domenica 6 novembre 2016

A Volterra la favola dei Vini "impossibili" del Podere Marcampo

"Ora vi racconto una storia che farete fatica a credere..." inizia così Favola, una canzone che di quelle che possono esser lette, ascoltate e sentite con intensa profondità o con leggera superficialità, cambiando completamente significato.
Inizio con queste parole perché quella che vi racconterò oggi è, a suo modo, una favola, che alcuni potranno leggere con superficialità (sbagliando), ma molti – ne sono certo – comprenderanno nella sua essenza.
Il luogo incantato ce l'abbiamo e si chiama Volterra, i protagonisti intrisi di sogno, speranza e quel pizzico di sana follia, che nelle favole spesso coincide con la magia, anche e sono Genuino e Claudia Del Duca, padre e figlia, Re e Principessa se così vogliamo vederli, anche se, a giudicare dal “mazzo” che si fanno entrambi, i titoli nobiliari non credo facciano troppo per loro!
cantina podere marcampo
Nel regno di Volterra, c'è un luogo in cui nessuno avrebbe mai pensato di poter anche solo impiantare una barbatella, per via di terreno duri, che hanno la peculiarità di celare a poco più di un metro di profondità interi strati di sale, auspicabili data la vicinanza alle saline di Volterra. Eppure, come in tutte le favole, i protagonisti vedono nell'impossibile la realizzazione della propria missione, del proprio cammino verso un lieto fine ed è per questo che Genuino e Claudia, ristoratori e sommelier, hanno deciso di credere là dove nessuno aveva mai creduto prima, impiantando due ettari di vigna nel loro Podere Marcampo.

Questo accadde nel 2005 e là dove neanche gli agronomi avrebbero mai scommesso un euro sul potenziale vitivinicolo di quel terroir, oggi si pensa di impiantare altri 4 ettari, tanta è la soddisfazione nel rendersi conto che non solo sia possibile fare Vino a Volterra e sui quei terreni (gli Etruschi erano stati i primi a crederci), bensì che si possa fare Vino di qualità e con grande identità. Un'identità, che ironia della sorta, è data proprio da quei terreni, così difficili eppure così carichi di personalità.
Una terra con un frazione argillosa del 40% e con quella presenza di sale, ha portato da una parte a dover cercare dei cloni che sviluppassero le radici in modo palmare così da non andare a più di un metro di profondità altrimenti sarebbero morte, dall'altra una struttura ed una mineralità uniche nel loro genere.
Padre e figlia lavorano la terra continuamente per evitare che l'argilla si compatti, nessun tipo di diserbante è mai entrato in vigna e l'unico aiuto che la vigna ha è l'acqua, che con le estati calde e siccitose di queste zone sarebbe impensabile non fornire alle piante, poi ditemi voi se c'è qualcosa di più naturale dell'acqua... ed anche su questo potremmo aprire infiniti dibattiti.
I vigneti sono adagiati su due lati opposti della collina e le particelle vengono vinificate separatamente, in modo da potersela “giocare” con i tagli, in base all'annata, con vasche e botti più mature ed altre più fresche, alla continua ricerca dell'armonia e dell'equilibrio.
Inutile dire che nelle annate “storte” i Vini di punto non vengono prodotti e che l'approccio dei due protagonisti della nostra favola è quello del completo rispetto in vigna ed in cantina, dove, per la gioia degli amanti del genere, vengono utilizzati solo lieviti indigeni, cosa che inizio, devo dirvi la verità, ad apprezzare – là dove sia possibile utilizzarli e compatibilmente con la qualità del Vino – sempre di più, perché è palese che le differenze in termini di espressività del varietale e del terroir in genere si sentano.

Come avrete capito il Podere Marcampo è un'azienda fondata sul lavoro e sul rispetto per il territorio, cosa che ho potuto apprezzare anche nei Vini assaggiati di cui, con piacere, condivido con voi qualche impressione.

I Vini di Podere Marcampo

vini podere marcampo
Genuino 2015 IGT: l'espressione più immediata di ciò che si possa fare su questi terreni con i due varietali attualmente allevati, ovvero Sangiovese (80%) e Merlot (20%). Se la freschezza fosse un cavaliere lo scheletro minerale sarebbe il suo scudiero, non vi è alcuna giostra, alcuna singolar tenzone fra le componenti dure e quelle morbide in questo Vino che ha in seno la virtù di fondere la sua spontanea schiettezza con una fine disinvoltura.

Giusto alle Balze 2013 IGT: data la sua radicata presenza nelle zone limitrofe anche a Volterra il Merlot potrebbe definirsi "autoctonizzato" e, seppur io sia più per l'esaltazione dei vitigni locali, è sempre molto interessante capire come un varietale internazionale, con così tanti termini di paragone in Italia e nel mondo, possa rispondere ad un terroir unico come quello di Marcampo. In questo caso il varietale c'è, è integro, fedele alle più consolidate espressioni di merlot più a nord, ma ciò che mi ha dato le sensazioni più positive è stata, senza ombra di dubbio, è stato il non riscontrare un eccessiva incidenza dell'affinamento in legno, cosa che incute in me, sempre, un certo timore. A rassenarmi ancor di più sono state le parole di Claudia, che mi ha confidato di voler andare sempre più verso una minor incidenza del legno, non utilizzando legni nuovi e integrando botti più grandi, cosa che per una piccola cantina significa anche una gestione diversa delle vinificazioni e dello spazio.
Un Merlot che sa di sole e di terra, ma che guarda verso il mare come volesse testimoniare da dove nasca quel sale di cui la sua terra è incastonata.

Severus 2014 IGT: eccoci arrivati alla prova del 9, per me... il Sangiovese in purezza che speravo di trovare tra le referenze di questa Cantina... in realtà spero di trovarlo sempre, quando si tratti di cantine toscane! Di certo, come prima annata, alla cara Claudia, non dev'essere andata benissimo, dato che la 2014 un po' in tutta la Toscana (ed in molte altre parti d'Italia) per i rossi non è che sia stata proprio agevole, ma come sempre poi è il calice che parla e vi dirò che se questo è il risultato di una "puntata 0", di una serie girata all'aperto in condizioni avverse, io non vedo l'ora di guardarmela tutta! Scusate, ma è colpa di Netflix!
Dopotutto a Volterra hanno girato anche importanti film importanti ed io credo che la favola di Claudia e Genuino e dei loro Vini "impossibili" sia degna di una saga dell'HBO, ma dato che non credo la gireranno mai, passate alla realtà che è meglio, magari andando a trovarli nel loro splendido agriturismo per toccare con mano, anzi... per assaggiare col vostro palato ciò che questa terra, mista al lavoro di questa famiglia di sognatori, sta dando.

Ah... dimenticavo! Che favola sarebbe senza una morale? 
"Mai fermarsi di fronte a ciò che sembra impossibile, se anche solo un battito del nostro cuore ed una lampadina nella nostra mente ci dicono di provare!"... non si sa mai che ci venga il Vino bono! 

F.S.R.
#WineIsSharing

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