vino click

martedì 17 settembre 2019

Il vino non ha bisogno di diatribe ma di dialettica costruttiva

Da quando gravito attorno al mondo del vino ho sempre cercato di atterrare al centro delle "cose", il più vicino possibile alla vigna e ai vignaioli che fanno del rispetto del territorio, dell'uva e, quindi, di sé stessi e di chi berrà i loro vini i loro valori fondamentali e imprescindibili. Ho scelto di raccontare storie vere di persone vere che nulla hanno a che fare con dinamiche che già dobbiamo sopportare attraverso questioni politiche in un paese che non sembra mai trovare un suo equilibrio. Nel mondo del vino l'equilibrio è possibile e in molti casi esiste nella coesione fra produttori, nella bellezza e nel rispetto profuso in alcuni territori e in un sempre più garbato approccio agronomico ed enologico.
Forse è proprio per questo che l'enosfera non annoia mai con le sue infinite sfaccettature, ognuna di esse osservabile ed interpretabile a sua volta da punti di vista differenti.
Eppure, c'è una cosa che in questi anni mi ha sempre tenuto lontano da certi contesti e alterato per certi versi: le continue diatribe.
Sembra quasi che il mondo del vino non possa e non sappia sopravvivere senza continui scossoni critici e dialettici e forse è davvero un po' così... o forse è la comunicazione enoica a non saper più dove andare a parare per fare un po' di facile audience!
vino naturale convenzionale
Non sarebbe poi così strano, dato che i quotidiani nazionali cercano ogni giorno di propinarci nel più breve tempo possibile notizie scarne e deviate, spesso volutamente fuorvianti, al fine di ottenere più click, più like, più sharing e, quindi, più introiti della pubblicità online o più notorietà indotta dall'ormai sdoganatissimo teorema del Dio Social “basta che se ne parli”.
Chi ha avuto modo di conoscermi, in questi anni in giro per l'Italia e per il mondo, sa quanto le sterili diatribe, la forzosa faziosità e la mera critica non facciano per me ma, come mi ha detto qualche giorno fa un uomo molto più saggio di me, “il silenzio è d'oro quando bisogna ascolta, ma la parola è di platino quando è ora di parlare”!
Ecco perché a ridosso dell'ennesima vendemmia, mi ritrovo qui a scrivere del "conclamato nulla" che diventa "ineluttabile tutto", della volontà di pochi che sposta masse che tanti non muoverebbero di un sol centimetro. Prendiamo in considerazione l'ormai annosa diatriba fra vignaioli convenzionali e vignaioli naturali: voi credete davvero che siano i vignaioli ad alimentarla? Per chi fa vino i problemi sono altri e sono per lo più legati alla propria attività, nel pieno rispetto delle filosofie enoiche di chi fa vino in maniera differente. Alla maggior parte dei vignaioli che incontro – forse sono fortunato, forse sono bravo a scegliere, ma la legge dei grandi numeri mi dice che la verità non è molto lontana da ciò che ho vissuto in prima persona! – non interessa altro che fare vino a modo proprio, secondo la propria concezione enoica e secondo i propri principi in vigna e in cantina. Ecco perché demonizzare la figura dell'enologo è tanto sbagliato quanto affidarsi alla chimica di sintesi in vigna e in cantina se si vuole produrre vino di qualità con una forte identità varietale e/o territoriale; ecco perché pensare che si possa fare biologico ovunque, specie in annate non propriamente semplici, è davvero difficile e ciò che andrebbe fatto dovrebbe essere stimolare un dibattito più costruttivo e non esclusivo, distruttivo e limitante.
Inutile, quindi, cercare a tutti i costi di dividere il vino in vini verticali e orizzontali, in una sorta di cruciverba in cui qualcuno vorrebbe farci credere ci siano solo 2 parole, monotone e omologanti, mentre di parole ce ne sono infinite e le più interessanti, "divertenti" e difficili da scovare sono quelle scritte in obliquo.
parole crociate vino
Potrei andare avanti per ore, ma il mio intento non è scoperchiare il vaso di Pandora, ma stappare bottiglie di vino e, ancor più, riportare l'attenzione sulla vigna e sui vignaioli perché a chi fa vino – e lo fa davvero! - queste diatribe ledono, e fanno solo perdere tempo! Qualcuno sarà bravo a cavalcarle per un po', qualcuno ne farà la propria personale crociata, ma nel mezzo c'è una miriade di donne e di uomini che lavorano per produrre, ogni anno, ciò che ci da qualcosa di cui parlare, di cui scrivere, di cui riempirci bocca, mente e cuore.
Sono quelli i vignaioli che sanno che non si parte con l'idea di fare un vino più magro, esile e acido o, viceversa, più strutturato, grasso e alcolico se si vuole rispettare il prodotto di una determinata annata. Qualsiasi enologo o qualsiasi agronomo con un minimo di competenza e di sensibilità si è accorto di quanto sia sempre più difficile gestire le vendemmie in maniera mirata, avendo anche solo una vaga idea di ciò che sarà, perché se "non ci sono più le mezze stagioni", fidatevi, non ci son più neanche i PH di un tempo e questo perché – che lo vogliamo o no! - il clima è cambiato e la congruenza anche solo accennata che poteva esserci in passato fra maturazione tecnologica e fenolica è, spesso, più complessa che in passato. Lo dimostrano annate come la 2003 e la 2017 in cui, in molti casi, il rapporto fra zuccheri e acidi negli acini dava risultati che inducevano alla raccolta con molte settimane di anticipo rispetto alla consuetudine (anche per un'annata calda e siccitosa), ma bucce e vinaccioli erano ancora immaturi e questo ha portato a difficoltà notevoli per molti. Molte delle pratiche consuete fino a pochi lustri fa, si stanno adattando o stanno cambiando, con non poche ansie per chi fa vino da anni ma anche per chi ha iniziato da poco e ha già vissuto annate “eccezionali” - in negativo - per le loro peculiarità. Ma queste sono storie che non interessano a nessuno... meglio sparare a zero su questo o quel vino e limitare tutto al "buono e cattivo". Il vino non può essere ridotto a quella soluzione idroalcolica formata da sostanze contenute negli acini d'uva e da quelle prodotte dalla fermentazione del mosto e delle vinacce e non può essere solo un'etichetta, una certificazione, uno stile! Perché è questo e tanto altro e se il cliente finale, l'avventore occasionale, l'appassionato disinteressato non sono tenuti necessariamente a comprendere ciò che c'è dietro ad una bottiglia chi comunica dovrebbe essere obbligato a tenerne conto, perché troppe volte ci si dimentica di quanta fatica, incertezza e investimento ci sia dietro quelle meravigliose vigne in cui noi camminiamo per diletto, ma qualcuno macina km, sulle proprie gambe o sul trattore, per far portare a casa la "pagnotta" di annata in annata.
grandinate vigna
Eppure si alimentano le diatribe, quando ciò che andrebbe portato alla luce di tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori è quanto sia cresciuta in maniera esponenziale la sostenibilità delle nostre vigne e delle nostre cantine e quanto in molti si stiano adoperando per eliminare tutto ciò che è superfluo barattando la chimica con l'esperienza e la competenza tecnica.

E quando si parla di sottrazione (almeno per il sottoscritto) si deve partire dalla vigna con un rinnovato rispetto e la sincera volontà di lasciare a chi verrà una terra ancora sana, viva e capace di infondere la propria identità in quel meraviglioso tramite tra terra e uomo che è la vite e non dalla cantina cercando di scarnificare e alleggerire vini che rischierebbero di divenire un assurdo, una contraddizione in termini dati i cambiamenti climatici che di certo non agevolano la produzione di vini esili, ma tutt'altro! Ecco perché il problema non sono i vini "verticali", i vini acidi e minerali (per quanto possano essere abusati questi termini) laddove si dimostrino in grado di rispecchiare un varietale, un territorio e una maggior identità, ma dovrebbero essere i "vini del controsenso": quelli prodotti forzatamente che prescindono dall'annata come lo erano negli anni '80 e '90 i "marmellatoni", "ciccioni", "barricconi" e come rischiano di esserlo oggi da un lato i vini che mi piace definire "abbandonati" in quanto frutto di incuria e negligenza propinate come scelte. Ma ci sono anche i vini "esili-ati", ovvero vini così esili da sembrare non essere passati per il palato ma esser stati esiliati direttamente al "gargarozzo".  
Non vi nego che tra i due, comunque preferisco questo momento storico alla precedente era-enoica, ma che il vino che vorrei sempre ritrovarmi nel calice è frutto dell'armonia di ogni sua componente e in particolare del bilanciamento fra struttura e acidità, se poi vanta anche slancio e una buona agilità di beva, un bel finale minerale pur mantenendo forza, lunghezza e tenacia nel tempo ben venga! Ma non si può avere tutto dalla vita! 

Eppure non è né facendo di "tutti i vini un fascio" né criticando o cercando di screditare questi estremi che si fa del bene al vino in Italia, bensì è cercando di far comprendere quanto sia difficile, oggi, trovare equilibri acido-strutturali, con gradazioni ottimali, nonché eleganza, finezza, per non parlare del rischio di portarsi a casa tannini strappati, sabbiosi, verdi anche in annate calde che indurrebbero a pensare che l'unica cosa "facile" da ottenere possa essere la maturazione. Il focus, oggi, dovrebbe essere proprio su quanto siano cambianti i vini e quanto sia più complesso oggi produrre vini in linea con un palato globale che - per fortuna! - ha visto evolvere la propria curva gustativa verso spettri organolettici più equilibrati, capaci di esprimere una maggior identità varietale e territoriale senza un'incidenza troppo marcata di affinamento e uomo. Trovare equilibri, armonie con annate così differenti e estreme che si ripercuotono anche sulle successive, non è di certo come prendere uve surmature e farne un mosto da dimenticare per anni in barrique nuove nella speranza che il legno amalgamasse, ammorbidisse ed omologasse il tutto!
Anche nei legni oggi c'è ancor più necessità di ricercare, di informarsi e di fare quello che i cugini d'Oltralpe hanno sempre fatto e che, probabilmente, ha permesso loro di essere sempre un passo avanti in termini di affinamento ed incidenza dello stesso sul vino.
Lo stesso vale per i tappi, con chiusure naturali o alternative sempre più efficaci e rispettose di ciò che andranno a preservare.
Il tutto con l'esigenza di fare vini più puliti in maniera meno "interventista", preferibilmente privi di difetti sin dal primo naso e senza residuo zuccherino. "Ve pare facile?!?"

Battute a parte, tutto deve partire dalla consapevolezza del lavoro in vigna e dal rispetto da parte di chi fa vino nei riguardi del proprio habitat e dell'habitat delle proprie viti-operaie, e da parte nostra - che godiamo del prodotto di quelle vigne bevendolo, assaggiandolo, scrivendone o semplicemente pubblicandone una foto su un social - nei confronti di chi quel vino lo fa. Non guasterebbe neanche un po' più di rispetto intestino alle varie categorie (vignaioli, comunicatori, addetti ai lavori e appassionati), ma un po' di pepe fa parte del gioco e lo capisco.

Proprio per questo, lungi da me criticare chi vuole perorare la propria idea comunicativa e chi da anni ha valutato solo il vino, vedendolo come quello che effettivamente può essere per il mercato e per la maggior parte di chi ne usufruisce, ovvero un mero prodotto enologico con caratteristiche organolettiche più o meno adeguate al proprio gusto e peculiarità tecniche più o meno obiettivamente azzeccate... ma per me è impossibile prescindere da tutto ciò di cui sopra e sempre lo sarà, perché relegare tutto a numeri, prezzi, filosofie, fazioni e descrittori sarebbe come valutare un taglio di Fontana senza sapere cosa "c'è dietro" o un monocromo di Manzoni per quello che è fisicamente e non per quello che rappresenta nella sua essenza.
Poi, sapete cosa? I vignaioli – quelli che se ne fottono delle diatribe – lavorano per produrre ciò che può dar loro da vivere e, nella maggior parte dei casi, per far ottenere questo devono lavorare per produrre il meglio, in ogni annata!
I vignaioli – quelli sinceri – sanno che in un'annata come questa chi fa bio o chi è biodinamico è dovuto entrare in vigna con quantitativi di rame e zolfo importanti, tanto da far rimpiangere a qualcuno i sistemici ma soprattutto sanno che quest'anno non è stata un'annata difficile solo per le piogge primaverili e per gli acquazzoni e le grandinate estive (in molti areali italiani), bensì lo è stata perché la pianta non dimentica la sofferenza e lo squilibrio dell'anno scorso, non dimentica le “ferite” inferte dalle gelata di aprile, non dimentica lo stress idrico e non dimentica gli errori di chi ha male interpretato il decorso di certe dinamiche difficilmente già affrontate in passato.

I vignaioli devono affrontare questo e molto altro e lo fanno (il più delle volte!) con cognizione di causa e (ancor più spesso) con coraggio e dedizione e non hanno bisogno di diatribe, non hanno bisogno di faziosità. Perché?! Perché i vignaioli non sono politici! Le fazioni non esistono per loro volere, ma per il volere di chi comunica e di qualche leone da tastiera che per anni ha seminato vento senza raccogliere la tempesta che avrebbe meritato, mentre quella tempesta, magari, si abbatteva sui vigneti e sul lavoro di alcuni vignaioli come una scure.

Io sono stanco di ritrovarmi a leggere file e file di articoli, post e commenti in cui l'equilibrio è bannato, bandito, escluso a priori perché non fa audience! Voi no?! Tutto per far godere quei pochi che in questo marasma deviato e fuorviante ci sguazzano! Gli stessi che creano gruppi ad hoc sui social per poter massacrare il lavoro altrui senza il minimo rispetto perché, ormai, tutti si sentono autorizzati a sputare sentenze e a fare male... tanto sono solo parole su di uno schermo, scritte da dietro ad un schermo, ma che da quello stesso schermo possono raggiungere un'infinità di persone e creare scompensi, illusioni e far passare mezze verità per assunti assoluti e menzogne per dogmi. Certe persone parlano per i produttori, si arrogano il diritto di citare vignaioli ed episodi di vita e di vino tirando in ballo (spesso) persone che non hanno nulla a che fare con quelle diatribe e che si guarderebbero bene dal manifestare pensieri tanto taglienti e ficcanti quanto superficiali e lacunosi. Perché chi fa vino... chi fa vino per davvero... preferisce versarti il vino nel calice e parlarti guardandoti negli occhi della propria idea di vino senza dover coinvolgere altri "colleghi" utilizzando futili paragoni tesi a screditarne l'operato o il pensiero e ancor meno cercherà di inculcare il diktat del vino perfetto, perché fondamentalmente lui/lei fa solo il proprio lavoro e cerca di farlo nel migliore dei modi possibile... quello che per lui/lei è il migliore dei modi possibile!
Ciò che di bello c'è oggi nel mondo del vino è proprio l'assenza di omologazione (per quanto qualcuno sostenga il contrario e per quanto in certi ambiti di certo l'andazzo possa sembrare proprio quello) e la facilità di accesso a vini radicalmente differenti. In parole povere "ce n'è abbondantemente per tutti i gusti!" quindi che ognuno faccia il vino che sente più nelle proprie corde e che ognuno scelga di bere, di comunicare e di apprezzare ciò che vuole senza automaticamente fare opposizione a tutto il resto. Perché non ha senso! Avrebbe molto più senso opporsi a certe pratiche agronomiche superate e dannose e a qualche operazione commerciale poco chiara, ma non a vini di una "razza" e vini di un'altra "razza".

Il vignaiolo/produttore rispettoso, al massimo, indurrà in voi qualche dubbio - com'è lecito che sia! -, perché è dal dubbio che si può iniziare ad incamminarsi in un percorso di scoperta, di crescita e di miglioramento! Ma non getterà mai merda su un altro produttore (per quanto siamo umani e possa nutrire remore o addirittura provare astio nei confronti di qualcuno) perché sa che dietro alle sue bottiglie tanto quanto alle proprie c'è un lavoro in cui la conoscenza, l'attenzione, la pazienza e gli investimenti non bastano (aiutano, questo è certo, ma non bastano!) perché basta che il cielo si incazzi e "tutto" può essere vanificato e rimandato di 12 mesi.
grappoli grandine
Io giro l'Italia costantemente e, da anni, ormai organizzo incontri e confronti fra vignaioli e produttori di quelle che per molti sono fazioni differenti, ma che per me sono solo espressioni diverse dello stesso lavoro. Sì, il LAVORO! Sin troppo spesso ci dimentichiamo che fare vino è un lavoro e non un gioco, non un modo per aizzare le masse o per dettare mode.
Chi fa vino sa che il cambiamento verso una maggior sostenibilità è inevitabile e non è più solo una speranza; chi fa vino sa che i problemi veri non sono le lotte fra produttori "naturali" e convenzionali, ma è raggiungere un equilibrio sostenibile che permetta ad ognuno di lavorare nella maniera più rispettosa possibile ovunque, almeno in Italia, partendo (ad esempio) dall'eliminazione del diserbo ed evitando di annullare la biodiversità con li disboscamento e l'impianto selvaggio che sono stati effettuati in un passato non troppo distante; chi fa vino sa che ognuno oggi può avere il suo spazio, può far parlare il proprio vino e la propria realtà portando avanti il proprio approccio e la propria personalità.
cetto la qualunque vino
Il mio timore è che noi italiani, tanto abili a vestire i panni degli allenatori quando gioca la nazionale, dei cuochi quando guardiamo una puntata di MasterChef o c'è da criticare un piatto al ristorante e, soprattutto, tutti politici quando c'è da avercela con qualcuno al governo (come direbbe A. Albanese:- Spessamente, qualunquemente!) a causa del web e ai social stiamo riducendo anche il vino a semplice argomento generico sul quale sparare a zero senza remore e dire la propria senza cognizione di causa e questo è un peccato! Perché i social potevano e possono ancora essere uno strumento per rendere il mondo del vino meno elitario e più "democratico" ma facendolo conoscere, attraverso una maggior facilità di accesso alle informazioni e un contatto diretto con quello che è il lavoro dei produttori e dei vignaioli.

Ma, dopotutto, ormai ci curiamo fidandoci più di Google che del nostro medico e crediamo più alle Bufale che alle notizie verificate perché "troppo vere per essere vere" e perdiamo tempo a condividere catene e stronzate di ogni genere - scusate il francesismo - dopo terremoti, alluvioni e ponti che crollano, quindi il vino è l'ultimo dei nostri problemi! Purtroppo a vacillare e crollare sono ormai anche i nostri valori e di questo sembriamo non volercene accorgere.

Potrei andare ancora avanti all'infinito ma non voglio tediarvi oltre! Concludo solo suggerendo a chi ama davvero il vino di distaccarsi da certe diatribe e di andare a conoscere "certe" realtà senza pregiudizi, né da un lato né dall'altro, valutando con la propria capacità di discernere e secondo la propria esperienza i "perché" e i "per come" di ogni scelta, cercando poi di ritrovare quelle scelte nel vino da esse prodotto. Fotografate mentalmente le difficoltà, gli acini distrutti dalla grandine, il volto di un vignaiolo seduto a tavola di fronte a voi, apparentemente in pieno relax conviviale, mentre un tuono interrompe la vostra chiacchierata e lo sguardo si volge al cielo, mentre le mani si congiungono in segno di preghiera; ricordate quei grappoli turgidi, pieni, quasi pronti per la raccolta visti poco prima del tramonto, non esserci più la mattina seguente, decimati dai cinghiali; tenete bene a mente le parole di chi vi racconterà che non è tutto rose e fiori e che fare vino rende ricca economicamente solo una piccolissima percentuale di produttori in Italia, ma nonostante questo è l'unica cosa che, chi vi dirà queste parole, può, sa e vuole fare nella sua vita e della sua vita! 

Poi fate vobis... questo è solo un piccolo sfogo di un piccolo uomo che nel suo piccolissimo  background di esperienza enoica ha avuto tanto più di quanto ha dato al vino ma al contempo vorrebbe continuare a dare facendo appassionare e riflettere voi che leggete, viaggiate, guardate, assaggiate e... bevete il prodotto di questo meraviglioso mondo giorno dopo giorno, con rispetto e positività.



F.S.R.
#WineIsSharing

giovedì 12 settembre 2019

La Ribolla Gialla o Rebula - Il vitigno che unisce due nazioni: Slovenia e Italia / Brda e Collio

L'uomo ha eretto muri, creato dogane, tracciato confini ma la Natura, spesso, si fa beffa di tali delimitazioni. Creare circoscrizioni e imporre barriere burocratiche è opera dell'uomo ma, a volte, è proprio l'uomo a voler abbattere tali intangibili ma solidi ostacoli, attraverso l'aggregazione, l'impegno e una visione più aperta della propria realtà umana e imprenditoriale.

C'è un vitigno che rappresenta questa voglia di riunire territori e di mostrare quanto due nomi, due paesi e due denominazioni differenti possano esprimere un'unica identità.

rebula ribolla gialla
Parlo della Ribolla Gialla che in Slovenia diviene Rebula, varietale antico che affonda le sue radici in quella vocatissima terra denominata Collio che viene suddivisa per motivi meramente burocratici/politici in Collio Goriziano e Goriška Brda.
confine slovenia italia brda collio

A porre un importante focus su questa forte identità è un gruppo di produttori di confine che da 3 anni organizza la più importante manifestazione dedicata alla Rebula mai congegnata sotto il cappello di Brda Home Of Rebula. In 3 giorni un ristretto e selezionato pool di media provenienti da tutto il mondo (compreso il sottoscritto) ha avuto modo di conoscere territorio, vitigno e interpretazioni dei singoli produttori attraverso tour dei vigneti, un'approfondita Masterclass e le visite in cantina.
La Rebula o Ribolla Gialla che sia, merita il titolo di vitigno “cross-border”, ovvero un'uva in grado di unificare naturalmente due territori separati da un confine nazionale che non ha, però, mutato le peculiarità del Collio che, meglio di qualsiasi altro territorio, dimostra quanto l'identità di terroir non sia legata a ciò che troviamo in etichetta e, quindi, alle denominazioni bensì al lavoro di squadra fra terreno, clima, varietale e uomo, determinate con i suoi approcci agronomici ed enologici.
opoka ponca terreno
A dimostrare questa unità territoriale è il comun denominatore della Brda slovena e del Collio friulano, ovvero la matrice del suolo Opoka in sloveno e Ponca in Italiano, formata da sottili strati sedimentari nei quali si alternano ciclicamente calcare pelagico, argilla e arenaria. Un terreno non troppo fertile ma ricco di minerali e calcare attivo in cui gli apparati radicali delle viti devono fittonare per trovare nutrimento. Situazione ideale per fare viticoltura di qualità in cui non è privilegiata la quantità ma, piuttosto, viene ricercato l'equilibrio vegetativo e produttivo della pianta.
brda vigne
Come in ogni areale non esiste un microclima unico, ma le due influenze fondamentali sono quella più fredda della catena Alpina e quella più mite e mediterranea del Mare Adriatico.
masterclass rebula
Sono quattordici i produttori coinvolti nella divulgazione dei vini di queso territorio e, attraverso di essi, dell'unicità di un areale che mirano ad unire in un unica denominazione transfrontaliera: Marjan Simčič, Edi Simčič, Ferdinand, Klet Brda, Ščurek, Dolfo, Medot, Moro, Zanut, Erzetič, Jermann, Gravner, Radikon, Keber.

Tra gli assaggi fatti in occasione della Masterclass Brda Home of Rebula 2019 condivido con voi quelli che mi hanno colpito di più, divisi per categorie:

vini masterclass rebula brda
Rebula/Ribolla "non affinata"

Ščurek Rumena Rebula 2018: un'interpretazione di Rebula classica, fresca, di grande beva, ma non scontata. La macerazione a freddo enfatizza lo spettro aromatico senza spingerlo oltre i confini delle note varietali. Saporita e vitale la chiosa sapida.


Medot Rebula Journey 2018: una Rebula non scontata, inizialmente un po' timida, ma dopo i primi due respiri si apre su tonalità integre di frutto e fiore sferzate da fresche note minerali. Il sorso entra ampio per poi distendersi con grande agilità. Il finale è coerente con la salinità che ci si aspetta dalle Rebule di Brda.


Zanut Rebula 2017: tra le Rebule fresche l'anno in più di affinamento in bottiglia da un vantaggio notevole in termini di espressività e di complessità. Un vino che fa dell'armonia e dello slancio acido le proprie peculiarità distintive. Buona finezza complessiva e ottima prospettiva evolutiva.


Rebula/Ribolla affinata (in alcuni casi con "breve" macerazione sulle bucce)


Jermann Rebula Visvik 2017: si tratta dell'anteprima della seconda annata di questo vino "dedica" della nota azienda friulana al Collio Sloveno. Una Rebula intrigante nello spettro aromatico che al frutto e al fiore classici abbinano una lieve speziatura. Il sorso ha buona tensione e buona dinamica. Il finale saporito da buona inerzia alla beva. 

Ferdinand Rebula Época 2017: un'idea di Rebula filo borgognona, in cui il varietale è ancora un po' imbrigliato dall'affinamento, ma la prospettiva è fine e nobile. Il sorso è intenso e pieno. L'acidità non altissima è compensata dalle tonalità balsamiche al naso e dall'ottima chiusura sapida.


Edi Simcic Rebula Fojana 2017: una delle realtà storiche della Brda che si dimostra coerente con la sua cifra stilistica classica, ma per nulla pedissequa. Un vino di grande equilibrio in cui naso e bocca danzano un passo a due in grande sintonia. Buona tensione e bella profondità. Lascia pensare che con qualche mese in più di bottiglia possa dare ancor più soddisfazioni in termini di espressività.


Marjan Simčič Rebula Opoka 2016 Medana Jama Cru: complice l'annata, uno degli assaggi più identificativi dell'intera Masterclass. Una Rebula luminosa, fiera nel suo bilanciamento fra corpo e nerbo acido. Il particolare processo di vinificazione in uova di cemento che procede con l'affinamento in tonneau gioca con l'integrità del frutto e sfuma il fiore in note balsamiche e minerali decisamente rinfrescanti. Il sorso è dritto, netto ma non lesina struttura e il finale lievemente tannico rispecchia in pieno le caratteristiche varietali enfatizzate dalla ponderata macerazione sulle bucce.

Rebula/Ribolla a lunga macerazione

Radikon Ribolla 2014: ci spostiamo al di là del confine. Siamo ad Oslavia, zona che negli ultimi anni ha attirato l'attenzione degli appassionati dei vini macerati per l'unità di intenti di alcune aziende di riferimento nel valorizzare una visione molto tradizionale e artigianale della Ribolla. Saša Radikon, figlio dell'indimenticato Stanko, sta proseguendo in maniera rispettosa e coerente il lavoro del padre, ma in questa 2014 - annata non di certo fra le più semplici, specie per le lunghe macerazioni - si palesa un garbo e una maggior presa di coscienza da parte del giovane vignaiolo. Un vino di rara complessità aromatica, tra i più tesi dell'intera batteria nonostante l'importanza del sorso tipica dei vini di questa azienda. Inaspettata l'agilissima beva.

Gravner Ribolla 2011: il padre della Ribolla macerata in anfora non poteva mancare nell'ottica di una masterclass mirata all'approfondimento della grande duttilità di un vitigno capace di prestarsi a interpretazioni molto differenti. Grande intensità per questo vino che manifesta una saggezza evolutiva senza eguali. Il sorso è profondo, lungo, a tratti imponente. 

Keber Brda 2016 (Rebula 50%, Zeleni Sauvignon 40%, Malvasia 10%): una sorta di "intruso" in quanto non in purezza, ma - forse - il vino della realtà e del vignaiolo che di più rappresenta il concetto di identità del Collio "cross-border". Kristian Keber, figlio di Edi Keber, inizia con questa 2016 la sua personale produzione oltre confine, grazie ai vigneti dei nonni. Pochissime bottiglie di un orange wine integro, fresco, saporitissimo che abbina l'importanza dei grandi macerati alla dinamica di beva delle Rebule giovani slovene. Un progetto da seguire con grande attenzione!
wine blogger saverio russo
Nel complesso l'evento Brda Home of Rebula ha evidenziato una visione d'insieme che mira ad unire due territori divisi solo burocraticamente da confini che non rispecchiano la reale identità di terroir, molto simile per quanto riguarda il pedoclima. E' interessante vedere come diverse interpretazioni dello stesso vitigno si alternino da un lato e dall'altro senza faziosità o rigide prese di posizione da parte dei produttori, consapevoli che la forza della Ribolla/Rebula risiede proprio nella sua estrema duttilità.
La volontà dei produttori di percorrere una strada comune in termini di ottenimento di una denominazione transnazionale è lodevole e confido che la loro richiesta venga accolta da chi di dovere sia per questo territorio che per il precedente che si andrebbe a creare, spianando la strada ad altre simili situazioni.
Sicuramente Collio e Brda potrebbero fare la storia di termini eno-politici riscrivendo, o meglio ristabilendo una eno-grafia doverosa e "naturale", ma intanto stanno scrivendo una storia enoica di grande interesse e qualità attraverso vini sempre più identitari e fieri tra i quali la Ribolla/Rebula spicca come grande e indiscussa protagonista.

F.S.R.
#WineIsSharing

mercoledì 11 settembre 2019

I Vini premiati alla Douja D'Or 2019

Questo weekend si concluderà la Douja D'Or, uno dei più antichi concorsi enologici nazionali.
Le mie impressioni, alla luce di questa prima edizione alla quale ho avuto modo di prendere parte, sono più che positive sia in termini organizzativi che di importanza della Douja a livello territoriale.
I vini assaggiati fra quelli premiati hanno confermato l'affidabilità della commissione che ha selezionato vini puliti, nitidi e di grande piacevolezza prodotti da aziende molto differenti fra loro per dimensioni, approccio agronomico-enologico e mire commerciali.
vini premiati douja d'oro asti 2019
Tutti i numeri di questo 47° Concorso:
786 i vini presentati in concorso per un totale di 288 aziende presenti, provenienti da tutte le regioni italiane.
268 i vini premiati, rappresentativi di 164 aziende.
Rigorosa la selezione operata, con soli 29 vini meritevoli dell’Oscar Douja d’Or.
Determinante per partecipazione e risultati il ruolo del territorio e dei produttori piemontesi: 363 vini presentati e ben 109 quelli premiati. Seguono la Sicilia con 18 vini premiati su 27 presentati e il Veneto con 17 vini premiati su 65 presentati.
Sul podio delle province piemontesi, Asti con 52 etichette premiate, seguita da Cuneo con 40 e da Alessandria con 11. Seguono Torino e Novara con 3 etichette premiate. In questo contesto confermata l’attribuzione delle “menzioni speciali” alle imprese della provincia di Asti i cui vini Doc e Docg hanno ottenuto le valutazioni più elevate.

Eccovi l'elenco dei vini premiati alla Douja D'Or 2019
(avrete modo di assaggiarli fino al 15 settembre)

AZIENDE E VINI PREMIATI
DOUJA D'OR 2019

AGRICOLA MONTESPADA
VERMENTINO DI GALLURA SUPERIORE DOCG 2018 Sabbialuce

ANTICHI VINAI
ETNA ROSATO 2018 Petralava
ETNA ROSSO 2014 Petralava

ANTONIO VALERIO
ROSSO DEL MOLISE 2016 Sannazzaro

ARALDICA CASTELVERO S.C.A.
ALTA LANGA DOCG RISERVA 2010 il Cascinone Alasia - OSCAR DOUJA
ASTI SECCO DOCG GAVI DEL COMUNE DI GAVI DOCG 2018 Tenuta Santa Serafa

ARIONE SPA
ASTI DOCG
ROERO ARNEIS DOCG 2018 Roretto

ARMANDO MARTINO CASA VINICOLA
AGLIANICO DEL VULTURE 2013 Bel Poggio
AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE DOCG 2012 Martino
IGP BASILICATA ROSSO 2018 Carolin Gold

ARRIGONI DI RICCARDO ARRIGONI
CINQUE TERRE 2018 Pipato
COLLI DI LUNI VERMENTINO SUPERIORE 2018 il Prefetto

ASSULI SRL
SICILIA GRILLO 2016 Astolfo
SICILIA PERRICONE 2016 Furioso

BANFI SRL - CANTINE IN STREVI
ALTA LANGA DOCG 2015 Cuvèe Aurora Rosé
DOLCETTO D'ACQUI 2018 L'Ardì
MOSCATO D'ASTI DOCG 2018 Sciandor

BEPPE MARINO
NIZZA DOCG 2015 Quattroflari

BINÈ SOCIETÀ AGRICOLA
GAVI DOCG 2018 11

BOSCA S.p.A
ASTI DOCG Five Stars Collection
PIEMONTE CHARDONNAY 2018 Luigi Bosca

BOTTO MARCO
MONFERRATO CHIARETTO 2018 La Botta

BUSSI PIERO
BARBERA D'ASTI DOCG 2017

CA' BASSO DI BASSO FABIO E GRAZIANO
COLLI BERICI MANZONI BIANCO 2018

CALVINI LUCA
RIVIERA LIGURE DI PONENTE PIGATO 2018
RIVIERA LIGURE DI PONENTE VERMENTINO 2018

CAMPANA DI CAMPANA GIO MARIA DANTE & C.
GUTTURNIO CLASSICO RISERVA 2015 Antiquum

CANTAMESSA AZIENDA VITIVINICOLA DI CANTAMESSA ALDO
BARBERA D'ASTI DOCG 2017 La Vocata

CANTINA ALICE BEL COLLE
BARBERA D'ASTI DOCG 2016 Alix

CANTINA DEI PRODUTTORI NEBBIOLO DI CAREMA
CAREMA RISERVA 2015

CANTINA DEL NEBBIOLO
ROERO ARNEIS DOCG 2018 Arenarium

CANTINA DELLE VIGNE DI PIERO MANCINI
MOSCATO DI SARDEGNA GALLURA SPUMANTE Cucaione
VERMENTINO DI GALLURA SPUMANTE BRUT DOCG Adelasia

CANTINA DI NIZZA
CORTESE DELL'ALTO MONFERRATO 2018 Serica

CANTINA DI RUVO DI PUGLIA
CASTEL DEL MONTE BOMBINO BIANCO 2018 Terre del Grifo
CASTEL DEL MONTE BOMBINO NERO DOCG 2018 Augustale
CASTEL DEL MONTE NERO DI TROIA DOCG RISERVA 2014 Augustale - OSCAR DOUJA
IGP PUGLIA NERO DI TROIA 2017 Terre del Grifo

CANTINA DI VENOSA
AGLIANICO DEL VULTURE 2017 Verbo
AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE DOCG 2012 Carato Venusio
IGP BASILICATA MALVASIA BIANCO 2018 Verbo

CANTINA FRANZOSI DI FRANZOSI BRUNO & FIGLI
LUGANA 2018

CANTINA MALENA
CIRÒ ROSSO CLASSICO SUPERIORE RISERVA 2016 Pian della Cort

CANTINA OGLIASTRA
CANNONAU DI SARDEGNA ROSSO 2015 Violante

CANTINA SANT'ANDREA DI PANDOLFO GABRIELE
CIRCEO ROSSO 2016 Incontro al Circeo
MOSCATO DI TERRACINA AMABILE 2018 Templum

CANTINA SANT'EVASIO DI LACQUA PIER FRANCO & C.
MONFERRATO BIANCO 2018 Lagaia

CANTINA SOCIALE BARBERA DEI SEI CASTELLI
BARBERA D'ASTI DOCG 2017 50 anni di Barbera
BARBERA D'ASTI DOCG 2017 Ventiforti - OSCAR DOUJA

CANTINA SOCIALE COOPERATIVA DI SAN DONACI
SALICE SALENTINO ROSSO RISERVA 2015 Anticaia

CANTINA SOCIALE DI CASTAGNOLE MONFERRATO
GRIGNOLINO D'ASTI 2018 Terre dei Roggeri
RUCHE' DI CASTAGNOLE MONFERRATO DOCG 2018 Terre dei Roggeri

CANTINA SOCIALE DI TRENTO
TRENTINO PINOT NERO 2016 Heredia
TRENTINO SAUVIGNON BLANC 2018 Arjent - Concilio
TRENTO 2015 Zell

CANTINA SOCIALE DI VINCHIO-VAGLIO SERRA E Z.L.
BARBERA D'ASTI DOCG 2018 Sorì dei Mori

CANTINA SOCIALE DORGALI
CANNONAU DI SARDEGNA 2017 Vigna di Isalle

CANTINA SOCIALE SAN SEVERO SCRL - L'ANTICA CANTINA
IGP PUGLIA FALANGHINA 2018 Eccum

CANTINA STORICA DI MONTÙ BECCARIA
IGP PROVINCIA DI PAVIA ROSSO 2016 Tomaso

CANTINA TRE CASTELLI
PIEMONTE CHARDONNAY 2017 Vita

CANTINA VALLEBELBO
ALTA LANGA DOCG 2014 Cesare Pavese
LANGHE ROSSO 2018 Andar per Vigne - BIO
MOSCATO D'ASTI DOCG 2018 Cesare Pavese

CANTINE DEL NOTAIO
AGLIANICO DEL VULTURE 2013 il Sigillo

CANTINE IANNELLA ANTONIO
AGLIANICO DEL TABURNO DOCG 2016

CANTINE LUNAE BOSONI
COLLI DI LUNI ALBAROLA 2018 - OSCAR DOUJA
COLLI DI LUNI ROSSO 2016 Auxo
COLLI DI LUNI VERMENTINO 2015 Numero Chiuso
COLLI DI LUNI VERMENTINO 2017 Cavagino - OSCAR DOUJA
COLLI DI LUNI VERMENTINO 2018 Etichetta Grigia
COLLI DI LUNI VERMENTINO 2018 Etichetta Nera - OSCAR DOUJA

CANTINE POST DAL VIN - TERRE DEL BARBERA
BARBERA D'ASTI DOCG 2016 Rebarba
BARBERA D'ASTI DOCG 2018 Maricca
GRIGNOLINO D'ASTI 2018

CANTINE STRAPELLUM
IGP BASILICATA GRECO 2018

CANTINE VOLPI
COLLI TORTONESI BARBERA SUPERIORE 2017 Cascina La Zerba di Volpedo
COLLI TORTONESI TIMORASSO 2017 Cascina La Zerba di Volpedo

CASA SETARO DI SETARO MASSIMO
LACRYMA CHRISTI DEL VESUVIO ROSSO RISERVA 2014 Don Vincenzo

CASA VINICOLA FEUDO RUDINI'
ELORO PACHINO 2016 Saro
MOSCATO DI NOTO 2018 Baroque
PASSITO DI NOTO 2018 Scaramazzo - OSCAR DOUJA
SICILIA NERO D'AVOLA-MERLOT 2018 Porticciolo

CASCINA CARLèN DI SPAGARINO PAOLO
NIZZA DOCG RISERVA 2015

CASCINA CARLOT DI CLAUDIO MO
MOSCATO D'ASTI DOCG 2018 Fiori di Campo

CASCINA CASTLET DI MARIA BORIO
PIEMONTE MOSCATO PASSITO 2012 Aviè - OSCAR DOUJA

CASCINA DELLE ROCCHE DI MONCUCCO
BARBERA D'ASTI DOCG 2017 Vigne Erte

CASCINA MUCCI DI BION ALEXANDER
BARBERA D'ALBA SUPERIORE 2016
LANGHE CHARDONNAY 2018

CASCINA TORNIERO DEI F.LLI MIGLIASSO
BARBERA D'ALBA 2018
ROERO ARNEIS DOCG 2018

CASE D'ALTO
FIANO DI AVELLINO DOCG 2017 Eclissi

CASENUOVE SOC. AGR.
CHIANTI CLASSICO DOCG 2016 Tenuta Casenuove
IGP TOSCANA ROSSO 2015 Tenuta Casenuove

CASTELLI DEL GREVEPESA
CHIANTI CLASSICO DOCG 2013 Gran Selezione Lamole
CHIANTI CLASSICO DOCG RISERVA 2015 Castelgreve
CHIANTI CLASSICO DOCG RISERVA 2015 Clemente VII - OSCAR DOUJA
IGP TOSCANA VERMENTINO 2018 Elianto

CAUDRINA DI ROMANO DOGLIOTTI
ASTI DOCG La Selvatica - OSCAR DOUJA
MOSCATO D'ASTI DOCG 2018 La Caudrina

CAVE DES ONZE COMMUNES
VALLE D'AOSTA MULLER THURGAU 2018
VALLE D'AOSTA PETITE ARVINE 2018
VALLE D'AOSTA ROSÉ 2018

CAVIT
IGP VIGNETI DELLE DOLOMITI BIANCO 2017 Maso Toresella La Cuvée
IGP VIGNETI DELLE DOLOMITI MULLER THURGAU 2018 MillesimatoCuvée
TRENTINO TRAMINER AROMATICO 2018 Bottega Vinai - OSCAR DOUJA
TRENTO BRUT 2015 Millesimato Altemasi

CIPOLLA MARIA SANTA AZ.AGR. TENUTA MONTE GORNA
ETNA BIANCO 2018 Jancu di Carpene
ETNA ROSSO 2016 Russu di Carpene

CLAUDIO E TINO TORCHIO
TERRE ALFIERI ARNEIS 2018 Moschetto

COCITO DARIO
BARBERA D'ASTI SUPERIORE DOCG 2016 Violanda

COL VETORAZ SPUMANTI
VALDOBBIADENE BRUT DOCG 2018
VALDOBBIADENE DRY DOCG 2018 Millesimato
VALDOBBIADENE EXTRA DRY DOCG 2018
VALDOBBIADENE SUPERIORE DI CARTIZZE DRY DOCG 2018 - OSCAR DOUJA

COLLE MANORA
BARBERA D'ASTI SUPERIORE DOCG 2016 Manora

COLLINE DEL SOLE DI BIANCA MARRONE
GRECO DI TUFO DOCG 2018
IRPINIA FALANGHINA 2018

COOPERATIVA PRODUTTORI ERBALUCE DI CALUSO
ERBALUCE DI CALUSO DOCG 2018 Fiordighiaccio

CORTE BACARO DI BELLIA & C.
DELLE VENEZIE PINOT GRIGIO 2018

CORTE DEI BALBI SOPRANI
BARBERA D'ASTI DOCG 2017
MOSCATO D'ASTI DOCG 2018

COSTALUNGA DI COSTALUNGA SEBASTIANO E DANIELE
COLLI BERICI MANZONI BIANCO 2018 Fermo e Lucia
COLLI BERICI TAI ROSSO 2018 Gheorgòs

DEA SOCIETÀ AGRICOLA DI CALDART A. & C.
VALDOBBIADENE - PROSECCO SUPERIORE DRY DOCG 2017
Millesimato Solitario Rivalta

DELAI SOCIETÀ AGRICOLA DI DELAI SERGIO & C.
RIVIERA DEL GARDA CLASSICO GROPPELLO 2017 Mogrì

DI BELLA MARIA AZIENDA VINICOLA
ETNA ROSSO 2016 Kirnào

DITARANTO SOC. AGR.
MATERA GRECO BIANCO 2018 Serenella
MATERA PRIMITIVO 2015 L'Abate

DUCHESSA LIA
MOSCATO D'ASTI DOCG 2018

F.LLI GANCIA & C. SPA
ASTI DOCG 2012 Cuvée 24 mesi - Metodo Classico - OSCAR DOUJA
MOSCATO D'ASTI DOCG 2018

FATTORIA SAN FRANCESCO
CIRO' ROSSO CLASSICO SUPERIORE RISERVA 2014 Duca dell'Argillone

FRANCONE DI FRANCONE FABRIZIO E C.
BAROLO DOCG 2015

GIACOMO SALMASO DI DIEGO SALMASO & C
COLLI EUGANEI PINOT BIANCO 2018
IGP VENETO MANZONI BIANCO 2018 - OSCAR DOUJA

GIACOMO VICO
LANGHE ROSATO 2018 Rosero

GIANNI DOGLIA
MOSCATO D'ASTI DOCG 2018

GIOVANNI AZ. AGR. DI CADORE PATRIZIA
LUGANA 2018
LUGANA RISERVA 2016
SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA 2018

GOGGIANO & C.
RUCHE' DI CASTAGNOLE MONFERRATO DOCG 2018 Fiurin

GRIGOLETTI DI GRIGOLETTI BRUNO VINCENZO
IGP VIGNETI DELLE DOLOMITI BIANCO 2016 Retiko
TRENTINO CHARDONNAY 2018 L'Opera

GRUPPO ITALIANO VINI - CANTINA BIGI S.P.A.
ORVIETO CLASSICO 2018 Vigneto Torricella

HERERO SRL
TINTILIA DEL MOLISE 2015 Herero.16
TINTILIA DEL MOLISE ROSSO 2014 San Mercurio

IL CASCIN DI MASSA GIOVANNI
RIVIERA LIGURE DI PONENTE PIGATO 2018
RIVIERA LIGURE DI PONENTE VERMENTINO 2018

IL MONTICINO
COLLI BOLOGNESI CLASSICO PIGNOLETTO DOCG 2017
COLLI BOLOGNESI PIGNOLETTO FRIZZANTE DOCG 2018

IL POGGIO DI FUSCO CARMINE
SANNIO CODA DI VOLPE 2018 - OSCAR DOUJA
TABURNO FALANGHINA DEL SANNIO 2018 - OSCAR DOUJA
TABURNO FALANGHINA DEL SANNIO VENDEMMIA TARDIVA 2017

JOSEF BRIGL
ALTO ADIGE PINOT BIANCO 2018 Vigna Haselhof
ALTO ADIGE TRAMINER AROMATICO 2018 Vigna Windegg - OSCAR DOUJA

LA GRANERA
ROERO DOCG 2014

LA MASERA SOC. AGR.
ERBALUCE DI CALUSO DOCG 2016 Anima

LA PIETRA DI TOMMASONE
IGP EPOMEO BIANCO 2018 Pithecusa
ISCHIA BIANCOLELLA 2018

LA RIBOTA DI BARBERIS GIULIANO
NEBBIOLO D'ALBA 2017
ROERO ARNEIS DOCG 2018 - OSCAR DOUJA

LA SOURCE DI CELI STEFANO E C.
VALLE D'AOSTA CHARDONNAY 2016

LAZZARI DI GIOVANNI E DARIO
CAPRIANO DEL COLLE BIANCO 2018 Fausto – BIO

LE BERTOLE DI BORTOLIN G. & C.
VALDOBBIADENE - PROSECCO SUPERIORE BRUT DOCG 2018

LIBRANDI ANTONIO E NICODEMO
CIRO' ROSSO CLASSICO SUPERIORE RISERVA 2015 Duca Sanfelice
IGP VAL DI NETO BIANCO 2017 Efeso

MANCINI AZIENDA AGRICOLA
VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO SUPERIORE 2018 Talliano

MANERA F.LLI LUCIANO E FRANCO
BARBARESCO DOCG 2015 Rizzi
NEBBIOLO D'ALBA 2016 Fratin

MARCHISIO TONINO
BARBERA D'ALBA 2018 - OSCAR DOUJA

MARSETTI ALBERTO
VALTELLINA SUPERIORE GRUMELLO DOCG 2015

MARTINI K. & SOHN
ALTO ADIGE CHARDONNAY 2017 Maturum
ALTO ADIGE LAGREIN RISERVA 2016 Maturum - OSCAR DOUJA

MASSUCCO FRATELLI
ROERO DOCG 2015

MIMMO PAONE
MALVASIA DELLE LIPARI PASSITO 2015 - OSCAR DOUJA

MONPISSAN AZ. AGR. ANTONIO GALLINO DI PINUCCIA GALLINO
ROERO ARNEIS DOCG 2017 Toni Bel

MONTALDO AZIENDA AGRICOLA DI GIANPAOLO VIRGILI
LAMBRUSCO MANTOVANO ROSSO FRIZZANTE 2018 Rays

MONTESPADA AGRICOLA
LUGANA 2018

MORETTI ADIMARI
MONFERRATO ROSSO 2017 Segreto di San Giovanni

OFANTO AZIENDA AGRICOLA
AGLIANICO DEL VULTURE 2014 Tenuta I Gelsi
AGLIANICO DEL VULTURE SUPERIORE DOCG 2014 Calaturi

PACOS VINI DI SCOLLO CARLO & C. - FEUDO RAMADDINI
IGP TERRE SICILIANE SPUMANTE BRUT 2018 Perla Marina
NOTO NERO D'AVOLA 2017 Note Nere
NOTO NERO D'AVOLA RISERVA 2015 Patrono
SICILIA GRILLO 2018 Nassa

PALAZZO ROSSO
BARBERA D'ALBA 2017 Feudo Antico

PALLOTTA LEONARDO
SAN SEVERO NERO DI TROIA 2012 Donna Clelia

PILANDRO DI LAVELLI PIETRO
LUGANA 2016 Arilica

PODERE GAIASCHI
ORTRUGO DEI COLLI PIACENTINI SPUMANTE BRUT 2018 Millesimato Rico

PODERI PARPINELLO
IGP ISOLA DEI NURAGHI CAGNULARI 2017 - OSCAR DOUJA
VERMENTINO DI SARDEGNA 2018 Sessantaquattro

PODERI ROCCANERA
DOLCETTO D'ALBA 2018

POGGIO DI POGGIO MATTEO
DOLCETTO D'ASTI 2018 Batajé

QUAQUARINI FRANCESCO AZIENDA AGRICOLA
OLTREPÒ PAVESE METODO CLASSICO PINOT NERO BRUT DOCG 2011 Classese
SANGUE DI GIUDA DELL'OLTREPO' PAVESE 2018 - BIO

QUARANTASETTE AZIENDA AGRICOLA
PIAVE CARMENERE 2018

REGGIO MARCO GIUSEPPE
NIZZA DOCG 2015 Caino - OSCAR DOUJA

RIVE DEL BACIO - REGHINI CELESTINO
VALDOBBIADENE - PROSECCO SUPERIORE DRY DOCG 2018 Millesimato Quattro Tose

ROBERTO SAROTTO AZ. AGR. DI CAVALLOTTO AURORA
BARBERA D'ALBA 2016 Elena La Luna
LANGHE ROSSO 2017 Enrico I
PIEMONTE CHARDONNAY 2018 Puro

ROBERTO SCUBLA
FRIULI COLLI ORIENTALI VERDUZZO FRIULANO 2015 Cràtis

ROMANA CARLO
DOGLIANI DOCG 2017 Rumanot

ROVERO FRATELLI
BARBERA D'ASTI SUPERIORE DOCG 2015 Rouvè - BIO
PIEMONTE BRACHETTO 2018 - OSCAR DOUJA - BIO

SANT'ANNA DEI BRICCHETTI
BARBERA D'ASTI DOCG 2016 Ricordi

SAVIGLIANO F.LLI
BARBERA D'ALBA 2017 Ribota
DOLCETTO DI DIANO D'ALBA DOCG 2018 Sorì del Sot - Vigna Autin Gross

SCILIO SOCIETÀ AGRICOLA
ETNA BIANCO 2016 1815 - BIO

SERRA DOMENICO
BARBERA D'ASTI DOCG 2016 Costacasareggio
BARBERA D'ASTI DOCG 2017 La Padrona

SIDDURA Società Agricola
CANNONAU DI SARDEGNA RISERVA 2016 Fòla
CANNONAU DI SARDEGNA ROSATO 2018 Nudo
IGP COLLI DEL LIMBARA 2015 Tìros
IGP ISOLA DEI NURAGHI CAGNULARI 2016 Bàcco
VERMENTINO DI GALLURA DOCG 2018 Spèra
VERMENTINO DI GALLURA SUPERIORE DOCG 2016 Bèru

SOINI QUINTO & FIGLI
ALTO ADIGE LAGREIN 2017

SORDO GIOVANNI DI SORDO GIORGIO
BAROLO DOCG 2015 Monprivato

STEFANO MANCINELLI
LACRIMA DI MORRO D'ALBA PASSITO 2013 Re Sole

STRAMARET DI STRAMARE CARLO
VALDOBBIADENE BRUT DOCG 2018 - BIO

TENUTA BARAC
BARBARESCO DOCG 2015 Rocche Massalupo
BAROLO DOCG 2015 Cerviano-Merli

TENUTA DI ARTIMINO
CARMIGNANO DOCG 2015 Poggilarca

TENUTA IUZZOLINI
CIRO' ROSSO CLASSICO SUPERIORE RISERVA 2015 Maradea

TENUTA LA PERGOLA DI BODDA ALESSANDRA
MONFERRATO CHIARETTO 2018 Dono di Luna

TENUTA LA TENAGLIA
BARBERA D'ASTI DOCG 2016 Giorgio Tenaglia

TENUTA LONETTI
CIRÒ ROSSO 2017 Yosef

TENUTA MAFFONE DI BRUNO POLLERO
ORMEASCO DI PORNASSIO SUPERIORE 2016

TENUTA MONTEMAGNO
MONFERRATO BIANCO 2016 Solis Vis

TENUTA PERNICE
COLLI PIACENTINI MALVASIA PASSITO 2017 L'Appuntamento - OSCAR DOUJA

TENUTA ROVEGLIA ZWEIFEL-AZZONE
LUGANA 2018 Limne

TERRE DEI SANTI
COLLINA TORINESE CARI 2018
FREISA D'ASTI SPUMANTE EXTRA DRY 2017 500
TERRE ALFIERI ARNEIS 2018

TERRE GAIE
COLLI EUGANEI BIANCO SPUMANTE BRUT 2018 Millesimato Salvatore Lovo

TERRENOSTRE
ASTI DOCG 2018
DOLCETTO D'ALBA 2017 Vitevecchia

TERZINI AZIENDA AGRICOLA DI DOMENICO TERZINI
CERASUOLO D'ABRUZZO 2018

TORCHIO PIERO
TERRE ALFIERI ARNEIS 2018

TOSO SPA
ASTI DOCG Festoso
ASTI SECCO DOCG Aperitoso
BARBERA D'ASTI DOCG 2017 Tradizione

TOSTI SPA
ALTA LANGA DOCG 2011 Cuvée Giulio I
ALTA LANGA DOCG RISERVA 2009 Giulio I

TRE SECOLI S.c.A
ASTI SECCO DOCG
NIZZA DOCG 2015
NIZZA DOCG RISERVA 2015
PIEMONTE CHARDONNAY SPUMANTE BRUT

VALLE AZIENDE VITIVINICOLE DI LUIGI VALLE E C.
FRIULI COLLI ORIENTALI SAUVIGNON 2018
FRIULI RIBOLLA GIALLA SPUMANTE BRUT 2017

VANZINI DI ANTONIO, MICHELA E PIER PAOLO VANZINI
SANGUE DI GIUDA DELL'OLTREPÒ PAVESE DOLCE FRIZZANTE 2018

VAUDANO ENRICO E FIGLI
ROERO ARNEIS DOCG 2018 Gaggìe

VEGLIO GIOVANNI E FIGLI DI VEGLIO DOMENICO E PAOLO
NEBBIOLO D'ALBA 2016 - OSCAR DOUJA

VIGNETI ALIBERTI DI ALIBERTI CARLO
MOSCATO D'ASTI DOCG 2018 Gocce di Sole

VIGNETI VALLE RONCATI
COLLINE NOVARESI BARBERA 2017 Vigna di Mezzo
COLLINE NOVARESI BIANCO 2018 Parcella 40
FARA RISERVA 2012 Vigna di Sopra

VINISOLA
PASSITO DI PANTELLERIA 2016 Arbaria - OSCAR DOUJA

VITIVINICOLA BINZAMANNA DI SARA SPANU
IGP ISOLA DEI NURAGHI CAGNULARI 2014 Sas Piras

VITIVINICOLA ENRICO DARIO
RIVIERA LIGURE DI PONENTE PIGATO SUPERIORE 2017 U Baletta
RIVIERA LIGURE DI PONENTE VERMENTINO 2018

VIVALLIS
TRENTINO MULLER THURGAU 2018 Vigna Rio Romini
TRENTINO PINOT NERO 2016 Vigna Monteghel - OSCAR DOUJA

ZENEGAGLIA F.LLI DI ALBERTO E MAURO ZENEGAGLIA
LUGANA RISERVA 2016 Luna del Lago - OSCAR DOUJA
RIVIERA DEL GARDA CLASSICO CHIARETTO 2018

Ci vediamo questo weekend per gli ultimi assaggi dei vini premiati con la Douja d'Or e l'anno prossimo per i nuovi selezionati.



F.S.R.

#WineIsSharing

Elenco blog personale