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giovedì 17 gennaio 2019

Flaibani - Vigne impervie, micro cantina, grande passione e profondo rispetto in Friuli

Finalmente trovo tempo e modo di raccontarvi di un incontro di vigna e di vita, con una persona che  vive la propria realtà vitivinicola con grande trasporto, quasi fosse nata una sorta di empatica simbiosi tra la vignaiola e le sue viti.
cantina flaibani
Siamo a Cividale del Friuli, in un anfiteatro naturale contornato dalla boschi di castagni, querce e ciliegi selvatici che creano la biodiversità ideale per una viticoltura sostenibile e consapevole.
E' qui che incontro Bruna, vignaiola che conduce con orgoglio la micro-azienda avviata dalla famiglia di suo marito negli anni '70: l’azienda vitivinicola Flaibani. E' proprio dalla storia che ha portato la famiglia Flaibani a fare vino da queste vigne che partirò...
Il vino e, ancor prima, la vigna a casa Flaibani sono una questione di famiglia e tutto ha inizio con la decisione di Pino Flaibani, udinese di nascita, che viveva a Milano, di tornare nella sua terra nativa subito dopo il terremoto del Maggio del 1976 che tanto male fede a queste zone.
Quell'episodio nefasto mosse, però, nel cuore di Pino un sentimento di appartenenza reso ancor più forte dalla volontà di aiutare non solo con piccolo gesti di solidarietà, bensì lavorando stabilmente al fine di dare il proprio contributo alla rinascita del territorio.
E' così che Pino si trasferisce, insieme a tutta la sua famiglia a Cividale del Friuli, in quel piccolo paradiso naturale che sarebbe destinato a divenire il cuore pulsante della micro azienda Flaibani.
La viticoltura è, inizialmente, solo una passione, seppur portata avanti con caparbietà e dedizione, finché, con l'arrivo della pensione, il vino diventa un mestiere a tempo pieno.
Ricordate l'incipit di questo paragrafo? Il vino a casa Flaibani è una questione di famiglia!
E, infatti, Pino non è da solo in quest'avventura, in quanto ad aiutarlo e sostenerlo ci sono anche sua moglie Dorina, la nuora Bruna, i figli Maurizio e Michele e gli amici più cari.
Oggi, è Bruna l'anima dell'azienda e il termine “anima” non è mai stato più opportuno, dato il trasporto e il sentimento con i quali questa bolognese trapiantata in Friuli mi accompagna attraverso il racconto di questa realtà piccola nelle dimensioni e nei numeri ma, al contempo, grande nei valori e nei risultati dalla vigna al bicchiere.
Cammiando nei vigneti dell'azienda, partendo dall'alto della collina, mi rendo subito conto di quanto siano impervi questi terrazzamenti che ospitano piante che vanno dai 10 ai 50 anni di età. Eppure, non è solo per la loro natura ai limiti dell'eroico che Bruna e la famiglia Flaibani hanno scelto un approccio rispettoso a 360°. Il passaggio al bio prima e l'apertura consapevole e convinta ad alcune pratiche dell'agricoltura biodinamica, nonché vinificazioni in sottrazione rappresentano scelte derivate da lucide prese di coscienza, votate all'ottenere il massimo della qualità da vigneti che necessitano la massima attenzione e la minima incidenza dell'uomo.

Conosco Bruna dai primi fortuiti assaggi fatti anni fa al Mercato dei Vignaioli della FIVI a Piacenza e sin dal primo istante a colpirmi fu la sua personalità tanto forte quanto consapevole delle difficoltà alle quali una realtà così piccola, in una terra come il Friuli, può andare in contro. Eppure, annata dopo annata, vendemmia dopo vendemmia, vino dopo vino alcune delle referenze uscite dalla Cantina Flaibani sono state in grado di destare la curiosità degli appassionati e degli addetti ai lavori rendendo questa azienda familiare una vera e propria chicca, capace di stupire con l'unicità dello spettro aromatico che ogni varietale da acquisire in questo particolare contesto e attraverso il sottile equilibrio fra corpo e dinamica che ogni sorso dei vini Flaibani sa offrire. 
I vitigni che concorrono alla produzione dei vini Flaibani sono: Schioppettino, Refosco dal Peduncolo Rosso, Cabernet Franc (Carmenère), Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Grigio e Friulano, proveniente in parte da una vecchia varietà dal Peduncolo Rosso.
bruna flaibani
Da questa uve Bruna, con l'aiuto di suo marito e suo suocero produce vini estremamente nitidi e dalla personalità distintiva.
riviene vino bianco flaibani
Partiamo dal Riviere 2016, un Tocai Friulano in purezza, fuori dal comune sia in termini varietali che organolettici. E' Bruna stessa a mostrarmi le evidenti differenze genetiche fra il biotipo rosso (in parte utilizzato per produrre questo vino) e quello verde.
tocai peduncolo rosso
Una varietà rara quella del "Tocai" dal peduncolo rosso, in grado di acuire in maniera più pronta le peculiari sfumature tioliche al naso e un'intensa freschezza al sorso. Il sale non manca, ma è la persistenza gustativa a farsi riverbero liquido e saporito della luce emessa da questo cangiante vino.
pinot grigio ramato flaibani
Il suo Pinot Grigio Ramato 2016 mi fa sempre più pensare a quanto questo vino possa fare da traino non solo a questa realtà ma anche a un intero territorio. La macerazione dona note che tendono al suo progenitore “nero”, lasciando scorgere note floreali nobili come la rosa intrecciata a profili più mediterranei agrumati e balsamici. Il sorso è intenso ma longilineo, slanciato nel suo incedere fermo e sicuro, il finale asciutto e sapido è la chiosa ideale per confermare l'equilibrio generale.
vino flaibani schioppettino
Tra i rossi spicca lo Schioppettino 2016, che mi ha stupito più volte con la sua intrigante speziatura, perfetta anticamera di un sorso dritto, fine e profondo nel suo allungo ferroso. Un grandissimo rosso contemporaneo, prodotto seguendo pedissequamente la tradizione. 
cabernet franc friuli flaibani
Notevole anche le interpretazioni del Cabernet Franc che nell'annata 2013 mostra un varietale per nulla eccedente nelle note vegetali, forte dell'ormai consueto (per i vini Flaibani) equilibrio fra freschezza e struttura, fra agilità di beva e intensità gustativa.

Un'eleganza spontanea, semplice eppur così complessa se si pensa alla natura impervia dei vigneti e alle dotazioni della piccola cantina Flaibani. Una realtà che annovererei di diritto fra quelle “garagiste” nell'accezione più positiva e artigiana del termine.
Un luogo unico, in cui nascono vini pregni di personalità, forti di un'identità che trascende il tema unico del varietale o del territorio e ancor meno quello enologico, mostrando l'unicità del rapporto sinergico fra tutti e 3 gli elementi portanti di quella meravigliosa costruzione chiamata vino: la vite e il suo vitigno, il territorio e il suo pedoclima, il/la vignaiolo/a e il suo approccio agronomico ed enologico.


F.S.R.
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