lunedì 29 gennaio 2018

Il Raboso del Piave - Un grande vino interpretato al meglio dall'Az. Agr. Cecchetto

Torno a parlare di Veneto dopo qualche mese di assaggi e di visite che non hanno dato seguito a pubblicazioni su questo wineblog e lo faccio condividendo con voi qualche informazione e le mie impressioni su una realtà e su un varietale che meritano grande attenzione. Parlo dell'azienda Cecchetto e del suo grande legame con il Raboso del Piave.
Partiamo dall'inizio, perché quella della famiglia Cecchetto è una storia che affonda le radici nella tradizione della viticoltura veneta e nella produzione prima di uve e poi di vino.
Cantina Cecchetto Raboso Piave
L'avventura dei Cecchetto inizia quando, nel 1985, il padre Sante riesce ad acquistare il podere che coltivava, mentre il figlio Giorgio consegue il diploma di enologo presso la Scuola Enologica di Conegliano (Tv).
E' nel '90, però, che l'avventura in bottiglia della Az. Agr. Cecchetto vede scrivere il suo primo capitolo, con l’avvio ed il potenziamento dell’attività in proprio, culminata con la realizzazione di una nuova cantina.
Oggi l’azienda di circa un centinaio di ettari si sviluppa in tre sedi in provincia di Treviso: Tezze di Piave, la sede principale, Motta di Livenza e Cornuda, dove produce per lo più uve a bacca rossa (Carmenère, Cabernet Sauvignon, Merlot e Raboso Piave), ma anche Pinot Grigio, Manzoni Bianco e Glera.

La storia dell’Az. Agr. Giorgio Cecchetto si intreccia saldamente con quella della sua terra e del suo vitigno più importante, il Raboso del Piave, un vitigno difficile da domare ma capace di colpire con il suo carattere ruvido, spavaldo, a tratti scontroso. Pertanto la produzione e la maggior parte degli sforzi aziendali sono tesi alla valorizzazione di questo vino, il figlio prediletto. In questa cantina si possono assaggiare diverse prove, interpretazioni, versioni, esperimenti, discutere di legni, affinamenti, vendemmie, metodi di vinificazione, appassimenti riguardanti questo vitigno della provincia trevigiana tradizionalmente incline alla spigolosità e qui interpretato secondo uno stile più contemporaneo. Vini meno nervosi e smussati, ma di forte identità e mai omologati quelli che Giorgio Cecchetto è arrivato a produrre, con una consapevolezza tecnica importante e il doveroso rispetto per un varietale così intimamente connesso al territorio che storicamente lo ospita.
Nel 1994, quando tutti in queste terre passavano dal cemento o dalla vetroresina all’acciaio, l’azienda comprava botti in legno per affinare il Raboso che in quel momento nessuno voleva. Erano gli anni degli internazionali come Merlot, i Pinot, Cabernet Sauvignon, ecc… Mio padre mi disse: “invece di andare avanti come fanno tutti, torniamo indietro?” …è vero, ma bisogna fare qualche passo indietro per poterne fare molti di più in avanti.”

Il risultato è aver sdoganato il Raboso e averlo reso un vino capace di confrontarsi con i grandi vini italiani e non più il vino scontroso e privo di eleganza frutto di interpretazioni poco sensibili e consapevoli della naturale vocazione del varietale.

La volontà di preservare e enfatizzare il Raboso del Piave e le sue peculiarità si manifesta nelle ben quattro declinazioni prodotte dall'Az. Agr. Cecchetto: Raboso del Piave - Piave DOC, Gelsaia - Piave Malanotte DOCG, RP - Passito di Raboso; Rosa Bruna - Rosato di Raboso Metodo Classico.
Io personalmente ho avuto modo di assaggiare e apprezzare i seguenti vini prodotti dalla cantina dell'Az. Agr. Cecchetto:

Raboso del Piave Doc 2013 - 2009 - Az. Agr. Cecchetto: se nell'annata attualmente in commercio (2013) sono la freschezza naso-bocca e la vivacità di un tannino fitto e ben definito a dominare mostrando l'anima rock del Raboso è l'annata 2009 (inviatami alla cieca da Sara, la figlia di Giorgio anch'essa impegnata a tempo pieno in azienda) a stupirmi apertamente con la sua estrema eleganza e il tannino cesellato, con una sfumatura Soul intimista e sensuale. Un vino capace di mantenere viva la propria vena acida quanto basta per slanciare un sorso pieno e profondo, che si svolge con rara agilità e compostezza. Questa versione, figlia di una leggera surmaturazione e priva di un vero e proprio appassimento, risulta meno morbida del Malanotte e per questo meno democratica, ma più in linea con il mio palato. Questa è una di quelle bottiglie che fanno percepire da sole le potenzialità di un vitigno senza il timore di scomodare, alla cieca, paragoni importanti con vitigni ben più blasonati e conosciuti.
cecchetto raboso
Gelsaia - Piave Malanotte Docg 2013 – Az. Agr. Cecchetto: un vino nato nel 1994 come Riserva di una grande annata, in seguito, anche con l’appassimento di parte delle uve, ha rimesso in discussione l’interpretazione del tradizionale vino rosso trevigiano dal forte carattere, diventando il precursore della nuova DOCG Piave Malanotte. Ancora oggi è prodotto solo in annate consone a renderlo l'esponente di spicco di questa tipologia che contempla dal 15% al 30% di uve da appassimento in fruttaio. Il naso è inebriante con tonalità dolci e passite rinfrescate da folate balsamiche e speziate. Il sorso è ancora fresco, nonostante la buona componente glicerica. E' il tannino, anche in questo caso, ad apporre la firma del varietale e a portare in asse gli equilibri di un vino che gioca tutto sulla scommessa appassimento-dinamica. Rendere un vino così intenso anche agile alla beva non è semplice, ma questo Gelsaia si è comportato più che bene e sono certo che con qualche annetto di cantina l'armonia evolutiva acquisita lo renderà ancor più inerziale nel sorso.

In un areale in cui è il Prosecco a farla da padrone, è lodevole il lavoro della famiglia Cecchetto nel cercare di riportare in auge un vitigno legato a questo territorio da oltre 500 anni come il Raboso del Piave, mostrandone le potenzialità senza snaturarne l'identità.

Grazie a questa azienda ho iniziato una più approfondita ricerca sul Raboso e gli assaggi fatti sino ad ora mi hanno convinto molto. Per questo, credo che questo vitigno e i vini da esso prodotti merito una particolare attenzione da parte di noi appassionati.

F.R.S.
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