mercoledì 21 febbraio 2018

Benvenuto Brunello 2018 - Annata 2013 e assaggi da ricordare

Benvenuto Brunello 2018 - Anteprima Brunello di Montalcino 2013, Riserva 2012 e Rosso di Montalcino 2016

Anche quest'anno l'anteprima più attesa dell'anno si è conclusa con una serie di assaggi, incontri e confronti che fanno entrare il Benvenuto Brunello 2018 di diritto tra le migliori anteprime di sempre per l'organizzazione e per l'attenzione alla comunicazione web e social da parte del Consorzio.
brunello montalcino 2013
Dopo la doverosa premessa legata all'annata 2013, condividerò con voi alcuni degli assaggi più nitidi di questa edizione di Benvenuto Brunello.

L'annata 2013
Autunno mite, inverno freddo e piovoso, primavera non troppo calda e estate, che seppur arrivata in ritardo, si è protratta fino a settembre inoltrato. Questo andamento più regolare da luglio a fine settembre, il vento e le buone escursioni termiche giorno-notte hanno permesso una maturazione più graduale, una buona sanità delle uve e un buon equilibrio fra acidità e concentrazione. In un'annata come questa – che non si vedeva da lustri ormai – è stata premiata una raccolta in stile quasi tradizionale partita a metà settembre e protratta fino ad inizio ottobre in alcune zone. Di certo più una vendemmia più classica rispetto alle 2 settimane di anticipo alle quali, purtroppo, ci stiamo sempre di più abituando. Il rischio per la sanità delle uve c'è stato solo in alcune zone più tardive, a causa di alcune piogge di ottobre.

In termini organolettici ad essere privilegiate sono state le peculiarità aromatiche e gustative che riconducono ai canoni della freschezza, della profondità e della finezza, che nei casi di maggior rispetto in vigna e in cantina hanno dato origine ad un'armonia complessiva molto elegante.
Il tutto va poi contestualizzato e declinato in base alle caratteristiche pedoclimatiche della quattro macro aree e delle singole realtà aziendali distinguendo i corpi unici da chi (e a Montalcino sono molte) ha piccole parcelle di vigneto in due o più differenti zone, in grado di compensarsi al momento del taglio d'annata (se vinificate separatamente) con grandi vantaggi in termini di bilanciamento fra acidità e struttura.

Il Brunello 2013
Le attenzioni erano rivolte tutte al Brunello 2013, ma venivano presentati anche i Rossi di Montalcino 2016 e i Brunello di Montalcino Riserva 2012, con alcune eccezioni per entrambe le categorie rappresentate da Rossi 2015 usciti più tardi e rare Riserve 2011 di chi ha preferito questa annata alla successiva.
Dando un colpo di spugna preventivo alle dinamiche legate all'assegnazione di 4 stelle all'annata 2013 contro le 4 della 2012, vi dico subito che l'annata presentata quest'anno rientra perfettamente nelle mie corde per il carattere più fresco e l'andamento climatico più “classico”.
Se il caldo tende a “omologare” in termini di qualità media - nella 2012 l'andamento degli assaggi era stato molto più regolare, ma con meno picchi – in un'annata da considerarsi fresca come la 2013 le considerazioni sui vini degustati risultano essere più altalenanti, ma con picchi d'eccellenza davvero notevoli, specie per chi, come me, ama vini dal profilo più dinamico e fine.
Un'annata tanto tradizionale quanto attuale in termini di risultati, che va incontro alla contemporanea tendenza italiana, e sempre più globale, che privilegia vini più freschi, asciutti, sapidi ma al contempo equilibrati, profondi ed eleganti, a sfavore delle grandi concentrazioni e dei vini “piacioni” troppo corposi e dalla beva meno agile.
Un ritorno a gradazioni meno importanti e ad acidità più lineari, con tannini in molti casi meno aggressivi, asciutti e sabbiosi, senza lesinare una buona struttura, fanno dei Brunello 2013 dei vini da bere oggi senza troppi intoppi e per i quali auspicare un grande futuro in termini di longevità e di evoluzione verso complessità e classe.

Gli assaggi da ricordare del Benvenuto Brunello 2018
brunello montalcino 2013 vini

Brunello di Montalcino 2013
(L'ordine dei vini citati è puramente casuale e la seguente lista non rappresenta una classifica di gradimento, ma "solo" l'elenco degli assaggi che di più mi hanno colpito alla luce degli oltre 200 fatti tra Brunello annata, Riserva e Rosso)

Albatreti - Di carattere.
Un Brunello capace di coniugare alla freschezza della 2013 una forza espressiva destabilizzante. Anche dopo un'intera giornata di assaggi è stato in grado di destare le mie papille gustative dall'umano accenno di assuefazione, distinguendosi nettamente dalla “massa” per la chiarezza del varietale e per la profondità di un sorso intenso e saporito, dal tannino ben integrato. Nonostante in pochi li conoscano, i vini di Gaetano Salvioni sono citati fra gli assaggi più nitidi dei miei Benvenuto Brunello da almeno 3 anni, quindi io mi sento di considerarlo a tutti gli effetti una grande conferma più che una “scoperta”.

Fattoria il Pino - Energico
Jessica Pellegrini si dimostra ancora una volta un'interprete rispettosa della tradizione, del suo territorio e dell'annata con un Brunello completo, dall'ottimo slancio fresco e dinamico che si svolge con notevole energia vitale. Grande ora ed ancor più in prospettiva. In pochi anni è diventata già passata dall'essere una scommessa ad una certezza che dubito mi deluderà in futuro.

Le Potazzine - Fine
Sono queste le annate in cui il sodalizio fra i vigneti a ovest e quelli a sud de Le Potazzine dà il meglio di sé: grande armonia, slanciata freschezza, sapidità e profondità da vendere per un vino di rara finezza. La coesione fra la complessità dei profumi, i tannini di grande garbo e la dinamica di una beva longilinea ma intensa, lo rendono un Brunello tanto tradizionale quanto attuale nella capacità di coniugare il più coerente rispetto per la tradizione ad un'eleganza e una bevibilità più uniche che rare.

Gianni Brunelli - Elegante
E' la prima volta che cito un Brunello de Le Chiuse di Sotto fra gli assaggi memorabili delle mie anteprime ma questa 2013 merita molto più di una citazione, in quanto emblema dell'annata nel suo slancio teso dal finale sapido avvolto in un velo di leggiadra eleganza, che non ne offusca la fisionomia ma la risalta, con un tratto fine e distintivo. Azienda che mi ha piacevolmente sorpreso su tutta la linea per la raffinatezza con la quale interpreta i suoi vini.

Pietroso - Equilibrato
Un Brunello disegnato a due mani da Madre Natura e da Gianni Pignattai con estrema precisione e rispetto per il varietale e per l'annata. Frutto e note balsamiche si fondono in un naso intrigante che fa da preambolo ad un sorso lineare ma che non manca di piglio e carattere. La percezione fresca, unita alla buona struttura e al tannino netto e di grande fittezza ne fanno un Brunello dagli equilibri cesellati.

Il Marroneto - Identitario
I vini di Alessandro Mori non smetteranno mai di stupirmi con la loro nitida identità tradizionale e l'espressività varietale e territoriale. Il Brunello 2013 è fresco, balsamico, con una beva dinamica, asciutta; ha stoffa e una trama tannica fitta, di grande nettezza e precisione. 
Il Madonna delle Grazie 2013 ha una personalità più complessa, profonda, appena inizia ad aprirsi ammalia con un naso che rende onore al Sangiovese e al suo più completo spettro olfattivo, per poi illuminare con un sorso impattante, slanciato, ma non povero di sostanza; il finale è saporito, ferroso, sanguigno comun denominatore dei grandi vini rossi. Un assaggio intimista di grande intensità che fa presagire un futuro radioso per un vino di notevole levatura, con il quale, una volta entrati in empatia, non si smetterebbe mai di intrattenersi.

Salvioni - Stile
Una cifra stilistica che non viene mai meno quella di Salvioni. Anche in un'annata in cui in molti hanno rischiato di confondere la freschezza e la finezza con l'esilità, il Brunello della Cerbaiola è in grado di mostrare muscoli da maratoneta piuttosto che quelli da centometrista, mantenendo una buona spina acida che attraversa e sostiene la ben dosata concentrazione. Quando la potenza si fa armonia...

Le Ragnaie - Complesso
Il Brunello V.V. 2013 esprime un grado di complessità che solo pochi grandi vini possono pensare di eguagliare. Vino integro, profondo, che gode della consueta freschezza che questi vigneti sanno donare al vino grazie alla loro altitudine e al pedoclima favorevole. Dinamiche che sfociano in un'eleganza che continuerà a crescere in vetro.

Sanlorenzo - Sincero
Apprezzo da anni i vini di Luciano Ciolfi per la loro riconducibilità alle sue vigne e alla sua interpretazione delle stesse di annata in annata. Anche questo Brunello Bramante 2013 è specchio del pedoclima dei suoi vigneti nel versante sud-ovest a 500mslm ricchi di galestro: puro nel varietale, fresco e teso nella beva, sapido nel finale, con un tannino distintivo dei suoi vini. Ormai Sanlorenzo ha trovato la sua cifra stilistica.

Terre Nere - Prospettico
Un Brunello che ben esprime le peculiarità dei vigneti di questa piccola realtà che nelle annata giuste permettono di raggiungere un raro equilibrio fra estratto e acidità donando al vino forza, dinamica e grande potenziale evolutivo. Un tannino che con un po' di vetro verrà integrato al meglio.
Credo molto in questa cantina e sono certo che la crescita constatata quest'anno sia solo l'inizio di un luminoso cammino.

Il Palazzone - Minerale
Per quanto inflazionato sia questo termine enoico, non posso non utilizzarlo per un Brunello che mi ha sorpreso per una duplice anima minerale fatta di ferro e sale. Un vino che si lascia bere con estremo piacere, senza risultare scontato. Una piccola scoperta per me che non conoscevo questa piccola e rispettosa cantina situata sul pendio nord-ovest di Montalcino.

Fattoi - Continuo
Uno degli assaggi più intensi e persistenti. A stupire è la grande armonia fra freschezza e potenza di un vino che attinge alla tradizione per arrivare ad essere contemporaneo. Sempre una luminosa conferma.

Col di Lamo - Lungo
Una realtà che cresce di annata in annata aumentando la consapevolezza di chi il vino lo fa ovvero della produttrice Giovanna - per gli amici Gianna - Neri e delle sue viti. Un vino che ho dovuto riassaggiare più volte per comprenderne le varie sfaccettature, che sembrano voler giocare con i sensi finché, una volta portati in quel limbo chiamato austerità, inizia ad aprirsi per poi affondare la stoccata vincente, fresca e saporita, in un allungo che pochi saprebbero sostenere. Amo essere sorpreso e la 2013 di Col di Lamo è di certo un vino che sa e saprà sorprendere.

La Magia - Espressivo
Il Brunello "Ciliegio" dell'azienda La Magia conferma quanto un territorio e ancor più un singolo vigneto possano incidere sulla personalità di un vino. Un vino pulito, che si fa apprezzare per un buonissimo bilanciamento fra sensazioni più fresche e balsamiche e il fisico presentante e sinuoso. Un vino con una sua personalità matura e ben delineata che può solo crescere in bottiglia.

Cava d'Onice - Forte
Il Brunello 2013 del "cru" Colombaio di Cava d'Onice è uno di quei vini da guardare e sentire in prospettiva, ma non troppo. Un vino che ha ben chiara la sua identità varietale e territoriale e che fa percepire chiaramente un grande potenziale. Il corpo forte e tenace di questo vino è ben bilanciato da uno slancio lineare e sicuro che non si lascia ostacolare dal tannino. Una realtà, questa, da seguire con attenzione negli anni a venire.

Le Ripi - Buona la prima!
Il Brunello “Cielo d'Ulisse” è il neonato dell'azienda, pensato per uscire sul mercato nei tempi previsti dal disciplinare (e non oltre, come accade per il Lupi e Sirene). Un vino ben congegnato, che non manifesta ostiche durezze e privilegia una beva agile e snella. Un vino futuribile che farà di sicuro parlare di sé da qui in avanti.

Brunello di Montalcino Riserva 2012

Podere San Giacomo - Concreto
Una delle poche riserve che non hanno accusato l'annata calda e il lungo affinamento. Vino che ha mantenuto ancora integro un buon frutto e, pur lasciando intravedere un grande potenziale di invecchiamento, non oppone particolari resistenze alla beva odierna.

Casisano - Ascendente
La Riserva “Colombaiolo” è l'eccezione che conferma la regola. In un'annata in cui molte Riserve sono risultate iperstrutturate e ai limiti della “cottura” quella di Casisano ha manifestato un ottimo equilibrio, mantenendo fede all'annata calda, ma preservando una buona acidità di base. Un vino importante, da attendere, come si confà a una Riserva di grande caratura.

Sesti - Riserva-to
Il Phenomena del Castello di Argiano di Sesti è uno di quei vini che da anni, attraverso il calice, mi spinge ad un introspezione profonda mia e del vino. Un Brunello che si presenta timido, a tratti riservato, ma con il quale basta essere educati e pazienti per comprenderne il carattere forte, maturo e saggio. E' un vino che temevo di non poter apprezzare in un'annata calda come la 2012, ma che con la sua intrigante capacità di fare il gioco delle tre carte con i miei punti di riferimento in degustazione, è sempre tra gli assaggi che rimangono più impressi nella memoria.

Cerbaia - Nitido
La Riserva “Vigna Cerbaia” è balsamica, matura ma non troppo, con una profondità aromatica e un'intensità di sorso notevoli. L'annata è percepibile nella sua accezione più positiva e il potenziale di bottiglia è tra i più nitidi assaggiati.

Rosso di Montalcino 2016

Ferrero - Completo
Uno di quei rossi che già dal naso dicono molto della loro integrità di frutto. Ottimo il gioco di squadra fra nerbo e struttura, con un'eleganza soffusa e diffusa che ne fa ben più di un “secondo vino”. Il sorso è lungo e la percezione salina nel finale è davvero piacevole.

Croce di Mezzo - Inerziale
Uno dei Rossi che di più hanno espresso l'equilibrio agilità di beva e potenziale evolutivo, tipici dei grandi Rossi di Montalcino. L'annata favorevolissima ha permesso un ottimo bilanciamento fra freschezza e corpo, con un finale saporito, sapido che invoglia al refill inerziale.

Tricerchi – Promettente
Step by step, quest'azienda sta iniziando a muovere i suoi primi passi fra i “grandi” del Brunello. Uno dei nasi più nitidi e un sorso di grande profondità. Il tannino è ben presente, ma già ben composto e garbato. Anche il Brunello 2013 meriterebbe una citazione, ma avendo assaggiato da botte e da vasca quello che sarà il futuro dell'azienda, so che nei prossimi anni potrò spendermi in panegirici più che meritati.

La Mannella - Intrigante
Il Rosso 2016 dell'azienda della famiglia Cortonesi mostra un carattere forte, è intenso nel frutto e lieve nella speziatura; riesce a coniugare al meglio la buona struttura con una spina acida ben integrata. Uno dei rossi che meriterebbero qualche anno di cantina per essere apprezzati a pieno.

Albatreti - Disarmante
Il vignaiolo "della domenica" - chi conosce Gaetano Salvioni sa cosa intendo - colpisce ancora! Il suo Rosso è un'esplosione di frutto, con un accenno di aromi secondari a rendere il naso di questo vino tra i più interessanti in assoluto. Un sorso che ne conferma l'unicità e l'attitudine a stupire dei vini di questo piccolo artigiano del vino.

Ventolaio - Agile
Un Rosso dal naso ammaliante, nitido e ben definito, senza le sfocature che in qualche annata mi hanno impedito di sentire nelle mie corde i vini di quest'azienda. Il frutto è integro e dall'equa maturità, il sorso ha una buona spinta acida che lo rende molto agile alla beva.

Le Potazzine - Esemplare
Un grande Rosso di Montalcino, senza se e senza ma, che ammalia con il suo naso varietale ancora fresco, vivo ma al contempo profondo e sfida il calice a restare vuoto, vincendo a mani basse con un sorso di grande equilibrio ed estrema piacevolezza.

Conclusioni
In generale ho trovato la 2013 un'annata ricca di vini nelle mie corde, capaci di esprimersi in finezza e verticalità, senza lesinare forza e materia, con un'ovvia predisposizione alla finezza, seppur con alcune cadute verso il basso che nella 2012 erano state attutite dalle più semplici maturazioni e da una vendemmia più semplice.
Per quanto riguarda le Riserve, devo ammettere che sono sempre un po' ostiche per me  in anteprima e quest'anno lo sono state ancora di più, con alcune interpretazioni troppo cariche e mature, al limite della surmaturazione e i lunghi affinamenti, con quelle concentrazioni e quella percentuale di alcol, ha permesso una deleteria presa di legno dalle botti, specie in caso di legni piccoli. Quelle che ho citato si sono fatte valere grazie ad un equilibrio tra maturità e acidità e per una buona prospettiva evolutiva.
Tra i Rossi di Montalcino 2016, invece, c'è l'imbarazzo della scelta in quanto l'annata - nonostante le migliori uve siano state destinate al Brunello - ha messo a disposizione dei vignaioli una materia prima di prim'ordine. Fra quelli citati troverete gli assaggi che di più si sono distinti per personalità, rispetto dell'annata e precisione.

Montalcino si conferma, a mio modesto parere, l'areale con il più alto livello di qualità media diffusa e la più nitida e percepibile identità territoriale, legata non solo all'utilizzo del monovitigno, ma anche e sempre di più alla volontà comune di ricercare interpretazioni del proprio pedoclima che rispettino la tradizione e risultino contemporanee con il loro equilibrio fra struttura e freschezza, fra carattere e finezza. In generale i vini risultano puliti (a parte sempre più rara eccezione) e il tannino è il vero e proprio spartiacque che vede da un lato i tannini più ruvidi, sabbiosi a tratti strappati e dall'altro quelli più fitti, composti, educati e persino vellutati.

Per quanto il global warming sia sempre più incidente sulle annate, speriamo che gli anni a venire ci riservino ancora qualche "2013"!

Concludo sottolineando che ho preferito non citare i Rossi 2015 e le Riserve 2011 in quanto il focus dell'anteprima erano le annate che, invece, ho preso in considerazione nella stesura di questo report, ma avrò sicuramente modo di condividere con voi le mie impressioni a riguarda durante l'arco dell'anno.


F.S.R.
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