sabato 2 settembre 2017

Marco Cecchini e la sua Independent Winery in Friuli

Tappa enoica a Faedis, in Friuli, per scoprire i vigneti, la cantina e i vini del vignaiolo indipendente Marco Cecchini


Oggi vi racconterò del mio ultimo viaggio enoico in Friuli e nello specifico di una tappa che non potevo rimandare ancora! Parlo della mia visita alla cantina, ma ancor prima ai vigneti, di Marco Cecchini. Ho conosciuto Marco attraverso i suoi vini, tra eventi FIVI, degustazioni e “curiose” situazioni enoiche in cui siamo stati entrambi coinvolti, ma al mosaico già molto esaustivo che avevo delineato nella mia mente mancavano quelle importantissime tessere che solo andandolo a trovare nel suo habitat naturale avrei potuto far mie.
vignaiolo marco cecchini
Di questo vignaiolo indipendente – tanto da aver denominato la sua azienda Independent Winery – ho sempre apprezzato la volontà di tenersi a distanza di sicurezza dalle mode e dai luoghi comuni, cercando una propria strada improntata non sul “se lo faccio così lo vendo meglio!”, bensì sul “faccio il vino più buono che posso e sono certo che qualcuno lo apprezzerà!”.
Quella di Marco Cecchini è una piccola realtà che punta solo ed esclusivamente alla qualità con uno sguardo indietro alla tradizione, ma con la mente sempre proiettata verso il futuro. Questo connubio fra passato e presente lo si evince sin dalla conduzione dei vigneti, molto rispettosa ed attenta nella potatura e con un inerbimento che un tempo sarebbe stato considerato ai limiti della negligenza, ma che, oggi, rappresenta l'identità contemporanea del vignaiolo e delle sue vigne a pieno.
"Crediamo in un agricoltura sostenibile che restituisca dignità alla terra e a chi la lavora"
Siamo a Faedis, nei Colli Orientali del Friuli, la cantina è piccola, ma dotata di tutto quanto possa coadiuvare Marco nell'interpretare in maniera artigianale e sincera il frutto del suo lavoro di squadra con la vigna. 
marco cecchini independent winery
La cosa che mi impressiona di più del Friuli in generale, ma ancor più di realtà come questa è una capacità innata di ogni singolo vino di non invecchiare, ma evolvere, sempre e senza sosta, gradualmente, quasi a volersi dichiarare imperituri. Dico questo perché gli assaggi fatti in cantina e soprattutto quelli fatti negli ultimi due anni in giro per l'Italia e durante i miei hometasting dei vini di Marco Cecchini sono stati molteplici e con vari e notevoli excursus temporali. Balzi qua e là nel tempo attraverso ogni varietale coltivato da questo abile e sensibile vignaiolo, ovvero Pinot Grigio, Friulano, Verduzzo, Riesling, Refosco e Picolit.
Scegliere tra annate e referenze che hanno saputo colpirmi con pennellate così nette di sfumature differenti sarebbe riduttivo è per questo che vorrei semplicemente condividere con voi le mie impressioni riguardo ogni sua referenza, indipendentemente dall'annata:
Pinot Grigio: eleganza intrigante, per un vitigno che in pochi sanno trattare con così tanto garbo in Italia. Il territorio abbraccia il varietale lasciandolo libero di esprimersi ma senza mai dimenticare le sue origini.

Tové: quando un blend diviene espressione in purezza di un territorio e di una regione! Con questo vino, Marco, ha voluto imbottigliare l'eccellenza friulana secondo la sua personale interpretazione di Friulano e Verduzzo.Nelle diverse annate assaggiate costante è stato il bilanciamento della componente aromatica, tra frutto, fiore e balsamicità, ma ancor più coerente, di bottiglia in bottiglia, ho trovato la sua forte mineralità sapida che conferisce forte inerzia alla beva.

Riesling (renano): inutile nascondersi dietro ad un dito! L'ho detto e scritto più volte e non temo di ribadire che quello di Marco Cecchini è a mio modesto parere uno dei Riesling (Renano) meglio interpretati in Italia. Parliamo di una piccolissima produzione, in cui le piante ed il terreno, nelle annate giuste, donano al vignaiolo uve di grande qualità. Questo Riesling stupisce da giovane, con la sua affabilità delicata ma nitida, e stordisce da “grande”, quando qualche anno di bottiglia enfatizza note minerali affumicate oltre all'accenno tipico (non eccessivo, altrimenti sarebbe un difetto) di “gout de petrol”, che per i meno avvezzi agli eno-francesismi fighetti non è altro che l'”odore de benza”. Acidità marcata ma bilanciata, capace di spingere il sorso dritti dritto giù nell'anima.
Un'eccezione, in Italia.

Refosco d.p.r.: il vino che non ti aspetti, quello in cui l'occhio, la sensibilità e la voglia di qualità del vignaiolo fanno la differenza. Il Refosco è un varietale che può dar vita a vini scontati, di poca personalità se si lascia fare troppo (in senso lato ed in senso stresso) alla pianta. Potatura, diradamento ed un'ulteriore selezione finale delle uve migliori possono permettere a questo vitigno storico di esprimersi al meglio. Il Refosco di Marco Cecchini ha personalità da vendere sin da giovane, ma è con qualche anno di bottiglia che dimostra e mostra tutta la sua stoffa: intenso, complesso, sensuale nella sua speziatura naturale e decisamente profondo al sorso, in cui spicca per lunghezza.

Concludo con due vini da dessert, meditazione, colazione, merenda... insomma, questi vini come tutti i vini buoni, con residuo o meno, vanno bevuti secondo le proprie esigenze, i propri gusti e la propria attitudine! Parlo del Verlit e del Picolit di Marco Cecchini.
Il Verlit mi fa pensare ai friulani, sempre a cavallo fra una sorta di rude concretezza e la grande e generosa ospitalità. E' questo il Verlit, uno dei quei vini con cui devi entrare in empatia per apprezzarlo fino in fondo ma se lo fai rischi di finire la bottiglia!
Il Picolit, invece, è gioia, luce, intensa armonia. Un vino raro, che affascina sin dal bicchiere in cui ti sembra di aver appena versato luce liquida, per poi ammaliare con aromi eleganti mai sbilanciati dal miele alla mandorla, passando per tonalità candite di agrume e albicocca. E' in bocca, però, che capisci di essere con le spalle al muro e di non avere scampo! L'estremo equilibrio fra dolcezza e freschezza, la piacevole carezza al palato unita alla stimolante complessità ne fanno un vino mai stucchevole, mai noioso!
Il Picolit, per fortuna, è un lusso, di quelli che, anche volendo, non potresti prenderti troppo spesso, dato l'esiguo numero di bottiglie che ognuno di noi potrebbe mettersi in cantina.

Che dire di più di questa piccola cantina friulana e del suo vignaiolo? Forse che, ancor prima di essere bravo a far vino è un uomo dalla grande umanità e mi piace pensare che questo influisca molto sul modo unico che i vini di Marco hanno di arrivare a "tutti" con schiettezza, pur mantenendo grande eleganza e complessità. Se capitate da quelle parti, fate un salto da lui e costringetelo ad invitarvi a cena... è anche un ottimo cuoco!😉

F.S.R.
#WineIsSharing

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