mercoledì 24 febbraio 2016

Torna il Live Wine a Milano - Intervista a Christine Marzani

A pochi giorni dalla seconda edizione del Live Wine di Milano, ho deciso di pubblicare qualcosa di diverso dal solito comunicato stampa, andando ad intervistare per voi la coideatrice (insieme a Lorenzo de Grassi) di quello che, a mio modesto parere, è stato uno degli eventi più riusciti dell'anno scorso: Christine Marzani.
-Come nasce Live Wine?
La nascita di un Salone è sempre l’incontro di persone, la voglia di creare un Salone nuovo, di esprimersi con delle idee diverse, Live Wine nasce perché c’è la volontà di andare avanti nel mondo del vino artigianale e "naturale".
-Qual è la filosofia dell’evento?
LIVE WINE 2016 ha lo scopo di promuovere la cultura e il consumo del vino di qualità artigianale e “naturale”, ovvero il vino prodotto e imbottigliato da chi lo segue personalmente in vigna e in cantina, non trattato con chimica di sintesi in vigna, vendemmiato manualmente, vinificato senza l’aggiunta di lieviti esogeni e di nessun altro tipo di additivo al di fuori di eventuali limitate dosi di solfiti.

-Perché Milano?
Milano è la capitale del nord Italia e pensiamo che sia giusto che la nostra filosofia sia presente in questa grande città, che ha un grande senso della cultura, è aperta, curiosa. Pensiamo per esempio a quello che è stato fatto nell’ambito del design o della moda; diventare un simbolo nel mondo, vorremmo che succedesse anche per i vini dei vignaioli che difendiamo e che faremo scoprire.

-Quali sono le peculiarità dei vignaioli partecipanti?
Ogni vignaiolo deve presentare dei vini che devono corrispondere alle seguenti caratteristiche:
• Nessun utilizzo di chimica di sintesi in fase di coltivazione;
• Nessun lievito esogeno aggiunto in fase di vinificazione;
• Limite di 50 mg/l di solforosa totale per i vini rossi;
• Limite di 70 mg/l di solforosa totale per i vini bianchi e rosati;
. Limite di 100 mg/l di solforosa totale per i vini dolci;
Per migliorare l’evento Live Wine, abbiamo ascoltato soprattutto le esigenze dei vignaioli. Sappiamo bene che essendo piccole aziende, per loro è difficile lasciare l’azienda, inoltre è un periodo dove ci sono ancora tanti lavori in vigna e dunque abbiamo pensato di cambiare gli orari, che credo saranno più comodi anche per i visitatori, che siano operatori o sommelier. Speriamo che questo sia di vantaggio a tutti!

Questi i nuovi orari:
Sabato 5 marzo 2016 dalle ore 14.00 alle ore 20.00
Domenica 6 marzo 2016 dalle ore 12.00 alle 20.00
Lunedì 7 marzo 2016 dalle ore 10.00 alle ore 17.00.

-Perché venire a Live Wine?

Perché è un momento d’incontro, un momento di conoscenza anche per gli operatori, per esempio le enoteche, che possono incontrare nuovi vignaioli e assaggiare i loro vini, ma soprattutto ascoltare la loro storia e come producono il vino. E’ importante anche per gli appassionati che vengono a scoprire e assaggiare nuovi vini. Non dobbiamo dimenticare che questo pubblico che avrà comprato qualche bottiglia dai vignaioli presenti, comprerà domani nelle enoteche, dunque ci sono tanti motivi per venire a incontrarci in questo bellissimo posto che è il Palazzo del Ghiaccio per la seconda edizione di Live Wine, organizzata da appassionati che vogliono condividere la loro passione e presentare dei vini senza artifici e senza additivi enologici. Vi aspettiamo numerosi, operatori del settore e tutti gli appassionati.

Credo che il Live Wine sia una buona palestra per chi voglia confrontarsi con il mondo dei vini "naturali" e che sia gestito in maniera molto rispettosa e senza alcun estremismo. Tornato dalla scorsa e prima edizione riportai a casa segnalazioni importanti e diverse emozioni, ma soprattutto un evento come questo permette di avere uno spettro molto più ampio sul panorama vitivinicolo italiano e non solo, con dei picchi qualitativi notevoli.
Io ho sostenuto dal primo passo fatto nel mondo del Vino, che non vi sia limite più grande del pregiudizio e che ogni singolo Vino vada valutato solo dopo averlo assaggiato e non in base alla "categoria" al quale appartenga, sia in una direzione che nell'altra, ma è palese che se riuscissimo a trovare un maggior equilibrio ed una sostenibilità che non sia solo parte di una comunicazione aggressiva, bensì di una rispettosa educazione del consumatore finale, ben vengano grandi Vini liberi da ciò che non occorra per renderli tali.
Di certo il Live Wine ha il dono di incuriosire trasversalmente i winelovers e di poter mettere a confronto appassionati e piccole realtà in maniera molto diretta e serena.
Ci vediamo a Milano!

F.S.R.
#WineIsSharing

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