martedì 19 luglio 2016

Julien Miquel - Uno dei più importanti Wine influencer al mondo parla di Vino italiano e Wine Bloggers

Oggi ho deciso di dare spazio ad un collega, nonché uno dei più importanti wine blogger e wine influencer al mondo, Julien Miquel.  (english version here)
Ho conosciuto Julien quando mi citò tra quelle le definì le Wine Social Media Celebrities (forse un tantinello esagerato per me, ma all'estero i Blogger in generale ed anche in Wine Blogger nella loro nicchia sono delle vere e proprie star), quindi non vedevo l'ora di aver l'occasione per ricambiare il "favore"!
best wine blogger

Chi è Julien Miquel?

Julien fonda Social Vignerons a metà del 2014 ed il suo wineblog, dopo solo sei mesi, viene votato come "Miglior nuovo Wine Blog" ai Wine Blog Awards.
Un enologo, un esperto di social media marketing, ma in primis un grande winelover che ha deciso di mettere a disposizione di tutti, produttori di vino ed appassionati di tutto il mondo, la propria esperienza maturata grazie ad esperienze da winemaker in Francia (ha lavorato anche per Chateau Margaux), Spagna, Australia ed ovviamente in Italia. E' proprio per questo che ho voluto ospitarlo qui su WineBlogRoll, in quanto avere un punto di vista di un esperto del Vino mondiale che abbia conosciuto l'Italia del Vino dall'interno, possa solo rappresentare un valore aggiunto alla mia personale consapevolezza e, spero, a quella di tutti voi. Come vedrete dalla brevissima chiacchierata con Julien, le domande sono molto semplici e dirette ed il tono è molto informale, come si confà a dei wine blogger che puntano tutto sulla condivisione e sullo storytelling.
Cosa ne pensi dell'Italia e di cosa ti occupavi nel settore del vino in Italia?
Ho lavorato in Italia come produttore di vino per poco più di 6 mesi nel 2006.
A dire il vero, giunsi nel vostro Paese l’anno dei Mondiali di Calcio, proprio la domenica di luglio, durante la finale tra Francia e Italia (vinsero gli Azzurri ovviamente!). Ero felice che l’Italia avesse vinto, sennonché per aver reso più facile la mia vita rispetto al caso in cui avessero vinto i Francesi, visto che avrei trascorso il resto dell’anno in Italia! ;-)
Ho prodotto vino sulla costa toscana, nei pressi di Bolgheri, in una tenuta chiamata Caiarossa. Producevamo vini “Super Tuscan” con svariati vitigni, principalmente con Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, Merlot, Petit Verdot e Syrah e con Chardonnay e Viognier per i bianchi.
È stata un’esperienza fantastica, che mi ha dato la possibilità di immergermi nella cultura locale, circondato dagli abitanti del posto. Ho dovuto imparare l’italiano in un paio di mesi. Ho dovuto anche iniziare a parlare un po’ più forte del solito e a gesticolare mentre parlavo. 
Mi sono innamorato come non mai dell’Italia, della profondità della sua cultura e dell’indole gentile del suo popolo. Essere in grado di parlarne la lingua aiuta moltissimo a comprenderne la cultura e a condividere i momenti più belli.

Cosa ti è piaciuto di più dell’Italia e del vino italiano?
Anche se può sembrare scontato, in quanto molte persone potrebbero dare la stessa risposta, tuttavia, quel che più ho amato del vino italiano è stata la sua diversità. L’Italia è il più grande Paese produttore di vino al mondo, eppure tutta la sua produzione è suddivisa tra una miriade di piccoli produttori. Ogni zona presenta vitigni propri, spesso sconosciuti altrove. Dunque, esagerando un po’, si potrebbe dire che i vini sono molto diversi tra loro, il che non risulta necessariamente un vantaggio per il Paese da un punto di vista del marketing giacché, da winelover, potresti non finire mai di esplorare e di imparare, nonché di restarne sorpreso.
Si potrebbe anche sostenere, in generale, che in Italia c’è un forte legame tra i vini e i loro terroir, il che amplifica la diversità complessiva. In Italia ogni vino riesce ad esprimere in maniera più distinta rispetto ad altri Paesi il luogo in cui esso è stato prodotto e gli individui che lo hanno prodotto. Vi è stata una minore influenza delle tendenze di moda, delle tecniche moderne di vinificazione, dell’impiego di botti di rovere, etc.
Il mio sito web/blog si chiama Social Vignerons perché ho la passione per i viticoltori e per quello che riescono ad esprimere attraverso i loro vini. Di sicuro, in Italia c’è molto da scoprire e da esplorare sotto questo profilo.
Per di più, quasi tutti i vini italiani si possono abbinare facilmente a qualsiasi piatto, il che per me, da buon francese, ovviamente risulta fondamentale.
Cosa pensi della qualità del vino italiano?
social vignerons
Non credo vi sia una risposta generica a tale domanda. A causa della diversità precedentemente menzionata e l’immenso volume della resa vinicola del Paese, tutti i livelli di qualità sono rappresentati nel vino italiano: dai più ordinari, piuttosto a buon mercato, a quelli che vengono considerati i migliori al mondo; ma nell’insieme posso affermare che la qualità del vino italiano sia piuttosto buona. Credo che uno dei vantaggi del vino italiano nel suo complesso consista nel fatto che una gran quantità della produzione di qualità più scarsa venga esportata all’ingrosso senza essere necessariamente venduta sotto l’etichetta di “Prodotto in Italia”, in modo da non danneggiare l’immagine del Paese. Mi vengono in mente gli enormi volumi destinati alla produzione dei vini spumanti tedeschi Sekt o ai blend dei vini rossi da tavola a buon mercato “dall’Unione Europea”. Pertanto, in linee generali, quel che viene fuori dalle bottiglie IGT o DOP è di qualità piuttosto buona.

Cosa pensi della comunicazione del vino italiano? Perché i Wine blogger sono così importanti sul piano internazionale?
Nella comunicazione essere diversi e divisi non è un bel vantaggio, come ho illustrato nell’articolo sopracitato. È molto più facile comunicare su una scala globale quando sei un grande brand piuttosto che un piccolo produttore.
Molti piccoli vignaioli non hanno tempo o denaro a sufficienza da investire nella comunicazione.
Tuttavia, ritengo che con i social media siamo entrati in un’era che permette ai produttori di vino di connettersi con i propri clienti e con i potenziali clienti molto più facilmente e a più basso costo. I social media permettono di collegare la diversità dei bevitori e degli amanti di vino di tutto il mondo alla diversità dei produttori di vino di tutto il globo. Tutti possono trovare ciò che più gli o le interessa. Ogni bevitore di vino può trovarvi un vino o una storia che gli piace. Ed ogni produttore dovrebbe essere in grado di trovare persone a cui piaccia il proprio vino e la propria storia.
È come se nel mondo del vino i social media siano stati effettivamente creati per rispondere alla diversità.
È questo il punto di vista di Social Vignerons, in cui cerco di dare la possibilità ai produttori di raccontare la propria storia attraverso il mio sito web e la mia community virtuale. Invito i produttori a condividere semplicemente la loro storia con me e con il mio pubblico. Come consulente, aiuto anche qualcuno di loro ad essere più efficace sui social media per trovare i clienti.
L’importanza dei wine blogger consiste nella continuità di questo movimento che sta prendendo piede con il web e i social media, i quali conferiscono a produttori e appassionati un maggior potere. Interagendo con i wine blogger, i produttori di vino possono ottenere recensioni sui loro vini su scala globale praticamente gratis. Non dovranno necessariamente acquistare lo spazio pubblicitario. Vale lo stesso per i bevitori di vino, i quali dovranno semplicemente verificare sui wine blog qual è la vera qualità del vino piuttosto che pagare per abbonarsi ad una rivista che non è necessariamente rappresentativa della realtà.
Inoltre, i wine blog permettono ai consumatori di saperne di più sui vini e di fare acquisti consapevoli. Permettono anche ai produttori di raccontare la propria storia e di “spargere la voce” (è questo lo slogan di Social Vignerons) sui loro vini.

Nessuno passa inosservato con i wine blog! Per questo motivo, essi sono sempre più popolari.

Conclusioni sull'intervisa a Julien Miquel e la situazione del Wine Blogging italiano

Credo che Julien, specie per quanto concerne la comunicazione, sia stato in grado di sintetizzare alcuni punti focali riguardanti il Vino italiano e, soprattutto, la figura del wine blogger, non tanto al fine di "tirare l'acqua al nostro mulino" (anche perché ci piace più il Vino!), bensì per dare una visione più internazionale di quelli che sono i valori della comunicazione del Vino odierna.
Non posso, quindi, che ringraziare il caro Julien Miquel  per il tempo concessomi. (Segui Julien Miquel sui social).

Special thanks alla traduttrice dei testi, Martina Pirosini, specializzata in traduzioni enoiche.

F.S.R.
#WineIsSharing

Elenco blog personale