sabato 6 agosto 2016

Italia e Brasile uniti dal Vino alle Olimpiadi di Rio 2016

Sono appena iniziate le Olimpiadi di Rio 2016 ed io che adoro lo sport ed ho avuto la fortuna di praticarlo ad alti livelli fino a pochi anni fa, vedo in questo evento l'apoteosi della goduria dello sportivo in senso lato e la vetrina più importante per i così detti "sport minori", di cui in Italia, purtroppo non si parla molto spesso, a causa del calciocentrismo. Quindi, un po' come mi piace dare visibilità a quelle cantine italiane che non hanno una grande "potenza di fuoco", getto via il telecomando e guardo qualsiasi sport olimpico venga proposto.
vino olimpiadi rio
Lo sport, un po' come il Vino, è una delle cose per le quali si riesca ad essere profondamente orgogliosi di essere italiani, quindi a prescindere dalle problematiche legate all'organizzazione dell'evento e delle ancor più gravi e delicate dinamiche politico-economiche che affliggono il Brasile, ho pensato potesse essere interessante parlarvi in maniera leggera e quanto più concisa possibile di un trait d'union (scusate, ma non ho la più pallida idea di come si dica in Portoghese) che veda l'Italia ed il Brasile connessi enoicamente.
Premessa: sembra che in Brasile vivano tra i 28milioni ed i 31milioni di italo-brasiliani, ovvero cittadini brasiliani (nati in brasile) con chiare origini italiane, per via del grande flusso di immigrati italiani che inondò queste terre tra il 1880 ed il 1930, oltre ai 300mila e più italiani residenti nel paese del Carnevale. Altra curiosità interessante è che quasi il 30% di questi immigrati era rappresentato da veneti, con una buona prevalenza del nord a discapito di ciò che avvenne ad esempio negli Stati Uniti.
Questo fenomeno interculturale ha portato senza ombra di dubbio ad una contaminazione importante e molti pensano che la viticoltura in Brasile sia nata proprio grazie alle famiglie italiane arrivate in quegli anni, tanto che oggi molte di queste realtà vitivinicole vantano nomi di chiare origini italiche.

Una di queste cantine è la Lidio Carraro, che dal 2004 si è ritagliata un ruolo di prim'ordine nel panorama enoico brasiliano.Una realtà votata alla ricerca dell'identità e dell'eccellenza dei vini brasiliani, che affonda le radici nel lavoro di cinque generazioni di viticoltori in Brasile. Lidio Carraro inizia la propria attività nel '98 impiantando i primi vigneti nell'eloquente Vale dos vinhedos.
Con una filosofia purista e salvare l'essenza e l'integrità del vino, l'intero processo è condotto con interferenza minima e massimo rispetto per l'espressione naturale del vitigno e del terroir di provenienza.
Vi starete chiedendo cosa c'entri questa tutto questo con le Olimpiadi di Rio 2016... ve lo spiego subito!
E' proprio la Lidio Carraro ad aver avuto l'onore di poter produrre i Vini delle Olimpiadi, le etichette che rappresenteranno i giochi olimpici e l'identità vitivinicola brasiliana, il tutto con più di pizzico di italianità.
Se delle origini italiane della famiglia Carraro ne abbiamo già parlato, ciò che molti di voi non sapranno è che ad occuparsi della consulenza enologica per la produzione di questi Vini è stata proprio un'enologa di origini vicentine, già nota per aver prodotto i Vini dei mondiali di calcio del 2014 sempre in Brasile. Parliamo di Monica Rossetti, una ragazza di soli 33 anni che continua a portare alto il nome dell'enologia italiana nel mondo ed in particolare in terra carioca.
monica rossetti olimpiadi brasile vino
I Vini ufficiali dei Giochi Olimpici e Paralimpici Rio 2016 sono:
i 3 spumanti - Lidio Carraro Faces Rosé Brut, Brut e Moscatel Olimpiadi RIO 2016;
i base fermi: Faces Merlot, Faces Chardonnay e Faces Pinot Noir Rosé;
i vini "rari": Pax 2012 (Tannat) e Coletânea 2008 (Tempranillo, Cab. Sauv., Alicante, Cab. Franc e Merlot).

Purtroppo non ho avuto modo di assaggiarli, ma online troverete alcuni resoconti della degustazione che è stata organizzata presso l'ambasciata del Brasile in Italia a giugno, durante la quale la stessa Monica Rossetti ha presentato i Vini dell'azienda Lido Carraro con un focus dovuto alla linea Faces dedicata alle Olimpiadi di Rio 2016. Seppur fonti ufficiali dicano che saranno tutti distribuiti in Brasile durante i Giochi Olimpici, sembra ci sia la possibilità di acquistarli anche in Italia, ma per correttezza, dato che a quanto leggo (non ho fonti certe) ne dispone un solo distributore, lascio a voi eventuali ricerche in merito, sempre che siate curiosi di assaggiarli.

A prescindere dai Vini delle Olimpiadi, ciò che mi dispiace è che anche quest'anno i dati relativi alla presenza di Vino italiano in Brasile sia sempre più bassa, quando i numeri relativi agli italiani oriundi o meno in questa immensa nazione dovrebbero far più che ben sperare. Comunque questi sono aspetti che non mi competono, quindi torno a guardare le gare delle olimpiadi ed a tifare lo SPORT oltre che le nazionali italiane di ogni singola disciplina, con la promessa di stappare un Vino della regione del vincitore di ogni medaglia d'oro che verrà riportata in patria. Non voletemene, se vi dico che ho già messo in fresco un po' di Verdicchio, dato che Jesi è la città più medagliata al mondo nella storia delle Olimpiadi e per un paesotto di poco più di 40.000 abitanti è ancor più impressionante, se non fosse che la scherma è Jesi e Jesi è la scherma da decenni ormai.
Tornando allo sport in generale, il mondo del Vino ha tanto da dare e tanto da apprendere, perché in fondo è a tutti gli effetti una sfida, con se stessi e con la natura, ma anche un lavoro di squadra con la natura stessa e tra tutte le entità coinvolte nella gestione di una realtà vitivinicola in vigna ed in cantina. Sarebbe davvero bello veder più coesione anche tra i vari produttori, seppur di "squadre" diverse e vedere l'Italia del Vino come una grande Nazionale capace di parlare di storie di persone, di territori e di sacrificio, nonché di creatività e passione, proprio come faranno gli atleti a Rio.
A me, oggi, non resta che confidare nel poter fare un bel giro d'Italia enoico, stappando Vini di ogni regione in onore dei nostri grandissimi atleti italiani.


F.S.R.
#WineIsSharing

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