venerdì 1 giugno 2018

Terre di Pisa - Un areale che vale la pena scoprire nella Toscana del vino

La Toscana è senza tema di smentita la regione con il “brand” più forte sotto ogni punto di vista, ma ancor più se parliamo di vino, eppure c'è un areale che ci ha messo anni per riuscire a ritagliarsi lo spazio che merita e per costituire la propria denominazione: le Terre di Pisa.
terre di pisa evento
L'anno scorso, più o meno di questi tempi, fui chiamato a moderare quello che è stato un beta test dell'evento che si terrà il 4-5 giugno in questo variegato territorio, che vede la città di Pisa come simbolo e fulcro, ma che trova il suo “sfogo” vitivinicolo in diverse sottozone a sud della città della Torre pendente.

Negli ultimi anni ho avuto modo di visitare numerose cantine della giovanissima Doc, nata nel 2011, ma ci è voluto del tempo per far credere i produttori stessi nelle reali potenzialità di questo territorio e nella possibilità di riunirsi sotto una stessa denominazione al fine di valorizzare congiuntamente una delle terre più ricche d'Italia dal punto di vista della biodiversità e del connubio fra paesaggi, cultura, arte e enogastronomia.
L'obiettivo di un anno fa era quello di mostrare, attraverso una degustazione con dibattito aperta a produttori, addetti ai lavori e appassionati, la qualità raggiungibile da molte di queste realtà nella produzione di vini base Sangiovese, vitigno che in questa zona era stato da molti abbandonato (nell'epoca della “merlotizzazione”) e da altri, sicuramente, sottovalutato. La mia piccola provocazione, se così vogliamo chiamarla, risiedeva proprio nel far comprendere, di assaggio in assaggio, la vocazione di ogni singola sottozona nell'esprimere per mezzo di un vitigno così “comune” in Toscana e in Italia, uno spettro organolettico identitario e profondamente correlato alle specificità pedoclimatiche dei vigneti. Questo grazie, anche, ad un approccio che per la maggior parte delle aziende vinicole incluse nell'areale, è più che rispettoso in vigna e in cantina, tanto da far pensare che si possa arrivare presto ad un distretto unito non solo da dinamiche territoriali, ma anche da quelle dell'ecosostenibilità e del rispetto.
Nelle Terre di Pisa troverete vigneti storici con vitigni solo da poco riscoperti da abili e coscienziosi vignaioli e anche unicità come dei ceppi a piede franco di Tempranillo con una storia che non potrà che appassionarvi, ma la grande ricchezza sarà nel vedere coi vostri occhi, nel toccare con mano e nel constatare con il vostro palato la notevole variabilità di terreni antichi che sapranno raccontarsi attraverso ogni assaggio.
terre di pisa sangiovese
Non vi nego che vedere, a distanza di un anno, la realizzazione e la concretizzazione di un progetto voluto dagli stessi produttori con l'aiuto di una illuminata camera di commercio nonché di comunicatori e partners tecnici, non può che farmi piacere nonostante non potrò prendere parte all'evento.

Se attraverso la bottiglia posso dire, ad oggi, di aver assaggiato i vini di ogni azienda dell'areale, la mia volontà è quella di continuare a dare risalto a questo territorio, visitando ogni cantina e camminando per ogni vigneto delle Terre di Pisa, perché tra le 40 aziende attualmente incluse in questa visione allargata ma sensata del territorio c'è ancora tanto da scoprire.

Intanto mi sento di segnalarvi alcune delle cantine da me raccontate in questo wine blog negli ultimi anni: Fattoria di Fibbiano, Pieve de' Pitti, Podere LaChiesa, Sangervasio, Pietro Beconcini, Usiglian del Vescovo, Tenutadi Ghizzano, Podere Marcampo, Pagani de Marchi, Podere La Regola, Caiarossa oltre a Sator e Fattoria San Vito di cui ho avuto modo di condividere diverse opinioni sui social.

Nei vari articoli potrete notare una grande variabilità in termini di terreni e di microclima, ma soprattutto la volontà di produrre vini di forte personalità in base alle caratteristiche vocazionali dei singoli vigneti e più in generale della sottozona di riferimento fra le 4 presenti nell'areale:
- San Miniato - Valdera - Monti Pisani;
- Colline Pisane;
- Volterra - Alta Val di Cecina;
- Costa - Riparbella - Montescudaio.
cantine terre di pisa
Avremo così sottozone in cui saranno gli autoctoni a recitare il ruolo da protagonisti con un Sangiovese (e i suoi parenti stretti come il Ciliegiolo e il Sanforte) sugli scudi per connubio fra struttura, freschezza, fittezza di tannino e componente sapido-minerale nelle zone di Terricciola, San Miniato e Palaia ad esempio; gli internazionali in purezza o a supporto degli autoctoni si esprimeranno meglio nella zona costiera; il volterranno, invece, è un territorio ancora tutto da scoprire in termini di potenzialità, ma ciò che poche piccole aziende locali stanno facendo fa già ben sperare.
Nonostante si tratti di un areale a tendenza calda, i microclimi di alcune particelle e la ricchezza di biodiversità in contesti in cui altitudine e presenza di protezione boschiva favoriscono forti escursioni termiche, unitamente alla alla grande presenza di calcare attivo nei sottosuoli, permettono la produzione di vini bianchi davvero interessanti capaci di buona struttura, senza lesinare, però, slancio e mineralità.
Inoltre, se dovessi pensare ad un territorio da "rosato" in Toscana, nelle Terre di Pisa mi sentirei di scommettere nella zona delle Colline Pisane.

Da par mio , inoltre, continuo a sostenere che il Sangiovese, se ben interpretato e rispettato, possa e sappia essere il filo rosso in termini di qualità e di identità delle Terre di Pisa, permettendo attraverso un unico vitigno di incontrare nel calice le sfumature identitarie di ogni singola realtà.

Più in generale, mi sento di dire che il livello raggiunto dai vini prodotti nelle varie sottozone dell'areale delle Terre di Pisa è in costante crescita e questa duttilità diffusa nell'interpretazione varietale e territoriale rende questa parte di Toscana un luogo ideale in cui continuare a cercare, scoprire e stupirsi di vigna in vigna, di cantina in cantina... di vino in vino!




F.S.R.
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