sabato 2 aprile 2016

Cantina Masone Mannu - Tra natura incontaminata e Vini dalla grande espressività territoriale

Si apre il cielo, arriva il primo sole come si deve ed io salto la primavera a piè pari per portarvi in Sardegna con me! Siamo nella Tenuta Masone Mannu, un'azienda vitivinicola fondata nel 2003 così come la vediamo ora, ma che può contare su vigne vecchie vigne, della precedente proprietà, che conferiva, però, le uve alla cantina sociale del paese . L’azienda situata alle porte di Olbia nell’agro di Monti, nel cuore della stupenda area della Gallura, ha una superficie di 60 ettari a corpo unico incastonati in un anfitreato naturale, ricco di sugherete, mirto, ginepro e tutta quella flora mediterranea che andremo a ritrovare nei rossi. Gli ettari vitati sono 18 , prevalentemente a Vermentino di Gallura, ma vengono prodotti anche gli autoctoni, o meglio dire i varietali storici a bacca rossa più rappresentative della Sardegna, ovvero Carignano e Cannonau, oltre ad una piccola percentuale di internazionali.
La Tenuta Masone Mannu non compra uve e non compra vini, tutto avviene all'interno dell'azienda e questo è già esplicativo di quale sia la filosofia produttiva ed ideologica di quest'azienda. Cinque vini sui sette prodotti nascono da singola vigna ( il Vermentino di Gallura Superiore Costarenas, Il Vermentino di Gallura Superiore Roccaìa , il Rosato Zeluiu, il Cannonau di Sardegna Zojosu , il Carignano IGT Zurria), mentre gli altri due sono il Petrizza che nasce dal blend del vermentino coltivato sui 3 tendoni aziendali e l’Entu IGT Isola dei Nuraghi Rosso, oggi prodotto con Merlot Cabernet Sauvignon Carignano per avere in linea un Vino di respiro più internazionale.
La vinificazione avviene in maniera semplice e senza fronzoli nel massimo rispetto del vitigno lavorato senza stravolgerne le caratteristiche e le peculiarità .
Quest'azienda, in conversione biologica, si è dimostrata particolarmente attenta alla contestualizzazione paesaggistica della propria struttura ed ancor più al rispetto per le proprie vigne, abolendo la chimica e cercando di preservare quanto più possibile questo territorio tanto prezioso quanto fondamentale per infondere nei propri Vini una personalità spiccata ed una riconducibilità, non solo territoriale, ma del singolo cru, unica nel suo genere.
All'interno della tenuta potrete trovarvi di fronte a fiumi e laghi, dove qualcuno ha pensato bene persino di farsi un bel tuffo post degustazione... io, per non saper né leggere né scrivere, vi consiglio di farlo prima, magari!
Scherzi a parte, che Masone Mannu sia un vero e proprio angolo di paradiso credo di avervelo fatto capire, ma ora passiamo ai Vini ed a ciò che può, intanto, farci viaggiare con profumi, sapori ed emozioni.

Costarenas Vermentino di Gallura DOCG Superiore 2014: parto con un grande Vermentino in purezza, che mi ha coinvolto e sconvolto per la sua territorialità. Un Vino che sa di mare?! Sì, ma sarebbe riduttivo e rischierei di fuorviarvi... in un calice di Costarenas troverete tutto ciò che potreste chiedere al vitigno, dalla pesca, alla mela, passando per le note leggiadre e primaverili di margherite e di erba appena tagliata, il tutto armonizzato e reso ancor più interessante da una brezza marina propedeutica al sorso. Un sorso di quelli che ti fa pensare che, per imponenza, quel calice te lo gusterai lentamente, ma basta un attimo ed arriva dritta come un treno la miglior alleata della struttura nel coadiuvare la beva, ovvero la freschezza! Chiudo gli occhi e mi immagino in un prato, non troppo distante dal mare, steso a guardare il cielo, baciato dal sole... un bel viaggio questo Costarenas!
Entu Isola dei Nuraghi IGT 2013: il più internazionale dei Vini in linea e la cosa, a me che non tengo mai conto delle esigenze dei mercati, ma comprendo che i produttori debbano farlo entro certi limiti, preoccupava un po', lo ammetto. Un taglio Sardo-Bordolese nel quale il Carignano si fa portabandiera della regione, mentre Merlot e Cabernet Sauvignon mirano a far parlare a questo Vino meno dialetto sardo in favore di un idioma più universalmente comprensibile. Sapete che vi dico? I miei pregiudizi sono durati il tempo di mettere il naso nel calice e rendermi conto che, per fortuna, la base autoctona non si è fatta mettere i piedi in testa dai cugini d'Oltralpe, che anzi, fungono da comprimari nell'equilibrare, armonizzare e smussare quella che è la sua natura più rude. Un uva che i francesi non hanno mai capito e che in Sardegna si esprime come in nessun’altra parte del globo, ma che in purezza spesso pecca di squilibri in acidità e tannino, ma che in questo caso si dimostrata persino elegante, con l'aiuto del blend.
Un Vino internazionale quindi, ma capace di parlare di territorio e di essere ricondotto alla filosofia produttiva di quest'azienda. Sono davvero curioso di assaggiare quest'annata tra qualche annetto e comprenderne anche le prospettive in termini di longevità.
Zòjosu Cannonau di Sardegna DOC 2014: mancava all'appello solo il Cannonau che troviamo in questo caso vinificato in purezza e nella maniera meno invasiva. Solo acciaio per un Vino che brilla per impatto aromatico fruttato, mediterraneo, su un fondo lievemente minerale, che non guasta mai! Il sorso si confonde con il morso tanta è la ricchezza del frutto ed a me la cosa piace molto, là dove, come in questo caso, la freschezza ed il mare agevolino così tanto la beva. Ti aspetti il Cannonau potentone e da mezzo calice e stop e ti ritrovi a sorseggiare questo Zòjosu mentre chiacchieri con gli amici ed a doverne stapparne un'altra dopo pochi minuti. Cosa di può chiedere di più ad un Vino se non di essere un veicolo di convivialità, senza imporsi sulle dinamiche più spontanea?
N.B.: Non ho, volutamente, descritto l'altro Vermentino di Gallura Superiore, ovvero il Roccaìa in quanto è, a mio parere, il Vino più complesso prodotto dall'azienda e quello che meriti più tempo per raggiungere un apice che, credo, pochissimi Vermentino ad oggi possano anche solo pensare di raggiungere in termini di evoluzione e, quindi, longevità. Nei prossimi mesi, ne leggerete di sicuro qui e sui miei profili social.

In conclusione, devo ammettere di aver trovato un fil rouge che non mi aspettavo nei Vini della Tenuta Masone Mannu, ovvero la freschezza, data da acidità spiccate, ma sempre ben bilanciate, che rendono ogni Vino prodotto di buona se non di grande beva, cosa non sempre così scontata, soprattutto se parliamo di rossi sardi.
Un paradiso per gli occhi, per il gusto e per il cuore, che confido andrete a visitare se non personalmente, attraverso un calice dei loro Vini e come sempre, attendo le vostre impressioni ed emozioni!

F.S.R.

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