giovedì 19 gennaio 2017

Il Piccolo Principe ed il Vino

Mettetevi comodi, oggi il viaggio sarà diverso dal solito o, forse, non poi così tanto!
Nei giorni scorsi mi è successa una di quelle cose – com'è che le chiamano?! Ah, si! Coincidenze... - che ti lasciano per un attimo interdetto, per poi strapparti un sorriso sincero, di quelli che vorresti ogni giorno ti regalasse. Riordinando gli scatoloni del trasloco mi sono ritrovato in mano un libro, il primo libro della mia vita, purtroppo una ristampa e non l'originale che è andato perduto ormai tanti anni orsono. Un libro che mia madre mi regalò e mi lesse più e più volte, prima di portarne via con sé gran parte del ricordo. Solo dopo pochi minuti o forse poche ore, dall'essermi ritrovato in mano quella leggera, cartacea, polverosa, eppur luminosa espressione ed interpretazione dell'animo umano, noto un film di animazione dedicato proprio a quel piccolo grande libro.
Parlo de “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry, capolavoro senza tempo, che mi piace pensare abbia segnato l'infanzia di molti di voi, quanto abbia segnato la mia.
“Ma questo non è un Wine Blog?”, “Quando si parla di Vino?” - Non preoccupatevi, è proprio di Vino che parleremo, ma in modo diverso da solito.

In questo libro, lo scrittore ha cercato di enfatizzare in modo creativo ma al contempo coerente, la negatività di alcuni comportamenti dell'uomo, indotti dalla propria posizione lavorativa, dal proprio ego, dalla propria condizione sociale e dalla propria solitudine. Lo fa, tramutando il racconto in un'esortazione a non lasciar mai che l'essere sia sopraffatto dall'avere e dal fare imposto da dinamiche esterne alla nostra reale volontà, incapaci di produrre gioia sincera e pura serenità. Il mondo del Vino non è forse un esempio di quanto l'uomo possa contrapporre la passione, la vitalità, la voglia di esprimere il proprio amore per la natura, quasi quanto quello che il Piccolo Principe provasse per la sua Rosa? Non è un mondo, un “asteroide” in cui, oltre all'avaro Re, al vile uomo d'affare, al depresso bevitore ed al lampionaio produttore industriale, si possano trovare animi ancora spinti da idee, valori e capacità creative che, se razionalizzate, imporrebbero la rinuncia a molti dei vignaioli e dei produttori che conosco.
assaggiatore vino
Un mondo, quello del Vino, senza certezza alcuna, fatto di viaggi, di voli pindarici, di rischi e di scommesse, ma anche di tanta gioia racchiusa in piccole cose.
E, mi piace pensare, che ogni Vino, per noi, possa essere come la pecora disegnata all'inizio del cammino del protagonista, dall'aviatore, nel Deserto del Sahara, ovvero una scatola, nella quale ognuno di noi possa vedere, sentire e percepire l'assaggio a modo proprio, perché per quanto, noi "eno-scrivacchini" potremmo mai provare a imbrigliare un'emozione in obiettivi, ma soggettivi, descrittori, consapevoli della facilità di indurre in altri un aroma, un sapore, un pregio o un difetto, nessun assaggio sarà mai identico per due individui differenti. E non è forse questa la meraviglia del vino? Non è forse la diversità, l'empatia che ognuno crei con territori, vignaioli ed i loro vini che rende tutto questo mai noioso, mai stancante, mai vicino ad un'imposizione, ad un dittatoriale “progetto di vita”?

Io, ho iniziato il mio viaggio nel mondo del Vino partendo da un asteroide in cui ero stato costretto a lasciare qualcosa di infinitamente importante, la mia serenità, i miei ricordi, la mia vita. Ho iniziato a girare, vagare, girovagare e conoscere, vivere, assaggiando, parlando, confrontandomi di giorno in giorno, con una sete infinita di conoscenza, ma senza mai lasciare che essa sopraffacesse la gioia di vivere quei momenti in libertà. Il Vino può e sa insegnare tolleranza, comprensione e pazienza, ci invita ad attendere prima di dare un giudizio, a comprendere le dinamiche che si celino dietro ad una bottiglia, a distinguere errori voluti da difetti tollerabili, a stimolare la nostra sensibilità tramite l'utilizzo di ogni senso, senza prescindere dal cuore.

Perché “l'essenziale è invisibile agli occhi” e per quanto un Vino possa essere guardato, testato, scisso in fattori analitici, tanto importanti quanto, spesso, poco utili al fine dell'individuale impressione di un assaggio, ciò che resterà sempre e solo di una grande bottiglia, in ognuno di noi, non saranno i numeri, bensì quel piccolo grande conio di emozioni che avrà i connotati dell'unicità, in quanto il cliché utilizzato per stamparlo è nostro e solo nostro, un cuore che non è solo scrigno, ma anche matrice.
l'essenziale è invisibile agli occhi
Il Vino, ci offre spunti e, purtroppo, è terreno di caccia per qualche leone da tastiera, per qualche critico ad oltranza ed è soggetto che presta il fianco a facili diatribe, eppure ci insegna a vivere in armonia con gli altri e con noi stessi, al fine di migliorarci e crescere veramente, tentando di recuperare il contatto con le cose davvero significative, con i valori più profondi.
Il Vino, come “Il Piccolo Principe” ha la dote della sintesi emozionale, capace di rendere semplice e nitido ciò che è complesso ed arduo per sua natura.
Ci spinge a manifestare il nostro amore, a non celare le nostre pulsioni ed apre le porte a tutti, senza distinzioni.
Ma sa anche ricordarci quanto sappia essere aspra, dura ed incert la vita, di annata in annata, aumentando la nostra esperienza, la nostra consapevolezza, ma senza mai indurirci.
Ci spinge a metterci in gioco, sia che si produca sia che si assaggi, con gli occhi di un bambino, sempre pronto a stupirsi ancora... ed ancora. Perché è la ricerca dello stupore che ci spinge a coltivare questa passione e non certo quella della perfezione o della ragione.

Magari, tutto questo, è solo indotto da un mio personale e potentissimo ricordo e magari la sinestesia che mi indurrà, da oggi, a ritrovare in un calice appena tirato fuori da un cartone, non più solo un motivo per cambiarlo al fine di non inficiare la degustazione, ma il ricordo dell'odore di queste pagine, tornate a ricordare la gonna plissettata di una ballerina al vento mentre le sfoglio, sarà qualcosa di mio e mio soltanto... o forse, qualche emozione, per quanto personale, potremmo condividerla io e te, che stai leggendo e proverai qualcosa di così simile a ciò che ho provato e, forse, proverò io.
Il Vino è la mia rosa ed anche grazie a questo libro, probabilmente, ho compreso sin da subito che racchiuderlo sotto una campana di vetro non fosse giusto. Perché ogni vino è e può essere il nostro Vino, ma l'ultima cosa che vorrei sarebbe indurvi a pensarla come me, ad amare luoghi, persone e bottiglie nell'eguale mia misura... ciò che faccio è condividere emozioni e spingervi a provarne di vostre e ben venga se un vino, un produttore, un territorio di cui io abbia scritto vi abbia portati a trovare la vostra rosa. Una rosa che una volta amata, vi aprirà gli occhi su un mondo pieno di rose da ammirare, scoprire, conoscere ed amare. Non lasciate che qualcuno addomestichi il vostro gusto ed ancor meno i vostri pensieri.

F.S.R.
#WineIsSharing

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