venerdì 7 luglio 2017

A Morro d'Alba scopriamo la piccolissima Cantina Pellegrini

Oggi torniamo nelle mie Marche, dove non smetto mai di scoprire nuove piccole ed interessanti realtà da condividere con voi.
L’azienda di cui vi parlerò oggi è l'Agricola Pellegrini, nata negli anni '90, quando Aldo e Silvana, dopo 30 anni di esperienza nel settore agricolo iniziarono a commercializzare i prodotti della propria terra, ovvero i frutti degli uliveti e dei vigneti di proprietà alle porte di Morro d’Alba. Fino a qualche anno fa la vendita del vino era limitata allo sfuso, che in queste zone è ancora una valida opzione, ma che di certo non può appagare quanto i risultati ottenibili in bottiglia. Dal 2016, dopo essersi resi conto che la qualità delle proprie uve e del proprio terroir potessero dare risultati ben più interessanti di quelli, seppur validi, avuto con lo sfuso, grazie al supporto della figlia Francesca arriva il salto di qualità ed inizia l'avventura dell'imbottigliamento.
cantina pellegrini morro d'alba
Dai soli 2 ettari vitati a per 3/4 a Lacrima di Morro d'Alba e per il restante 1/4 a Verdicchio. I vini della Cantina Pellegrini sono vinificati in purezza, con metodo tradizionali e consapevolezza odierna: la pressatura delle vinacce, ad esempio, è ancora eseguita a torchio idraulico, per ottenere più intensità a discapito della quantità.
Il territorio e l’appartenenza sono sentimenti e valori forti per la famiglia Pellegrini, che ha voluto sintetizzare nell’etichetta del proprio vino, mostrando in maniera minimale e contemporanea lo skyline di Morro d’Alba e la lacrima intagliata al centro della bottiglia. 
Ciò che ho apprezzato molto della Cantina Pellegrini è la grande voglia di tutelare a pieno il proprio approccio artigiano al vino, consapevoli che in molti casi essere piccoli, non avere massa critica e per di più volersi posizionare sin dal principio bene sul mercato con una denominazione non conosciutissima, non renda di certo le cose così più semplici.
Non potendo diventare grandi nella quantità l'obiettivo è quello di diventarlo nella qualità e la strada intrapresa è sicuramente quella giusta. 
Ormai lo sapete, io amo le sfide e quella di questa famiglia ha tutta l'aria di esserne una.
Ho chiesto alla famiglia Pellegrini un aneddoto riguardo la loro vita nel mondo del vino e mi hanno risposto così:
“All’inizio della nostra esperienza di vendita sul mercato nazionale, abbiamo sentito spesso commenti del tipo “Questo vino ha il gusto del vino di una volta”, “si sente il sapore della cantina”, “E’ il vino del contadino”. In un primo momento questo tipo di commenti ci hanno destabilizzato, perché non riuscivamo a pieno a comprendere se fossero dei complimenti o dei giudizi negativi. Poi abbiamo capito che questo è il vino che sappiamo fare, che orgogliosamente vogliamo continuare a fare e che questi complimenti (e per noi sono tali) sono il cappello a ciò che facciamo e non possiamo che esserne fieri!”

La prima produzione è stata molto ridotta, con circa 1600 bottiglie, ma nelle prossime annate l'azienda entrerà a regime passando per un notevole incremento già dalla prossima vendemmia, con un'aspettativa di massima pari a 8000 bottiglie, con margini di crescita similari per l'anno ancora successivo. Una crescita che poi si arresterà, com'è normale che sia date le dimensioni dei vigneti, in quanto il fine dell'Agricola Pellegrini è quello di non snaturare la propria filosofia basata sulla qualità artigianale e sulla distribuzione controllata.

Sono da sempre affascinato dalle realtà a conduzione familiare, grandi o piccole esse siano, in quanto trovo che il mondo del Vino dia modo ad ogni membro di ritagliarsi il proprio spazio e di dimostrarsi importante nella totalità delle mansioni aziendali. Nella Cantina Pellegrini sono Aldo e Silvana ad occuparsi, praticamente a tempo pieno, della vigna, mentre Francesca ed il suo compagno curano la parte commerciale e la vendita. Vinificazione, imbottigliamento sono gestite da tutta la famiglia, con l'aiuto extra di Federico e Ioana (figlio e nuora di Aldo e Silvana). Parliamo di un'azienda davvero molto piccola, ma che sta già dimostrando di poter fare qualità con un vitigno difficile come la Lacrima di Morro d'Alba, sin troppo spesso visto come un vino incapace di svalicare la sua dimensione di vino da pronta beva, senza grandi aspirazioni. Io credo molto in questo varietale, anche in termini di longevità e sono convinto che i prossimi vini di quest'azienda potranno già dare risultati molto interessanti da questo punto di vista, ma questo lo scopriremo solo assaggiando!
Intanto, posso dirvi che la Lacrima di Morro d'Alba 2016 Pellegrini che ho avuto modo di assaggiare aveva tutto ciò che io potessi aspettarmi da quest'uva e da questo vino: naso pronto, espansivo dal fiore, al frutto finendo con un po' di quelle speziatura che rende ancor più intrigante alcuni vini prodotti con questo vitigno. Il Sorso è diretto, ma non scontato, fresco e dinamico, che si prende tutto il tempo che serve per lasciare il segno. Un vino intenso, ma non eccessivo, che diverte con la sua spontaneità, ma incuriosisce chi sa andare oltre il primo naso, con un abbrivio di complessità, che fa ben sperare per il futuro.

Se amo vini come questo è perché mi ricordano casa, è vero... ma anche e soprattutto perché vantano una dote rara, quella duttilità che permette loro di essere condivisi con gli amici gettando una coperta in mezzo alle vigne in una bella giornata di sole o di creare nuove suggestioni per i più appassionati, che poche volte hanno modo di confrontarsi con piccole produzioni come quella Lacrima di Morro d'Alba. La qualità c'è, ma siamo solo alla prima annata e non posso che aspettarmi di assaggiare vini ancor più validi dall'Azienda Agricola Pellegrini.


F.S.R.
#WineIsSharing

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