domenica 24 gennaio 2016

Alla scoperta del Groppello di Revò della Cantina Laste Rosse in Val di Non

Partendo dal presupposto che non mi sia mai piaciuto “vincere facile”, penso che tra le tappe di DestinazioneVino una di quelle che esprima meglio la filosofia di questo viaggio, ed almeno in parte, la mia ricerca enoica personale, sia quella del Trentino con i suoi territori estremi e la viticoltura eroica, fermo restando che in ogni regione ed in ogni Cantina selezionata abbiamo trovato spunti unici ed un filo conduttore qualitativo a livello umano e produttivo che sfido chiunque a mettere in dubbio.
Se nel precedente articolo ho condiviso con voi la tappa in Val di Cembra, oggi ci spostiamo qualche km più a Nord, nella meravigliosa Val di Non, dove un tempo al posto delle centinaia di ettari coltivati a Melo, un tempo c'erano vigneti tra i più estremi e suggestivi in Italia e, oserei dire, del mondo.
Testardo come sono, non potevo desistere di fronte alla sfida di poter trovare ancora almeno un produttore in grado di tenersi stretta la propria vigna, per di più continuando a credere in un vitigno ormai quasi estinto, come il Groppello di Revò. Alla fine l'ho trovato in quel di Romallo e si tratta di Pietro Pancheri della Cantina Laste Rosse, che con la sua famiglia sta portando avanti quella che sembra essere più una missione che un'attività di produzione vitivinicola. Impresa che a volte assume i connotati di una vera e propria impresa, in quei vigneti che in totale non arrivano neanche ad 1 ettaro.
E' stato chiaro sin dall'arrivo della VinoMobile nella Cantina Laste Rosse che non ci saremmo trovati nella solita cantina, bensì a casa Pancheri, con Pietro, sua moglie Silvia e due splendide bimbe ad accoglierci con un fiore giallo come il sole che ci ha accompagnati per tutto il successivo tour delle vigne.
Già nel nome troviamo una peculiarità di questo territorio, i terreni rocciosi, che abbinati a pendenze che farebbero scendere dalla bici persino i ciclisti più abili, rendono impossibile ogni lavorazione meccanizzata.
Tra racconti legati a quanto l'avvento della melicoltura abbia cambiato radicalmente paesaggi ed abitudini dei locali, ho percepito forte l'attaccamento ad un mondo, quello del Vino, che si distingue persino dall'agricoltura stessa, proprio in quei frangenti nei quali il lavoro diventa passione, soddisfazione e condivisione. Un lavoro, quello di Pietro, che deve fare i conti con un territorio impervio, con condizioni proibitive legate all'attacco di uccelli e negli ultimi anni insetti, ma che grazie al supporto di tutta la famiglia ed all'ingegno (vedi le reti per uccelli) viene portato avanti all'insegna dell'artigianalità e della qualità. Se c'è una cosa che si comprende sin da subito in questa azienda è che la fatica non spaventa nessun membro, a partire dalla bimbe che non hanno fatto altro che correre a destra ed a manca su e giù per le scoscese vigne... che invidia! Io dopo due salite avevo già l'affanno!

Tornando al Vino, se una volta, in questa Valle, tutti avevano un piccolo appezzamento vitato a Groppello, è solo da pochi anno che alcuni produttori hanno deciso di reimpiantare quest'uva che in dialetto veniva chiamata “Gropel”. Un'uva sicuramente “selvaggia”, ostica ai più, ma che se coccolata e, soprattutto, interpretata con umiltà e comprensione sa dare grandi risultati.
I Vini che abbiamo assaggiato sono il Gropello di Revò Laste Rosse, vinificato in acciaio per poi affinare metà in acciaio e metà in barrique esprime al meglio la sua natura forte al naso con spezie e frutto nitidissimi ed in bocca con una tannicità presente, ma ben domata dalle sapienti e rispettose cure di Pietro, ciò che colpisce di più però è la sua freschezza, che abbinata ad una gran bella profondità, rende ogni sorso davvero piacevole e mai scontato.
Pietro, però, non si è limitato all'interpretazione più positivamente "classica" e, forse, anche quella che lascia emergere di più il vitigno, in quanto ha stupito i nostri palati prima con il Privato (etichetta frontale sostituita da una bellissima scritta a mano libera di Silvia), Groppello che gioca sulla capacità del legno di arrotondarne il tannino, rendendolo sicuramente più elegante ed apprezzabile da un maggior numero di palati, per poi finire con una con una chicca che neanch'io mi sarei mai aspettato, ovvero un Metodo Classico (Blanc de Noir) base Groppello, che a mio parere è riuscito a prendere il varietale e vestirlo da serata di Gala, senza andarne a coprire le peculiarità, bensì preservandone i tratti distintivi, prima fra tutti l'acidità, integrandoli con dei sentori da lievito, di amaretto e biscotto al miele, davvero golosi!
La Famiglia Pancheri produce anche un piacevolissimo bianco da uve Traminer, di spiccata aromaticità, specchio del terroir, ma sempre molto composto e mai eccessivo.
Lascio la Cantina Laste Rosse con un fiore giallo fra le mani, la meraviglia negli occhi ed il calore umano nel cuore, ma ancor più con la conferma che ne sia valsa la pena arrivare sino a Romallo per capire dove nasce il Groppello di Revò e quanto può ancora darci quest'uva, soprattutto in termini di longevità, che in ogni Vino si palesava avere un potenziale davvero imponente.
Se passate in Val di Non, cercate fra la mela golden, un uva ancor più preziosa dell'oro e capirete molte cose di questo Vino, anche solo scorgendone i piccolissimi vigneti.

F.S.R.
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