venerdì 23 settembre 2016

Tenuta Cocci Grifoni - Una storia di pionierismo, terroir e personalità dal Pecorino al Rosso Piceno

Oggi, ad un mese dal terremoto mi ritrovo qui a condividere con voi una storia, che avrei dovuto raccontarvi proprio il giorno in cui ci furono le prime 2, distruttive, scosse. Sì, perché era proprio il 24 agosto il giorno che avevamo concordato io e Paola Cocci Grifoni per una mia visita presso la sua cantina di Ripatransone, nel Piceno.
cantina cocci grifoni
Le cose poi andarono diversamente e nonostante Paola, con la proverbiale forza d'animo che la contraddistingue, a poche ore dalle scosse fosse pronta ad accogliermi comunque, decisi di rimandare, per motivi personali. Non vi nego, però, che l'attesa di un mese mi sia pesata abbastanza, in quanto la voglia di conoscere dall'interno una realtà tra le più importanti della Marche, in termini di storicità e pionierismo, era tanta! Voglia decisamente appagata dall'incontro con Paola e con l'intero staff dell'azienda, che parla molto al femminile e vanta valori rari dal punto di vista umano ed etico.
Fatta questa premessa, vi racconto un po' della Tenuta Cocci Grifoni, della sua storia e del territorio in cui è incastonata.

Tutto nasce con Guido Cocci Grifoni, padre di Paola e Marilena, enologa e responsabile della cantina la prima, direttrice del commerciale Italia ed estero la seconda. Guido aveva un sogno, che a giudicare da come mi hanno descritto la sua personalità, ci ha messo un istante a passare dallo stato effimero di sogno alla concretezza di un progetto: creare un grande Vino bianco nel Piceno, allora terra di rossi. Guido era un pioniere e come tutti i pionieri vantava due doti che insieme possono creare la meraviglia e lo stupore... possono cambiare le cose e lasciare un segno indelebile nel tempo, ovvero la consapevolezza e la sicurezza nelle proprie idee ed una buona dose di coraggio che potesse permettergli di prendersi quei rischi senza i quali oggi il Pecorino, così come lo conosciamo, non esisterebbe. Sì, è proprio per il Pecorino che sono andato a trovare questa famiglia del Vino, perché è qui che questo vitigno così radicato nella storia del territorio, sin dalla notte dei tempi, è rinato dopo esser stato pressoché dimenticato per anni. La mia voglia di andare in vigna e di arrivare a vedere le prime piante del vigneto madre di Pecorino era così tanta che la copiosa pioggia della mattina e la difficile praticabilità del terreno non hanno sortito neanche il minimo dubbio riguarda il da farsi.
E' proprio dal vigneto madre che ho potuto vedere con i miei occhi ciò che Guido aveva creato e che la sua famiglia continua a custodire con premura ed attenzione, preservando un patrimonio unico e fondamentale per quello che oggi possiamo definire un grande Vino italiano.
pecorino vino marche
Il bello del Piceno è che basta poco per rendersi conto di quanto sia speciale questo luogo, immerso in un contesto fra mari e monti, povero di grandi opere viarie, scevro di una civilizzazione spinta e dannosa per gli occhi, per l'anima, ma anche e soprattutto per il calice.
Qui si producono le DOC Rosso Piceno, Rosso Piceno Superiore, Falerio e Terre di Offida, quest’ultima con le tipologie Passerina spumante, vinsanto e passito. Qui è stato identificato anche un terroir di vini DOCG Offida che comprende tre tipologie: Offida Rosso, Offida Passerina e Offida Pecorino.
Denominazioni che rappresentano una storia che parla di terroir ed ancor più di persone e famiglie che hanno visto nell'agricoltura e nella viticoltura una filosofia di vita che trascendesse il tempo, incondizionata dalle mode e dai trend, una visione che ha mantenuto sul territorio famiglie come quella di Paola Cocci Grifoni, che fanno grande questo territorio e lo mantengono integro e vitale.
L'incontro con Paola è stato folgorante, non solo per la sua dinamicità ed un'ospitalità calorosa e familiare priva di sovrastrutture, bensì per la forza d'animo e la consapevolezza, frutto di esperienza e lavoro, di positività e propositività a prescindere da qualsiasi evento o ostacolo le se potesse parare davanti. Un'enologa di grande umiltà, che come il padre non ha lesinato rischi ed approcci pionieristici al Vino, primo fra tutti l'utilizzo di lieviti ecotipici, nella maniera più sensata e ponderata, ovvero selezionandoli in vigna e coltivandoli in cantina per poterne controllare al meglio gli sviluppi. Fa sorridere, ora come ora, sentirla raccontare di quando si guardava bene dal parlarne a clienti e degustatori, nonché ai colleghi stessi, in quanto l'avrebbero presa per “folle”, mentre oggi i lieviti indigeni sembrano essere argomento distintivo ed esclusivo di un certo tipo di idea di Vino. L'obiettivo della Cantina Cocci Grifoni è quello di produrre Vini salubri, ma di grande qualità, che vantino un potenziale di longevità fuori dal comune, ma che siano sempre rispettosi e mai illusori o estremi, perché non è con gli estremi che si possa arrivare ad esprimere una territorialità così spiccata ed uno spettro varietale così nitido, ma è con la continua ricerca di armonia ed equilibrio che lo si può fare. 
vini cocci grifoni
Equilibri che io ho ritrovato in ogni assaggio fatto, dalla mini verticale di Pecorino Colle Vecchio (2014-2012-2010) nella quale freschezza montana, mineralità marina sembravano avere il gps integrato tanto fosse chiara l'appartenenza di quei vini ed ancor prima di quelle uve, a quel territorio. Una 2014, che a discapito del catastrofismo comunicativo relativo all'annata, dimostra ancora una volta quanto i bianchi, specie nelle Marche, abbiano raggiunto un livello qualitativo disarmante, esprimendo grande contemporaneità proprio grazie ad un'acidità più netta e lineare ed uno scheletro minerale che sembra voler ribadire la similitudine tra Pecorino e Riesling Renano, spaziando dall'idrocarburo alla salsedine al naso e finendo salino in bocca. Vini lunghi, che nella 2010 mirano all'infinito, mostrando una tenuta nel tempo che definirei quasi irriverente, tanto sia assente alcun segno di cedimento. L'evoluzione è lenta, graduale, sincera e carica di saggezza... è un'evoluzione da grande Vino, quella di questo Pecorino, non c'è altro da dire.
Nel Guido Cocci Grifoni 2013, Pecorino di punta dell'azienda, proveniente dal solo vigneto madre (ca. 35 anni), il varietale ha modo di esprimersi in tutta la sua intensità, portando il concetto di equilibrio su un piano differente, adagiato su una percezione più aulica di aroma e gusto. Le note sono quelle distintive del Pecorino, ma è il sorso a creare dipendenza, con una freschezza che taglia, ma non divide, anzi si unisce alla morbidezza del corpo in una discesa che non si ferma se non una volta arrivata all'anima. Un Vino vivo, pulsante, fiero di ciò che è e conscio di ciò che sarà... in qualsiasi degustazione di Pecorino io lo prenderei come riferimento di espressività ed eleganza.
Ho avuto modo di assaggiare anche il Rosso Piceno Superiore, altro motivo di orgoglio dell'azienda e della famiglia, in quanto fu proprio Guido Cocci Grifoni a spingersi fino al primo imbottigliamento di questa denominazione. Il Vigna Messieri 2010 stupisce a primo naso per il frutto ancora integro e per la perfetta integrazione del legno, dovuta alla rispettosa scelta dell'affinamento in botte grande, con i varietali (Montepulciano 70% e Sangiovese 30%) ad armonizzare come i migliori duetti. Intrigante la nota speziata che invita ad un sorso composto, ma passionale, privo di incertezze, ancora in piena fase evolutiva.
Anche in questo caso la sensazione è quella di confrontarsi con una realtà parallela, in cui il tempo scorra più lentamente, le uve sviluppino una loquacità unica nel suo genere, i tannini mettano le scarpette con le punte e danzino sull'ideale linoleum, resiliente, del mio palato.

Che ve devo dì? Ah sì, che mi hanno dovuto portar via con la forza dalla sala degustazione, non solo per i Vini che stessi degustando, ma per la compagnia di persone che vi auguro di conoscere presto e di vivere, anche solo per qualche istante, com'è capitato a me... ne vale la pena!

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