa, anche se molti di Voi troveranno più comodo il formato cartaceo che troverete in fiera:
Mappa area espositiva Vinitaly: www.vinitaly.com/areaVisitatori/mappa/

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