venerdì 19 maggio 2017

Zalto - Calici da vino unici al mondo

Chi mi segue da qualche anno sa che su WineBlogRoll si alternino recensioni gratuite ed indipendenti su vini, cantine ed eventi enoici ad articoli di carattere divulgativo in merito a temi inerenti alla viticoltura, all'agronomia, alla degustazione ed alla comunicazione del vino. Nel massimo della trasparenza, come descritto nella pagina dedicata all'etica del wineblog, pochissime volte l'anno decido di dedicare degli sponsor post ad alcune selezionate aziende, purché non siano legate direttamente alla produzione di vino, delle quali io reputi opportuno condividere la filosofia, la storia e l'operato.
Oggi è la volta di un'azienda che non ha di certo bisogno di me per avere visibilità, ma che tramite Zaltifyho avuto modo ospitare: Zalto.

Fatta questa consueta e doverosa premessa, oggi non ho intenzione di promuovere meramente Zaltify o la Zalto, ma vorrei parlarvi dei calici che ho avuto modo di testare e più in generale dei criteri di valutazione di un calice da vino.
Inizio condividendo con voi la storia di Zalto, un'azienda che, più di ogni altra, oggi, nel mondo, rappresenti un riferimento per quanto riguardi l'eleganza, la finezza e la capacità di rendere l'atto del bere un'esperienza ancor più unica, grazie ai propri calici da vino.
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Zalto Glasses

Zalto

La famiglia Zalto crea e sviluppa bicchieri esclusivi soffiati a bocca da sei generazioni. Zalto ha sempre cercato la perfezione impiegando i più abili soffiatori di vetro e le migliori materie prime.
Una famiglia legata a doppio filo all'Italia, sia per quanto concerne l'esperienza nell'arte del vetro soffiato, sia per quanto riguarda il DNA, infatti gli Zalto hanno origini veneziane.

Sin dal Medioevo a Venezia ed in particolare sull'Isola di Murano l'arte del vetro soffiato a bocca si sviluppa in un'evoluzione tecnica e creativa che non ha eguali al mondo. Inoltre, è qui che il vetro cristallino ha le sue origini. Sapere che questa ormai famosissima famiglia ci tenga a ribadire le proprie origini veneziane non può che essere un vanto anche per noi italiani, nonostante la sede produttiva dell'azienda sia locata in Austria.
Un nuovo millennio, un nuovo mondo di bicchieri
Nonostante la bicentenaria esperienza, la Zalto arriva sotto le luci della ribalta solo recentemente, ovvero nel 2006 con la presentazione della collezione attuale Denk'Art, oggi apprezzata e ricercata da ristoratori, sommelier e winelovers di tutto il mondo. All'inizio del nuovo millennio, Zalto ha voluto inventare qualcosa di straordinario, qualcosa di nuovo, qualcosa che il mondo non aveva mai visto prima. Zalto ha sviluppato la collezione negli anni dal 2001 al 2004 in stretta collaborazione con il sacerdote ed esperto di vini austriaco Hans Denk.
Una storia che definire suggestiva sarebbe riduttivo, quella del sacerdote Denk, che nonostante continuasse a portare avanti i suoi voti, per oltre 30 anni si è occupato di studio e di degustazione del vino, diventando uno dei wine connoisseur più seguiti e apprezzati del globo. Insieme ai migliori viticoltori in Austria, Denk ha lavorato al design dei nuovi calici Zalto, per poi istruire a dovere i maestri vetrai nella creazione di ogni calice, al fine di raggiungere il livello di performance degustativa e di eleganza più alti mai raggiunti prima.

Per comprendere quale fosse l'apertura mentale di questo sacerdote-designer-genio e per rendersi conto della creatività che ci sia a monte dei calici Zalto basti pensare al fatto che Denk per molti anni si sia ispirato agli effetti degli angoli di inclinazione della Terra. L'obiettivo era quello di inventare un bicchiere con una forma mai vista, che permettesse agli aromi e al gusto del vino di esprimersi con pienezza ed eleganza. Dapprima si è valuata l'estetica ed in particolare la trasparenza, in quanto il primo approccio al vino è sempre quello visivo, quindi si è voluto realizzare un calice di vetro sottile, delicato e leggero come una piuma, tanto da poter affermare che degustando con un calice Zalto si abbia la sensazione di avere in mano solo il vino, perché è solo il suo peso a “gravare” sulla nostra mano. L'architettura unica dei bicchieri ha l'effetto benefico di mantenere l'alcool sul fondo del calice, permettendo agli aromi di prevalere come elemento dominante.
Grazie alla ricerca di padre Denk ed alla qualità raggiunta dai mestri vetrai della Zalto, i bicchieri della collezione Denk'Art sono risultati i migliori per la degustazione di diverse tipologie di vino, come Pinot Noir e Riesling, per panel formati da alcuni dei più qualificati degustatori al mondo.
Il video che segue mostra la nascita di questi mitici calici.

Per comprendere al meglio le dinamiche e le peculiarità che rendono questi calici unici, vi riporto alcune informazioni tecniche riguardo l'architettura del calice da vino:
Un bicchiere da vino è fondamentalmente suddiviso in quattro parti: il piede, lo stelo, il calice e il bordo.
Il piede è la parte più importante del bicchiere da vino e per quanto possa sembrare scontato il suo ruolo di basamento è ciò che permette al calice di non ribaltarsi.
Lo stelo ricopre due funzioni:
  1. Innanzitutto, lo stelo permette di impugnare il bicchiere evitando il contatto con il calice. E' veramente importante, in modo da evitare il riscaldamento del vino con la temperatura della mano. Questo è il motivo principale per cui si dovrebbero evitare i bicchieri senza stelo per bere vino.
  2. La seconda funzione dello stelo è quello di tenere le mani lontane dal bordo. La ragione di questo è che le nostre mani volente o nolente hanno odori, profumi, aromi che potrebbero disturbare anche se involontariamente la degustazione e deviare la percezione degli aromi reali del vino.
Il calice è la parte sulla quale si gioca di più in termine di design ed è quella che ha l'incidenza più importante sull'espressività del vino. È importante sottolineare che il calice deve essere più ampio del bordo, in modo da muovere il vino senza perderne gli aromi. Roteare il vino è importante per migliorarne il gusto, dal momento che così vengono rilasciati i composti aromatici volatili e un maggior numero di sfumature dei profumi saranno rivelate. In linea di massima, ma con le dovute eccezioni, possiamo asserire che maggiore sia la superficie del calice, più composti aromatici volatili possano essere rilasciati. 

Il bordo è una parte molto fine e fragile, dove il vino e le labbra si incontrano per la prima volta e se tutto va bene il risultato è qualcosa di molto vino ad un primo bacio. Più sottile è il bordo, più ininterrotta sarà questa transizione - riducendo la sensazione del vetro, ci si può concentrare sulla percezione del gusto del vino.

Fondamentale sarà, un po' come nel vino, l'equilibrio fra le parti e la fruibilità del calice da parte del degustatore, in quanto esistono calici bellissimi, ma molto fragili e poco performanti, come ne esistono altri che inibiscano parte del piacere della degustazione anche solo alla vista o al tatto.

Il bicchiere da vino perfetto è ovviamente una valutazione soggettiva ma, ancora una volta, proprio come nella valutazione di un vino, anche per definire le qualità di un calice si possono prendere in considerazioni criteri e parametri oggettivi.

Come già detto, anche l'occhio vuole la sua parte ed il vino vuole essere osservato attraverso la massima trasparenza. Quindi il bicchiere deve essere completamente trasparente e il più chiaro possibile e mantenere queste qualità nel tempo, resistendo ad opacizzazione e usura.
Come portare a casa uva di qualità rappresenti già buona parte del lavoro per la produzione di un buon vino, il materiale di cui è fatto un calice risulta fondamentale ai fini di una degustazione ottimale.
Tra cristallo e vetro, secondo la maggior parte dei degustatori ed ovviamente secondo l'esperienza della Zalto, il vincitore sembra essere il cristallo. Questo perché il cristallo, pur avendo costi decisamente più importanti, può essere filato in maniera estremamente sottile, mantenendo due peculiarità importantissime per definirne la qualità ovvero forza ed elasticità. Inoltre il cristallo, per quanto non lo si possa scorgere ad occhio nudo, vanta una texture più ruvida del vetro normale, capace di creare un attrito maggiore quando il vino viene roteato, garantendo quindi una performance maggiore stressando meno il vino stesso.
E' importante ricordare che il calici di cristallo possono essere con o senza piombo. Tradizionalmente, tutti i bicchieri di cristallo contenevano piombo, ma da quando l'attenzione verso la salute è aumentata, è nata un'alternativa: il bicchiere in cristallo senza piombo. Ad essere onesti, dato il breve lasso di tempo in cui il vino rimane nel bicchiere, la presenza di piombo non dovrebbe recare alcun danno. Solo quando si tratta di decanter è importante che il materiale sia senza piombo, come nel caso dei decanter Zalto.

Ringrazio il team di Zaltify, portale danese in contatto diretto con la casa madre, per avermi dato accesso a testi, immagini e spunti per la pubblicazione ed avermi dato modo di testare i calici.

F.S.R.
#WineIsSharing

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