lunedì 10 ottobre 2016

Hater, troll e critici nel mondo del Vino - Chi sono e come affrontarli?

Visto che sono sempre di più gli amici produttori e vignaioli che mi chiedono consigli e pareri sulla propria attività online, oggi vorrei parlarvi di un problema che attanaglia l'umanità nell'era del web e dei social e che sta affliggendo anche l'enosfera, seppur ancora in forma lieve, in confronto ad altri settori e contesti comunicativi.
Vi parlo, infatti, del lato oscuro del web e dei social, quello che a giudicare da nomi e definizioni potrebbe sembrare una sorta di racconto dell'orrore, piuttosto che un fantasy riuscito male, mi riferisco agli : Hater, i Troll e tutti quei critici ad oltranza e spara cattiverie a profusione di cui il web ed i social pullulano.
Perché ve ne parlo? Beh, perché nel mondo del Vino, seppur abbastanza in sordina, c'è un continuo fermento di queste entità più o meno anonime e più o meno influenti, che alla lunga potrebbero produrre non pochi danni all'immagine della singola azienda (ma questo sta ai produttori valutarlo) e del Vino più in generale. Non a caso, ciò che mi ha spinto a scrivere questo post è proprio l'aver notato in alcuni profili social di produttori l'azione di alcuni di questi individui o pseudotali.
hater troll vino
L'immagine è una citazione del libro di P. Ruffini sull'argomento
Con l'avvento dei social ed in un'era in cui sono sempre di più le cantine ed i produttori che abbiano deciso di essere presenti in essi con profili personali o pagine aziendali la minaccia è sempre dietro l'angolo ed è fondamentale, quanto meno, comprendere la natura di questa piaga ed agire o non agire di conseguenza.
Partiamo dalle definizioni:

Gli Hater/s (enoici e non)

La traduzione letterale di hater è odiatore o colui che odia, anche se viene utilizzata prevalentemente l’espressione inglese perché fa più figo, ma rischia anche di risultare più leggera di ciò che effettivamente vuole identificare e l'odio, diciamo, non è che sia proprio un sentimento da sottovalutare!
L’hater è fondamentalmente una persona che sparge odio ed incita all’odio in rete. L'hater odia sui social, odia nei commenti ai blog, nei siti di recensioni, nei siti web di testate giornalistiche ed ovunque ci sia spazio per commenti. Un hater non ha quasi mai freni inibitori ed è capace di cattiveria e violenza verbale fuori dal comune, questo grazie all'anonimato possibile sul web o all'uso di pseudonimi, che cambiano periodicamente. Spesso l'hater non smette la sua azione finché non ottiene ciò che vuole, ovvero reazioni a catena che facciano cadere la sua provocazione in un crogiuolo di cattiverie interposte e di negatività che sembri alimentare se stessa. Altre volte, l'hater va, si ferma per defecare i suoi inutili escrementi in un luogo virtuale, poi se ne va se non ottiene reazioni adeguate. Uno dei potenziali “perché” di questa attività è che, ovviamente, dietro un hater ci sono spesso obiettivi di web marketing e quindi economici.
Nel mondo del Vino, potremmo definirlo Wine Hater (anche se non odi il Vino in quanto tale),  è colui che critica a spada tratta posizioni relative ad una filosofia di pensiero e/o ad un approccio enologico e/o vitivinicolo, vedi le diatribe fra vino convenzionale e vino naturale. I peggiori, però, sono quelli che giudicano nettamente il singolo Vino o l'azienda produttrice con frasi del tipo “A me fa schifo!”, “Quella cantina è una m....”.

Il Troll (del Vino e non)

Il Troll è un utente che ha come propria mission solo quella di provocare, spesso senza neanche interagire attivamente con gli altri utenti, se non apparentemente. E' privo di interesse reale nelle questioni commentate, ma si diverte nel fomentare discussioni e, qualora ci sia a monte una dinamica di web marketing, gode del giovamento che questa attività può dare ad un sito, piuttosto che ad un profilo social. Poi vi spiegherò il perché.
Per quanto riguarda il Wine Troll, troverete in molti profili, in diverse pagine ed in alcuni wineblog, soprattutto stranieri, anche molto importanti, decine di commenti che sembrano autoalimentarsi, in una sorta di partita di ping pong in cui è palese che si sarebbe potuto chiudere il match previamente, ma la volontà sia quella di andare ai vantaggi ad oltranza.

Il Critico (enoico e generalista)

Premetto che a differenza di haters e trolls, che sono notoriamente mossi da invidia, frustrazione, assenza di empatia, cattiveria o, da mere dinamiche di marketing, i critici possano ricadere in branche come quelle degli social o web influencers o essere addetti ai lavori, quindi mosse da uno spirito diverso e da fini più concretamente legati all'argomento di cui si tratti, il Vino nel nostro caso. Facebook, Instagram, Google Plus, Twitter, blog o siti web sono l'oggetto della loro interessata caccia all'errore possa esso essere un semplice refuso o l'uso improprio di una terminologia tecnica. Sono, solitamente, individui del settore, esperti o informati a tal punto da sentirsi in diritto di porre il proprio veto, far sentire la propria critica o semplicemente porsi con fare spocchioso e strafottente nei confronti di chi per distrazione o per reale mancanza di conoscenza sbagli.
Il critico può servire a molto, ma raramente è costruttivo, lui esiste, soprattutto, grazie al concetto “tanti nemici tanto onore”. Si fa beffa dell'opinione generalizzata, ma gode come un riccio nell'ottenere quei due o tre minuti di gloria, indotti dall'appoggio di qualche critico a metà, che non avrebbe mai avuto gli attributi per fare il primo passo, ma corre sul carro del critico alfa appena ce ne sia l'opportunità. Tra i critici, c'è anche il critico costruttivo e che Dio ce ne mandi a vagoni, in quanto funge da stimolo reale e può portare la dialettica social a livelli più interessanti e produttivi per comunicatori, winelovers e produttori, in quanto a Vino.
Enoicamente parlando largo alle critiche costruttive, quindi, ma attenzione a chi per mestiere, passione o diletto si alzi la mattina con il solo obiettivo di “andare a criticare” e non di certo col trattore in tangenziale, ma con in mano il cellulare! La cosa positiva dell'critico in generale e del critico enoico nello specifico? E' egocentrico e vanesio, quindi non userà mai uno pseudonimo e non sarà mai anonimo, quindi questo ne conterrà (a parte rari casi) gli eccessi, che nei casi di haters e trolls sono spesso oltre i limiti della legge, per quanto lacunose e poco pragmatiche siano le normative che regolino le dinamiche del web.
Addirittura c'è chi consigli ai produttori di ingaggiare non tanto diatribe, ma conversazioni pubbliche con i critici, ma io sono dubbioso a riguardo e personalmente non lo apprezzerei.

Passiamo, però, al perché queste entità dovrebbero impiegare il proprio tempo ad attaccare persone che spesso neanche conoscono o aziende per le quali, spesso, non nutrono un odio reale, ma hanno solo la sfortuna di trovarsi nel “posto sbagliato al momento sbagliato”.
I motivi possono essere molteplici e non è quasi mai semplice individuarli, ma in settori di nicchia come quello del Vino non è poi così impossibile rendersi conto di chi stia attuando un'azione volta alla mera distruzione o chi invece abbia secondi fini, quali l'aumento di interazione in un profilo social o l'effetto cascata nei commenti di un blog/sito.
Spesso, nel secondo caso, troverete più troll o haters alternarsi fra loro, potreste trovare un hater che scagli la prima pietra e uno o più troll (a volte rappresentati dallo stesso individuo) che raccolgano la “pietra” al balzo per dare il via ad una conversazione basata sul nulla, che però potrebbe tirar dentro molti follower di quel profilo o molti lettori di quel blog.

Nel mio blog o nei miei profili, nonostante potrebbero giovare alle dinamiche di popolarità ed ai numeri in termini di visite e visualizzazioni, non troverete mai questo tipo di azione in quanto ho limitato quanto possibile tutto ciò che potesse dare adito a questo tipo di attività, ma qualora ne troviate traccia vi prego di segnalarmelo. 

Ora... se sconfiggere una piaga del genere possa risultate impresa improba, di certo ci sono vari modi di porsi nei confronti delle loro azioni, che vanno interpretare secondo la vostra sensibilità rispetto all'attività in questione.

Ban/blocco e cancellazione (per haters e troll)

Cancellare commenti e/o bloccare i loro profili può risultate la soluzione meno dispendiosa in termini di tempo e la più efficace nel breve periodo. Di certo consigliabile se si tratti di un “attacco” estemporaneo e privo di un fondamento che possa far pensare ad un potenziale accanimento contro di voi. Il contro è che l'hater potrebbe tornare all'attacco più infervorato di prima, proprio perché offeso dal ban, ovvero vi metterete un bersaglio addosso e l'hater ama giocare al tiro al bersaglio, anche se sia campione olimpico di “do' coglio coglio”.

Non ti curar di loro, ma guarda e passa...

Ignorare commenti e non alimentare discussioni pubbliche può essere la miglior scelta, là dove la discussioni non abbiano già coinvolto troppi utenti e lettori. La cosa più assurda, ma positiva, in questo caso, dei social è che la capacità di resettare per chi ci segue realmente e chi vuole altro piuttosto che partecipare ad un pubblico ludibrio è pressoché istantanea.

Rispondere pubblicamente o privatamente

Scegliere di agire pubblicamente può essere la scelta migliore, se si vanti una proprietà di linguaggio ed una consapevolezza di contenuti in quel determinato contesto. Attenzione a non commettere l'errore di essere troppo sicuri di sé ed ancor più attenti a non diventare a vostra volta hater o troll di voi stessi, il confine è molto labile.
Rispondere all'odio con altro odio non può che farvi male, in quel campo loro sono sicuramente più preparati, freddi e efficaci. Giocatevi la carta della competenza e del sorriso, non c'è cosa che faccia incazzare di più un odiatore della vostra serenità. Le persone che leggeranno ci metteranno poco a capire chi sia nel torto.
In casi estremi potete pensare di contattare l'utente in privato, ma io ve lo sconsiglio, mi è successo ed ha solo peggiorato le cose, specie se dall'altra parte trovi persone instabili o, ancor peggio, individui pagati per creare zizzagna.


Si, perché, dovete sapere che esistono dinamiche del web e dei social network che tengono conto “positivamente” dell'attività, l'interazione e quello che in gergo si chiama “engagement” di ogni azienda, influencer o profilo privato: numero di commenti (indipendentemente dalla loro natura), risposte alle proprie attività (indipendentemente dalla loro natura), popolarità dei propri profili (indipendentemente dalla loro natura).
Se su instagram nascono profili pieni di foto di ragazze semi-nude, spesso inconsapevoli di avere un profilo, o addirittura pagine che raccolgano i repost di profili di modelle o ragazzine sprovvedute in cerca dei loro 15 millesimi di secondo di celebrità, solo per raggiungere una quota di followers e likes da poter poi rivendere ad aziende che li trasformeranno in pagine aziendali cancellando tutto ciò che sia stato fatto sino a quell'istante, ma mantenendo i dati di quel profilo, su facebook la cosa sarebbe più complessa e l'odio paga più della... va beh, ci siamo capiti!
Comunque attenti agli hater ed i troll anche su instagram, in quanto questo social sta dicentando sempre più importante anche in Italia e più una cosa diventa importante più arrivano gli avvoltoi volarci ed a farci i loro bisogni sopra.

Consigli da Wine Blogger


Il mio consiglio? Cercate di mantenere la calma, siate superiori, ma non spocchiosi e soprattutto non porgete l'altra guancia, bensì continuate a guardare il “nemico” negli occhi, cercando di comprenderne la natura ed eventuali punti deboli. Limitatevi alla minima interazione nel caso non optaste per il silenzio e opponetevi solo se certi al 100% della veridicità delle vostre affermazioni... ricordate che, specie nel mondo del Vino, c'è un mondo di opinioni, dinamiche e questioni fondate sulla soggettività che sono l'ambiente perfetto dove veder prolificare questo tipo di parassiti del web.

Per fortuna, se in argomenti più ampi e agevoli al qualunquismo come la politica e lo spettacolo gli haters ed i troll siano in grado di fare il bello ed il cattivo tempo, nell'enosfera la situazione è molto più contenuta e contenibile, ma credo sia fondamentale comprendere alcune dinamiche e non lasciarsi sopraffare dall'odio e la cattiveria diffusi, specie se fini a se stessi. Il Vino è prima di qualsiasi altra cosa RISPETTO e credo che in questo termine sia racchiudo il principio fondamentale di ogni azione sia essa attuata nella vita reale o nel mondo virtuale, che poi... ormai... tutta 'sta differenza non c'è!
Alcuni, anche amici, sostengono che io predichi troppo il buonismo, in un momento storico-sociale-culturale in cui i media andrebbero utilizzare per cambiare le cose anche attraverso la dialettica spinta ed io comprendo in parte questa posizione, ma credo anche che odiare sia la cosa più semplice del mondo e che fregarsene dei danni fatti o potenziali che una nostra azione sul web possa produrre sia ancor più semplice ed io penso che se esista un minimo di Karma la positività possa produrre solo altra positività... ed il Vino non può che essere un simbolo di questa positività.

F.S.R.
#WineIsSharing

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