vino click

mercoledì 24 aprile 2019

Alto Piemonte - Un caleidoscopio di vocati e suggestivi micro-areali da riscoprire di vigna in vigna, di calice in calice...

Il Piemonte è, senza tema di smentita, la regione di riferimento quando si parla di denominazioni in Italia, in quanto è l'unica a vantare un folto elenco di DOC e DOCG privo di IGT. Eppure quando parliamo di vino piemontese la mente del neofita e quella del più erudito appassionato si comportano quasi allo stesso modo, focalizzandosi su pochi noti territori, lasciando, sin troppo spesso, in disparte alcuni dei micro-areali più interessanti dell'intero panorama vitivinicolo italiano.
E' questo il caso di quel meraviglioso macro insieme di unicità a base Nebbiolo denominato “Alto Piemonte” che il correttore del mio smartphone, in un divertente ed esaustivo gioco di parole, si ostina a voler chiamare l'"Altro Piemonte" e, forse, non ha tutti i torti!
Sì, perché l'Alto Piemonte conta al suo interno tante quante sono le denominazioni presenti in Langa. Denominazioni che, a mio parere, meritano ancor più attenzione di quella che stanno riguadagnando negli ultimi anni. Parlo, ovviamente, di: Gattinara (Docg), Ghemme (Docg), Lessona (Doc), Bramaterra (Doc), Boca (Doc), Sizzano (Doc), Fara (Doc), Valli Ossolane (Doc) e le recenti Doc di “ricaduta” Coste della Sesia e Colline Novaresi.
Più ad ovest ci sarebbero Canavese Doc e Carema Doc che, però, sono fuori dal consorzio costituitosi a tutela del Nebbioli dell'Alto Piemonte avendo un loro consorzio di riferimento (Il Consorzio di tutela e Valorizzazione Vini DOCG Caluso, Carema e Canavese DOC) quindi non vengono inclusi, per convenzione, nell'Alto Piemonte, ma a mio parere è opportuno quanto meno menzionarli.
alto piemonte vino
Un territorio, quello dell'Alto Piemonte, che vanta natali “esplosivi” data la sua origine vulcanica data oltre 280 milioni di anni fa, nell'epoca in cui il supervulcano ivi presente esplode con una potenza tale da modificare per molti anni il clima del pianeta.
La sua enorme caldera coincide oggi con le valli dei fiumi Sesia e Sessera, tra le province di Novara, Vercelli e Biella proprio in Alto Piemonte. Un ulteriore accadimento fondamentale per definire le dinamiche geologiche e orografiche del territorio è quello relativo allo scontro, ca. 50 milioni di anni fa, fra la Placca Africana e quella Europea che da origine alle Alpi e porta in superficie l'intera struttura sommersa dell’antico supervulcano, portandolo ad assumere un profilo orizzontale.
Due importanti geologi datano l'origine delle colline moreniche che costeggiano il corso del Sesia a 2 milioni di anni fa, grazie al deposito lasciato dai ghiacci e il dilavamento alluvionale del Monte Rosa.
Come accaduto a molti areali vitivinicoli italiani storicamente vocati e, quindi, molto vitati anche l'Alto Piemonte ha vissuto, purtroppo, gli esiti nefasti della fillossera prima e dell'esodo dalle campagne poi. E' così che dai 40.000 ettari vitati di fine '800 siamo passati a 600 ettari del dopoguerra, in un'area che da sola allevava più dell'intero patrimonio viticolo attuale del Piemonte.
Oggi la superficie totale a vigneto dell'Alto Piemonte (compresi i 6ha e poco più di Carema) non arriva a 400ha.
denominazioni alto piemonte mappa
Oggi l'Alto Piemonte sta vivendo una sorta di Rinascimento sostenuto da storiche realtà dalla rinnovata lungimiranza e soprattutto da giovani vignaioli/e che hanno compreso l'impressionante potenziale di questi territori nella produzione di grandi vini e in particolare di eccellenti Nebbiolo. Vini che guardano all'integrità della tradizione risultando assolutamente contemporanei grazie alla capacità di raggiungere complessità e finezza e di mantenere un grande equilibrio fra struttura e slancio. Una beva tanto agile quanto mai scontata, grazie alla naturale vocazione di questi territori all'eleganza luminosa e fresca della montagna e alla mineralità vulcanica e marina delle diverse matrici di questi terreni.
Una conduzione agronomica più savia e una maggior consapevolezza enologica, unitamente ai cambiamenti climatici (qui con esiti mediamente positivi) stanno dando origine ad una serie di produzioni di grande qualità e contemporaneità, capaci di destare l'interesse di appassionati e media italiani e non solo.
Quello che poteva sembrare un difetto oggi è un valore aggiunto nei confronti delle stesse Langhe, ovvero la sporadicità dei vigneti, contestualizzati in un paesaggio agricolo in cui il bosco è tornato ad essere una presenza dominante e non vige la monocoltura. Una biodiversità che fa il pari con la ricchezza di varietà di interpretazioni agronomiche che regalano suggestioni uniche come le forme di allevamento a Topìa (con i celebri Pilùn) e la Maggiorina di Boca, in molti casi disposti sugli “antichi” terrazzamenti. Un paesaggio agricolo in cui l'antropizzazione ha vissuto fasi contrastanti ma che, oggi, vanta potenzialità indiscusse, nonostante le difficoltà di una viticoltura, spesso, ai limiti dell'eroico.
maggiorina boca
Altra peculiarità dell'Alto Piemonte da rimarcare è sicuramente quella relativa al pedoclima che vede gran parte dei suoi vigneti godere della protezione delle Alpi e delle correnti fresche montane che portano sollievo estivo alle viti e le mantengono sane. Quello che potrebbe rappresentare un problema è la piovosità, sicuramente molto più alta che nel basso piemonte, ma i terreni molto drenanti aiutano a mantenere in equilibrio le piante di varietali per lo più autoctoni, tra i quali spiccano cloni e biotipi di Nebbiolo qui chiamati Spanna, Picotendro e Prunent.
biotipo nebbiolo spanna
Nebbioli che in queste particolari condizioni pedoclimatiche vedono il loro ciclo vegetativo, già molto lungo, dilatarsi ulteriormente posticipando la vendemmia anche di 2 o 3 settimane prendendo come termine di paragone ciò che avviene nelle Langhe.
L'aver adagiato i vigneti con esposizioni (sud) ponderate capaci di godere di un lungo irradiamento e le forti escursioni termiche giorno-notte, oltre alla possibilità che le viti hanno di affondare le proprie radici in terreni sciolti, ricchi di scheletro, molto poveri di sostanza organica ma ricchi di minerali fondamentali e con acidità molto alta, sono tutti fattori determinanti per la qualità delle uve atte alla produzione dei vini dell'Alto Piemonte e in particolare dei Nebbioli.
Questo arcipelago di micro-denominazioni nel mare magnum del panorama vitivinicolo italiano, però, non può essere compreso se non recandosi sul posto, saggiando la moltitudine di composizioni dei terreni che potranno essere: vulcanici, disfacimenti granitici, morene di antichi ghiacciai, sabbiosi, ricchi di porfido, più o meno argillosi e limosi, carichi di calcare e ciottoli con quote di minerali e di scheletro. Più nello specifico potremmo dividere il territorio in 4 aree con Ghemme, Sizzano e Fara che vedono le loro viti affondare le proprie radici in terreni prevalentemente di origine morenica, con ciottoli affioranti e grande substrato minerale simili a quelli di Carema; Boca con terreni molto acidi, vulcanici, con una matrice di porfido importante e molto ricchi di scheletro; Gattinara troverete un terreno più fine, povero di sostanza organica e ricco di roccia; Bramaterra e Lessona con zone simili a quelle di Gattinara di matrice vulcanica e altre con più alta percentuale di argillosa e sabbia, in alcuni casi molto ricchi di calcare e di fossili marini, oltre al ricorrente porfido; nella Valdossola troveremo per lo più terreni formatisi da antichi depositi alluvionali divisi in zone più con alta componente argillosa e zone più ricche di scheletro, sabbia e limo. Insomma, anche in termini di suoli e sottosuoli l'Alto Piemonte offre uno spettro ampio e variegato di opportunità.

Ribadendo che per conoscere territori come questi è fondamentale recarsi sul posto per vedere vivere vigneti e cantine confrontandosi con i singoli vignaioli per poi assaggiare i loro vini e comprenderne a pieno l'entità, l'essenza, la complessità, sono certo che la vostra curiosità potrà essere stimolata da vettori liquidi rappresentati dai vini delle seguenti azienda che vi consiglio di assaggiare:

Gattinara: Cantina Delsignore, Antoniolo, Vegis Stefano, Azienda Franchino.

Ghemme: Rovellotti, Mirù, Ca'Nova, Pietraforata, Il Chiosso.

Boca: Davide Carlone, Poderi Garona, Poderi ai Valloni, Boca Tenute Guardasole, Cascina Montalbano, Le Piane.

Lessona & Bramaterra: La Prevostura, Noah, Pietro Cassina, Colombera & Garella, Antoniotti Odilio, Tenute Sella, La Tur.

Fara: Gilberto Boniperti, Francesca Castaldi, Vigneti Valle Roncati.

Sizzano: Casa Vinicola Paride, Antoniotti Odilio, Cantina Comero.

Valli Ossolane: Edoardo Patrone.

Molte di queste realtà producono anche vini che ricadono nelle denominazioni Coste della Sesia e Colline Novaresi.

Per quanto concerne Carema vorrei suggerirvi Ferrando, la realtà più rappresentativa, e SorPasso una giovanissima cantina che farà molto parlare di sé nei prossimi anni.
pergola carema
In conclusione, per quanto possa essere difficile in termini di comunicazione e di massa critica creare un'attenzione costante e profonda su un territorio così frastagliato e ricco di diversità pedoclimatiche e varietali (basti pensare ai vari cloni di Nebbiolo e alla presenza in uvaggio e/o in blend di altre uve tra le quali spiccano le autoctone Vespolina, Uva Rara e Croatina), quando mi chiedono quali siano i territori da ri-scoprire in Italia l'Alto Piemonte è una risposta costante. Questo grazie alla grande armonia che vige fra natura e uomo, fra vigna e vignaioli capace di dar vita a vini di grande qualità e che hanno la loro arma vincente nella contemporaneità di un gusto e di un'eleganza senza tempo. Vini in grado di stupire con la loro austerità ma anche di emozionare per la loro fine complessità espressiva, vini in grado di mostrare sicurezza e nerbo sottendendo un'agilità di beva dinamica e vibrante. Anime diverse unite dal comun denominatore della longevità e del avuto modo di assaggiare negli ultimi anni, comprese vecchissime annate di Spanna che da sole raccontano la storia di terre vocate dalla notte dei tempi.

Ovunque voi siate, vale la pena partire per visitare l'Alto Piemonte, i suoi suggestivi vigneti e le sue virtuose cantine.


F.S.R.

#WineIsSharing

domenica 21 aprile 2019

Biodiversità e sostenibilità

In un'era in cui la semantica del vino si inceppa tra definizioni fuorvianti e descrizioni poco attinenti alla realtà, tra certificazioni e pseudo-filosofie agronomiche, si sta perdendo un po' di vista un fattore fondamentale per il far vino e, ancor più, per il poter continuare a far vino da qui in avanti: la biodiversità.
Se c'è una cosa che ho capito in questi ultimi anni visitando e scrutando vigneti e ascoltando vignaioli e agronomi è che dobbiamo abbassare lo sguardo a terra. Sì, perché per troppo ci siamo “preoccupati” più del frutto che di quella terra tiene in vita le piante. Le condizioni del terreno in cui cresce il vigneto e le modalità con cui la coltura viene gestita influiscono sulla biodiversità e quindi sull'equilibrio delle varie specie coesistenti.

L'Italia è al primo posto in termini di patrimonio biologico in Europa, ma proprio a causa dell'agricoltura intensiva e, quindi, dell'abuso di agrofarmaci e il ridisegnamento dei paesaggi agricoli da parte dell'uomo, questa ricchezza in termini di biodiversità è continuamente messa alla prova. E' palese che molti dei paesaggi vitivinicoli italiani, per quanto suggestivi, siano ormai oggetto di una monocoltura, lontana dalla tradizionale alternanza delle aziende agricole di un tempo tra bosco, seminativo e vigna.

Quando sento parlare di sostenibilità penso sempre alle parole dell'agronomo Lorenzo Corino “la biodiversità: parola di moda pronunciata da tutti, in ogni ambito ed occasione... una parola magica. Mi sembra che ci sia un risveglio improvviso.. ma dove eravamo prima? Forse non sapevamo che in 1 g di polvere domestica si posso trovare anche 1000 acari? Che il terreno non è materiale inerte ma è ricco di abitanti, di reazioni fisiche, chimiche, microbiologiche che si influenzano a vicenda in cicli complessi? La diversità biologica è uno status primitivo e variamente dinamico; l’agricoltura lo modifica mentre è proiettata negli obiettivi di massimo beneficio col minor dispendio energetico. Ritengo che rimanga da percorrere un lungo cammino per comprendere meglio il nostro ‘disturbo’ per produrre il cibo; quindi meglio lavorare d’impegno al fine di fornire risultati utili alla causa e limitare slogan che non portano da nessuna parte.”

E', dunque, fondamentale tutelare e preservare la biodiversità di un vigneto, ovvero l'insieme di tutte le forme di vita (piante, animali, micro organismi) che rendono vivo il suolo e ne aumentano fortemente la resilienza nei confronti degli agenti esterni (clima e uomo).
Ogni azione del viticoltore influisce sulla biodiversità in negativo o in positivo:
Negativo: trattamenti fitosanitari, diserbi chimici, passaggio ingente di mezzi meccanici che provocano compattamento, scelta del sesto d'impianto e della disposizione dei filari per quanto concerne il dilavamento e, più in generale, ogni operazione condotta in modo incauto dal vignaiolo.
Positivo: propagazione di cloni storici, scelta del sesto d'impianto opportuno e di una disposizione oculata dei filari, inerbimento (è provato che è un ottimo metodo per contenere l'erosione, controllare le infestanti e permettere un aumento della presenza di organismi antagonisti ai fitofagi come la Tignola), pacciamatura (questa copertura del suolo, oltre a limitare moltissimo la crescita delle malerbe, mantiene umido il terreno e lo tutela da fenomeni di dilavamento), concimazioni organiche (se e solo se necessarie), sovescio (se e solo se necessario e con un'accurata scelta delle piante da coltivare). 

Proprio in questi termini è utile non cadere nell'errore di vedere nella scienza un nemico, in quanto nulla è più utile di un approccio scientifico alla vigna e alle sue dinamiche e bio-dinamiche al fine di comprenderne il potenziale ed eventuali carenze.
Opportuni e cadenzati controlli, analisi mirate e un approccio ragionato alla conduzione agronomica possono portare alla vera sostenibilità. Una sostenibilità circolare che parta dalla tutela della biodiversità, passi per il rispetto profondo della materia prima dalla vigna alla cantina, ma che deve necessariamente concludersi con una sostenibilità economica dell'azienda. Questo è possibile solo e soltanto ponderando le proprie decisioni e cercando di valorizzare al meglio il frutto del proprio lavoro e delle proprie vigne, senza cercare di compensare lacune tecniche con azioni comunicative fuorvianti e poco inerenti alla realtà e, ovviamente, senza utilizzare la sostenibilità e le certificazioni come mera leva di marketing.

Nonostante i cambiamenti climatici, l'Italia può godere ancora di condizioni privilegiate in molti dei suoi principali areali vitivinicoli e sono proprio queste condizioni pedoclimatiche a poter rappresentare un plus nei confronti di molti altri paesi. E' fondamentale, oggi più che mai, considerare la sostenibilità un valore aggiunto in termini di salvaguardia del nostro patrimonio di biodiversità ma anche per il prodotto finito. La speranza, quindi, non può che essere quella di trovare sempre più produttori e vignaioli virtuosi capaci di riunirsi ed aggregarsi, magari in distretti, attorno ad un concetto circolare di sostenibilità dalla vigna al bicchiere. Tutto questo, però, deve essere accompagnato da una comunicazione seria e limpida, priva di strumentalizzazioni di concetti come l'artigianalità, la naturalità e la salubrità. Sono certo che le diatribe e la confusione degli ultimi anni dentro ed intorno a certificazioni e filosofie enoiche o pseudo tali stia già portando a risultati costruttivi, in quanto sono servite a sensibilizzare la maggior parte dei produttori nei confronti di tematiche ormai impossibili da non considerare e ha portato un livellamento generale verso l'alto dell'attenzione alla biodiversità e alla sostenibilità. Come sempre, in medio stat virtus!


Questo è solo il primo di una serie di approfondimenti che conto di pubblicare in questo 2019, per tornare a spostare l'attenzione sulla vigna e sul concetto di rispetto di cui tanto ho scritto ma che ancora oggi vedo continuamente trascendere o raggirare. Il fine è quello di arrivare a sensibilizzare appassionati, addetti ai lavori e vignaioli riguardo temi che dovrebbero essere cari a noi tutti, qualunque sia il nostro ruolo enoico. Per farlo in maniera diffusa i pezzi non saranno infarciti di tecnicismi ma, al contempo, proveranno a controbattere la superficialità dilagante oggi nella comunicazione enoica sui social.


F.S.R.
#WineIsSharing

venerdì 19 aprile 2019

Giampaolo Tabarrini - Istrionico vignaiolo di Montefalco tra lungimirante genialità e sana "follia"

Torno in Umbria per raccontarvi una delle realtà che di più ha saputo distinguersi per qualità e personalità negli ultimi anni: la Cantina Tabarrini.
Di proprietà della famiglia Tabarrini, vignaioli e agricoltori in queste terre da 4 generazioni, oggi questa cantina ha saputo ritagliarsi un ruolo di spicco a livello nazionale e internazionale grazie alla dedizione e al genio di Giampaolo Tabarrini, produttore capace di coniugare la saggezza acquisita dal padre Nello e dal nonno Armando ad un approccio contemporaneo, erudito e ragionato in vigna e in cantina.
cantina giampaolo tabarrini sagrantino
Era da qualche anno che non andavo a trovare Giampaolo e ciò che ho trovato è una realtà in continua evoluzione, con i 15 ettari di vigneto ormai portati tutti a Guyot e una cantina nuova ed innovativa atta ad assecondare al meglio l'idea di vino che il produttore, coadiuvato dal suo inseparabile enologo Emiliano Falsini, porta avanti dal 1998: pulizia, equilibrio ed eleganza.
“Genio e sregolatezza” questo è il primo pensiero che non puoi evitare di farti balenare nella mente durante una visita in vigna e in cantina con Giampaolo Tabarrini.
Sì, perché questo istrionico vignaiolo umbro passa dalle vesti del più “semplice” e spontaneo contadino a quelle del produttore esperto e del nerd del vino in pochi attimi. Due anime che convivono in un uomo di vigna e di vino che ha dedicato la propria vita alla propria terra attraverso interpretazioni luminose del Sagrantino e del Trebbiano Spoletino.
Girando per i vigneti dislocati in varie zone è facile comprendere l'importanza della vinificazione separata di ogni parcella, specie per quanto concerne il Sagrantino, che dispone di 3 cru dedicati: Colle Grimaldesco, Colle alle Macchie e Campo alla Cerqua, che prende il nome dalla grande quercia secolare che domina l’appezzamento.
Per quanto riguarda il Sagrantino Giampaolo ha saputo comprendere la strada migliore per portare in bottiglia vini capaci di andare oltre le tendenze del momento, positive o negative che fossero, puntando tutto su un raro e arduo (con questo tanto ostico quanto grande vitigno) connubio fra potenza espressiva e armonia di tutte le componenti.
La voglia di raccontare la sua terra e le sue unicità di vigna in vigna, di annata in annata e di bottiglia in bottiglia ha portato Giampaolo a riscoprire vitigni come il Trebbiano Spoletino, oggi chicca enologica dell'umbria bianchista. Prodotto da un vigneto in cui dimorano viti a piede franco di Trebbiano Spoletino vecchie fino a 100 con un'età media di 60 anni, con ceppi ancora maritati all’acero campestre, l'Adarmando è un vino che ha sapito coniugare tradizione e passato allo spirito pionieristico e lungimirante di Giampaolo Tabarrini e della sua realtà. Un vino unico, che da solo ha dato il via alla riscoperta di questo varietale che trova nell'era attuale la sua contemporaneità in termini organolettici donando ai vini da esso prodotti luce, slancio e sapidità senza lesinare ampiezza e profondità. Ho avuto modo di assaggiare varie annate di Adarmando e ciò che colpisce è la disinvoltura del Trebbiano Spoletino di sostenere l'affinamento in bottiglia giocando con il tempo, l'ossigeno e la propria materia. E' così che troverete un'annata come la 2016 ancora tutta sul frutto e sul fiore, con lievi rimandi minerali, grande intensità di sorso e profonda sapidità, mentre nelle vecchie annate come la 2009 o la 2007 troverete un'evoluzione minerale, fine, elegante con toni di idrocarburo e fiore bianco nella prima e folate fumé nella seconda, entrambe unite da una verve dinamica e saporita che sembra non voler mai venir meno.
vigna adarmando trebbiano spoletino
Giampaolo è un curioso, l'avete capito! Quindi, non poteva "limitarsi" alla riscoperta del Trebbiano Spoletino...
Infatti, non pago di quest'opera pionieristica, ecco arrivare il Grero trovato per caso nel giardino della casa vacanze di una signora romana. Dovendo potare questa vite e non avendo la più pallida idea di che tipo di vitigno fosse Giampaolo fa fare l'analisi dell'RNA. Si trattava di Grero, un'uva autoctona, rossa, quasi dimenticata, dalle caratteristiche organolettiche ignote ai Tabarrini. La curiosità è troppa, quindi Giampaolo decide di propagare inizialmente in mezzo ettaro e successivamente nella restante metà del terreno questo “strano” varietale.
grero tabarrini vino
Tempo 6 anni ed ecco la prima vinificazione e i primi riscontri in termini analitici e organolettici che, ça va sans dire, stupiscono tutti! Basso tenore alcolico (anche in annate calde), alta acidità, tannini quasi impercettibili ma colore intensissimo, impenetrabile! Un vino giocato tutto sulle freschezze capace, però, di reggere lunghi affinamenti in legno e in bottiglia. 
Come per il Trebbiano Spoletino, ciò che rende il Grero così interessante è la sua capacità di risultare attuale e contemporaneo, fuori dal tempo, per le sue peculiarità che lo rendono intrigante, complesso ma al contempo slanciato dalla notevole agilità di beva.
La sperimentazione non si ferma mai e le poche annate prodotte di Grero hanno visto cambiare qualcosa in termini di vinificazione, ma l'aneddoto più particolare legato a questo vino è, sicuramente, quello relativo all'annata 2016 che non è stata prodotta a causa delle condizioni climatiche avverse ma che, comunque, è stata inserita nelle confezioni delle annate di Piantagrero rigorosamente vuota. Qualcuno ha visto questo gesto come una mera provocazione ma io ci vedo molto di più, ovvero la volontà del produttore di far comprendere tramite questo messaggio così impattante quanto lavoro ci sia dietro ad ogni singola bottiglia durante tutto l'arco dell'annata a prescindere dall'esito finale. E' per questo che quella bottiglia potrà sembrare materialmente vuota di vino ma è, a mio parere, colma di valori preziosi come la tenacia, l'impegno, il tempo e la dedizione al proprio lavoro nonché dell'investimento economico che un vignaiolo deve sostenere ancor più nelle annate complesse. 
cantina giampaolo tabarrini montefalco
Ciò che colpisce di più, però, è la sua continua ricerca della perfezione che passa, soprattutto, attraverso una concezione della nuova cantina impeccabile in quanto a tecnica e tecnologia, il tutto subordinato ad una pulizia maniacale.

Terminati questi doverosi elogi alla geniale follia di Giampaolo Tabarrini, passiamo al Sagrantino e ai suoi tre cru che vi racconterò di assaggio in assaggio:
vini sagrantino tabarrini cru
Colle Grimaldesco  - Montafalco Sagrantino  Docg 2014: è il “cru” storico dell'azienda, capace di dare il là all'epopea di Giampaolo Tabarrini e della sua azienda. Un vino forte, dalla grande integrità, potente nel frutto e intrigrante nella spezia. Al sorso si mostra polimaterico come un'opera dell'artista - umbro, anch'egli - A. Burri, consistente ma al contempo elegante, dal nerbo acido integrato che sembra fungere da ago per tessere col filo del tannino una trama fitta e mai greve o sgraziata.

Colle alle Macchie – Montefalco Sagrantino Docg 2014: in questo “cru” la maturità delle uve si traduce in potenza espressiva nel frutto e nelle note terrose così identitarie; la spezia è lieve e ben si fa avvolgere  dalle spire balsamiche rinfrescanti. Un sorso che entra ampio per poi distendersi sicuro e profondo, con un tannino che non ostacola la beva ma ne allunga la persistenza e ne fa intravedere una prospettiva luminosa.

Campo alla Cerqua – Montefalco Sagrantino Docg 2014: sicuramente il “mio cru”, ovvero quello che meglio interpreta le mie esigenze gustative quando mi ritrovo nel calice un Sagrantino. Un vino dalla finezza disarmante, che abbina alla freschezza del frutto ancora integro, note mentolate e speziate mai eccessive ma che fanno da degno incipit ad un sorso slanciato, dinamico, dall'incedere sicuro e fiero ma per nulla ostico. Molti pensano che il Sagrantino non possa avere beva, beh... questo vino dimostra quanto, con questo varietale, si possano produrre vini di grande classe e con notevole agilità di beva senza lesinare struttura e tannino, bensì armonizzando ogni componente dura e morbida in maniera impeccabile.
Come un'”Attesa” di Fontana, un taglio nella tela dei preconcetti legati al Sagrantino. Uno squarcio verticale volto ad indicare una via alternativa a quella che ha portato ad una sorta di timore reverenziale nei confronti di questo straordinario vitigno, specie nei suoi primi anni di vita in bottiglia.

Ogni visita in vigna e in cantina con Giampaolo è un'esperienza unica come unico è il suo amore per queste terre e questi vitigni ai quali tanto ha dato e che tanto gli stanno dando in termini di soddisfazioni.
La Cantina Tabarrini è da sempre, per me, un esempio di quanto coraggio, intuito e caparbietà possano creare anche in un mondo complesso e rischioso come quello del "far vino" e, per questo, Giampaolo e la sua famiglia meritano tutta l'attenzione e il successo che stanno riscuotendo.
"Un talento colpisce un bersaglio che nessun altro può colpire; un genio colpisce un bersaglio che nessun altro può vedere."(Arthur Schopenhauer)

F.S.R.
#WineIsSharing

mercoledì 17 aprile 2019

Only Wine Festival 2019 - Info, novità ed elenco cantine partecipanti

Mancano pochissimi giorni all'apertura dei banchi d'assaggio di quella che si prospetta essere l'edizione più bella di sempre dell'Only Wine Festival di Città di Castello.
Ancora una volta, il centro storico della stupenda città d'arte umbra ospiterà il salone nazionale dei giovani produttori e delle piccole cantine. Come da prerogativa dei selezionatori non mancheranno le novità fra le cantine espositrici, mentre resta invariata la formula vincente della mostra mercato con la possibilità, per i winelovers , di assaggiare e acquistare le etichette più interessanti.
Un programma ricco di eventi, speedwine, masterclass e incontri con personaggi di rilievo del mondo della enogastronomia.

Ciò che mi ha fatto decidere, ormai 4 anni fa, di collaborare con questo evento, però, è sempre stata la volontà dell'organizzazione di dare spazio a quelle cantine che non sempre riescono a partecipare ad altre manifestazioni di rilevanza nazionale. A testimonianza di ciò c'è la partecipazione di alcuni vignaioli che vedono nell'Only Wine Festival il loro evento enoico di riferimento. E' anche per questo che all'OWF troverete cantine che difficilmente potrete trovare altrove, al fianco di nomi ormai noti e di realtà in forte ascesa, il tutto senza alcuna differenza, l'una di fianco all'altra, uniti dal comun denominatore della qualità.
Eccovi il programma completo della manifestazione:
SABATO 27 APRILE 2019

ORE 14:00 APERTURA SITI ESPOSITIVI

ORE 14:30 MASTERCLASS ICE WINE: “L’ANIMA DOLCE DEL GHIACCIO”
Condotta da Roberto Anesi Miglior Sommelier d’Italia 2017
Vini in degustazione:
ITALIA: CAVE MONT BLANC CHAUDELUNE VIN de GLACE (prié blanc)
GERMANIA: SILVANER EISWEIN LOUIS GUNTRUM (silvaner)
U.S.A.: WASHINGTON STATE Dr. L. by Ernst Loosen (riesling)
CANADA: INNISKILLIN GOLD 2016 (vidal)
ISRAELE: YARDEN ICE WINE 2016 (riesling)
AUSTRIA: WILLY OPITZ (pinot nero)
Sala degli Specchi - Palazzo Bufalini - Piazza Matteotti

ORE 15:00 CERIMONIA DI INAUGURAZIONE

ORE 15:30 SPEED WINE AMARONE
Condotto da GianLuca Grimani referente regionale Guida Vitae

ORE 15:30 DEGUSTAZIONE MASTRO TORNABUONI AFFINATO

ORE 15:30 AAA. DIFETTI DEL VINO CERCASI...ma il vino è sempre buono??
Degustazione guidata al riconoscimento di alcuni difetti legati al vino. Gli estremi e gli estranei: la riduzione, l’ossidazione, la terra, la muffa.
Relatore Enol. Stefano Zaninotto Direttore Ufficio Qualità - Amorim Cork Italia spa. Verranno proposte 7 molecole in degustazione.

ORE 16:30 L'importanza di LUXION, ecocrystal glass: il cristallo ecologico.Il calice giusto per ogni vino.
(1 vino 6 calici) RCR CristalleriaItaliana
Condotta da Luca Martini Miglior Sommelier del Mondo 2013

ORE 17:00 IL FAR WEB DELLE RECENSIONI ONLINE
Sulla scia del libro “Far Web”, l’autore, Matteo Grandi, insieme a due ospiti, darà vita a un incontro sulle “bestialità” della rete in tema di recensioni.
Partendo da un’analisi giocosa e divertente delle più assurde recensioni su TripAdvisor, l’incontro dibattito si sposterà sul tema dell’attendibilità delle recensioni online al tempo del web. Con la partecipazione di Simone Roveda fondatore di Winery Lovers e Luca Martini Miglior Sommelier del mondo 2013.

ORE 17:30 SPEED WINE “MONTEFALCO SAGRANTINO”
Condotto da Sandro Camilli Presidente A.I.S. Umbria

ORE 17:30 ONLY WINE PRESTIGE
Un viaggio alla scoperta del passato dei migliori Chateau.
Palazzo Bufalini - Sala degli Specchi
Vini in degustazione:
CHATEAU CHEVAL BLANC - ST EMILION - 1976
CHATEAU LATOUR - PAUILLAC - 1976
CHATEAU MOUTON - PAUILLAC - 1979
CHATEAU HAUT BRION - GRAVES - 1975
CHATEAU LA CONSEILLANTE - POMEROL - 1979
CHATEAU L'EVANGELIE - POMEROL - 1976

ORE 17:30 MASTERCLASS: “PERLAGE ITALIANO”
Degustazione guidata di spumanti provenienti dalle diverse regioni italiane e prodotti con vitigni autoctoni.
Condotta da Andrea Galanti Miglior Sommelier D’Italia 2015
Sala degli Specchi, Palazzo Bufalini, Piazza Matteotti

ORE 18:30 SPEED WINE “CHAMPAGNE”
Condotto da GianLuca Grimani referente regionale Guida Vitae

ORE 18:30 DEGUSTAZIONE SIGARO CUBANO “LA GLORIA CUBANA INVICTOS” Ed. Regionale 2017 e Champagne.
Degustazione guidata da Luca Martini, miglior Sommelier del Mondo 2013 e da Catadores del Cigar Club Valtiberino.

ORE 18:30 Il Rosato in Italia -Folle scommessa o grande opportunità?
Viaggio alla scoperta di 12 differenti espressioni di vino Rosato italiano da Nord a Sud.
Degustazione guidata da Francesco Saverio Russo Wine Blogger e degustatore di www.wineblogroll.com. ACQUISTA QUI IL TICKET PER PARTECIPARE ALLA DEGUSTAZIONE-> https://ticketitalia.com/
degustazione rosé
ORE 21:00 DEGUSTAZIONE GUIDATA” ETNA I VERSI DEL VULCANO”
Degustazione dei versanti principali del vulcano più alto d’Europa
Condotta da Sandro Camilli Presidente A.I.S. Umbria e Camillo Privitera Presidente A.I.S. Sicilia
Sala degli Specchi, Palazzo Bufalini, Piazza Matteotti
Vini in degustazione:
Versante Est:
Murgo brut 2016 sboccatura febbraio 2019
Sosta Tre Santi brut da Carricante doc Sicilia
Versante Sud:
Masseria sette Porte Etna bianco 2017 
Versante Nord:
Pietradolce c/da Rampante Vigna Barbagalli vigneto prefillossera 80/100 anni Etna rosso 2015 
Gumina c/da Piano Filici Etna rosso 2014 
Primaterra c/da Sciaranuova Etna rosso 2013

ORE 21:00 CHIUSURA SITI ESPOSITIVI

DOMENICA 28 APRILE 2019

ORE 11:00 APERTURA SITI ESPOSITIVI

ORE 13:30 ONLY WINE MASTERCLASS GOURMET: “IL SALENTO NON SARA’ PIU’ LO STESSO”
A cura di Isabella Potì - ristorante Bross e Luca Martini Miglior Sommelier del Mondo 2013
Sala degli Specchi , Palazzo Bufalini, Piazza Matteotti

ORE 15:00 DEGUSTAZIONE GUIDATA DI PIPA condotta dal Prof. Gianluca Grassigli

ORE 15:30 SPEED WINE AGLIANICO
Condotto da GianLuca Grimani referente regionale Guida Vitae

ORE 15:30 PRESENTAZIONE DEL LIBRO “ LA CANTINA PERFETTA- Grandi vini da Collezione “ di Chiara Giannotti

ORE 16:30 ONLY WINE PRESTIGE: “Storia, territorio ed eccellenza - degustare la leggenda”
posti limitati prenotazione obbligatoria
Vini in degustazione:
SELOSSE LE BOT DU CLOS AMBONNAY- NV
CLOS DE TART - 1990
RICHEBOURG-DRC – 1976
UNICO VEGA SICILIA-RIBERA - 1982
CH MARGAUX- MARGAUX - 1970
EGON MÜLLER SPATLESE - 1983

ORE 16:30 SPEED WINE BAROLO
Condotto da GianLuca Grimani referente regionale Guida Vitae

ORE 16:30 L'importanza di LUXION, ecocrystal glass: il cristallo ecologico.Il calice giusto per ogni vino.
(1 vino 6 calici) RCR Cristalleria Italiana
Condotta da Luca Martini Miglior Sommelier del Mondo 2013

ORE 16:45 IL DECALOGO DEL BUON BEVITORE di Andrea Scanzi
Un monologo pensato in esclusiva per #onlywinefestival con dieci regole, ora ironiche e ora no, tratte in parte dal suo libro Elogio dell'Invecchiamento scritto nel 2007 e oggi Oscar Mondadori.

ORE 17:00 MASTERCLASS: LAZIO, CARATTERE AUTENTICO!
Degustazione di n. 5 vini che esprimono la tipicità della regione Lazio.
Condotta da Maurizio Dante Filippi , miglior Sommelier d’Italia 2016 e Chiara Giannotti direttore editoriale e curatore di vino.tv
Sala degli Specchi, Palazzo Bufalini, Piazza Matteotti
Vini in degustazione:
NETHUN (vermentino) – Cantina Muscari Tomajoli
CLETO (grechetto) – Cantina Emiliano Fini
BELLONE (Bellone) – Cantina Sanvitis
CESANESE DI OLEVANO – Cantina Sanvitis
SE BO BE BI (malvasia puntinato passito) – Cantina Le Macchie
Prenota qui la tua degustazione esclusiva
Prenota qui (Riservato Soci AIS)

ORE 17:00 PRESENTAZIONE IN ANTEPRIMA NAZIONALE NOVITA’ CTS

ORE 18:00 SPEED WINE CHAMPAGNE
“52 METRI SOTTO IL MARE”
Il romanzo dello Champagne che affina sui fondali dell’Area Marina Protetta di Portofino tra aneddoti, misteri e curiosità.
Condotto da Sandro Camilli Presidente A.I.S. Umbria

ORE 18:15 Il Rosato in Italia -Folle scommessa o grande opportunità?
Viaggio alla scoperta di 12 differenti espressioni di vino Rosato italiano da Nord a Sud. Degustazione "guidata" da Francesco Saverio Russo Wine Blogger e degustatore di www.wineblogroll.com.
ACQUISTA IL TICKET DELLA DEGUSTAZIONE QUI->  https://ticketitalia.com
ORE 19:00 CHIUSURA SITI ESPOSITIVI

Nel sito www.onlywinefestival.it troverete tutte le info aggiuntive e le modalità di iscrizione alle degustazioni.
Quest'anno la mia area tematica sarà dedicata ai vini rosati fermi italiani e coinvolgerà 29 vignaioli che presenteranno in degustazione solo e soltanto i loro vini rosati e daranno modo a tutti i winelovers e agli addetti ai lavori presenti all'evento di confrontarsi con espressioni territoriali e varietali differenti declinate in “rosa”. Una scommessa che ho deciso di accettare in quanto certo di poter portare nei saloni dei suggestivi palazzi storici di Città di Castello una serie di vini rosati di qualità e dalla spiccata identità.
All'interno del progetto delle aree tematiche saranno contemplate due degustazioni che vi permetteranno di assaggiare alcuni dei vini selezionati e di approfondire la conoscenza della tecnica di vinificazione di vini che stanno avendo sempre più successo anche in Italia.
La mia scelta è stata quella di focalizzare la ricerca su cantine e vini non scontati, capaci di rappresentare un valore aggiunto per l'intero evento e di dare spunti di riflessione a chi verrà a degustare all'Only Wine Rosé. Qui di seguito troverete le modalità di partecipazione alle mie degustazioni: 
Eccovi la lista delle cantine che ho selezionato per l'area "Only Wine Rosé":
1.Marinu - Cantina Berritta – Sardegna;

2.Cistus - Cantina Daino – Sicilia;

3.Vurrìa -.Cantina Di Giovanna – Sicilia;

4.Granatù - Cantina Casa Comerci – Calabria;

5.Rosato - Cantina Petracavallo – Puglia;

6.Speziale - Cantina Trullo di Pezza – Puglia;

7.Cerasa & Mjere - Cantina Michele Calò & Figli – Puglia;

8.Petriera Rosé - Cantina Catabbo – Molise;

9.Costacielo Rosato - Cantina Lunarossa Vini e Passione – Campania;

10.Malgrè - Cantina Tenuta Scuotto – Campania;

11.Cesaruolo d'Abruzzo - Cantina Di Sipio – Abruzzo;

12.Cybelle - Cantina Vini Raimondo – Lazio;

13.Rosa di Montacuto - Cantina Moroder – Marche;

14.Via Rosa - Cantina Colognola – Marche;

15.La Bisbetica - Cantina Madrevite – Umbria;

16.Petalo di Rosa - Cantina Tenuta Casali – Emilia-Romagna;

17.Rosè & Le Cicale - Cantina Fattoria Sardi – Toscana (Lucca);

18.Versì in Rose & Miraly - Dal Cero Tenuta Montecchiesi - Toscana (Cortona);

19.Rosa del Castagno - Fabrizio Dionisio - Toscana (Cortona);

20.Millaria - Cantina Montenero – Toscana (Montecucco);

21.Osato - Cantina La Salceta – Toscana (Valdarno di Sopra);

22.Rosantico - Cantina Podere di Pomaio –Toscana (Arezzo);

23.Rosatico - Cantina Poggio al Grillo – Toscana (Bolgheri);

24.BonBonBio - Cantina Croce di Febo – Toscana (Montepulciano);

25.L'Amore - Jurij Fiore e Figlia – Toscana (Chianti Classico);

26.Suasì - Cantina Deltetto – Piemonte (Roero);

27.La Grazia -Cantina Delsignore – Piemonte (Gattinara);

28.Rosato - Cantina Le Grain – Valle D'Aosta;

29.Bardolino Classico Chiaretto - Bigagnoli Wines – Veneto.

Per quanto riguarda l'elenco delle cantine presenti (ancora in aggiornamento) eccovi i nomi di tutte le realtà che potrete incontrare il 27 e il 28 aprile all'Only Wine Festival di Città di Castello:

Az.agr. Bonaventura laura

Cantina Adriano Marco Vittorio

Podere Santalucia

Agricola Ferraris

Aiello Giovanni

Allario Foa e Negro

Archeologica di Bafaro

Az. Filanda de Boron

Az. Vitivinicola Socci

Az.Agr.Artico

Az.Agr.Brandolini Alessio

Az.Agr.Cinelli Marco

Az.agr.Corte Fusia

Az.agr.Fucci Elena

Az.Agr.La Cerchiara

Az.agr.Paride D'Angelo

Az.Agr.Virgilio Vignato

Az.agricola dal Pozzo Elisa

Az.Giona Hauner

Az.Mario Rivetti Cascina Serre

Az.Olivero Mario

Azienda Il Passo

Azienda Agricola Vigna du Bertin

Azienda Vitivinicola Leonardo Bagella (Cantina 1 sorso)

Baldetti

Barberani

Borgo Savaian

Bosco Divino

Buccia Nera

Bulzaga vini

Bussoletti

Ca du' Ferra'

Cantina Bettalunga

Cantina Casaleta

Cantina di Ubaldo

Cantina Doveri

Cantina Le Macchie

Cantina Neri

Cantina Terribile

Cantine Elisium

Cantine Su' Entu

Casa vinicola ferracane

Cascina San Pietro

Castello Tricerchi

Castelsimoni

Comero

De Riz

Decugnano dei barbi

Dodici Ettari-Vigna dei Lupi


Emiliano Fini

Enrico Dario

Giorgetti

Il Conventino di Monteciccardo

La cantina di Remo

Le Cimate

Le Guaite di Noemi

Leonarda Tardi

Luca Fedele Wine

Lunarossa Vini e Passione

Lupinari

Madrevite

Marco Muscari- Tomajoli

Marconi Vini

Maso Roveri

Monfra

Montecappone

Nicola Biasi

Nicola Nobili

Pegoraro vini

Pietra del Focolare

Pino Gino

Podere Grecale

Podere Pomaio

Poggio al Grillo

Poggio Sorbello

Prima Terra

Ripanero

Roberto Rondelli

Rocca Brettia

Sagona

San Vitis

Sannas- Mamoiada

Soc.Agr.De Bacco

Sorelle Pepe

Tenuta del Garda

Tenuta del Travale

Tenuta il Plino

Tenuta Maffone

Tenuta Vandelli

Tenuta vitagliano

Tenute Celimarro

Tenute Martarosa

Terracruda

Terre Bianche

Terre del sole

Terre di Ceralto

Terre Nere

Triconza

Valentino Butussi

Vetua

Vigna Flora

Vittorini

Cantine Only Wine International by Luca Martini

Bodegas Garay

Boulard Bauquaire di Cormicy

Champagne Bouquin Dupont

Clotaire Michal

Daniel Twardowski

Dr. Pauly-Bergweiler

Gvymarani

Julian Haart

Markus Scholtes

Th Petit Grand Cru d'Ambonnay


Cantine Ospiti

Agricola Campinuovi

Azienda Eredi Trevisan

Borgo Luce

Cantina Bacelli

Cantina Canaio

Cantina Lumavite

Cantina Mencaroni

Cantina Priorino

Casale Vitali

Cendron

Colle Del Bricco

Conte Di Toscana

Davide Del Gaia

Diegale

Fattoria Bello Sguardo

Fattoria Striscia

Il Roglio

Iviti

La Combarbia

Manuel Roccat

Ornina

Podere La Poggiolina

Poggio Cagnano

Terra Premiata

Qualche info extra:

IL FORMAT

Nei palazzi del Centro Storico di Città di Castello le migliori 100 cantine italiane "under 40" selezionate da A.I.S. proporranno la propria produzione vinicola, degustabile liberamente acquistando un ticket prezzo ridotto (acquistabile on line € 20,00 con assaggi illimitati a questo link).

Ticket prezzo intero (con assaggi illimitati) acquistabile in evento € 25,00.

L'ingresso alla manifestazione senza ticket degustazione è di 10,00€ per persona.

Only Wine Festival conterrà anche alcune aree tematiche enologiche come l'Area Only Wine Rosè (interamente dedicata ai vini Rosati italiani) e l'area Only Wine International, dedicata ad una selezione dei giovani produttori e piccole cantine del mondo. 
L'edizione 2019 di Only Wine International vedrà come protagonisti i vini della Champagne, della Borgogna, della Mosella, della Spagna, della Georgia e della Croazia. 

ONLY WINE E' ANCHE MOSTRA MERCATO
Si tratta di una mostra mercato in cui è possibile acquistare anche singole bottiglie di vino dalle cantine e dai produttori presenti.

DUE i TIPI DI DEGUSTAZIONE:

LIBERE
Con un ticket ingresso intero € 25,00 è possibile acquistare all'ingresso della manifestazione con inclusi assaggi illimitati ai banchi di assaggio delle 100 migliori cantine under 40, calice, porta calice. ( acquista ora ad un prezzo ridotto di € 20,00 a questo link). 

GUIDATE
Opzionalmente è possibile acquistare le degustazioni guidate dai migliori Sommelier d'Italia e del Mondo, come quelle condotte da Luca Martini, Migliore Sommelier del Mondo 2013, o quelle condotte da Roberto Anesi, Miglior Sommelier d'Italia 2017, Maurizio Filippi Migliore sommelier d'Italia 2016, Andrea Galanti, Migliore Sommelier d'Italia 2015.

Ecco il link per l'iscrizione alle degustazioni: http://www.onlywinefestival.it.

Vi aspetto a Città di Castello il 27 e il 28 Aprile!

F.S.R.
#WineIsSharing


Elenco blog personale