lunedì 28 maggio 2018

Terre Nere - Un Brunello questione di terroir e di famiglia

A Montalcino attraverso i vini delle "Terre Nere" della famiglia Campigli Vallone.

Torno a parlarvi di una terra che ormai considero come una seconda casa, enoicamente parlando, ovvero quella meravigliosa enclave del Sangiovese chiamata Montalcino.
Lo faccio condividendo con voi la mia visita alla Cantina Terre Nere Campigli Vallone, un’azienda a conduzione interamente familiare, nata dalla passione per la campagna e per la viticultura di Pasquale Vallone e dal supporto di sua moglie Piera Campigli e, oggi, dei giovani figli Francesca e Federico.
terre nere campigli vallone
Tutto ebbe inizio con una vera e propria scoperta, da parte di Pasquale e di un suo vecchio amico, viticultore montalcinese, che porta all'acquisto di circa 30 ha di terreni incolti, circondati da boschi e da una natura ancora incontaminata, a Castelnuovo dell’Abate sul pendio sud, sud-est del colle sulla cui sommità sorge il Castello della Velona. Come accade spesso, dopo una vita di lavori d'ufficio lontani dalla terra e, spesso, dalla famiglia, anche Pasquale ha sentito forte il richiamo della campagna e di quell'attività che gli fu tramandata da suo padre. E' proprio grazie a questa rinnovata vocazione che nel 1998 impianta i primi ettari di vigneto, oggi divenuti 10.
Nei primi anni gestisce l’azienda quasi come hobby del fine settimana e nei giorni liberi, anche per “rigenerarsi dopo periodi di stressante lavoro d’ufficio”, occupandosi personalmente della vinificazione e della vigna, coltivata in modo tradizionale, nel rispetto dell’agricoltura biologica (certificazione richiesta negli ultimi anni).
montalcino sud castelnuovo dell'abata
Dopo la pensione diviene sempre più forte il legame con le vigne e quel territorio che diventa sempre più il suo stabile “rifugio”, legame che mi ha pienamente tramandato ai figli e in particolare a Francesca che in quei vigneti trova serenità, armonia e conforto.

Ad accompagnarmi nella visita, a spillare i campioni da botte e, soprattutto, a raccontarmi la storia della propria realtà familiare e vitivinicola è proprio Francesca, coinvolta attivamente ormai da molti anni, coadiuvata sempre più da suo fratello Federico.
Camminando tra le botti e assaggiando i vini a riposo nelle grandi botti della “vecchia” cantina è palese la volontà di Francesca di voler portare in bottiglia solo il meglio di annata in annata, senza mai strafare e nel rispetto di ciò che quei vigneti tanto carichi di unicità sapranno donare al tempo.
brunello montalcino botte grande
Il cambio generazionale non è mai facile, ma da un percorso fatto di contraddizioni e punti d'incontro si è avviato un percorso creativo importante che ha portato l'azienda a migliorare costantemente negli ultimi anni sia per quanto concerne la qualità dei vini prodotti che per quanto riguarda i “progetti per il futuro”, primo fra tutti la costruzione della nuova cantina più vicina ai vigneti di proprietà.
brunello terre nere
Se la costruzione della nuova cantina fungerà da benchmark per l'azienda in termini produttivi è sempre dalla vigna che tutto si evolve, seppur con piccoli accorgimenti, come quello fatto negli ultimi anni da Terre Nere, intraprendendo un percorso agronomico volto ad un approccio ancor più rispettoso e mirato, con lo scopo di far emergere sempre più nitidamente le differenze fra quelli che possiamo a tutti gli effetti definire cru aziendali.
Cru che in un contesto di vigneti a corpo unico devono far valere le proprie unicità pedoclimatiche dettate dall'altitudine, dal terreno ed ovviamente dell'esposizione.
Questa possibilità di poter contare su una proprietà piccola e gestibile in prima persona ma al contempo ricca di alternanza e diversità, rende molto elastica la risposta dei vigneti e quindi dei vini prodotti alla singola annata, permettendo alla famiglia Campigli Vallone di far fronte alle situazioni più complesse in maniera ottimale.
terre nere vigneti
Gli attuali 10 ha sono suddivisi in 9 ha di Sangiovese grosso e 1 ha di Cabernet Sauvignon, in un terreno assai particolare, molto scuro e minerale composto principalmente da galestro, con un’azione molto drenante. E' stato proprio quel terreno, durante una giornata piovosa, a suggerire a Pasquale l'attuale nome dell'azienda, dato il colore scuro che aveva acquisito dopo la pioggia.
A differenza di altri contesti vitivinicoli molto noti, a Montalcino e in particolare in questa zona, la biodiversità è stata ben preservata e i vigneti godono ancora del benefico abbraccio dei boschi. I vigneti di Terre Nere, inoltre, guardano al monte Amiata di origine vulcanica e al Montenero dal quale scende un limpido ruscello, accarezzati da un venticello costante proveniente dal versante del grossetano. Ai piedi dei vigneti scorre il fiume Orcia, che svolge una buona azione termoregolatrice favorendo le escursioni termiche.

Parlando con Francesca mi rendo subito conto di quanto sarà importante per l'intera famiglia la costruzione della nuova cantina e questo non potrà che incidere positivamente sulla qualità dei vini, che già vantano un grande potenziale nel loro peculiare equilibrio fra forza e profonda eleganza.
francesca vallone terre nere
Ero molto curioso di assaggiare i vini che “saranno” e dalle annate che usciranno nei prossimi anni ho avuto conferma della capacità di trarre il meglio da ogni stagione, mantenendo una forte identità.
Per evitare di spoilerare troppo riguardo al futuro dell'azienda, condivido con voi gli assaggi “in bottiglia” fatti con Francesca a Terre Nere:

Brunello di Montalcino DOCG 2013 – Terre Nere: un Brunello che ben esprime le peculiarità dei vigneti di questa piccola realtà che in annate come questa permettono di raggiungere un raro equilibrio fra estratto e acidità donando al vino forza, dinamica e grande potenziale evolutivo. Un tannino che con un po' di vetro verrà integrato al meglio.
Un sorso profondo, che non lesina carattere e perseveranza nel voler mostrare il suo portamento sicuro e mai cedevole; il passo è certo, ma paziente, non fugge né sfugge, si lascia apprezzare, senza fretta congedandosi con grande eleganza.

Rosso di Montalcino DOC 2016 – Terre Nere: un Rosso luminoso, che ho voluto aspettare dal primo assaggio, in quanto consapevole che alla sua agile dinamica data dall'integrità del frutto e la freschezza del sorso, avrebbe aggiunto una complessità in divenire e una maggior finezza tannica. Quello di Terre Nere non è uno di quei Rossi di Montalcino che mirano a far concorrenza al Brunello, bensì è un vino a sé, che vuole puntare sulla sua naturale vocazione a stupire grazie ad un equilibrato connubio fra agilità di beva ed eleganza.


La verità è che parliamo spesso di equilibrio, ma che il trucco per stupire e per emozionare, specie a doverlo fare è un calice di vino, sta proprio nel saper spostare quell'equilibrio, nel rompere gli schemi senza, però, ledere l'armonia nel suo complesso. E' questo che i vini di Terre Nere riescono a fare e sono certo che nei prossimi anni, con le uve che dovranno fare meno strada dalla vigna alla cantina, le mie impressioni verranno rafforzate grazie ad una rinnovata espressività di una zona che, seppur tendenzialmente calda, gode di un pedoclima capace di mitigare gli effetti sia delle annate più fredde e piovose che di quelle più calde e siccitose.

F.S.R.
#WineIsSharing

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