vino click

giovedì 29 novembre 2018

Sua "altezza" il Brunello delle Ragnaie di Riccardo Campinoti

Siamo a Montalcino, più precisamente sul Passo del Lume spento che, con buone probabilità, è così chiamato perché le carrozze che passavano di qui vedevano spegnersi i propri “lumi” a causa del vento che soffia costantemente in questa zona.
Un vento che soffia ancora ma, a differenza del passato in cui spegneva fiamme, oggi accende e alimenta la passione enoica di Riccardo Campinoti.
cantine le ragnaie montalcino
E' proprio qui che Riccardo, coadiuvato da sua moglie Jennifer, gestisce l'azienda Le Ragnaie dal 2002, disponendo di alcuni dei vigneti più alti della denominazione situati intorno alla cantina e di altri appezzamenti disposti in diverse microzone di Montalcino.

Vigneti in cui a imperare non può che essere il Sangiovese, che qui trova la sua culla d'elezione. L'approccio agronomico è quello biologico: niente concimi chimici; niente trattamenti sistemici; utilizzo di poltiglia bordolese e zolfo di miniera in polvere ben entro i limiti previsti dall’agricoltura biologica; si pratica il sovescio a base di leguminose, trifoglio e altri miscugli al fine di dare nuovo vigore agli strati di terra appesantiti dalle lavorazioni estive arricchendoli di sostanza organica e penetrandoli in profondità con le radici delle varie specie seminate.
vigneti più alti montalcino

La volontà di Riccardo è quella di mantenere la biodiversità propria di questo luogo e di andare a compiere solo interventi che possano favorire la longevità delle vigneti e la naturale vocazione di questo territorio, proprio come l’inerbimento che impedisce l’erosione superficiale favorendo l’assorbimento dell’acqua da parte del suolo. E' così che Riccardo si fa custode e non padrone delle sue vigne in cui vige un ecosistema tanto armonico quanto delicato e come tale va preservato e curato.

Da diversi anni, congiuntamente con i miei studi sui cambiamenti climatici e più precisamente sul global warming e gli effetti che esso sta avendo sulla viticoltura italiana e globale, mi sono concentrato sulle realtà ilcinesi che dispongono di vigneti così in alto da essere considerati, in passato, non atti alla produzione di Sangiovese da Brunello perché, per opinione diffusa (e ai tempi sensata, non solo per le condizioni pedoclimatiche ma anche per i sistemi di allevamento e le rese più alte), non adatti a portare ad una maturazione ottimale il vitigno principe della zona. Il risultato del mio focus sta manifestando di cantina in cantina il palese innalzamento delle quote altimetriche dei vigneti più vocati alla produzione di Sangiovese da Brunello e la loro idoneità a rispondere al meglio ad annate estreme. L'altitudine, però, non è tutto in quanto a rendere possibili equilibri di maturazione fenolica e tecnologica un tempo impensabili in questi vigneti è anche il radicale cambiamento della conduzione agronomica unitamente ad una maggior consapevolezza e sensibilità dei vignaioli e dei loro tecnici. Ecco quindi che operazioni come il sovescio, diradamento qualitativo (nelle annate che lo consentono), un'oculata gestione della parete fogliare e più in generale una maggior sensibilità nei confronti dei propri vigneti possono portare a produzioni equilibrate nell'espressività varietale e nel potenziale d'invecchiamento non più considerato solo in base alla struttura, bensì retto dalla spina dorsale acida e minerale che aziende come le Ragnaie sono in grado di mantenere nei propri vini.
cantina ragnaie brunello
Una realtà, questa, che mi ha sempre affascinato ma che solo recentemente ho avuto modo di conoscere più approfonditamente, perché per quanto il calice possa parlare, a mio modo di vedere e di vivere il vino, non si può raccontare una cantina senza essere stati dove tutto ha origine con al proprio fianco chi quel "tutto" cerca di interpretarlo al meglio, di annata in annata.
Esaustiva è stata, quindi, la visita ai vigneti che circondano l'azienda che, anche in un'annata complessa come questa hanno saputo produrre uve sane e di grande spessore qualitativo. Ai vigneti non poteva che seguire la cantina dove le vinificazioni tradizionali con fermentazioni spontanee in cemento e affinamento in botte grande di rovere di Slavonia rappresentano tutto ciò che c'è da sapere. Un sapere esplicato al meglio dagli assaggi da vasca e da botte dei vini che verranno, con una 2016 che già fa ben sperare per una rara armonia fra potenza espressiva, slancio e finezza. Un piacevole confronto quello con Riccardo, grande conoscitore di vino e assaggiatore seriale che si pone con il giusto "blend" di umiltà e consapevolezza di fronte al frutto del proprio lavoro.

Passiamo, però, ai vini che ho avuto modo di assaggiare in bottiglia:
vini le ragnaie brunello
Troncone 2015 IGT Toscana - Le Ragnaie: definirlo "escluso" o "incompreso" potrebbe sembrare riduttivo, invece è proprio così che mi piace vedere questo vino che non è stato accettato dalla commissione d’assaggio per la Docg Chianti Colli Senesi in quanto “non tipico" a causa del suo colore troppo "scarico". Come spesso accade, non tutto il male viene per nuocere e questa scelta della commissione ha, da un lato, tolto un fregio importante e un motivo d'orgoglio dato dal forte senso di appartenenza che i vignaioli hanno per la propria terra ma, dall'altro, ha conferito al Troncone il fascino del vino ribelle. Sì, perché ultimamente, specie quando si tratta di commissioni d'assaggio, essere ribelli equivale sempre di più ad essere così rispettosi e sinceri da apparire "strani", "diversi"...

Questa 2015 è luminosa, fragrante, slanciata e dinamica in un sorso per nulla scontato, che ha nell'equilibrio fra beva e finezza la sua peculiarità vincente.


Rosso di Montalcino 2015 Doc - Le Ragnaie: volutamente un rosso che tende più al Brunello che ad un "secondo vino", sia per la selezione delle uve - attenta tanto quanto quella dedicata al fratello maggiore - sia per l'affinamento in botti grandi per poco più di un anno. A confermarlo è il naso già complesso, fine, profondo nel frutto e nella balsamicità tipica dei vini di Riccardo. Il sorso è pieno, inteso ma teso e vibrante nel suo finale minerale sapido e ferroso. Il tannino da ulteriore senso alle mie prime parole. Uno dei più nitidi Rossi di Montalcino assaggiati.

Brunello di Montalcino Docg 2013 - Le Ragnaie: nasce dall'assemblaggio dei vigneti della Ragnaie e di Castelnuovo dell'Abate.Quindi non è un cru, ma sa di Ragnaie in maniera così identitaria da renderlo, a mio modo di vedere, il vino più "classico" dell'azienda. Una classicità che riesce ad essere sempre contemporanea con uno slancio tale da a fare un balzo a piè pari nel futuro. Vino dalla fine intensità, sottile nel adornare il frutto di spezia e note balsamiche e vegetali. Di grande nerbo e dal tannino fitto per nulla sgraziato, come ogni vino nato dai vigneti di Riccardo.
Stupisce la chiusura ematica, lunga e saporita che da inerzia alla beva. I Queen, i Led Zeppelin', i Nirvana... decidete voi chi fra questi è il "classico" capace di essere ancora così attuale da far impallidire qualsiasi corrente musicale di questa passiva epoca e qualunque gruppo odierno. Ecco... questo Brunello potrebbe essere per voi come il gruppo che avete scelto e di sicuro suonerà alla grande per molto altro tempo ancora!

Il Brunello V.V. Docg 2013 - Le Ragnaie: inizialmente austero, capace poi di esprime un grado di complessità che solo pochi grandi vini possono pensare di eguagliare. Vino integro, profondo, che gode della consueta freschezza che questi vigneti, specie in un'annata come la 2013, sanno donare al vino grazie alla loro altitudine e al pedoclima favorevole. Vigne che sanno attingere all'anima di questa terra che marca ogni suo vino con un tratto distintivo che diviene più nitido e percepibile col fittonare più in profondità delle radici delle viti che la abitano. Il marcatore, in questo caso, è il sottobosco puro, elegante a tratti borgognone. Dinamiche che sfociano in un'eleganza che continuerà a crescere in vetro.

Riccardo Campinoti, in poche annate, ha già di-mostrato la vocazione dei propri vigneti, ma ancor più la sua personale vocazione ad interpretarne in maniera e fortemente identitaria i frutti. Vini inconfondibili per slancio, finezza e personalità che, sono convinto, non smetteranno di stupire, specie con la nuova particella vinificata da Riccardo in zona Montosoli. Shhh... io non vi ho detto nulla! 



F.S.R.

#WineIsSharing

martedì 27 novembre 2018

Giro d'Italia a Rieti - Un interessante evento enoico e un riconoscimento inaspettato

La vita è una serie ininterrotta di coincidenze, ciò che cambia è la percezione che noi abbiamo di esse: a volte le capiamo e diamo loro estremo valore, altre non ci accorgiamo di quei tratti del disegno del nostro destino in cui il fato e gli eventi si sovrappongono positivamente.
Uso questo incipit perché qualche settimana fa mi è accaduto di dare poca importanza a quella che si sarebbe, poi, rivelata una coincidenza che, oggi, ricordo con estremo stupore e piacere. Parlando con un caro amico degli eventi enoici ai quali avrei partecipato di lì in avanti ne cito alcuni tralasciando quello che, a suo dire, avrebbe meritato di più la mia attenzione: il Giro d'Italia a Rieti.
A mia discolpa c'era il fatto di non esser mai riuscito a partecipare a questo evento enoico per cause di forza maggiore, nonostante ne avessi già sentito parlare.
Così vado ad inserire il Giro d'Italia nel mio annuale articolo dedicato al calendario degli eventi enoici. Passano poche ore e ricevo un messaggio "la contattiamo per un premio che vorremmo consegnarle in occasione dell'evento Giro d'Italia a Rieti". Non vi nego il mio stupore sia per l'inatteso riconoscimento che per l'ancor più imprevedibile coincidenza.
evento vino giro d'italia rieti
E' così che senza pensarci un attimo mi sono messo in moto per liberarmi l'1 dicembre e andare a Rieti, non solo a ritirare questo graditissimo riconoscimento "come comunicatore del vino sul web dell'anno" ma anche e soprattutto per assaggiare i vini delle 168 cantine  partecipanti. Un vero e proprio giro d'Italia di calice in calice. Se tanto mi da tanto il premio sarà la maglia Rosé! 
Scherzi a parte, ringrazio vivamente l'Associazione Italiana Sommelier Lazio in collaborazione con il Ristorante La Foresta di Rieti e COPAGRI Lazio (Confederazione produttori Agricoli) per il riconoscimento e invito tutti a venire a Rieti non tanto per il folto programma di degustazioni e seminari e per passare a trovare i produttori presenti.

Il Programma:

1 dicembre 2018
ore 11,00 Inaugurazione della manifestazione
ore 11,30 Seminario sull’Etichettatura dei vini a cura dell'ICQRF
ore 12,30 Seminario sul Vermentino: 8 vini a confronto
ore 14,00 Corso di degustazione delle Acque minerali
ore 15,00 Premiazione dei migliori produttori della manifestazione e dei migliori comunicatori, giornalisti e Wine Blogger, a cura di AIS Lazio
ore 16,00 Seminario sul Cesanese: 8 vini a confronto
ore 17,00 Momento Magnum: i produttori apriranno una bottiglia Magnum a piacere della loro cantina

Di seguito le cantine che saranno presenti quest'anno:

ABRUZZO
Castel Simoni, Marramiero, Coste di Brenta, Fattoria Buccicatino , Feudo Antico, Citra Vini

ALTO ADIGE
Tramin, Abbazia Novacella, St. Pauls

BASILICATA
Az.Agr. Elena Fucci, Basilisco

CAMPANIA
Tommasone Vini

EMILIA ROMAGNA
Tenuta Il Plino

FRIULI
Fiegl, Scarbolo, Castello Sant'Anna

LAZIO
Doganieri & Miyazaki, Tenuta La Pazzaglia, Soc. Agr. Giovanni Terenzi , Villa Chiarini Wulf, Antica Cantina Leonardi, Cantina dei Colli Sabini, Cantina Mazziotti, Omina Romana, Az. Agr. Casale Marchese ,Palazzo Tronconi , Rossi Distribuzione, Cantina Sant'Andrea , Casale del Giglio, Tenuta Santa Lucia, Merumalia, Cantina Stefanoni, Trappolini , Pileum, Cantina Le Macchie, Riserva della Cascina, Abbia Nòva, Coste Graia, Damiano Ciolli, Alberto Giacobbe

LIGURIA
Cantine Lunae Bosoni,Vin Bun

LOMBARDIA
Berlucchi,Conti Ducco Franciacorta , Ballabio, Vezzoli Vini

MARCHE

Marotti Campi, Cantina dei Colli Ripani, Velenosi Vini, Le Cantine di Figaro, Quacquarini, Conti Riccati, Cantina Santa Barbara, Garofoli, Casa Vinicola Silvestroni

MOLISE
Claudio Cipressi Soc. Agr.

PIEMONTE

Vietti, La Masera, La Scolca, Gozzelino Sergio, Poderi Gianni Gagliardo, Ciabot Berton

PUGLIA
Varvaglione Vigne & Vini, Cantine San Marzano, L'Antico Palmento, Leone De Castris

SARDEGNA
Cantina Santadi, Agricola Punica

SICILIA
Bibite Polara, Poggio di Bortolone, Firriato, Fenech

TOSCANA

Capitoni Marco Az. Agr., Soc. Agr. Col d'Orcia, Fabrizio Dionisio, Ruffino, Castello Banfi, Marchesi de Frescobaldi, Domini Castellare di Castellina, Casale Falchini, Fattoria San Felo, La Fiorita, Fattoria del Pino, Piandibugnano

TRENTINO
Tenuta San Leonardo, Cavit

UMBRIA
Falesco, Tenuta Le Velette, Soc.Agr. Poggio Maiolo, Zazzera, Cantine Zanchi, La Palazzola, Barberani, Az. Agr. Lorenzo Cecchetelli

VENETO
Tenuta Sant'Anna, Terre di Ger, Genagricola, Allegrini, La Tordera, Bernardi Vini

DISTILLATI
Legendario, Antica Distilleria Sibona, Distilleria Marzadro

FRANCIA

Laurent-Perrier

La manifestazione è cresciuta moltissimo nel tempo ed ha assunto sempre più il ruolo non solo di vetrina importante per i prodotti del territorio ma anche, e soprattutto, di occasione per promuovere la cultura enogastronomica a livello locale e nazionale.
Spero di incontrare molti di voi a Rieti, per condividere la gioia del riconoscimento ma ancor più per assaggiare insieme i vini delle numerose cantine presenti.


F.S.R.
#WineIsSharing

lunedì 19 novembre 2018

Il giovane vignaiolo Lorenzo Olivero e la sua piccola cantina Olivero Mario a Roddi - Barolo

Oggi vi porto a Roddi, in Langa, dove sorge la piccola azienda agricola Olivero Mario di Olivero Lorenzo.
Una piccola grande scoperta fatta durante il mio ultimo viaggio nelle Langhe alla ricerca di realtà ancora poco note, seppur integrate in un areale già profondamente scandagliato come quello del Barolo.
cantina olivero mario roddi
A condurre la cantina è il giovane Lorenzo Olivero, Olly per gli amici, che ha deciso di portare in bottiglia il frutto dei 4 ettari di vigneto dai quali suo padre traeva uva che preferiva vendere.
Dopo aver frequentato la scuola enologica di Alba e aver conseguito la laurea in viticoltura, Lorenzo ha maturato esperienze al fianco di importanti agronomi e tecnici del settore al fine di comprendere a pieno l'arte del far vino partendo dalla vigna, come s'ha da fare.
E' così che nel 2003, ancora giovanissimo, Lorenzo inizia la sua avventura di vignaiolo e, con il supporto di suo padre, inizia a produrre vino da quei 4 ettari di vigneto suddivisi in altrettanti diversi piccoli appezzamenti, tutti in un raggio di 15 km dalla cantina di vinificazione sede dell’azienda.
vigne lorenzo olivero mario
Una storia comune a molti, ma che vede nell'approccio di Lorenzo dei distinguo netti e marcati nei confronti di ciò che potrebbe ricadere nell'ambito della consuetudine.
E' attraversando i vigneti che circondano la cantina che mi rendo conto, infatti, di quanto questo giovane vignaiolo abbia idee chiare, nitide, nette sia riguardo la conduzione agronomica che la vinificazione.
Partendo dai varietali la scelta dell'azienda è stata quella di impiantare autoctoni come Arneis, Dolcetto, Barbera e, ovviamente, Nebbiolo e di sperimentare, al contempo, degli alloctoni come Merlot e Manzoni Bianco.
Questo per cercare di privilegiare l'espressione del terreno e del contesto pedoclimatico alla mera scelta del vitigno, pur ricercandone la più sincera espressività.
Il tutto è condotto con un approccio alla viticoltura ragionato e ponderato, senza forzature, scevro da dogmi o certificazioni: niente erbicidi; solo trattamenti a base Rame e Zolfo contro Peronospora e Oidio; solo concimi organici, letame e sovescio per il reintegro degli asporti al terreno.
vendemmia barolo roddi
Conoscendo bene le problematiche della zona legate alla Flavescenza Dorata la nostra chiacchierata è virata in pochi istanti verso il principale motivo per il quale Lorenzo trova poco utile aderire in maniera completa alla certificazione biologica, spiegato con estrema saggezza e competenza così: “Nonostante oggi il BIO sia un trend in decisa crescita, io sono convinto che il perdurare, in Piemonte, di una alta diffusione della Flavescenza Dorata, in particolare nell’areale dell’Albese, sia un fattore da non sottovalutare se si vuol salvaguardare il proprio patrimonio viticolo. E con la lotta biologica il controllo di questa emergenza è praticamente impossibile.
In 11 anni di esperienza (2006 / 2017) come collaboratore al fianco di uno dei migliori agronomi e consulenti viticoli d’Italia ho potuto toccare con mano il problema Flavescenza Dorata. La lotta Biologica obbliga il viticoltore che vi aderisce, ad utilizzare per la lotta al vettore (lotta obbligatoria per legge in Piemonte) l’unico insetticida permesso, (perché di originale estrazione da una pianta) il Piretro. Tale principio attivo risulta essere ad azione abbattente, termolabile e fotolabile, ed attivo esclusivamente sui giovani di Scafoideo, notoriamente la forma meno pericolosa perché poco mobile. Ne deriva il profilo di un rimedio poco o per nulla efficace contro il vettore e la malattia da esso trasmessa. Se poi si aggiunge il fatto che per cercare di ottenere qualche risultato si è forzati a eseguire almeno 3-4 trattamenti l’anno (contro i 2 del metodo convenzionale), si capisce come l’impatto ambientale della lotta biologica relativamente al problema Flavescenza Dorata sia quantomeno discutibile. “
Al rispetto assoluto in vigna segue quello in cantina, con vinificazioni con passaggi meccanici di pigiatura e pressatura il più lenti e soffici possibile, rimontaggi e follature manuali, senza uso di vinificatori rotativi o in continuo. Viste le piccole dimensioni e la volontà di parcellizzare i vigneti attraverso micro-vinificazioni alle fermentazioni in acciaio fa seguito l'affinamento in legno piccolo da 225 litri e tonneau da 400-500 e 600 litri. Nuovi e usati a seconda dei vini e dell’annata.
In parole povere l'obiettivo di Lorenzo Olivero è quello di fare vino nel completo diniego dell’enologia additiva e correttiva e ci sta riuscendo egregiamente.
barolo piccola cantina
Lorenzo ama la tradizione langhetta ma vede nell'accettazione pedissequa della stessa una briglia alla sua voglia di mettersi in gioco. Esempi della sua voglia di sperimentare sono rappresentati dalla dalla scelta di affinare il suo Dolcetto da vigne vecchie (50 anni) in legno e dall'impianto di Manzoni Bianco e Merlot in terra di Barolo.
In un momento in cui le Langhe hanno dimostrato ampiamente la propria vocazione e la qualità che ne consegue in bottiglia, Lorenzo sente forte la necessità di non accettare la stasi e di non seguire i meri dettami del mercato, cercando, altresì, di interpretare il proprio il territorio con uno stile personale e mai banale. Un giovane vignaiolo che non vuole scendere a compromessi e che vede nella ricerca della pulizia, dell'intensità e di una buona dose di struttura l'equilibrio naturale dei suoi vini, che mai dovranno essere esili o palesemente difettati.
wine blogger francesco saverio russo
Dopo la lunga chiacchierata in vigna ho avuto modo di sedermi nella piccola e accogliente sala degustazioni dell'azienda per assaggiare tutta la linea dei vini prodotti, ovvero ben 8 referenze, che per una realtà così piccola stanno ad indicare una grande varietà di espressioni varietali e territoriali.
Lorenzo produce un Langhe Arneis (metodo criomacerazione prefermentativa), un Dolcetto d’Alba classico, un Dolcetto d’Aba Superiore , una Barbera d’Alba e una Barbera d’Alba Superiore, un Langhe Nebbiolo e Barolo da 2 Cru: Bricco Ambrogio in Roddi e Bricco Rocca in La Morra. Con l’annata 2019 dovrebbero arrivare anche un Langhe Bianco da vitigno Manzoni Bianco e un Langhe Merlot, entrambi in poche bottiglie, ma di significativa qualità.

Tra questi condivido con voi le mie impressioni sui seguenti vini:
vini olivero mario barolo
Arneis Langhe Doc 2017 - Olivero Mario: un'interpretazione dell'Arneis che sa coniugare al meglio intensità di frutto e slancio minerale. La macerazione prefermentativa esalta lo sviluppo aromatico mettendo i precursori nelle migliori condizioni per sviluppare un naso dalla forte spinta varietale. Il sorso è pieno e dinamico, vibrante per la sua netta sapidità. Un Arneis luminoso che rende onore al del Renesio, antico nome di un vitigno storicamente usato per la produzione di vini dolci ma che, oggi, ha la sua forza nella distintiva sapidità che compensa la non altissima acidità, rendendo il sorso inerziale.

Dolcetto d'Alba Superiore Doc Buschet 2016 - Olivero Mario: dalla vigna più vecchia dell'azienda ad oltre 500mslm Lorenzo produce questo Dolcetto che vuole palesemente dimostrare le potenzialità, spesso snobbate o male interpretate, di questo storico vitigno piemontese. Un vino carico di forza espressiva sin dal primo naso, pieno al sorso ma in grado di distendersi in un sorso ampio e profondo che trova nel tratto netto della sua trama tannica un distintivo tratto di nobiltà. 

Langhe Nebbiolo Doc 2016 - Olivero Mario: un altro concreto esempio di quanto l'annata 2016 calzi a pennello al Nebbiolo! Un vino di grande finezza, che gioca con il frutto e la balsamicità a tratti speziata che lo rendono fresco e intrigante. Un sorso integro, con una muscolatura tonica e slanciata, capace di un affondo notevole, con una chiosa minerale ferrosa di gran classe. Il tannino fitto e ben levigato non ostacola affatto la beva.

Barolo Docg 2014 - Olivero Mario: un'annata sfortunata, dai tratti particolarmente nefasti per le vigne di Lorenzo che oltre al freddo e alla pioggia hanno dovuto fare i conti con forti grandinate che ne hanno decimato le rese. Da qui la scelta di produrre un solo Barolo dall'assemblaggio dei 2 cru aziendali Bricco Ambrogio in Roddi e Bricco Rocca in La Morra. Un vino che non dovrebbe più ripetersi - o almeno questa è la speranza - ma che sa esprimere un'eleganza disarmante con note floreali in evidenza ancor più del frutto che, timido, tarda ad aprirsi con grande garbo e finezza. I tratti balsamici sono, qui, più sfumati quasi a voler condurre al sorso in punta di piedi. Un sorso che non manca di nulla e vanta un equilibrio impeccabile fra corpo e anima, fra materia glicerica e scheletro acido e minerale. Cesellato il tannino che ha scampato alla grande il rischio di risultare verde e immaturo, dimostrando la minuziosa attenzione nella scelta delle uve da parte di Lorenzo.

Molto valida anche la Barbera Superiore Campii Raudii 2015 che confido di riassaggiare presto, in quanto ancor meno pronta dei nebbioli.

In conclusione, questa piccola azienda a conduzione familiare trainata dal giovane vignaiolo Lorenzo Olivero ha saputo convincermi per la grande convinzione nelle proprie scelte per la qualità dei risultati ottenuti a discapito di futili pregiudizi. Sicurezze che, però, non impediscono di mettersi in discussione continuamente, di annata in annata, di scelta in scelta, mirando ad interpretare al meglio il frutto delle proprie terre, declinando ciascun varietale secondo il proprio contesto pedoclimatico, prediligendo uno stile ben definito e mai ruffiano.
Nelle sue micro-vinificazioni troverete un filo conduttore imprescindibile per Lorenzo: la pulizia come veicolo di identità varietale e territoriale.



F.S.R.

#WineIsSharing

sabato 17 novembre 2018

La carica dei "miei" 101 Vignaioli FIVI 2018

In molti, negli ultimi giorni, mi hanno chiesto consigli sulle cantine da passare a trovare al mercato dei vini dei vignaioli FIVI di Piacenza ormai alle porte, ma non sarebbe nello spirito dell'evento proporvi una mera cernita di vini o cantine dettata dal mio gusto personale. Probabilmente vi impedirei di scoprire realtà interessanti e di assaggiare vini eccellenti, quindi, per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ho deciso di elencare le cantine delle quali ho avuto modo di parlare/scrivere tramite i social e/o su questo WineBlog nell'ultimo anno. Una sorta di memorandum volto a fungere da riferimento per chi mi segue da tempo e conosce i miei criteri di selezione delle realtà e dei vini di cui decido di pubblicare un'impressione o una vera e propria recensione. (Leggi qui cos'è la FIVI)
vignaioli fivi piacenza
Qui di seguito troverete un elenco, in ordine rigorosamente alfabetico (nel rispetto della filosofia della FIVI che non prevede una settorializzazione regionale degli stand), di 101 cantine di vignaioli indipendenti con il loro stand di riferimento. Il mio consiglio, però, è quello di vedere questa lista non come qualcosa di esclusivo, bensì come qualcosa di inclusivo. Sì, perché io stesso mi dedicherò alla ricerca di ulteriori realtà e vini da scoprire, conoscere e condividere e sono certo che non mancherà l'integrazione di altri vignaioli anche grazie allo scambio di opinioni che potremo avere in loco tra colleghi e winelovers.
mercato fivi piacenza

Ecco i 101 Vignaioli Indipendenti di cui sono stato lieto di parlarvi quest'anno e che spero avrete modo di incontrare e conoscere questo weekend al Mercato dei vini dei Vignaioli FIVI:


ADRIANO MARCO E VITTORIO, CN - D66

ALESSIO BRANDOLINI, PV - D64

ANCARANI, RA - B75

ANTICA ENOTRIA, FG - F51

ARPEPE, SO – C40

BAJAJ, CN - A81

BARBACAN, SO - A2

BARONIA DELLA PIETRA, AG - C36

BELLESE VINI, TV - E10

BROCCANERA, AN - D37

BUCCI, AN - E75

CALALTA, VI - A24

CANTINA BERRITTA, NU - A93

CANTINA ROCCAFIORE, PG - E82

CANTINE CARPENTIERE, BT - E45

CANTINA SAN BIAGIO VECCHIO, RA - C26

CANTINE TAVERNA, MT - F4

CASA COMERCI, RC - B71

CASA DI BAAL, SA - B7

CASTELLO DI STEFANAGO, PV - E85

CATALDO CALABRETTA VITICOLTORE, KR - E29

CIECK, TO - E84

CLAUDIO CIPRESSI, CB - D71

CLAUDIO MARIOTTO, AL - E55

COL DEL LUPO, TV - E78

COLLE DEL BRICCO, PV - D1

CONVENTINO MONTECICCARDO, PU - C25

CORTE FUSIA, BS - B76

COSTA ARCHI, RA - B49

DAMOLI BRUNO, VR - B78

DELTETTO 1953, CN - A99

DIEGALE, GR - A16

E. MOLINO – LA MORRA, CN - C41

ELENA FUCCI, PZ - A27

EMILIO VADA, AT - F57

ENÒ-TRIO – PUGLISI NUNZIO, CT - A64

ERMES PAVESE, AO - D72

FABRIZIO DIONISIO, AR - B65

FERLAT SILVANO, GO - B25

FIRMINO MIOTTI, VI - E31

FLAIBANI, UD - E21

GHIO ROBERTO – VIGNETI PIEMONTEMARE, AL - E48

GIANFRANCO FINO, TA - C64

GRAZIANO PRA’, VR - D96

GRIFALCO, PZ - D20

GURRIERI, RG - E71

I CARPINI – VINI D’ARTE, AL - F91

I CLIVI, UD - E91

I FABBRI, FI - D17

IL CARPINO, GO - E20

IL COLOMBAIO DI SANTA CHIARA, SI - B94

IL MOLINACCIO DI MONTEPULCIANO, SI - A31

IL POGGIO, AL - E12

IL RIO, FI - F69

LA CALCINARA, AN - A46

LA COLOMBERA, AL - F77

LA PIOTTA, PV - B59

LA SALCETA, AR - E42

LA ZERBA, AL - H3

LAZZARI, BS - D50

LE GUAITE DI NOEMI, VR - F15

LE PIANE, NO - D28

LIESELEHOF, BZ - C72

LODI CORAZZA, BO - B36

LUIGI CATALDI MADONNA, AQ - E49

LUSENTI, PC - C78

MADREVITE, PG - B1

MARCO CECCHINI, UD - E96

MARENGONI, PC - B6

MARTA VALPIANI, FC - D75

MATTIA FILIPPI, TN - E34

MONTENERO, GR - E94

MORODER, AN - C10

MURALIA, GR - C12

MUSTILLI, BN - B43

PATRICK UCCELLI, BZ - F95

PICCOLO BACCO DEI QUARONI, PV - F49

PODERE DI POMAIO, AR - D61

PODERE PELLICCIANO AGRISOLE, PI - F58

POGGIO AL GRILLO, LI - A9

POGGIO GRANDE, SI - F22

RISERVA DELLA CASCINA, RM - H6

RIZZINI FRANCIACORTA, BS - E2

ROCCO DI CARPENETO, AL - D3

SANLORENZO, SI - C42

SASSOTONDO, GR - D100

SIRO MEROTTO, TV - F81

SOCCI, AN - A45

TENUTA BELVEDERE, PV - D8

TENUTA DI GHIZZANO, PI - B5

TENUTA SAN MARCELLO, AN - E23

TERENZUOLA, MS – C84

TERRAQUILIA, MO - D83

TERRE DI MACERATO, BO - D95

TERRE DI PIETRA SAS, VR - C76

VIGNETI BONAVENTURA, AP - A12

VIGNETI BOVERI GIACOMO, AL - C62

VIGNETI VALLORANI, AP - D38

VILLA JOB, UD - E67

VITIVINICOLA VALLA, PC - D94


ZANOTELLI, TN - 35

Scarica qui la mappa→www.mercatodeivini.it/mappa-espositori.pdf

fivi wine blogger
Scrivendo questo elenco mi sono reso conto che se è vero che nell'ultimo anno ho avuto modo di incontrare personalmente o "nel calice" questi 101 vignaioli FIVI è altrettanto vero che negli ultimi anni, nel mio girovagar enoico, ho potuto raccontare tramite un assaggio, un incontro ad un evento o una visita in cantina quasi ognuna di queste cantine. Questo a conferma di quanto alta sia la qualità dei vignaioli FIVI e quanto sia facile "imbattersi" in grandi vini e grandi storie di vita e di vigna al Mercato dei Vignaioli FIVI. Forse è per questo che non manco mai sin dalla prima edizione!😉

In conclusione, ricordate che questo è solo un memorandum e che il Mercato dei Vignaioli FIVI è un po' come l'Italia: quando ti perdi "rischi" sempre di scoprire qualcosa di inatteso, che avresti rischiato di non conoscere seguendo pedissequamente le direttive di una mappa.


F.S.R.
#WineIsSharing

In ricordo del caro Carlo Crocchini, grande uomo e visionario vignaiolo che ebbi il piacere di conoscere proprio in una passata edizione del Mercato FIVI a Piacenza... 

giovedì 15 novembre 2018

Il Sommelier de Le Calandre Matteo Bernardi - Ricerca enoica costante e profonda dedizione alla sala

Il mondo del vino è fatto di viaggi dentro, fuori e attorno ad un bicchiere e molti di questi viaggi hanno come meta degli incontri più o meno inaspettati.
E' proprio in uno di questi viaggi che ho avuto modo di incontrare la persona che ospito oggi in questo Wine Blog: Matteo Bernardi.
Matteo è il sommelier de Le Calandre, ristorante della famiglia Alajmo Sarmeola di Rubano (Pd) tre stelle Michelin da 16 anni e tra i "World's 50 Best Restaurants" (31° posto nel 2019).
A colpirmi sin da subito è stato quel giusto e raro "blend" di garbo e ironia che si traducono in un approccio al suo lavoro dinamico e vivo, mai noioso o pedante.
Quando mi trovo sulla stessa lunghezza d'onda con persone con le quali condivido questa grande passione che è il vino, non posso che lasciar spazio alle loro parole.
Eccovi la mia chiacchierata con Matteo Bernardi Sommelier de Le Calandre:
sommelier ristorante le calandre matteo bernardi
Cosa significa essere sommelier e cosa esserlo in un grande ristorante come Le Calandre? 
Essere Sommelier significa essere curiosi, avere la voglia di scoprire sempre gusti nuovi. Essere sommelier a Le Calandre, non è molto diverso bisogna solo avere molta curiosità e soprattutto bisogna avere l’umiltà di saper apprendere ogni giorno qualcosa in più, significa non sentirsi mai arrivati, ma sempre al punto di partenza.
sommelier le calandre
Sommelier si nasce o si diventa? 
Sommelier lo si diventa, e non di certo con il diploma. Ricordo il responsabile del corso Ais alla prima lezione: “Alla fine di questo corso avrete un diploma, ma non sarete sommelier… per esserlo dovrete bere tanto” noi ridemmo, ma aveva davvero ragione.
Essere sommelier ti "obbliga" a vedere il vino come un lavoro, ma riesci a far combaciare con l'aspetto professionale anche la passione per questo meraviglioso mondo? 
Nel momento in cui il tuo lavoro é la tua passione diventa tutto più semplice. Quando sono seduto al ristorante si abbassano le barriere, e semplicemente ordino quello che mi va di assaggiare oppure mi lascio trasportare… la differenza è la consapevolezza!

Quali sono gli aspetti del tuo lavoro che ami di più e quali quelli che ti mettono più alla prova?
Del mio lavoro amo profondamente le sfide; ogni tavolo è un ristorante a se, quindi bisogna captare ogni indizio che i commensali mandano per cercare di dar loro quello che cercano. E poi c’è la parte di ricerca che è affascinante, che ti permette di viaggiare, magari restando nella stessa stanza.
Allo stesso tempo queste sono anche le cose che più mi mettono alla prova, perché richiedono sforzi importanti oltre che ad un dispendio di tempo non indifferente.

Essere Sommelier, specie in un ristorante come Le Calandre, significa anche avere una buona dose di empatia e captare in pochi istanti gusti e personalità dei clienti. Ti senti un po' psicologo durante il servizio?
Come dicevo poco fa ogni tavolo è un ristorante a sé, e di conseguenza chiunque lavori in sala dev’essere un po’ psicologo, dal maître al commis di sala.
E’ la parte più divertente ma anche la più faticosa (sotto il punto di vista dello sforzo mentale) del nostro lavoro, cioè quella di anticipare le esigenze dell’ospite.

L'atmosfera in sala de Le Calandre è leggendaria. Come la definiresti dal punto di vista di chi è parte integrante di questa atmosfera?
A Le Calandre l’ingranaggio della sala gira in perfetta sincronia con quello della cucina; la filosofia della Famiglia Alajmo, messa magistralmente in atto da Andrea Coppetta Calzavara, è quella di trattare l’ospite come vorremmo essere trattati noi; una frase semplice che però racchiude un mondo di gesti, frasi, atteggiamenti che hanno un solo scopo, quello di far sentire il cliente a casa propria.
Cosa non dovrebbe mai mancare nella carta dei vini di un ristorante italiano?
La ricerca.
Sembra scontato ma non c’è nulla di peggio che trovare l’omologazione nelle carte dei vini.
Mentre in quella di uno stellato?
La ricerca e dev’essere la stessa ricerca che lo chef fa in cucina. Fondamentale se si vuole raggiungere l’eccellenza.

Come selezioni un vino da mettere in carta? Valuti il vino solo in base alle sue peculiarità organolettiche o reputi altrettanto importante la storia del produttore, le tradizioni e la cultura del territorio in cui nasce e/o il tuo legame con quello stesso vino?
Partendo dal presupposto che la scelta del vino è figlia di un lavoro di squadra, perché chiunque può proporre un vino; un vino entra in carta portando con se il bagaglio di cultura che contiene.
Se considerassimo il vino solamente come l’insieme di sensazioni date da componenti e reazioni chimiche, non staremmo qui a parlare (e molto probabilmente avremmo anche sbagliato mestiere); il Vino è carico di storie, legate alle persone, alla terra al tempo ed è tutto questo che noi vendiamo.
carta vini le calandre
Quanto reputi importante l'abbinamento vino-cibo e quanto si può osare ancora? Il tuo abbinamento più “azzardato”?
L’abbinamento è molto importante perché vini diversi possono far cambiare la percezione dei piatti che si stanno degustando; ogni tanto mi diverto ad abbinare due vini totalmente diversi allo stesso piatto, per far vedere come due abbinamenti si possano considerare perfetti sotto punti di vista diversi. È una cosa che scombina gli schemi mentali che molti si fanno.
Moeche in tempura con un Nebbiolo giovane può essere un abbinamento divertente.

Quali sono i vini e i viaggi enoici ai quali sei più legato?
Può sembrare scontato, ma il Piemonte è una terra a cui mi sento legato, non fosse altro perché è stata la prima che ho visitato, enoicamente parlando. Alla fine però in ogni regione si possono raccogliere testimonianze di una cultura infinita, com’è quella del vino.
servizio sala le calandre
In un'era in cui alcuni valori cardine dell'educazione sembrano venir meno, quanto pensi siano importanti le doti dell'eleganza, del savoir faire e l'educazione stessa? La sala può essere un veicolo per questi valori?
La sala può rappresentare un mezzo, sicuramente valido per raggiungere questo scopo, ma non può certo essere l’unico. In sala si arriva già grandi, e capita spesso di dover essere genitori prima che colleghi.
calandre sommelier
Come definiresti il tuo rapporto con i fratelli Alajmo?
Loro sono trio che si completa a vicenda, tre fratelli molto diversi tra loro ma che hanno saputo lavorare insieme (ognuno mettendo le proprie capacità) per raggiungere i loro obiettivi; sono una grande Famiglia. Lavorare per loro è prima di tutto sposare il loro progetto, e quindi un po’ entrare a far parte di questa grande Famiglia
le calandre ristorante rubano padova
Concludiamo con un consiglio a tutti i giovani Sommelier che sognano di poter lavorare in un ristorante come Le Calandre.
L’unico consiglio che mi permetto di dare è quello di essere curiosi, di studiare sui libri ma soprattutto di parlare di vino con chi il vino lo fa. Sono convinto che il vino sia lo specchio di chi lo fa, e solo conoscendo chi si sporca le mani ogni giorno in campagna si può capire realmente che cosa c’è dentro quel bicchiere.

Ringrazio Matteo Bernardi per il piacevolissimo scambio di battute e la grande umiltà con la quale porta avanti il suo lavoro in sala e fuori dalla sala de Le Calandre. Per me è sempre un piacere dare risalto a chi riesce a comunicare il vino attraverso il lavoro in sala in contesto che, per quanto possa sembrare privilegiato, è intriso di impegno, ricerca e sacrificio molto più di quanto si possa pensare.

F.S.R.
#WineIsSharing

mercoledì 14 novembre 2018

BaroloBrunello 2018 a Montalcino - Info, elenco cantine e vini in degustazione

Torna a Montalcino l'evento BaroloBrunello, manifestazione itinerante che dal 2014 porta in giro per l'Italia e per il mondo una selezione dei più rappresentativi produttori delle due denominazioni e dei due areali dal più alto tasso di qualità medio in Italia.
Questa edizione di BaroloBrunello si terrà a Montalcino (SI), presso il Teatro degli Astrusi, nei giorni di sabato 17 e domenica 18 novembre 2018.
Due giornate dedicate a degustazioni con banchi di assaggio che daranno modo agli addetti ai lavoro e ai winelovers di degustare vini delle annate attualmente in commercio e di annate "vecchie", ma ancor più di confrontarsi direttamente con gli oltre 60 vignaioli presenti tra Montalcino e Langhe.
evento barolobrunello
L'organizzazione dell'evento è a cura di WineZone.

Programma banchi d'assaggio

Sabato 17 novembre 2018
Ore 14.30 - 19.00
Salone di degustazione con banchi di assaggio gestiti dai produttori
Teatro degli Astrusi, Costa del Municipio, 10 - Palazzo dei Priori, Costa del Municipio 2 - Montalcino
Domenica 18 novembre 2018
Ore 10.30 - 17.00
Salone di degustazione con banchi di assaggio gestiti dai produttori
Teatro degli Astrusi, Costa del Municipio, 10 - Palazzo dei Priori, Costa del Municipio 2 - Montalcino

Ecco l'elenco dei produttori e dei vini in degustazione a BaroloBrunello 2018:
Agricola Gian Piero Marrone

Barolo Pichemej 2004
Barolo Bussia 2013
Barolo Pichemej 2014
Barolo 2014
Langhe Nebbiolo 2015

Alessandria F.lli

Barolo 2013
Barolo 2014

Alessandria Gianfranco

Barolo San Giovanni 2014
Barolo 2014
Langhe Nebbiolo 2017

Argiano

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Armilla

Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Az. Agr. Diego Morra

Barolo Monvigliero 2013
Barolo 2013
Langhe Nebbiolo 2015

Az. Agr. Enzo Boglietti

Barolo Brunate 2012
Barolo Brunate 2014
Barolo Fossati 2013
Barolo Fossati 2014

Azienda Vitivinicola Paolo Conterno

Barolo Ginestra 2014
Barolo Riva del Bric 2014
Langhe Nebbiolo A Mont 2016

Banfi

Brunello di Montalcino Riserva Poggio alle Mura 2012
Brunello di Montalcino Riserva Poggio all'Oro 2012
Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 2013
Rosso di Montalcino Poggio alle Mura 2016

Baricci

Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Benevelli Piero

Barolo Ravera di Monforte 2014
Langhe Nebbiolo 2017

Camigliano

Brunello di Montalcino Paesaggio Inatteso 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Canalicchio di Sopra

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino Riserva 2013
Brunello di Montalcino 2013
Brunello di Montalcino 2014
Rosso di Montalcino 2016

Capanna

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Caprili

Brunello di Montalcino Riserva 1996
Brunello di Montalcino Riserva 1997
Brunello di Montalcino Riserva 2001
Brunello di Montalcino 2014

Cascina Fontana

Barolo 2014
Castello di Verduno

Barolo Monvigliero Riserva 2011
Barolo Massara 2013

Castello Tricerchi

Brunello di Montalcino 2013
Brunello di Montalcino 2014
Brunello di Montalcino "1444" 2013
Rosso di Montalcino 2017

Castiglion del Bosco

Brunello di Montalcino Millecento Riserva 2012
Brunello di Montalcino Cru Campo del Drago 2013
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino Gauggiole 2015

Cava d'Onice

Brunello di Montalcino Cava d'Onice 2013
Rosso di Montalcino 2016

Cavallotto

Barolo Riserva Vignolo 2012
Barolo Riserva Bricco Boschis Vigna SanGiuseppe 2012
Barolo Bricco Boschis 2013
Langhe Nebbiolo (nebbiolo da barolo 100%) 2016

Col d'Orcia

Brunello di Montalcino Riserva Poggio al Vento 2006 Magnum
Brunello di Montalcino Nastagio 2012 Magnum
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2013 Magnum

Cortonesi La Mannella

Brunello di Montalcino La Mannella 2010
Brunello di Montalcino La Mannella 2012
Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino Poggiarelli 2013

Cupano

Brunello di Montalcino Riserva 2007
Brunello di Montalcino 2008
Brunello di Montalcino 2009
Brunello di Montalcino 2011
Brunello di Montalcino 2013
Brunello di Montalcino "anteprima" 2014

Damilano

Barolo Liste 2013
Barolo Cannubi 2014
Barolo Lecinquevigne 2014
Langhe Nebbiolo Marghe 2016

Diego Conterno

Barolo Ginestra 2011
Barolo Ginestra 2013
Barolo Ginestra 2014
Nebbiolo d'Alba Baluma 2016

Elia Palazzesi Collelceto

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Elio Grasso

Barolo 2014
Elvio Cogno

Barolo Bricco Pernice 2013
Barolo Ravera 2014
Langhe Nebbiolo Montegrilli 2017

Ettore Germano

Barolo Riserva Lazzarito 2012
Barolo Prapò 2014
Langhe Nebbiolo 2017

Fattoria dei Barbi

Brunello di Montalcino Vigna Fiore 2007
Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino Vigna Fiore 2013
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2017

Fratelli Borgogno Serio & Battista

Barolo Cannubi Riserva 2012
Barolo Cannubi 2013
Barolo Cannubi 2014
Nebbiolo d'Alba 2016

Fuligni

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Giuseppe Mascarello & Figlio

Barolo Monprivato 2013
Langhe Nebbiolo 2016

Grimaldi Bruna Az. Agricola

Barolo Riserva Badarina 2012
Barolo Badarina 2014
Barolo Bricco Ambrogio 2014
Barolo Camilla 2014
Nebbiolo d'Alba 2016

Il Bosco di Grazia

Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

La Fortuna

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

La Gerla

Brunello di Montalcino Riserva Gli Angeli 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Le Macioche - Famiglia Cotarella

Brunello di Montalcino Le Macioche Riserva 2012
Brunello di Montalcino Le Macioche 2013

Le Strette

Barolo Corini Pallaretta 2013
Barolo Bergera Pezzole 2013
Barolo Bergera Pezzole 2014
Barolo Bergeisa 2014
Barolo Le Strette 2014

Marengo Mario

Barolo Bricco delle Viole 2014
Barolo 2014
Barolo Brunate 2014

Mastrojanni

Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2013
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Mauro Veglio

Barolo Arborina 2014
Barolo Castelletto 2014
Barolo 2014
Langhe Nebbiolo Angelo 2017

Padelletti

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Palladino

Barolo Riserva San Bernardo 2012
Barolo Ornato 2014
Barolo Parafada 2015

Pelassa

Barolo Riserva 2009
Barolo San Lorenzo di Verduno 2013
Barolo 2013
Nebbiolo d'Alba Sot 2015

Pietroso

Brunello di Montalcino 2013
Villa Montosoli 2014
Rosso di Montalcino 2016

Poggio Antico

Brunello di Montalcino "Altero" 2004
Brunello di Montalcino "Altero" 2007
Brunello di Montalcino "Altero" 2010
Brunello di Montalcino "Altero" 2012

Poggio San Polo

Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Sanlorenzo

Brunello di Montalcino Bramante 2013
Rosso di Montalcino 2016

Simone Scaletta

Barolo Chirlet Bricco San Pietro 2013
Barolo Bussia 2014
Langhe Nebbiolo Autin d'Madama 2016

Sobrero

Barolo Ciabot Tanasio 2014
Barolo Parussi 2014
Langhe Nebbiolo 2016

Solaria

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Talenti

Brunello di Montalcino Riserva Pian di Conte 2012
Brunello di Montalcino Riserva Pian di Conte 2013
Brunello di Montalcino 2013
Brunello di Montalcino 2014
Rosso di Montalcino 2017

Tassi

Brunello di Montalcino Riserva Franci 2012
Brunello di Montalcino Franci 2013
Brunello di Montalcino Selezione 2013
Rosso di Montalcino 2015

Tenuta Buon Tempo

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino P56 2013
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Tenuta Fanti

Brunello di Montalcino Riserva Vigna Le Macchiarelle 2012
Brunello di Montalcino Vallocchio 2013
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Tenute Silvio Nardi

Brunello di Montalcino Riserva Vigneto Poggio Doria 2012
Brunello di Montalcino Vigneto Mariachiara 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Terre Nere Campigli Vallone

Brunello di Montalcino Terre Nere 2013
Rosso di Montalcino Terre Nere 2016

Uccelliera

Brunello di Montalcino Voliero 2012
Brunello di Montalcino Uccelliera 2013
Rosso di Montalcino Uccelliera 2016

Val di Suga

Brunello di Montalcino Vigna Spuntali 2013
Brunello di Montalcino Poggio al Granchio 2013
Brunello di Montalcino Vigna del Lago 2013
Brunello di Montalcino Val di Suga 2013
Rosso di Montalcino Val di Suga 2016

Ventolaio

Brunello di Montalcino Riserva 2012
Brunello di Montalcino 2013
Rosso di Montalcino 2016

Vietti

Barolo Castiglione 2014
Barolo Lazzarito 2014
Barolo Ravera 2014
Langhe Nebbiolo Perbacco 2015


Ci vediamo a Montalcino!

F.S.R.
#WineIsSharing

Elenco blog personale