venerdì 4 agosto 2017

Castelbuono ed il DiVino Festival - L'ombelico del mondo enogastronomico siciliano

A Castelbuono per mangiare, bere e ricevere il premio Gusto DiVino 2017

Sono appena rientrato dal mio ultimo viaggio verso una terra che amo particolarmente e che ogni volta è capace di riempirmi il cuore con la sua bellezza ed i suoi valori, oltre a riempirmi la “panza” con cibo e vino a profusione! Parlo, ovviamente, della terra di Sicilia e più precisamente di quello che è considerato da molti l'ombelico del mondo: Castelbuono.
Non so dirvi se incrociando paralleli e meridiani si possa affermare con certezza se Castelbuono sia o meno al centro di questo meraviglioso pianeta, ma una cosa la posso asserire senza tema di smentita “Castelbuono è un centro nevralgico del mondo enogastronomico siciliano, italiano e globale!”.
Parliamo di una ridente cittadina medievale arroccata su di una collina a più di 400mslm, con il mare a 15 minuti e le Madonie a coprirgli le spalle, dove meno di 10mila anime hanno a disposizione una quantità smisurata di bellezza e di piaceri della tavola.
Perché a Castelbuono? Ero a Castelbuono per un evento giunto ormai alla X° edizione, il DiVino Festival ed in particolare per ricevere un graditissimo riconoscimento come ambasciatore del vino sul web. A prescindere dal premio Gusto DiVino, andare a Castelbuono era da tempo nella mia “to do list”, ma per quanto ne avessi sentito parlare non potevo davvero immaginarmi di trovare un luogo così vocato, votato e, passatemi il termine, devoto all'enogastronomia.
Girando per Castelbuono, fermandosi in uno dei qualsiasi dei numerosi ristoranti locali, ci si rende subito conto di 3 cose: la tradizione rispettata dalla proverbiale accoglienza siciliana all'utilizzo delle preziose materie prime autoctone (la Manna, il Basilisco, il Tartufo estivo ed il Suino nero dei Nebrodi sono solo alcune delle eccellenze del territorio); la creatività dei ristoratori che con maestria e saggezza hanno trovato tutti il proprio modo di interpretare queste materie prime con una cucina mai noiosa e dagli equilibri a dir poco armonici; l'apertura mentale di un luogo in cui puoi trovare carte dei vini di ampio respiro, con una ricerca che difficilmente puoi pensare di incontrare in un paesino così piccolo ed isolato. 

E' proprio dando un'occhiata alle cantine dei ristoranti ed alle relative carte dei vini che mi sono detto “in questo posto potrei davvero viverci!”, perché non avrei mai creduto di imbattermi in assegnazioni di vini rari da trovare persino nella zona di origine e soprattutto di rendermi conto dell'amore che questa gente, educata da abili e lungimiranti ristoratori (come Peppe Carollo del Nangalarruni, Natale Allegra dell'Antico Baglio ed il duo Sandro Cicero e Giuseppe Migliazzo del Palazzaccio nel centro storico o lo Chef Antonio Bonadonna del Relais e Cantina Abbazia Santa Anastasia), ha nei confronti di tutte le grandi terre del vino italiane ed internazionali a partire da Brunello, Barolo ed Amarone (a Castelbuono si consuma, in proporzione, più Sangiovese e Nebbiolo che in ogni altro luogo dell'isola). Questo potrebbe far storcere il naso a qualche purista, ma in realtà è un valore aggiunto notevole al patrimonio enoico siciliano che si trova in queste carte dei vini e nelle tavole di questi ristoranti a confrontarsi con grandi denominazioni e con vini straordinari, elevando automaticamente la percezione degli stessi vini siciliani. Per intenderci, se fossi un produttore siciliano sarei molto felice di ritrovarmi in una carta che mostri una ricerca ed un'accurata selezione nazionale ed internazionale piuttosto che finire sempre e solo relegato nelle carte di ristoranti mono-regionali.

Questo è ciò che accade a Castelbuono e credo sia già un valido motivo per farci un salto durante la vostra prossima vacanza siciliana.
DiVino Festival 2017 - Castelbuono
Tornando al DiVino Festival, per uno che partecipa un giorno sì e l'altro pure ad eventi enoici in giro per l'Italia e per il mondo e che ama trovarsi nel bel mezzo dei banchi di assaggi con gente semplicemente appassionata e non necessariamente “eno-strippata”, vedere un antico chiostro completamente invaso da avventori, locali e non, con un buon 70% di Millennials, dotati in toto di curiosità e rispetto mi ha riempito il cuore. Più di 180 cantine presenti e tanti vini da assaggiare, eppure nessun inconveniente, nessun “ospite” molesto, ma tanta gioia negli occhi di chi, è palese, sia stato educato ad un approccio attento ed equilibrato al vino ed all'enogastronomia in genere.
Questo perché i castelbuonesi amano la propria terra ed adorano l'enogastronomia, ma anche perché chi viene da “fuori” viene a Castelbuono per mangiare e bere bene, quindi c'è una sorta di selezione naturale e spontanea al DiVino Festival di Castelbuono.
Tra le realtà che mi hanno colpito di più citerei Porta del Vento (piccola azienda biodinamica capace di produrre vini puliti, nitidi nell'espressione varietale e di grande freschezza), Tamburello (interessante realtà biologica di certo sulla buona strada per la produzione di vini di qualità), Patrì (un'azienda che già conoscevo, ma che farà sempre di più parlare di sè data la crescita qualitativa degli ultimi anni) e Alessandro di Camporeale (ormai un Big a tutti gli effetti, ma sempre in grado di mantenere una spiccata identità territoriale nei propri vini) per la Sicilia, ma è stato molto interessante trovare importanti selezioni come quella degli Erbaluce di Caluso o di importanti distributori nazionali come Vino & Design e, ancora, di consorzi come quello di Montalcino con banchi d'assaggio affollati da winelovers curiosi ed attenti.
Un evento che credo proprio non mi perderò più, da ora in avanti!

Premio GustoDivino 2017

Castelbuono deve molto anche alla famiglia Fiasconaro, realtà che vanta una di quelle storie sulle quali si potrebbe scrivere un libro o ancor meglio edificare una dottrina del lavoro, in quanto da un bar nel centro di un paesino questi 3 fratelli sono stati capaci di tirar fuori una delle più sane e proficue aziende dolciarie della regione, facendo concorrenza al nord Italia nell'ambito di un prodotto che con la Sicilia poco aveva a che fare, ovvero il panettone.
Cito questa famiglia perché è anche grazie ai Fiasconaro che la cultura enogastronomica dei castelbuonesi è così importante ed è sempre grazie a loro che il premio Gusto DiVino poteva vantare personalità del calibro di Heinz Beck e Rossano Boscolo tra i presenti in questa edizione o di Massimo Bottura e Chef Rubio in quelle passate.
Premio che veniva attribuito, come da 10 anni a questa parte, ai comunicatori ed agli operatori del settore che di più si sono distinti come ambasciatori del vino e dell'enogastronomia in genere in Italia e nel mondo.
Per me è stato un onore salire sul palco e rientrare nel novero dei premiati dal noto presentatore e comunicatore enoico Daniele Lucca - mi sono sentito proprio come un IGT alla prima annata di produzione di una cantina poco conosciuta in mezzo ai più rinomati vini italiani - tra i quali l'onnisciente Gianni Fabrizio (Gambero Rosso), Marco Gatti (Golosaria), Luca Iaccarino (Repubblica) e Sandra Longinotti (food stylist e food writer) . Eppure, proprio come dicevo prima in merito alle carte dei vini, vedere un giovane wine blogger in mezzo a personalità di tale portata ha avuto il potere di far percepire ciò che faccio in senso stretto e la figura del wine blogger in senso lato in maniera ancor più importante e concreta e questo non ha prezzo per me. Di questa lungimiranza, della qualità della tre giorni di eventi e della bellezza di ogni momento passato a Castelbuono da ospite della città e del DiVino Festival si deve molto al neo presidente della manifestazione, il Sommelier campione del mondo Luca Martini, che quest'anno ho avuto modo di incontrare in varie occasioni, nelle quali ha sempre dimostrato una professionalità impagabile, ma che in questo caso si è davvero superato. 

Attenti alla Castelbuonite!

Castelbuono è vita, è ottimo cibo e grande vino, ma è soprattutto il DiVino Festival, quindi dall'anno prossimo spero di vedervi tutti in giro per questo splendido Borgo Medievale, per stappare qualcosa insieme, magari sulle mura del castello che domina la città o in uno dei ristoranti del posto. Io ci sarò, perché quella cavolo di città già mi manca come può mancarti casa tua e per uno che ormai non si sente mai a casa, perché a casa non c'è mai, è tutto dire! Sì, mi sono ammalato di Castelbuonite acuta e non ho la benché minima voglia di curarmi!
Un solo consiglio: digiunate per qualche giorno prima del vostro arrivo in quel di Castelbuono, perché vi ritroverete a fare fino a 7 pasti al giorno senza accorgervene e non riuscirete a smettere di mangiare e quando si mangia, si sa, ci vuole sempre un po' di buon vino ed ho detto tutto! Non preoccupatevi, però... Anne Carson diceva "L’unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso" e voi avrete modo di comprovare questa massima semplicemente salendo sulla bilancia al vostro ritorno!😜

Io vi aspetto tutti a Castelbuono per la prossima edizione del DiVino Festival, ma i meravigliosi castelbuonesi saranno lieti di accogliervi e di coccolarvi con la loro proverbiale ospitalità sin da domani e senza sosta, perché Castelbuono è bellissima d'estate, ma lo è anche nelle altre stagioni. Vedere... mangiare e bere per credere! 

F.S.R.
#WineIsSharing

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