giovedì 15 dicembre 2016

Muttos - L'incontro con un grande Vino sardo del contadino/vignaiolo Fabrizio Sassu

Ora vi confido una cosa... io sono un disordinato cronico, ma quando si tratta di Vino tutto torna sempre nella mia mente. Ho sempre avuto una buona memoria riguardo tutto ciò che riguardi l'ambito enoico, eppure, capita, a volte, che qualcosa mi sfugga e ieri è accaduto proprio questo, trovando delle bottiglie ancora imballate, delle quali non sapessi nulla, neanche di averle in cantina. Mea culpa... sì, ma una colpa che si è dimostrata essere una manna dal cielo perché l'aver stappato una bottiglia senza saper assolutamente alcunché sul vignaiolo, sulla conduzione in vigna e sulla vinificazione mi ha portato a fare una sorta di ossimorica degustazione alla cieca "scoperta".
Guardo il tappo sigillato in gommalacca, recante le iniziali del mio nome F.S. e sorrido, pensando tra me e me “e questa?!?”, giro la bottiglia e leggo in controetichetta un nome, quello di Fabrizio Sassu ed inizio a ricordare qualcosa, ma nulla di nitido, quindi stappo ed assaggio.
muttos vino
Mi basta mettere il naso nel calice per essere letteralmente ammaliato da un'inattesa spontanea e naturale finezza, piena, voluttuosa eppure con tratti di leggerezza che sembrano rendere inafferrabile la sua vera essenza. Un po' come quando da bambini si provava a imprigionare la luce del sole fra le mani...
Faccio un sorso e quel Cagnulari che avevo già apprezzato in passato sotto altre vesti, lo trovo in questa interpretazione delle vigne di Fabrizio, davvero incisivo nel varietale, ma coerente con l'eleganza e l'armonia del naso.
Inizio a ricollegare quel nome ad un Vino del quale avevo solo sentito parlare, di una piccola produzione fatta da un vignaiolo sardo, anzi da un contadino – così ama definirsi – di Alghero e della sua cantina il Grappolo d'oro.
Non ne sapevo molto, così dopo uno, due, tre sorsi, scrivo questo su facebook:
Che grande terra la Sardegna... sincera, verace e calorosa come l'abbraccio di una saggia nonna. Una nonna di quelle che non si fermerebbero mai, che hanno sempre qualcosa da insegnarci, una parola di conforto, ma anche di quelle che non te le mandano a dire, se devono alzare il tono!

Lo so, è strano assimilare una terra ad una nonna, ma oggi, ho bevuto saggezza, calore, spontaneità, tanta tanta semplice complessità. Quella di mia nonna, che a 90 anni vorrebbe fare ancora 5km al giorno e se potesse si iscriverebbe a facebook, quella che, dietro quell'apparente dolcezza e gentilezza celi una forza d'animo inesauribile, instancabile, al di là del tempo.
Oggi ho bevuto un grande Vino, come grande e mia nonna, e mi viene da sorridere, perché ora, dopo l'ennesimo sorso, sento una nota piccante un gola che mi ricorda quando, da piccolino, le feci uno scherzo, mettendole una copiosa dose di peperoncino nella minestra e lei sbuffò, orgogliosa bevve un litro d'acqua poi mi guardò e... rise!...”

A quel punto cerco il vignaiolo sui social per coinvolgerlo e mi rendo conto che la mia memoria ieri mi stesse giocando proprio brutti scherzi, perché io avevo già letto di lui, avevo apprezzato la sua grande attenzione ed il suo grande rispetto per una terra meravigliosa e per le sue vigne. Avevo letto di quel Vino, ma per fortuna, a questo punto, non ricordavo nulla a riguardo.

Forse inizio ad avere l'hard disk enoico saturo, dovrei iniziare a cancellare qualcosina, a far un po' di spazio, non so... ma continuo a sperare di ricordarmi tutto, se non mentalmente, almeno emozionalmente, ma fatemi dire due cose in più su Fabrizio Sassu ed il suo Muttos.
fabrizio sassu vignaiolo
Fabrizio gestisce la sua cantina Il Grappolo d'Oro insieme ad Anna, sua moglie, e la viticoltura, come l'appartenenza al suo territorio, sono da sempre scritti nel suo DNA. Suo nonno fu un grandissimo vignaiolo della Nurra e suo padre è uno di quelli che alla terra hanno tutto con forza, dedizione e senno. La sua storia vitivinicola, però, non è totalmente legata alla Sardegna, bensì passa per il Piemonte, dove acquisisce le nuove tecniche dei produttori del Monferrato. E' nel 2011, però, che Fabrizio decide, dopo esser tornato in Sardegna ed aver collaborato con un'importante realtà del luogo, di produrre il suo vino, o meglio il Vino di un territorio meravigliosamente vero, selvaggio, incontaminato, come quello di Sos Laccheddos, ad Usini, dove dimora il vigneto storico di Cagnulari dal quale nasce il Muttos.
Il “Muttos”, per chi non lo sapesse, è un canto popolare sardo, di grande impeto e forza, che vuole rappresentare al meglio la volontà la caparbietà del vignaiolo e la potenza del Vino, ma con la spontanea eleganza della tradizione.
Tradizione che prima ancora di finire in etichetta, parte dalla vigna dove l'approccio è quello della viticoltura rispettosa, cosa che si prolunga in cantina, dove l'utilizzo del cemento per la vinificazione si dimostra ancora una volta un viatico di eccezionale coerenza all'espressività.
Un breve passaggio in legno permette al Cagnulari di addolcire il tannino, ma di mantenere una sua personalità ben marcata.
logo vino cuore
Detto, questo, a prescindere dal Muttos, la Sardegna sta tornando, grazie a vignaioli e produttori lungimiranti ed innamorati del territorio, a fare qualità con grande identità. Inoltre, è fondamentale la riscoperta del Cagnulari, vitigno dalla grande potenzialità, che avremmo rischiato di perdere del tutto se non fosse stato per persone come Fabrizio Sassu ed altri produttori sardi, soprattutto giovani, che stanno preservando un varietale dal corredo genetico di rara importanza, che gli stessi francesi anni orsono importavano per conferire struttura e carattere ai proprio vini.

Da quest'esperienza ho dedotto due cose:
  • dimenticarsi qualcosa a volte può aumentare l'effetto sorpresa e donare emozioni inattese ed incondizionate;😋
  • il Muttos è un Vino che, come pochi altri, sa dimostrare che la massima espressione di un terroir, ancor più se incontaminato e selvaggio, può e deve essere l'equilibrio.
Natura è equilibrio e saggezza, non casualità e approssimazione. La Natura è meraviglia e l'uomo deve essere in grado di traslare questa innata meraviglia dalla terra al bicchiere. Fabrizio Sassu è uno di quei vignaioli che sa come si fa.

F.S.R.
#WineIsSharing

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