sabato 13 febbraio 2016

Nelle Marche, dal primo spumante al mondo ai metodo classico contemporanei di Federico Mencaroni

Visto che qualcuno sostiene che il mio riavvicinamento (in termini di residenza) alla mia terra natìa mi stia spingendo a parlare sin troppo delle Marche, oggi vi parlerò... delle Marche!
Scherzi a parte, ma lo sapevate che il primo spumante al mondo fosse ad opera di un marchigiano doc? Io cito spesso questa nozione storica, ma è importante ricordare l'opera di Francesco Scacchi da Fabriano, in quanto almeno trenta anni prima del monaco francese Dom Perignon nell’abbazia di Hautevillers, nel lontano 1650, iniziò a produrre quello che era a tutti gli effetti un metodo ancestrale (o Metodo Scacchi), più che un metodo classico. Quindi se volete fare una pernacchia ai cugini d'Oltralpe questo è il momento! Ovviamente sto giocando, ma faccio questa premessa, in quanto quello che può sembrare solo un mero cenno storico è, a mio parere, fondamentale per confermare la vocazione di un intero territorio alla spumantizzazione, ancor più con le competenze odierne.
Proprio nei giorni scorsi, facendo una delle mie ricerche ed in particolare sul Verdicchio, mi sono imbattuto piacevolmente in una Cantina che ha voluto incentrare gran parte della sua produzione proprio sul Metodo Classico prodotto da questo varietale e le due bottiglie assaggiate mi hanno colpito a tal punto da volerne condividere con voi alcune impressioni.
Parlo dell'azienda Federico Mencaroni di Corinaldo, una piccola città nella provincia di Ancona, davvero meravigliosa!
L'azienda prende il nome dall'attuale titolare Federico, che rappresenta la quarta generazione di viticoltori, ma soprattutto la svolta per questa realtà che passa, con il suo arrivo, da un produzione per lo più dedicata allo sfuso, ad una ricerca estrema della qualità ed un approccio molto contemporaneo al Vino, con un forte segnale dato dal packaging e dalla scelta di produrre due metodo classico con lunghe permanenze sui lieviti.

La dedizione e la passione che tengono Federico così legato alla sua azienda, al suo territorio e alla sua campagna, hanno dato vita ad una linea di Vini apprezzabile, nella quale spuntano, senza dubbio, due spumanti di grande personalità come Contatto e Apollonia.

Una scelta non delle più semplici, vuoi perché Corinaldo non è Cupramontana, vuoi perché c'è ancora un po' di difficoltà nel far comprendere la realtà validità dei Metodo Classico italiani ed ancor più di quelli da varietali autoctoni come il Verdicchio, ma la conduzione familiare dell'azienda ed una lavorazione autentica e quanto più artigianale possibile dell’uva e del vino stanno dando grandi risultati a questa realtà, che tra l'altro punta molto sull'accoglienza in cantina, punto cardine della comunicazione vino-territorio e che purtroppo non tutti comprendono. Vitigni autoctoni e unici per caratteristiche organolettiche e versatilità come il Verdicchio dei Castelli di Jesi ci offrono la possibilità di creare un vino come vogliamo e come più ci piace.
Io ho avuto l'opportunità di assaggiare 3 Vini prodotti da questa Cantina marchigiana e devo ammettere che ho trovato una lungimiranza notevole, che più passa il tempo più diviene contemporaneità, ma che, per fortuna, non coincide con la mera volontà di accontentare le tendenze o le richieste di mercato, bensì fa della personalità e dell'originalità due sinonimi di eccellenza e due peculiarità vincenti.
Isola Verdicchio dei Castelli di Jesi 2013: un Verdicchio più che piacevole, dalle coerenti note varietali sia fruttate che floreali, ma che spicca per la sua sapidità, che non può che ricordare sinesteticamente il mare che dista solo pochi km da Corinaldo. Una buon propedeutico per i due metodo classico.

Apollonia - Verdicchio dei Castelli di Jesi DOP Metodo Calssico Brut Nature Millesimato 2010: se amate il Verdicchio in toto ed ancor più se del Verdicchio vi piacciono spalle larghe e quel tono di voce un po' rauco, ma che sa tanto del rimprovero del nonno che adoravamo, questo è il vostro Vino! Varietale come pochi altri sanno essere tanto da ricordarmi un pic nic su una collina dell'entro terra marchigiano a pochi km in linea d'aria dal mare, durante i primi di marzo, allo sbocciare delle margherite... nello zaino (lo so, il cestino di vimini sarebbe stato più romantico, ma mi sembro cappuccetto rosso?!?) il pane che mi diletto a fare da quando ero piccolo ed il mio snack preferito (chi mi conosce può confermare) le mandorle tostate salate. Davvero uno dei Metodo Classico più rispettosi del varietale che a prescindere dal fatto che lo sia anche grazie all'assenza di dosaggio, mostra un animo fortemente territoriale e per chi ami Marche e Verdicchio è sicuramente un valore aggiunto.

Contatto - Verdicchio dei Castelli di Jesi DOP Metodo Classico Brut Millesimato 2010: la versione tecnica dell'Apollonia, che attinge agli studi enologici ed alle esperienze franciacortine di Federico, che a mio parere, però, ha già ben compreso che il Verdicchio sia un mondo a parte e come tale vada trattato, nel rispetto della sua forte personalità e con la sensibilità tale da farne emergere la sua potenziale eleganza. Se l'Apollonia rappresenta il Metodo Classico varietale al 100%, in questo caso la liquer aiuta a renderlo più apprezzabile anche da palati meno inclini alle note amarognole e più ruvide del Verdicchio, andando a privilegiare le componenti al palato in quanto a struttura, freschezza e mineralità. Un Vino che lascia pensare ad una maggior predisposizione all'evoluzione e che non parla più il dialetto locale, bensì gli idiomi universali della pulizia e dell'eleganza, senza rinunciare ad una forte impronta personale, che in questo caso non disdegno sia più legata all'indole ed al gusto del produttore, piuttosto che al solo territorio.

Un bell'esercizio stapparli entrambi e comprenderne le peculiarità e le divergenze, pur venendo dalle stesse uve di un Verdicchio che conferma alla grandissima la sua ineguagliabile duttilità e la sua predisposizione alla spumantizzazione classica, ancor più che in autoclave.

Detto questo concluderei con una frase che mi ha scritto Sonia, export manager e compagna di Federico, che racchiude in sé ciò che questa Cantina, giovane, ma dalle radici profonde, vuole comunicare: “Vogliamo essere un piccolo punto di riferimento della cultura e dell’eccellenza vinicola. Creare con un "sorso" emozione, entusiasmo ed esperienza.”

F.S.R.

#WineIsSharing

Elenco blog personale