lunedì 6 marzo 2017

La Cantina Fiegl - Vini di famiglia ad Oslavia, il giardino del Collio

Siamo in Friuli, più precisamente sulle colline di Oslavia piccola frazione di Gorizia che, con 180 anime e 7 azinde vinicole, vede praticamente ogni immerso nel mondo del Vino.
Oslavia è una terra di confine ed un crocevia di ben 6 importanti zone vitivinicole, ovvero Collio, Brda, Friuli Isonzo, Vipavska Dolina, Carso e Kras, ma è anche un luogo dalla grande identità e specificità, date da condizioni pedoclimatiche uniche al mondo.
cantina fiegl oslavia
Una zona di produzione ostica, che fa di questa difficoltà veicolo di qualità e personalità.
Le radici delle temerarie viti impiantate in quel di Oslavia affondano nella Ponca, terreno tipico, composto da una marna di origine eocenica, frutto di stratificazioni millenarie, ricche di sali e microelementi che conferiscono al vino una specifica e inconfondibile connotazione di profonda mineralità. La vicinanza del mare (meno di 20km in linea d’aria), la presenza alle spalle delle catene montuose delle Alpi Carniche a nord e delle Alpi Slovene a Nord, Nord-Est, assicura inverni miti e piovosi, mentre la Bora, che fa spesso capolino a Oslavia, mantiene sani i vigneti, portando via parte dell'umidità, molto, presente in questa zona.
ponca terreno collio vigne
Faccio questa, doverosa, premessa perché è in questo angolo di Friuli che è nata la Famiglia di cui vi parlerò oggi e con essa la Cantina della quale condividerò le mie impressioni enoiche. Parlo della famiglia Fiegl e dell'omonima cantina, che sin dal 1782 produce vino a Oslavia, quando Valentino Fiegl acquistò la prima vigna poggiata su queste suggestive colline.
Se è vero che il vino fa, da sempre, parte di questa famiglia, è solo con l'avvento dei fratelli Rinaldo, Giuseppe e Alessio che l'azienda sia avvia ad una produzione di qualità che la porterà ad essere una delle più rappresentative del Collio, pur rimanendo una produzione di nicchia.
Grazie agli insegnamenti dello zio materno Silvestro Primosic, nel 1992, l'azienda Fiegl per come la conosciamo ora prende corpo, fino ad arrivare ad un ulteriore iniezione di forza, competenza, ma soprattutto passione familiare, avvenuta una decina di anni fa con l'entrata in azienda dei giovani Martin, Matej e Robert, ognuno fresco fresco di studi nel proprio specifico campo enoico.
Oggi l'azienda conta 32ha ed i vitigni allevati sono, ovviamente, l'immancabile Ribolla Gialla, simbolo di questo territorio, la Malvasia Istriana, il Friulano, ma anche Sauvignon e Pinot Grigio per i bianchi, mentre nei rossi il Merlot è il varietale dal quale la famiglia Fieglj ed i suoi vigneti hanno avuto il miglior riscontro.
Io sono giunto a conoscenza di questa realtà a conduzione familiare da sempre e dei suoi vini rispettosi grazie a Matej che, prima ancora che avessi modo di assaggiare i vini prodotti dalla sua cantina, mi impressionò per il viscerale legame con questo territorio.
Divertente ed esaustivo un aneddoto legato alla sua infanzia ed alla sua famiglia, che ha voluto condividere con me e che vi riporto perché credo sia il modo migliore per farvelo apprezzare a pieno senza rischiare di parafrasare qualche passaggio:

Avevamo un pò meno di dieci anni, quando il nonno fece festa all’ultima gallina
del nostro pollaio. Dopo una riqualificazione, ci ritrovammo con uno spazio tutto dedicato a noi bambini. Io e Robert, decidemmo così di produrre il nostro vino. E così facemmo. In una vigna di Merlot vicino alla cantina c’erano in mezzo, delle viti di Malvsia e di Tocai Friulano. In vendemmia era molto facile distinguere l’uva bianca da quella nera. Il primo anno di produzione, con un torchietto “souvenir” vinificammo la prima damigiana da 25 litri. Incredibile ma vero, riuscimmo anche a vendere il vino... a mia nonna materna!
Con i soldi ottenuti dalla compravendita andammo in agraria ad investirli in attrezzatura enologica. Due vasche in plastica da 25 litri (quelle usate per preparare la birra in casa), una spazzola lava bottiglie e uno scola bottiglie. Eravamo pronti per andare in bottiglia. Alla seconda vendemmia, Joško ci regalò un bel torchio da 45 litri di capienza.
Eravamo in espansione. In totale producemmo 110 litri di vino per un totale di 80 bottiglie tappate e anche etichettate. Le vendemmo tutte, sempre a… mia nonna! Con la terza vendemmia iniziammo anche a produrre un vino rosso. La clientela però rimase fedele, anche se un po' irritata dall’aumento dei prezzi. Andammo avanti per 5 vendemmie. Questa avventura è stata il nostro battesimo nel mondo del vino. Ah dimenticavo, il torchio c’è l’abbiamo ancora, e ogni volta che lo vedo, ritorno per un’attimo spensierato, come solo i bambini lo sono.”

Passiamo ai vini della Cantina Fiegl che di più ho apprezzato:
Fiegl - Sauvignon 2015 Collio Doc: eccolo qui il Sauvignon che vorresti avere in fresco al tuo arrivo in qualsiasi luogo tu voglia passare le tue vacanze estive e, ancor meglio, nel frigo di casa! Varietale quanto basti per strizzare l'occhio an Puolly-Fumé e territoriale tanto quanto il terreno in cui le piante di questo Sauvignon affondano le proprie radici, assorbendone la marina mineralità. Note fresche che spaziano dal frutto, al fiore, cinte da una corona di balsamiche erbe, con estrema eleganza, per poi acquisire dinamica e personalità nel sorso, fesco e minerale anch'esso. Dritto e profondo come una stoccata della Vezzali ai tempi d'oro, ma soprattutto mai eccessivo. Un bell'esempio di Sauvignon del Collio.

Fiegl – Ribolla di Oslavia 2014 Collio Doc: la regina di Oslavia nella sua versione che, in questo periodo, apprezzo di più (se fatta con il giusto garbo), ovvero quella macerata. Sì, macerata, ma non troppo! Altro vino che ha intrinseca la ricerca di equilibri solidi, senza estremismi che rischino di sfociare nell'omologazione organolettica e nella perdita pressoché totale di personalità ed identità varietale e territoriale. Al naso che mi ricorda il croccante alle mandorle per cui andavo e vado pazzo tutt'ora, segue un sorso secco, dritto anch'esso, con una grande sapidità che gioca a stuzzicare le papille gustative duettando con un tannino ben estratto dalle bucce, pulito e non invadente.
"Due voci possenti ha il mondo: la voce del mare e la voce della montagna“ scriveva il grande W. Wordsworth... avrebbe apprezzato questo vino che le ha ascoltate e tradotte entrambe.

Fiegl – Leopold 2010 Merlot Collio Doc: il MerloT con la “T” bella calzata come piace agli amici friulani e che in questa terra acquisisce connotazioni completamente differenti da quelle che il varietale esprima in qualsiasi altra parte d'Italia. Nelle sue molteplici facce ed interpretazioni, questa della Famiglia Fiegl vanta un tangibile equilibrio fra la serbevolezza odierna e potenziale. L'evoluzione è garbata ed il legno ben integrato, senza coprente incidenza e cosa fondamentale, a prescindere dai descrittori propri del varietale e della terziarizzazione ancora in pieno sviluppo, si fa bere con grande agilità, grazie alla mineralità che torna a percorrere il sorso ed a concluderlo rendendolo inerziale.

Devo ammettere di essere rimasto molto colpito dalle armonie trovate in tre vini così diversi e distintivi, eppure così legati da una forte e radicata identità territoriale. Mani educate e rispettose quelle dei Fiegl che producono vini molto accessibili con grande cura e che, senza tema di smentita, sarebbe divertente lasciare in cantina almeno, nell'ordine della dozzina per referenza,e stappare ad oltranza anno dopo anno.

Un contesto, una cantina in cui le parole d'ordine sono Terra e Famiglia e sono proprio questi valori a rappresentare lo scheletro di ogni vino assaggiato.

F.S.R.
#WineIsSharing

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