mercoledì 27 settembre 2017

Il ruolo dell'enoteca e dell'enotecario nella comunicazione del vino in Italia - Intervista ad Andrea Terraneo presidente Vinarius

Per me che provo, nel mio piccolo, a condividere e comunicare il mio modo di vedere e vivere il vino è importante avere continue opportunità di confronto con altri comunicatori, ma non sempre si tratta di wine blogger o media del vino in senso lato. Uno dei riferimenti più diretti e concreti di quelle che sono le dinamiche legate alla percezione generale del vino, del mercato e delle necessità o delle lacune comunicative che chi compra e beve vino può manifestare è, senza tema di smentita, l'enoteca.
enoteche italiane
Credo fermamente che il ruolo dell'enoteca e dell'enotecario, in quanto tramite  tra il produttore ed il consumatore finale, sia fondamentale non solo come veicolo commerciale, ma anche e soprattutto come veicolo di informazioni riguardo il vino, chi lo produce, come lo produce e dove lo produce.
Non sempre, però, l'enoteca viene interpretata in questi termini da chi la gestisce e per questo diventa importante aumentare la consapevolezza di chi vende per elevare conseguentemente quella di chi compra.
In Italia c'è un'associazione che si propone di "divulgare la conoscenza e il consumo di vino di qualità" e si chiama Vinarius.
Ho incontrato l'attuale presidente dell'associazione enoteche italiane, Andrea Terraneo, qualche mese fa ad una degustazione, e mi è subito balenata in mente l'idea di condividere con voi una chiacchierata intorno e dentro al vino, riguardo Vinarius ed il mondo delle enoteche italiane più in generale.

Il ruolo dell'enoteca e dell'enotecario nella comunicazione del vino in Italia - Intervista ald Andrea Terraneo, presidente di Vinarius - Associazione enoteche italiane

Andrea Terraneo presidente Vinarius enotecario

Cos'è Vinarius?
Vinarius è un associazione di enoteche operanti in Italia, specializzate nella proposta di vini di qualità. Ci sono due sezioni: una raggruppa le enoteche dedicate alla vendita all'asporto, l’altra è composta dalle enoteche o wine bar o bar à vin, dedicate cioè alla mescita.

Quando, perché e come nasce?
Nasce nel 1981 grazie ad un gruppo di enotecari che avevano sentito la necessità di predisporre un tetto sotto il quale dare ospitalità alle enoteche (siamo nel 1981!) intese come luogo di vendita al dettaglio specializzato nel consiglio e nella proposta di vini di qualità.

Qual è la mission di Vinarius?
Fin dall’inizio Vinarius si attiva per “divulgare la conoscenza e il consumo del vino di qualità”.
E’ dunque rivolta ai consumatori ma per dare un servizio sempre migliore ha sempre ritenuto molto importante promuovere l’enoteca come luogo di proposta e di consiglio del prodotto di qualità e di offrire ai propri associati numerose occasioni di arricchimento professionale e culturale.
Dallo Statuto:
Art. 4 – <<L’associazione non ha fine di lucro e si propone i seguenti scopi: a) attendere alla preparazione professionale dei soci e del loro personale e ai relativi aggiornamenti; b) proporre formule, schemi, suggerimenti e sperimentazioni per quanto riguarda le strutture ambientali; c) assistere i soci nella programmazione e approvazione di campagne pubblicitarie e azioni di pubbliche relazioni, nonché attuare le proprie al fine di diffondere l’immagine propria e degli associati; d) coordinare manifestazioni di ordine generale e specifico; e) organizzare corsi e seminari al fine di educare il consumatore; f) diffondere tra i soci l’informatica, le tecniche di comunicazione, agevolando in tal modo l’attività dei soci ai fini di ridurre i costi e di offrire ai consumatori migliori servizi; g) diffondere l’immagine dell’associazione e degli associati come tali, al fine di valorizzare i prodotti di qualità e distinguere i punti vendita degli associati che, come tali, daranno particolari garanzie qualitative differenziandosi dai non associati.>>

Quante enoteche sono attualmente associate?
L’associazione conta ad oggi circa 115 enoteche.
vinarius associazione enoteche italiane
Vinarius è un'associazione riservata alle sole enoteche italiane?
Assolutamente no, abbiamo circa 7 soci esteri, l’ultima entrata nel sodalizio, proprio pochi giorni fa, è un’enoteca di Parigi. Ovviamente per i soci esteri è più complicato partecipare attivamente alla vita associativa attraverso gli aggiornamenti, ma non è precluso ed abbiamo già avuto qualche adesione a stage di formazione di personale attivo in enoteche estere.

Qual è il contributo di Vinarius alla comunicazione del vino?
Riteniamo il contributo sia molto importante, visto che i consorzi di tutela, e quindi le aziende ad essi associate, sono ben lieti di collaborare con noi sul piano sia della formazione che della divulgazione dei vini e del territorio da cui questi provengono. Noi siamo i quotidiani interlocutori del consumatore, possiamo indirizzarlo, consigliarlo ed educarlo al vino di qualità, alla conoscenza di un territorio e oltre che dei suoi prodotti anche della cultura e tradizione che da questo promana.

Qual è il ruolo dell'enoteca e degli enotecari nella divulgazione enoica?
Spesso tra associati nei nostri incontri ci raccontiamo le nostre esperienze e tutte convergono su un punto: "la bottiglia di vino non si vende, si racconta prima, si crea un rapporto con il cliente!"

Come si diventa soci di Vinarius?
Semplicemente inviando un modulo di richiesta di adesione che si trova online sul sito o presentando domanda attraverso uno dei suoi associati, domanda che sarà vagliata da Cda in base a un preciso e dettagliato regolamento (anch’esso pubblicato online come anche lo statuto) .

Quali sono i vantaggi?
Essere associati non vuol dire essere in un gruppo di acquisto. Questo è il più grande punto fermo della Vinarius. Vinarius vuole rappresentare una grande famiglia di enoteche, enotecari, collaboratori che fanno dell’essere continuamente aggiornati e formati il loro principale obiettivo. L’associazione organizza nell’arco dell’anno diverse attività di stage con molti consorzi (ad esempio nel 2017 stage con Consorzio Salice Salentino, Cirò e Melissa, Montalcino e Colli Euganei) durante la quale da domenica a martedì piccoli gruppi di enotecari partecipano a seminari di agronomia, enologia, tecnica di cantina, ma anche di cultura generale del territorio per approfondirne la conoscenza e acquisire nozioni e aggiornamenti utili ad essere divulgate poi al loro cliente/consumatore.
La Vinarius, sempre in collaborazione con i consorzi di tutela, organizza anche attività di degustazione nelle enoteche aderenti, della durata di una settimana durante la quale l’enoteca presenta ai propri clienti un territorio ed i suoi vini secondo un focus coordinato con il consorzio. Vini che non necessariamente devono essere già presenti in enoteca, anzi… diventano motivo di curiosità per il consumatore ma anche per l’enotecario che si confronta con i suoi clienti cercando anche di capirne le richieste e i gusti.
Altro momento importante è il Premio al Territorio Vinarius, giunto alla sua 7° edizione, che a breve sarà annunciato. Si tratta di un riconoscimento che elegge, in base a uno specifico regolamento di cui l’associazione si è dotata, un territorio per le sue caratteristiche non solo di vitivinicoltura ma anche per un paniere agroalimentare, per una ricchezza di aspetti culturali e storici, turistici che in simbiosi siano connessi tra loro e facciano emergere il prodotto vino. Il premio è biennale proprio perchè ha diversi momenti in cui è cadenzato e permette al Territorio vincitore di avere visibilità ampia per un cospicuo arco di tempo, passando da momenti di formazione per enotecari con un viaggio studio approfondito nel territorio e successivamente attraverso degustazioni nelle enoteche dove raccontare e informare il consumatore delle peculiarità del territorio premiato.
Inoltre organizza viaggi all’estero con cadenza biennale.

Come vedi il mondo delle enoteche e quali cambiamenti ha vissuto e sta vivendo questo settore?
Il mondo delle enoteche in questi anni ha vissuto tanti cambiamenti ma ha saputo adattarsi o replicare, pensiamo agli anni ‘90 con la gdo e il suo potere commerciale che ha visto molti vini anche di grandi marchi entrare in quel canale, agli anni 2000 con l’avvento dell’e-commerce… Ci hanno dato per spacciati ma dopo 36 anni siamo ancora qui dietro al bancone a mescere o vendere vino di qualità con passione. Certo sono cambiate tecniche di vendita, i gusti del consumatore si sono evoluti così come i vini, ma ci siamo saputi rinnovare ed aggiornare. Negli ultimi anni molti di noi enotecari Vinarius hanno saputo diventare talent scout di vini o di piccoli produttori, cercandosi le chicche da presentare alla propria clientela cercando di anticipare le tendenze e di alzare sempre il livello qualitativo dei prodotti con particolare attenzione al corretto rapporto qualità/prezzo, perché il cliente per un enoteca è il bene più prezioso e va educato, coccolato e rispettato.
Ora siamo assistendo a un nuovo fenomeno, quello delle vendite di generi alimentari da parte di grandi player di distribuzione online (amazon ecc...).  Sono certo che anche a questa nuova sfida sapremo trovare la giusta risposta per il bene del vino di qualità e del consumatore.
Come mi piace dire spesso… finché lo scaffale non parlerà o darà consigli adatti a ogni cliente, ci sarà sempre spazio e posto per un enotecario professionista. A questo proposito mi permetto di segnalare quella che potrebbe già essere una risposta a questa sfida, la nascita dell’Associazione Enotecari Professionisti Italiani (AEPI) di cui vi invito a approfondire la conoscenza su www.enotecari.it.
Invito, quindi, gli enotecari italiani e stranieri a fare gruppo, associandosi a Vinarius e/o continuando a crescere e ad aggiornarsi sempre.


Ringrazio Andrea Terraneo per la disponibilità e la piacevole condivisione di idee e punti di vista e colgo l'occasione per riportare qui di seguito i suoi contatti e quelli dell'associazione:


Sito Web: www.vinarius.it



F.S.R.
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